mercoledì 29 febbraio 2012

Recensione: “Quando l'oscurità avanza” di Lucrezia Sordelli

Titolo: Quando l'oscurità avanza
Autore: Lucrezia Sordelli
Editore: Arduino Sacco
Pagine: 122
Prezzo: 13,50 euro
Pubblicazione: 2010

Sinossi
Una panoramica delle sensazioni umane. Qualcosa di poco comune, ma di esistente. Attraverso situazioni estreme o surreali, un viaggio di sola andata verso la parte più infida e oscura che ognuno di noi cerca di celare.

Recensione
Si leggono d'un fiato i 29 racconti noir di Lucrezia Sordelli, e soprattutto perché stesi in una forma che riassume il racconto alla poesia. Di sicuro un'idea originale e un buon metodo per non stancare il lettore, tenendolo sul filo del rasoio, impotente, a leggere gli argomenti che, come dice il titolo, hanno come tema centrale l'oscurità. Oscurità che può essere l'ombra, la morte, il sangue, i vampiri e tanto altro.
Inoltre, come dice la stessa Sordelli, le frasi sono volutamente brevi, concise, intense, per dare un ritmo veloce ai testi. Anzi, a volte la lettura si fa talmente potente, energica, efficace e rapida che si vorrebbe saperne di più. Perché, diciamocelo, sono racconti coinvolgenti, forse quelli che attirano di più l'immaginario collettivo e che si fanno leggere da tutti, anche da chi non legge il
genere trattato. Forse con un occhio di riguardo per i più giovani e i più facilmente impressionabili.
A proposito dei temi trattati, non si può certo dire che l'autrice abbia avuto dei freni. Tutt'altro. Il sangue è più volte preso in considerazione, al pari dei vampiri. Ma al di là del fantastico, temi sempre attuali come la violenza fisica, la follia che spinge i serial killer ad uccidere le loro vittime, il suicidio, non mancano. Questo potrebbe far storcere il naso ai benpensanti, e invece,
seppure bisogna ammettere che alcuni racconti siano crudeli, forti, esagerati, altri sono scritti talmente bene da indurre a leggerli e rileggerli affinché rimangano impressi nella mente. Il merito è delle parole usate, e che di certo non sono le prime o prese a caso, ma sono il frutto di riflessioni profonde, forse persino più vecchie della loro giovane autrice.
Infine, non bisogna dare nulla per scontato, come pensare di aver capito tutto, perché pur sempre restando fedele alla trama, ci si può imbattere in un qualcosa di diverso. Tanto per fare un esempio, prendo in prestito alcune frasi sparse di “Eternamente tu”, dedicata alla morte.
“Le lacrime scendono, rigano un volto sfigurato dal tempo. Il tempo trascorso ad aspettarla, con quel bruciante desiderio di abbracciarla e di essere cullata tra le sue braccia.
Ma lei non giunge.

Pensi a questa vita.
Amara vita, vita di rimpianti vissuta negli infidi pregiudizi del prossimo.
Amara sofferenza, teatro di orrori, palcoscenico blasfemo di anime che si contorcono in una volgare danza di braccia e gambe, corpi e lingue.

Compiacermi nel mio dispiacere.
Aspetti che il tempo aggiusti le cose. Ma esso che altro è se non un bruciante gioco, ingannevole e meschino? Nel tempo cresciamo, scopriamo, impariamo e amiamo.
Ah l'aspro amore, amore beffardo, amore ingenuo, amore testardo, amore tenero. Amore crudele.
Ferita nell'anima. Incurabile.
Amore che piacque e piace all'umana stirpe, amore che non tange un'anima persa nell'oblio dei pensieri.
Amore che conquista, amore che fa disperare. Amore che ammalia, amore che crea, amore che distrugge.

Amate allora, anime profane, il raggio di sole che illumina il sorriso di una persona stanca e appesantita dai doveri della vita, e ne rimarrete confusi.

Amate la finzione. Sì, forza, fingete. Fingete che tutto andrà bene, che tutto sarà eterno.
Ma solo una cosa è eterna.
Oh sì, così eterno è il viso di colei che nei nostri animi mai si cela.
Colei che mai dà, ma che prende.
Colei che è la mano sinistra di Dio.
Eternamente tu, mia Morte.”

Non credo serva a molto aggiungere altro, perché tutto si commenta da solo. L'unico neo del libro? Forse la brevità. O forse è tutto fatto apposta, per indurre i futuri lettori a sperare in altre
riflessioni, in altri pensieri, in altre oscure verità.

martedì 28 febbraio 2012

Anteprima: "Blood Magic" di Tessa Gratton

Un paranormal romance che fa vivere il brivido oscuro della magia nera. Una storia travolgente che mescola come ingredienti magici amore, mistero e stregoneria.
Il romanzo è già stato venduto in 18 paesi, tra cui Inghilterra, Francia, Germania e Spagna.

Titolo: Blood Magic
Autore: Tessa Gratton
Editore: Piemme
Collana: Freeway
Prezzo: € 16,00
In libreria dal 6 marzo 2012
Sinossi
Silla è disposta a tutto pur di scoprire cosa è successo davvero la notte che i suoi genitori hanno perso la vita, anche a provare gli incantesimi del misterioso libro trovato all’improvviso sulla soglia di casa sua. E poi c’è Nick, il ragazzo che ha incontrato nel cimitero di fianco a casa: anche lui nasconde un segreto e conosce la magia. Uniti dal destino e da una fortissima attrazione, Nick e Silla dovranno combattere contro la presenza oscura che vuole entrare in possesso del libro e di tutto il suo potere.

“L’amore sepolto nei cimiteri e il linguaggio sussurrato del sangue.
Adoro questo libro.”
Maggie Stiefvater autrice besteller del New York Times con la serie Wolves of Mercy Falls

“La scrittura scorre in maniera travolgente disvelando l’incredibile storia.”
Recensione su Amazon.com

Tessa Gratton
Prima di diventare una scrittrice avrebbe voluto fare la paleontologa o la strega.
Questo è il suo primo romanzo pubblicato in Italia.
L’autrice è amatissima in rete, il suo sito è seguito da migliaia di fans (tessagratton.com) tiene un vlog (tessagratton.com/extras/vlogs) e collabora anche a un blog di fiction collaborativa: (merryfates.com).

Recensione: "La Valle dei Dimenticati" di Roberto Re

Titolo: La Valle dei Dimenticati
Autore: Roberto Re
Editore: Sangel Edizioni
Pagine: 624
Prezzo: 18,00 euro
Pubblicazione: 2011

Sinossi
Un mondo in cui non si sogna più è lo scenario nel quale si muove Charynn, donna del popolo dei Kimòmenios (antica popolazione che ha imparato a catturare i sogni della gente e servirsene per i propri studi) che ha uno scopo vitale: trovare gli umani che hanno ancora il potere di sognare e portarli nella sua terra, la Katachnia, in modo da consegnarli nelle mani dei Sognatori del suo popolo, i Demosoneiros, e farli diventare Dragonieri. Un’antica casta che, per secoli, ha mantenuto l’ordine sulla terra e che ad un certo punto, accusata di malvagità varie, è stata costretta ad auto-esiliarsi in un posto sconosciuto nascosto agli occhi degli uomini.
Un compito che Charynn esegue da secoli, da quando una maledizione lanciata da un Demosoneiros reietto ha segnato la loro strada: tutte le donne Kimòmenios sono diventate sterili e solamente attraverso il potere dei sogni potranno sconfiggere Kometek, colui che ha lanciato la maledizione, e restituire il futuro al loro popolo.
Ma la strada è tutt’altro che semplice: spostandosi nel resto del mondo per rintracciare le persone contattate dai sogni (un giovane di 16anni che non è mai uscito dalla fattoria dei genitori, un principe che deve difendere l’ultimo baluardo della sua terra in un castello assediato dalle forze nemiche, l’ultimo abitante di una antica terra scomparsa che è sotto l’influsso di una possessione demoniaca e una coppia di ragazze lesbiche costretta a nascondere il loro legame), Charynn correrà grossi rischi per riuscire a portare a termine la sua missione, ostacolata dallo stesso Kometek, il quale non è altri che suo marito.
Ma Charynn non può sapere che le cose non stanno esattamente come ha sempre pensato, come sempre le sono state raccontate da Anthalos, il signore del suo popolo. E quando verrà a saperlo e tutte le convinzioni sulle quali si era appoggiata, e con le quali si era fatta forza per superare il presunto tradimento di suo marito, crolleranno, allora dovrà trovare la forza per aprire la sua mente a ciò che non vorrebbe credere.
Perché “talvolta ciò che appare non è, e ciò che è, è meglio che non appaia”…

Recensione
Un altro fantasy per la casa editrice Sangel in cui i sogni ricoprono un ruolo principale, anche se qui vengono trattati in maniera completamente diversa, come "veicoli" di informazioni (e non come entità).
Secondo romanzo per Roberto Re, rimasto fedele anche stavolta al genere.
Il volume in questione è strutturato come se fossero 4 libri in 1, per un totale di 624 pagine.
"La Valle dei Dimenticati" attinge alle figure classiche del filone tradizionale: un ragazzo dalle umili origini trascinato in vicende più grandi di lui che lo formeranno e lo renderanno un uomo, un principe con un regno da difendere, una guida magica con il suo potente bastone (anche se quest'ultima, in quanto a saggezza, lascia moltissimo a desiderare e vi accorgerete del perchè seguendo lo sviluppo della storia), draghi e dragonieri, una maledizione da spezzare, un nemico spietato che trama nell'ombra, intrighi e inganni, guerre devastanti alle porte. I prescelti, che hanno già una vita piena di problemi e segnata da errori e orrori di ogni tipo, saranno letteralmente costretti ad assumersi carichi ancora maggiori in nome di un "destino" e di una "missione" che li attende da qualche parte e della quale verranno per lungo tempo tenuti all'oscuro.
Ma a tutto questo l'autore aggiunge elementi innovativi per il genere di cui si sta parlando: la presenza di due ragazze lesbiche (indice di un desiderio di voler rendere ancora più credibile il genere fantasy, avvicinandolo a situazioni quotidiane che appartengono alla realtà e liberandolo dai tabù) e di un uomo posseduto da ben due demoni (uno dei quali è un mutaforma - qui chiamato "cambiaforma" - figura che appartiene al patrimonio delle "leggende metropolitane" e che di conseguenza sarebbe più facile da trovare nei più moderni Urban Fantasy).


Il primo libro è dedicato alla presentazione e all'introduzione dei principali personaggi che, come già accennato, nel corso della storia si ritroveranno, loro malgrado, a dover condividere lo stesso destino.
La partenza è lenta e complicata, perchè all'inizio solo uno dei 4 "prescelti" viene raggiunto dalla guida magica incaricata a trovarli e riunirli tutti. Gli altri sono tutti dispersi: chi in fuga, chi impegnato in un viaggio disperato alla ricerca di aiuto per il suo regno sotto assedio, chi vaga spinto soltanto dall'istinto. In principio li vedremo alternarsi in capitoli brevi, dalla lunghezza che va da un minimo di 1 a un massimo di 4 pagine. Dalla seconda metà del secondo libro le vicende si faranno più complesse e di conseguenza anche i capitoli si allungheranno, fino ad arrivare a 11 pagine.

Il primo personaggio che conosciamo è Sandor, un ragazzo semplice, onesto, che al principio della storia ha 14 anni e vive con la sua famiglia di contadini.
Come si legge dalla sinossi, tutta l'umanità ha dimenticato di possedere la capacità di sognare, semplicemente perchè i sogni di tutti vengono "rubati" da un popolo di cui nessuno ricorda l'esistenza prima che essi possano memorizzarli. Sandor è uno dei pochi ai quali alcuni sogni rimangono impressi nei ricordi e in virtù di questa capacità viene raggiunto da una donna che, dopo averlo tenuto sotto osservazione per un certo periodo di tempo sotto le mentite spoglie di un'anziana, una notte, in gran segreto, lo trascina fuori dalla sua casa e lo allontana definitivamente dalla sua famiglia, dicendogli che lo attende un compito molto importante che lo terrà impegnato per il resto della sua esistenza. In seguito la donna rivelerà le sue vere sembianze: pur avendo 700 anni, infatti, ha un aspetto giovane ed è molto bella. Il suo nome è Charynn.
A questo punto apro una piccola parentesi personale, che però è attinente, almeno in parte, con la recensione...
Pochi giorni fa, leggendo un altro romanzo fantasy, pensavo di aver individuato in uno dei protagonisti il personaggio più odioso mai incontrato in un libro. Con Charynn mi sono dovuta ricredere: l'antipatia che ho provato per lei supera di gran lunga quella che ho provato per qualunque personaggio presente in letteratura.
Questo "odio" è stato in assoluto il sentimento più forte che abbia mai provato verso un personaggio presente in un libro, sentimento che pur essendo negativo segna un punto a favore per Roberto Re, perchè significa che la sua storia riesce a far immedesimare i lettori.
Charynn ha un atteggiamento imperioso: è presuntuosa, arrogante, impulsiva, insensibile e irritante. Decide cosa è meglio per se e per gli altri, s'intromette nelle questioni private degli altri personaggi (come quando interviene nel rapporto tra Klara e Aloys) senza il minimo tatto se reputa che questo possa rappresentare un problema per i suoi interessi.
Irrompe nelle vite dei poveri "prescelti" non solo privandoli della loro libertà e del diritto di scelta, ma lo fa senza fornire loro alcuna spiegazione, lamentandosi addirittura per le loro leggittime domande e liberatorie lamentele, ingannandoli, calpestando i loro sentimenti e non avendo alcuna considerazione nè di loro come persone nè dei loro problemi e dei loro legami.
L'unico che sembra penetrare la sua armatura è il giovane Sandor (ma comunque non illudetevi che si lasci andare ad atteggiamenti molto materni nei suoi confronti).
Il suo è un comportamento che ho sempre trovato odioso nella figura dei saggi o delle guide magiche, per questo motivo quando ho dovuto ricorrere io stessa a una figura del genere l'ho resa più loquace e comprensiva e ho dato al mio protagonista la libertà di scelta che non avrebbe mai avuto in un fantasy di stampo classico.
Charynn è uno di quei personaggi ai quali non piace essere usati e ingannati, ma che poi fa esattamente questo con gli altri per raggiungere i suoi scopi. Per quanto buone o nobili siano le sue intenzioni, si comporta in modo ingiusto, riversa la sua frustrazione, il suo odio e la sua rabbia contro chi le sta attorno, facendo così pagare a molti altri una condizione che in fin dei conti è stata causata proprio da dal suo popolo e poi continuata dando il suo contributo.
Nemmeno una volta si pone degli scrupoli, chiedendosi in virtù di quale giustizia è pronta a sacrificare la vita di molte altre persone e di tutti quelli a esse collegate (per esempio la situazione del principe, dal cui viaggio in cerca di aiuto dipende la salvezza di tutta la sua gente), per riportare la pace nella sua terra ed evitare l'estinzione del suo popolo, popolo che è unico responsabile della maledizione che lo ha colpito e del pericolo che minaccia il resto del mondo. Non solo lei non avrebbe il diritto di pretendere l'aiuto di altri, ma ricorre pure a bugie e alla forza per costringere gli altri a darglielo.
Il suo spessore psicologico è molto più marcato rispetto a quello degli altri personaggi, sui quali, infatti, si impone senza una minima difficoltà: se si potesse fare un'analisi psicologica, risulterebbe una maniaca del controllo, la cui forza e prepotenza sono in realtà espressione di debolezza, fragilità e ingenuità.
Non è fatto mistero nella sinossi sull'evoluzione delle vicende: lei è la prima a essere stata vittima di un enorme inganno e agendo in modo impulsivo, accecata dall'odio, non si è minimamente posta alcuna domanda per 700 lunghissimi anni, credendo su due piedi a ciò che le veniva inculcato, non esitando nemmeno un momento a credere che la persona che amava l'avesse tradita e abbandonata
Si renderà ridicola quando rinfaccerà al marito le conseguenze  causate dal comportamento suo e del suo popolo e le scelte che ha compiuto, dal momento che sono gli stessi che lei ha tenuto con i "prescelti".


Passiamo agli altri personaggi...
Lawell è un principe, abituato a comandare un popolo e a dirigere un esercito. Per mesi il suo regno è stato messo sotto assedio dagli Oester, un esercito nemico. Un uomo all'apparenza forte, coraggioso, che per salvare la sua patria, la sua famiglia e la sua gente affronta l'impervia catena montuosa dalla quale si dice che nessuno sia mai tornato indietro. Nonostante queste premesse, nel secondo libro si rivela molto più debole di quanto ci si aspetterebbe da chi ricopre un ruolo come il suo: quando Charynn si intromette nella sua vita per appioppargli l'ingrato compito di "prescelto, senza possibilità di replica", lui si lascia zittire e si fida su due piedi di una falsa promessa che la donna gli propina come contentino per tenerlo a bada, perchè lui gli serve per il suo scopo.
Da parte di un principe, per quanto stanco da mesi di assedio e disperato (anzi proprio per questi motivi), mi sarei aspettata diffidenza e una maggiore resistenza, soprattutto dato il modo in cui lo tratta la donna, che si riferisce al suo regno come "un piccolo pezzetto di terra", sminuendo così non solo il suo popolo e la sua patria ma anche minimizzando il grave pericolo che corrono tante vite innocenti.
E gli ci vuole poco tempo prima che si abitui e si lasci distrarre dal nuovo "destino" affibbiatogli.
Quando recupera lucidità e si rende conto di aver dato retta ciecamente a una sconosciuta che l'ha trattenuto contro la sua volontà con l'inganno, ho pensato subito "Finalmente, era ora che si svegliasse! Fatti sentire!". Peccato che le cose siano andate diversamente di come speravo.
Aloys e Klara sono le due amanti che, come detto, rappresentano una delle novità del romanzo. Caratterialmente ed esteticamente sono agli antipodi: Aloys ha i capelli lunghi, lischi e biondi, ha una carnagione chiara, è molto timida, insicura e delicata; Klara ha i capelli ricci e bruni, la carnagione abbronzata, è loquace, spigliata, intraprendente, sfacciata e ha un carattere forte e sicuro. Delle due quest'ultima mi sta più simpatica, anche perchè è una delle poche persone alle quali l'autore concede l'onore di rimbeccare Charynn, anche se in pochissime occasioni (purtroppo).
Kometek è il grande nemico e fa la sua comparsa "fisica" dal secondo libro in poi. Al contrario da come ci vengono presentati i fatti, appare come un uomo buono, ancora innamorato di Charynn (mi sono chiesta come facesse ad amare un'essere così odioso, ma lasciamo stare), spinto a commettere atti criminali unicamente per difendersi. Dal primo momento in cui ha fatto la sua entrata in scena è stato uno dei due personaggi che ho seguito con maggiore interesse (non dico che mi sono "affezionata" perchè non mi ha coinvolta in modo profondo, ma di sicuro è stato uno dei miei preferiti). Pur avendo un ruolo determinante, Kometek fa poche apparizioni in tutto il volume, concentrate soprattutto nell'ultimo libro.
Un'altro personaggio che si è arrirato le mie simpatie è Kjaer (l'uomo posseduto dal cambiaforma e da un altro demone), che una volta libero si rivela un tipo tranquillo, pratico, leale, che non si fa mettere minimamente in soggezione da Charynn (ulteriore motivo per cui ha ottenuto la mia stima). Peccato che il suo carattere schivo e riservato lo porti a mettersi poco in mostra nel corso della storia: è quello che ha meno spazio di tutti e lo si vede agire di più soltanto nei paggaggi cruciali.
Anthalos è un altro personaggio abbastanza contraddittorio: a volte è estremamente ingenuo, altre volte riesce a capovolgere una situazione in suo favore. Lui, Deyter, Galael e pochi altri personaggi di "contorno", invece, mi hanno lasciata indifferente.

Il primo capitolo dell'ultimo libro segna una brusca accelerata di 5 anni in avanti: ottima scelta, visto che nei precedenti capitoli, seguendo Lawell, abbiamo già visto quali erano i compiti che attendevano questi "prescelti": se l'autore avesse dovuto riprendere le stesse cose per gli altri 4, il libro si sarebbe allungato di almeno altre 200 pagine.

In conclusione, la storia è generalmente ben scritta, piacevole, e segue un percorso lineare, grazie al quale è possibile prevedere con un discreto anticipo quello che accadrà in seguito, le varie fasi e i passaggi che seguiranno, l'evoluzione dei rapporti tra i vari personaggi e l'epilogo.
Data la mole e la lunghezza del romanzo, alcuni concetti e situazioni vengono ripetute per aiutare il lettore a non perdere il filo e l'autore a non cadere in contraddizioni (contraddizioni che Roberto Re è stato molto bravo a evitare).
Come già detto, il finale è lineare, come il resto della storia: può risultare facilmente prevedibile se si è seguita la lettura con attenzione, tranne che per un unico avvenimento cui ovviamente non posso fare riferimento, altrimenti rovinerei la sorpresa.
La prevedibilità, tuttavia, non è un elemento che danneggia il romanzo: non è lampante per tutti (chi non è abituato a leggere fantasy molto probabilmente rimarrà sorpreso dalla piega che prendono gli eventi) e non incide con un anticipo tale da rendere banale la lettura del testo, perchè è proprio andando avanti con la lettura che è possibile capire come si evolverà man mano il resto, fino al finale, che personalmente mi ha lasciata molto soddisfatta e appagata.

lunedì 27 febbraio 2012

Anteprima: "Il canto delle ombre" di Camilla Morgan Davis

"Due sono le vie per le ombre dei sogni: una è di corno, l’altra è d’avorio."

Titolo: Il canto delle ombre
Autore: Camilla Morgan Davis
Editore: Zero91
Pagine: 272
Prezzo: 17,00 euro
In libreria dall'8 Marzo 2012
Sinossi
Maila trascorre le sue giornate chiusa nella sua stanza ad Amadriade, ascoltando musica e supplicando la Luna di aiutarla a cercare Ren, il suo amore, il suo Othar. Lei è sempre più convinta che lui sia vivo, tenuto prigioniero dai Disincarnati.
Chiede alla Luna una nuova visione, un nuovo sogno, per rivederlo e scoprire il luogo in cui si trova, ma Maila ignora che i sogni sono popolati da Demoni chiamati Velatori, che vogliono cibarsi della sua carne per raggiungere l’immortalità.
Scoprirà che la realtà è più terribile dei suoi incubi: i Disincarnati, gli antichi nemici dei licantropi, non solo hanno allestito una cellula segreta in un paese dimenticato della Serbia in cui tengono prigionieri i muta forma, ma stanno cercando il luogo in cui da secoli è custodita l’Arma Celeste, un pericoloso veleno in grado di sterminarli.
Maila sarà nuovamente chiamata ad adempiere al suo ruolo di Prescelta, lasciando Amadriade per mettersi in viaggio verso la città serba di Alibunar, con la speranza che proprio li si trovi anche Ren. Affronterà una nuova avventura con la speranza di non fallire, proteggendo il popolo degli uomini lupo, se stessa e il suo Othar.

Camilla Morgan-Davis (Sanremo, 1982) allo scoccare della mezzanotte inizia a scrivere.
Di giorno si occupa di scienze sociali e letteratura on-line.
Il canto delle ombre è il secondo romanzo. Il canto della notte, il primo libro, è stato acquistato in Olanda dalla casa editrice Baeckens books.

domenica 26 febbraio 2012

Recensione: "Portrait" di Joyce Lussu

Titolo: Portrait
Autore: Joyce Lussu
Editore: L'asino d'oro
Collana: Omero
Pagine: 150
Prezzo: 12,00 euro
Pubblicazione: 2012

Con Portrait, l’autobiografia di Joyce Lussu, si inaugura Omero, prima collana di narrativa della casa editrice L’asino d’oro. Omero, che prende in prestito il nome dal “padre di ogni narrare”, si caratterizza per una forte attenzione alla scrittura, allo spessore e all’originalità, attraverso la pubblicazione di titoli sia stranieri, che italiani ed esordienti, con particolare attenzione alle autobiografie e ai saggi.

Portrait è la sardonica e spassionata autobiografia di una donna irriducibile: dalla Firenze degli anni Venti alla Heidelberg di Jaspers, dalla clandestinità alla guerra antifascista, dall’incontro con il grande patriota Emilio Lussu ai viaggi alla ricerca di poeti da tradurre, da Giustizia e Libertà al ’68, dalle lotte femministe a quelle del popolo curdo e più recentemente a quelle ambientaliste.
Nelle pagine di quest’opera scorre la picaresca esistenza della scrittrice, traduttrice e partigiana Joyce Salvadori Paleotti, più nota come Joyce Lussu, dal cognome del marito Emilio, rivoluzionario sardista, leader di Giustizia e libertà e poi ministro negli anni cruciali della costruzione dell’Italia nel dopo guerra.
Joyce era una donna che non voleva essere considerata speciale. Una donna vitale, intelligente, coraggiosa che, raccontando se stessa ha svelato pensieri e passioni, denunciando, con una genuinità e immediatezza spesso disarmanti, verità enormi e problemi di tutti i giorni, sia politici che umani.

Vitalità e affettività sono le parole che emergono naturalmente dalla lettura di quanto Joyce Lussu racconta; dalla fantasia, il coraggio, la forza con cui narra. La sua è stata una continua ricerca di uscire dai binari, di trovare altre strade, altri sensi, e questa ricerca è l’ossigeno che ha alimentato la sua vita, il filo rosso che le ha consentito di affrontare i limiti e le durezze dell’epoca e della vicenda politica in cui è esistita.

La Lussu racconta del periodo vissuto con i genitori: una vita “ricca e stimolante”. Affettiva e presente la figura del padre che, nonostante la mancanza di denaro, ha regalato alla figlia il dono più prezioso che potesse ricevere: l’erudizione. Seguono il primo scontro con il fascismo, l’insurrezione, la fuga e l’impegno politico. Arriva poi l’amore, “immediato e totale”.
Nella deflagrazione interiore innescata dal primo sguardo c'era già tutto: dall'intensa attrazione fisica al sincero rispetto, dal bisogno di affetto alla passione politica”, racconta la Lussu senza pudori. Emilio le insegnerà molte cose, sia dal punto di vista politico che umano. Attraverso di lui conoscerà un mondo nuovo. Inconsapevolmente la Lussu costruirà un rapporto uomo-donna diverso; tenterà di superare la tradizionale immagine della donna regina della casa: “Se fossi rimasta in casa ad aspettarlo, l'avrei annoiato”. Fino all’esperienza della maternità, con tutte le sue angosce e le sue domande senza risposta.

La sua grande personalità e il suo bisogno continuo di reinventarsi le faranno intraprendere il lavoro di traduttrice, il quale la spingerà ad accostarsi alla poesia rivoluzionaria del Terzo mondo.
Alla ricerca di poeti da scoprire, sempre figure ribelli e intense, inizierà a girare il mondo, da sola: da Cuba alla Cina, dall’Albania al Kurdistan, dall’Algeria al Congo, all’Angola. Avrà modo così di tradurre poesie tra le più belle al mondo, in particolare le opere del poeta Nazim Hikmet.

Attività politica, interessi personali, affetti, identità sociale, speranze concrete per il futuro: tutto questo era Joyce Lussu, senza mai perdere la sua vitalità, il suo entusiasmo, il suo pensiero e la sua ricerca personale, mai come ora un vero punto di riferimento per tutti.
Joyce Lussu, “una donna per”, come lei stessa si definì, ossia costruttiva, generosa, capace di vedere il lato positivo e le possibilità della vita.

Alla vita

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni pianterai un olivo
non perché resti ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
e la vita peserà di più sulla bilancia.

Nazim Hikmet

venerdì 24 febbraio 2012

Anteprima: "L'eredità di Jenna" di Mary E. Pearson

Dal 7 marzo in libreria l'atteso seguito di "Dentro Jenna", il distopico che ha fatto impazzire l'America: "L'eredità di Jenna" di Mary E. Pearson.

Titolo: L'eredità di Jenna
Autrice: Mary E. Pearson
Editore: Giunti
Collana: Y
Pagine: 448
Prezzo: € 14,50
In libreria: 7 marzo

Sinossi
Jenna, Kara e Locke, tre amici inseparabili, tornando da una festa rimangono uccisi in un terribile incidente. I loro corpi non possono essere salvati ma le loro menti vengono tenute in vita e intrappolate in un computer. Jenna è la prima a risvegliarsi con un corpo artificiale grazie a un esperimento di biotecnologia avanzata. Kara e Locke invece vengono dimenticati e rimangono in un lunghissimo limbo dove esistono solo i loro pensieri e i loro sentimenti. Passano gli anni e poi i secoli e finalmente Locke e Kara si trovano di nuovo nelle loro sembianze, riprodotte in laboratorio. Ma il mondo in cui si risvegliano è un luogo estraneo dove tutto e tutti quelli che conoscevano sono ormai scomparsi. Tutti tranne Jenna Fox.

Estratto
Mi sorride con due occhi freddi come il ghiaccio. Non riesco a smettere di fissarla, ma so che sarebbe la cosa migliore da fare. Non riesco a smettere di fissarla perché lei ha un vantaggio su di me. Non riesco a smettere di fissarla per una ragione che lei conosce fin troppo bene. Perché la amo. Lei è tutto quello che ho.

Mary E. Pearson è un’autrice pluripremiata di romanzi YA. Fra le sue opere troviamo The Miles Between, Scribbler of Dream e A room on Lorelei Street.L’eredità di Jenna è l’atteso seguito di Dentro Jenna che si è aggiudicato premi prestigiosi come l’ALA Best Books for Young Adults e di cui la 20th Century Fox ha acquisito i diritti per la trasposizione cinematografica.

Segnaliamo un'interessante initiziativa della casa editrice Giunti Y:
VINCI "L'EREDITà DI JENNA" COLLABORANDO AL BOOKTRAILER.

Sappiamo quanto siete creativi e vi lanciamo una sfida: il booktrailer originale di “L’eredità di Jenna” (lo potete vedere a questo link) non ci sembra all’altezza della potenza del romanzo.
E’ una sfida difficile che richiede delle competenze che forse molti di voi non hanno.
E' per questo che vogliamo lavorare insieme a voi per creare un booktrailer più....‘figo’.
Accettiamo suggerimenti per immagini, musica e testo, o piccole porzioni di video.
Date sfogo alla vostra creatività: non importa saper usare Photoshop, usate penne, pennarelli, matite, e il cellulare! Macchina fotografica, telecamera, PowerPoint e qualsiasi altra cosa vi venga in mente…
Perché lo dovreste fare? Perché è divertente e perché sicuramente vi regaliamo qualcosa.
3 copie del libro in assoluta anteprima ai più solerti e creativi.
Come sempre la scelta sarà a insindacabile giudizio della redazione Y.
Il libro esce in tutte le librerie il prossimo 7 marzo perciò aspettiamo il vostro materiale entro
mezzogiorno del 29 febbraio.
Per maggiori informazioni cliccate QUI.

Recensione: "Stolen - Figlia della luna" di Kelley Armstrong

Titolo: Stolen - Figlia della luna
Autore: Kelley Armstrong
Editore: Fazi
Collana: Lain
Pagine: 535
Prezzo: € 16,00
Pubblicazione: 2012

Stolen - Figlia della luna (Fazi editore) è l’atteso seguito di Bitten - La notte dei lupi, e secondo volume della saga urban fantasy per adulti Women of the otherworld, opera della scrittrice statunitense Kelley Armstrong.

Stonehaven, stato di New York. Sotto la superficie della realtà ordinaria si annida un misterioso universo magico popolato da creature soprannaturali: licantropi, streghe, vampiri. Questo è l’universo di Kelley Armstrong e delle sue irriducibili protagoniste, le Donne dell’altro mondo, “Women of The Otherwold”. E' qui che vive Elena Michaels, l’unica donna licantropo esistente.
Elena è tornata da Clay, il suo compagno mannaro al cui amore si era finalmente arresa in Bitten. Ora il suo compito è monitorare il "web" per assicurarsi che i "bastardi", licantropi che non appartengono al Branco, non attirino troppo l'attenzione su di sé rivelando al mondo l'esistenza della razza mannara. Tutto sembra filare liscio, finché sul sito believe.com, Elena non s'imbatte in un post solo all'apparenza bizzarro: "Licantropi. Vendesi preziose informazioni". Dietro la pubblicazione ci sono due potenti streghe, Page e Ruth Winterbourne, che tentano di avvertirla: Ty Winsloe, un magnate della rete, sta infatti mettendo insieme una collezione privata di specie dotate di poteri paranormali per tentare di distillarne le qualità magiche e venderle, poi, al miglior offerente. Anche Elena cadrà nella rete, ma la sua eccezionale tempra le darà la forza di liberarsi e accettare, finalmente, la sua natura di licantropo.

Il primo capitolo della saga ha spopolato in Italia vendendo oltre 20.000 copie ed è entrato subito tra le prime posizioni dei libri più venduti anche in ogni altro paese del mondo dagli Stati Uniti all'Inghilterra, dalla Francia alla Germania, dalla Spagna al Giappone. Con questo secondo romanzo, la Armstrong si conferma una scrittrice talentuosa, grazie al suo stile narrativo scorrevole, coinvolgente e di sicuro impatto, che attira il lettore e gli consente di sentirsi partecipe della storia dalla prima all'ultima pagina.
Il volume precedente era incentrato essenzialmente sulla difficoltosa accettazione della natura di licantropo da parte di Elena e sul tormentato rapporto d’amore della stessa con Clay; questo secondo capitolo vede invece nascere una serie di dinamiche più complesse, di un certo spessore, e offre al lettore la possibilità di conoscere le diverse “Donne dell’altro mondo” che saranno protagoniste dei prossimi romanzi.
Brava la Armstrong nella caratterizzazione dei personaggi. Elena possiede una delle personalità meglio delineate nell'intero panorama dell’urban fantasy: lungimirante, spavalda, irriverente, aggressiva, indipendente, ma con le sue insicurezze e fragilità. Ciò che rende "reale" Elena è la sua umanità, che si palesa nei suoi timori, nelle sue debolezze, nel suo senso di rivalsa dopo un passato turbolento. Una perfetta eroina hard-boiled che cattura il lettore e lo spinge a seguirla nella sua avventura.
Non solo Elena, ma tutti i protagonisti che popolano il mondo creato dalla Armstrong risultano credibili, ben caratterizzati, facilmente incasellati dal lettore e in qualche modo si ribellano ai cliché della urban fantasy literature.
Molto accurate e minuziose le descrizioni di luoghi e persone, anche se forse l’eccessiva ricerca del dettaglio rischia di appesantire la lettura. La trama è stimolante, ben intrecciata e risulta convincente. Il linguaggio è preciso e scorrevole, la lettura procede fluida e incalzante. La scrittrice si dimostra capace di creare la giusta suspense, giocare con il lettore facendolo cuocere al punto giusto, fino a condurlo ad un epilogo inatteso.

Stolen - La figlia della luna è un romanzo ricco di mistero, azione, colpi di scena e segreti da svelare. Un libro che senza dubbio soddisferà le aspettative degli amanti del genere urban fantasy, promettendo pagine di evasione mozzafiato e una vicenda che terrà il lettore con il fiato sospeso fino all'ultima parola.

mercoledì 22 febbraio 2012

Recensione: “La mia canzone per te” di Monica Portiero

Titolo: La mia canzone per te
Autore: Monica Portiero
Editore: Gruppo Albatros Il filo
Collana: Nuove Voci
Pagine: 62
Prezzo: 10,00 euro
Pubblicazione: 2010

Sinossi
La folla è in attesa, i fan in delirio attendono che la sua figura eterea compaia sul palco. Le struggenti note della canzone “Uccidimi” li fanno ondeggiare a ritmo, i loro corpi sudati e stretti l'uno all'altro sono lì per lei. Poi un assolo di chitarra mentre il suo corpo cade con un tonfo sul palco lasciando i suoi spettatori basiti. Qualcuno semplicemente constata: “Le hanno sparato. Hanno sparato a Jamie Parker.” Nel mondo vacuo in cui Jamie resta sospesa in attesa del risveglio, rivede la sua vita, e il vuoto lasciatole dalla madre si riempie della solitudine di un mondo di successo ma povero di affetto vero. La paura si impossessa di lei, mentre in lontananza sente il pianto di una donna che turba quel silenzio che le dà pace. Non deve essere facile per una ragazza accettare la sofferenza e scoprire che sei solo un business, e che chi ha voluto la tua morte ti ama e che con quel gesto vuole solo ridarti la libertà.

Recensione
Il libro si apre con il nome Jamie, la protagonista, e la vicenda è scritta in terza persona. Da subito il lettore è catapultato nel mondo dei concerti, della musica, delle grida di isterismo che
solitamente accompagnano i fan. É quindi subito piacevole, soprattutto per chi ama il tema.
Ed entriamo nel vivo della vicenda. Sono le 9 di sera, il cielo è estivo, Jamie è ultraterrena, mentre la sua pelle cambia colore per via delle luci. La sua voce raggiunge note altissime, eppure la cantante altro non è che una ragazza magrissima, dai capelli lunghissimi e neri ed una statura nella norma. Ma quando si incomincia a volerne sapere di più su di lei e su come abbia deciso di stupire gli ammiratori, uno sparo rompe la narrazione e termina prematuramente il suo concerto.
L'accasciarsi a terra della diva del pop, il suo non accennare più ad alcun movimento non lasciano indifferenti, e proprio per l'argomento particolare la curiosità aumenta. La stessa curiosità generale che viene usata dai giornali a ripetizione per fare audience: “La londinese Jamie Parker di venticinque anni è stata ricoverata d'urgenza al reparto rianimazione dell'ospedale. Non si sa nulla sulle sue condizioni, ha perso molto sangue...”
Una notizia che ha dell'incredibile e che porta il padre di Jamie, nonché suo manager, a chiudersi nel silenzio, soprattutto perché a sparare è stata Amanda DaSilva, l'unica figlia del produttore discografico della cantante.
La narrazione salta poi dalla folla che si accalca intorno alle mura dell'ospedale dov'è ricoverata la ragazza ai flash dei fotografi che non lasciano in pace suo padre Adrian. E ancora si ritorna alla notte dell'incidente, tra sabato e domenica, mostrata da un altro servizio del telegiornale con in primo piano i volti angosciati delle ragazzine ma anche degli adulti, mentre gli uomini della sicurezza proteggono l'ingresso del corpo della sventurata in barella all'interno dell'ambulanza. Nessuna conferma; si tratta di uno scherzo o di una trovata pubblicitaria?
A questo punto il lettore vorrebbe proseguire con il discorso, ma il nuovo capitolo si apre con il nome Amanda. Ed è il famoso produttore, John DaSilva, ad essere in primo piano. Ovviamente non si capacita che la figlia abbia deciso di compiere il gesto folle di sparare al suo mito, alla sua amica, a quella Jamie che non è poi molto più grande di lei.
Trattandosi di un libro non troppo lungo, spiegare di più precluderebbe ai lettori il piacere di leggerlo come si deve dalla prima all'ultima pagina. Quando il merito dell'autrice è di riuscire, seppure come già detto il suo romanzo non sia un tomo prolisso di parole, a tenere gli altri incollati al testo per saperne gli sviluppi e la fine.
Attraverso i vari capitoli, ognuno recante il nome di un personaggio della storia comprese le madri di Jamie e di Amanda, Allison e Rebecca, riusciamo a conoscere le vite dei suddetti, e quindi a capire meglio il loro carattere e le scelte che li vedono protagonisti. Inoltre, il saltare dall'uno all'altro, dal presente al passato, non è un problema e non porta il lettore a stancarsi o a perdere il filo del discorso, ma lo arricchisce e lo conduce, come già abbiamo detto, a comprendere le stesse cose che i personaggi sanno perché le hanno vissute o le stanno vivendo sulla propria pelle. E per far questo l'autrice si serve solo delle parole, senza abbondare in pagine e pagine che sembrerebbero messe lì appunto per aumentare il volume finale dell'opera, e senza l'utilizzo della ormai scontata storia d'amore o delle figure immortali che “animano” gran parte dei romanzi di ultima generazione.
Sì, forse la storia sentimentale non è presente, ma non mancano le riflessioni, i desideri, i sogni, la mancanza di qualcuno di molto caro, e in un certo senso una forma d'amore che porta a prenderedelle decisioni non sempre lucide.
A voi le altre riflessioni...

domenica 19 febbraio 2012

Recensione: "Una stagione di felicità inattesa" di Laura Munson

Titolo: Una stagione di felicità inattesa
Autore: Laura Munson
Editore: Dalai
Pagine: 352
Prezzo: € 16,00
Pubblicazione: febbraio 2012

Sinossi
"Non sono più sicuro di amarti." Laura vacilla. Suo marito le ha appena inferto un colpo mortale. La prima reazione sarebbe quella di scagliarsi contro di lui o di crollare. Eppure, lei ci stupisce, e stupisce se stessa, rispondendogli: "Non ci credo". Inizia così il lungo viaggio di Laura dentro i ricordi, le gioie e gli scogli del suo matrimonio, viaggio cui è costretta, in un certo senso, dalla crisi profonda nella quale precipita l'uomo che le sta accanto da vent'anni - l'altra metà "della coppia d'oro, baciata dal sole" conosciuto durante la festa di una confraternita universitaria tanto tempo prima. Il compito di Laura sembra impossibile: resistere al desiderio di abbandonarsi alla paura e allo sconforto, tentare di capire le difficoltà che sta attraversando suo marito, guardando la realtà con logica spietata. Laura ne è certa: non è il loro matrimonio a essere in discussione. La crisi è profonda, ma riguarda solo lui. Lei, il loro rapporto, non rientrano nell'equazione. Calma, determinazione a "porre fine alla sofferenza" e la serenità dei figli sono i mantra di Laura, che per un anno dovrà confrontarsi con i fantasmi del passato e le sofferenze del presente. Un'esplorazione del matrimonio, dei suoi compromessi, di quanto si è pronti alla sopportazione quando un rapporto, "nella buona e nella cattiva sorte", prende una brutta china. Perché l'amore è anche capire e farsi da parte.

Recensione
"Una stagione di felicità inattesa" non è il romanzo che pensate possa essere.

Non è un romanzo come tanti; è unico e racchiude nelle pagine che regala ai lettori perle di infinita sapienza.
Una rivelazione. Un romanzo diverso dai soliti, in grado di far comprendere a tutti che la felicità non deve essere cercata nelle cose che stanno fuori dal nostro controllo.
Un libro che vi farà crescere e maturare.

Ore di terapia, una pila di libri sul comodino pronta a donare il suo conforto all'autrice, nonché protagonista del romanzo, e quattro lunghi mesi e mezzo per arrivare a raggiungere l'equilibrio e ritrovare la felicità.
Catapultatevi nel Montana, con la più alta concentrazione di orsi grizzly degli Stati Uniti d'America, con le sue montagne e le sue praterie, i suoi fiumi ideali per la pesca ed i suoi laghi ed immaginatevi Laura scrivere questo libro come una sorta di diario personale, in cui si rifugia mentre vede il suo matrimonio sgretolarsi sotto i suoi occhi.
Fidatevi, sarà una lettura piacevole, anche perchè vi sembrerà proprio che Laura stia parlando con voi.

«Con la speranza che possa esservi d'aiuto se state vivendo lo stesso dolore. Spero in un poco di sollievo sia per me che per voi.»

È la storia del suo percorso personale durante un periodo particolare della vita di coppia e lo regala a noi lettori sperando possa esserci d'aiuto.
Una scrittrice di quarantun anni, con all'attivo circa quattordici romanzi mai pubblicati, che ha scelto di non soffrire.
Quando si smette di desiderare si raggiunge la fine della sofferenza.

Laura, sposata con il ragazzo di cui si era innamorata ad una festa all'ultimo anno di college, una bambina di dodici anni ed un maschio di otto, e con la convinzione a cui si aggrappa per un'intera estate, che il marito stia attraversando una crisi personale. Una crisi che dipende solo ed esclusivamente da lui.
È una donna, certo, e come tutte le donne sarà assalita dal tarlo del dubbio: suo marito avrà un'amante? Ma la sua forza sta proprio nel rimanere ancorata alle sue certezze.
E quando il marito adotterà tutti quei comportamenti che riuscirebbero a far impazzire anche la moglie più pacata, come passare la notte fuori senza avvisare, non rispondere al telefono, disinteressarsi della famiglia, ignorare il tuo compleanno, evitare il tuo sguardo... ecco, a quel punto, prima di eruttare come un vulcano, prendete spunto da Laura. Meglio capire invece di andare fuori di testa.
Laura consiglia una strategia diversa: non stargli tra i piedi, non spaventarlo, non minacciarlo. Concentrarsi su qualcosa che non sia la vita di coppia ed il prpprio benessere. Interessarsi alla comunità. Distrarsi.

«E a voi chiedo: che persona sarei in quel momento, spiandolo? Dove andrebbe a finire la mia integrità? Gioverebbe alla mia anima?»

Ci racconta del suo passato... perchè è terapeutico pensare al rapporto con suo marito nato vent'anni prima. Alle loro pazzie. Ai lavori fatti per poter sopravvivere e mantenersi nella loro prima casa a Boston, a quando erano giovani ed entusiasti, per poi trasferirsi a Seattle ed infine nel Montana... Ed ancora ci regala pagine un pò malinconiche per i cari vecchi ricordi dei giorni felici trascorsi insieme alla nonna paterna ed al padre. La totale fiducia del padre nelle sue capacità.

E proprio come il ritorno, in un viaggio insieme alla figlia, nella sua tanto sognata Italia, per ricevere quel «unico abbraccio collettivo» che solo noi italiani e la sua "seconda famiglia" possiamo regalarle, le ridonerà un pò di fiducia in sè stessa, così finalmente giungerà il verdetto secondo cui «la felicità non è fuori di noi. È tutto qui. Dentro di noi. Lo è sempre stato». Le ridarà la forza di lottare, di tenere duro e credere che tutto non sia andato perso, di aggrapparsi alle piccole certezze e piccole felicità: una passeggiata a cavallo, un mazzetto di menta profumata, la ricetta della salsa della sua famiglia italiana.

La sua filosofia è quella di cercare di vivere in modo responsabile e ragionevole ciò che accade e dopo tanta pazienza, una scossa nella vita del marito rimetterà le cose a posto.

Non consiglio sicuramente questo libro a chi cerca una trama con grossi colpi di scena o azione, ma a chi vuole trascorrere ore piacevoli su un divano, magari accoccolata in una bella coperta con un caldo e fumante thè verde. A chi voglia rilassarsi, distendersi, condividere le gioie ed i sentimenti di Laura per trarne dalle sue parole forza e insegnamento.
E concludo rispondendo alla domanda dell'autrice: «Sì, Laura, ti assicuro che questo libro è valso la pena».

sabato 18 febbraio 2012

Recensione: "La carezza del buio" di Nalini Singh

Titolo: La carezza del buio
Autore: Nalini Singh
Editore: Nord
Pagine: 416
Prezzo: € 18,60
Pubblicazione: febbraio 2012

La carezza del buio, della scrittrice neozelandese Nalini Singh, è il secondo volume della serie paranormal romance per adulti Guild Hunter, edito da Nord Editore e in libreria da febbraio.

Secondo la leggenda, soltanto il vero amore fa sì che dalla lingua di un arcangelo stilli l’ambrosia necessaria a trasformare un essere umano in una creatura immortale...

Dopo un anno passato in coma, Elena Deveraux si risveglia con un bellissimo paio di ali blu: un miracolo reso possibile dall’amore di Raphael, l’arcangelo di New York, che per salvarle la vita l’ha trasformata in un’immortale. Tuttavia, a causa del lungo periodo d’incoscienza, Elena ha bisogno di tempo per riacquisire le abilità di cacciatrice di vampiri e, soprattutto, per imparare a volare. Ecco perché Raphael l’accompagna al Rifugio, la città segreta in cui vengono addestrati i nuovi angeli. Ben presto, però, quel luogo di pace e serenità è sconvolto da un’inquietante ondata di violenza: prima un giovane angelo viene gravemente ferito, poi il vampiro al servizio di Raphael viene trovato privo di conoscenza, in una pozza di sangue. Ma è il rapimento di un angelo bambino a gettare nel panico l’intera comunità degli immortali. Ormai pronta a tornare al lavoro, Elena si offre di aiutare la squadra di ricerca, anche se ciò significa dover collaborare con Michaela, un arcangelo tanto potente quanto pericoloso, che non vede l’ora di eliminare Elena...

Negli ultimi tempi abbiamo assistito a diversi cambiamenti nel mondo dell'urban fantasy e del paranormal romance. Una delle scrittrici che ha contribuito a spianare la strada a tali innovazioni è proprio Nalini Singh che, con la serie Guild Hunter, ha prelevato dal mito e dalla religione una creatura mistica sovvertendone i caratteri fondamentali, cambiandone le regole. E’ necessario ricordare, però, che la religione è lasciata fuori dall’universo congegnato dalla scrittrice, e che tali creature mistiche non sono i messaggeri di Dio, ma esseri immortali, soprannaturali, di origine sconosciuta, che governano l'umanità.
Nel mondo dipinto dalla Singh, gli arcangeli dominano la società incontrastati e i vampiri sono i loro servitori. Si tratta di una vera e propria gerarchia. Se un mortale intende diventare un "non-morto", è costretto a stipulare un contratto con un angelo, che prevede cento anni di schiavitù in cambio della vita eterna. A volte, però, accade che un vampiro, affetto da smania di libertà, venga meno al contratto stipulato e sfugga al suo padrone. In questi casi, a risolvere la situazione è un Guild Hunter, cacciatore di taglie addestrato, che ha il compito di restituire il servo al suo angelo.

Con questo secondo capitolo della serie Guild Hunter, Nalini Singh si conferma una brava narratrice, capace di introdurre nell’ormai logoro genere urban fantasy elementi originali, e costruire una storia suggestiva, incalzante e scorrevole, impreziosita da personaggi ammalianti e una buona dose di humor.

Il personaggio di Raphael è indubbiamente la carta vincente della serie. Provocante, letale, tentatore, sensuale, inquietante, l’arcangelo sarà certamente amato da ogni lettrice: seduce Elena, ma nel contempo incanta anche chi legge. Non si può fare a meno di cadere sotto il suo incantesimo.

"Occhi di cobalto in un viso capace di soggiogare qualunque essere umano, capelli ondulati e scuri come la notte che incorniciano un volto la cui grazia è pari alla crudeltà che nasconde."

Il legame che si instaura tra i protagonisti è profondo e coinvolgente. In tutti gli anni in cui ha camminato sulla Terra, Raphael non ha mai incontrato una donna come Elena. Lei ha compiuto qualcosa che nessun'altra aveva mai fatto prima: è riuscita a penetrare le sue difese.

"Ci sono esseri umani – forse uno su mezzo miliardo – che riescono a farci sentire diversi da quello che siamo. Le barriere cadono, le fiamme divampano e le menti si fondono."
 

"Lui la strinse, stupendosi di come Elena Deveraux, cacciatrice della Corporazione, fosse riuscita a scuotere le fondamenta del suo mondo. Era bastato un attimo perché s’insinuasse nel suo cuore, diventandone la parte più vitale."

La Singh eccelle anche con i personaggi femminili. Le sue protagoniste sono forti, determinate e indipendenti. Quando si trovano con le spalle al muro, combattono senza arrendersi. Lottano per quello in cui credono. La scrittrice compie, inoltre, un ottimo lavoro nel concretizzare i personaggi minori, ben caratterizzandoli e infondendo loro una particolare forza e profondità.

Ho letto questo libro tutto d’un fiato e l'ho molto apprezzato: uno stile fluido e pulito, personaggi intensi, poliedrici e di grande fascino, una trama avvincente e un bel finale che promette un seguito da leggere. Consigliato a chi desidera emozionarsi e sognare con una storia trascinante e passionale, ricca di suspence e azione.

venerdì 17 febbraio 2012

Anteprima: "Il richiamo della sirena" di Tricia Rayburn

Il secondo capitolo di una saga appassionante, che riprende l’eterno mito delle sirene e lo intreccia con elementi di paranormale. Una trama ricca di colpi di scena e di suspence, con una protagonista indimenticabile.

Titolo: Il richiamo della sirena
Autrice: Tricia Rayburn
Editore: Piemme
Collana: Freeway
Prezzo: 17,00 euro
In libreria: 28 febbraio
Sinossi
Dopo aver tragicamente perso la sorella maggiore e scoperto chi – o che cosa – realmente è, Vanessa torna a casa. Ma le sirene che ha combattuto e sconfitto adesso vogliono vendicarsi. Ed è il corpo di Vanessa quello che vogliono vedere trascinato dalla corrente.  Per proteggere se stessa e coloro che ama, Vanessa ha bisogno di un potere che sa di possedere, ma che non sa usare.
L’unica strada è accettare la propria natura e quello che implica. E c’è solo una persona alla quale chiedere aiuto, sfortunatamente è la stessa la cui esistenza Vanessa vorrebbe dimenticare.

Tricia Rayburn
Nonostante abbia paura di tutte le creature del mare, continua ad essere attirata dall’acqua e vive in una cittadina sulla costa di Long Island in America. Per la collana Freeway ha già pubblicato Sirene.

Reviews in brief


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Titolo: Una scommessa per amore
Autrice: Jennifer Crusie
Editore: Leggereditore
Prezzo: € 14,00
Prezzo ebook: € 5,00
Pubblicazione: 2011

Leggereditore colpisce ancora, e ci regala un incantevole romance dal titolo “Una scommessa per amore” della scrittrice americana Jennifer Crusie.
Chi lo dice che l’amore è una taglia 40? Sicuramente non Minerva Dobbs  - “Min” per gli amici - donna caparbia con qualche chilo di troppo che, a tre settimane dal matrimonio della sorella, viene lasciata dal fidanzato - probabilmente perché ancora non ha accettato di andare a letto con lui.
Ma non c'è da preoccuparsi. Min ha un piano per ogni evenienza, perfino per le nozze della sorella. La sua missione è dimagrire e trovare un accompagnatore che la faccia ben figurare nel ruolo di damigella d’onore. Nel frattempo, l'ex fidanzato si diverte a sguinzagliare sulle sue tracce il donnaiolo professionista Calvin Morrisey: per vincere una scommessa, l’affascinante sconosciuto dovrà persuadere Min a concedersi a lui entro un mese. Ma i problemi della ragazza non finiscono qui, e Min dovrà presto vedersela con un ex infinitamente geloso, una psicoterapeuta inflessibile, un gatto particolarmente sagace, e la proposta più pericolosa di quanto mai avesse potuto immaginare: il vero amore.
Una scommessa per amore è una storia brillante, romantica, effervescente, tagliente e ha tutte le carte in regola per trovare un vasto pubblico di estimatori, poichè ha la capacità di farsi leggere tutto d'un fiato e di appassionare. Era dai tempi di Il diario di Bridget Jones che non mi capitava un libro del genere tra le mani. Irresistibile. Consigliato a chi ama le storie romantiche e con un pizzico di humor.
A cura di Mimì

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Titolo: Il guerriero di pietra
Autrice: Gena Showalter
Editore: Harlequin Mondadori
Collana: BlueNocturne 
Prezzo: € 5,90
Pubblicazione: 2012

Il guerriero di pietra è la prima opera di Gena Showalter, scrittrice molto apprezzata che ha al suo attivo numerosi romanzi di diversi generi erotici, paranormal e per ragazzi che sono subito balzati in vetta alle classifiche del New York Times e di USA Today.
Jorlan aspetta da secoli una fanciulla che lo liberi dall'incantesimo che lo ha trasformato in pietra. Ma Katie James, bellezza statuaria con il temperamento di un’amazzone, è molto diversa dalle donne remissive cui è abituato. Jorlan ha soltanto due settimane per convincerla a donarsi a lui senza condizioni, corpo e anima. Altrimenti tornerà pietra. E l’avrà persa per sempre.
La Showalter non delude nemmeno stavolta, offrendoci una storia intrisa di passioni pericolose, forze soprannaturali e uomini terribilmente sexy. Il guerriero di pietra è una lettura misteriosa, affascinante, che scorre come fresca acqua di sorgente. Uno stile, quello della Showalter, scorrevole, accattivante e mordace. Un romanzo imperdibile per gli amanti del genere fantasy e per le storie d'amore pregne di un inestricabile groviglio di passione e follia.
A cura di Mimì

giovedì 16 febbraio 2012

Intervista: Virginia De Winter

Virginia de Winter, meglio conosciuta sulla rete come Savannah, ama poco parlare di sé, lasciando agli altri il compito di immaginare chi sia.

Il mondo che hai creato è nuovo ma anche antico. Posso chiederti a che epoca storica ti sei ispirata e come sei arrivata al risultato ottenuto?
Un tardo, tardissimo settecento. Ci sono arrivata facendo una cernita di quanto mi sarebbe servito e un esame incrociato delle varie epoche. Con qualche libertà creativa eccoci qui!

Come hai potuto leggere nella mia recensione, Bryce è il mio personaggio preferito (forse perchè sono un pò ipocondriaca come lui). Nel prequel sono stata più che accontentata: ha avuto modo di dar sfoggio delle sue battute sagaci. Mi accontenterai anche nel sequel?
Certo. Non posso fare a meno di confrontarmi con Bryce, è più o meno l’unico che abbia un punto di vista sensato sulle cose che gli accadono intorno, senza contare che scrivere di lui è grandissima fonte di divertimento per me. Non rinuncerei mai a questo personaggio.

Ammetto che Axel potrebbe essere l'amore della mia vita, per la sua dedizione nei confronti dell'amata. Sono però attratta dal fascino, dal coraggio e dall'alone di mistero che aleggia intorno alla figura di Ashton Blackmore. Completamente assente nel prequel, ci parlerai ancora di lui e della sua famiglia nel sequel?
Sicuramente, gli eventi del terzo libro prendono le mosse proprio dai Blackmore ed è intorno a loro che principalmente si svolgono. Quindi Ashton, che ne l’Ordine della Chiave era ancora immerso nel suo sonno di morte, avrà il suo ritorno in questo libro. Mi è mancato molto, non vedevo l’ora di ricominciare a scrivere ancora di lui.

Anteprima: "Io non sono un serial killer" di Dan Wells

Romanzo d'esordio e primo volume di una trilogia dedicata al protagonista John Wayne Cleaver, eroe dallo charme irresistibile, Io non sono un serial killer abbatte tutti i cliché del genere thriller grazie a uno stile crudo e grottesco.


Titolo: Io non sono un serial killer
Autore: Dan Wells
Editore: Fazi
Collana: Le vele
pp. 286 – euro 16,00
In libreria: 24 febbraio
Sinossi
John Wayne Cleaver è, per sua stessa ammissione, un ragazzo potenzialmente pericoloso. Giudicate voi stessi: un ragazzo che passa il suo tempo dentro casa – un vero sociopatico -, che vive tra i cadaveri dell'obitorio locale, amministrato dalla madre e dalla zia, che ha una tendenza a uccidere gli animali e da quando è piccolo nutre un’ossessione per gli assassini seriali. Visto così, il suo destino è segnato. Ma consapevole di questa sua propensione e non molto eccitato all'idea di diventare un serial killer, John ha deciso di parlare con uno psicologo e di seguire alcune regole precise: avere solo pensieri positivi verso le persone che lo circondano; non avvicinarsi agli animali; evitare le scene dei crimini. Ma questo ultimo proposito diventa molto difficile da rispettare quando, proprio vicino casa, vengono ritrovati dei corpi atrocemente mutilati. Stavolta il suo demone interiore è costretto ad uscire allo scoperto, sulle tracce di quel mostro che, là fuori, sta lanciando una sfida non è più possibile respongere.

«Per i fan della serie tv Dexter: benvenuti in questo avvincente romanzo d'esordio. Il ritratto magistrale di un protagonista assolutamente unico».
Publishers weekly

«Il debutto di Wells è un gioiello di sanguinosa bravura».
Kirkus

Dan Wells è nato nel 1977 e vive nella città di Orem, Utah. Io non sono un serial killer è il suo romanzo d'esordio, primo di una trilogia, con il quale è stato finalista del Premio John Campbell come miglior nuovo scrittore.

martedì 14 febbraio 2012

Recensione: "La ragazza fantasma" di Sophie Kinsella

Titolo: La ragazza fantasma
Autrice: Sophie Kinsella
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 396
Prezzo: 13,00 euro
Pubblicazione: 2009

Sadie, fanciulla snob, irresistibile fantasmina degli anni '20, è la insolita protagonista de La ragazza fantasma di Sophie Kinsella, edito da Mondadori.

La vita della ventisettene Lara Lington sta andando a rotoli. Il fidanzato l'ha mollata, ma lei continua a perseguitarlo, la società di cacciatori di teste che ha avviato con la sua migliore amica è sull'orlo del baratro, la socia si è trasferita a Goa lasciandola nei guai e la sua famiglia la considera una squinternata... Quando, obbligata dai genitori, si reca al funerale di una prozia ultracentenaria che non ha mai conosciuto, le accade qualcosa di inaspettato: le appare una ragazza bellissima, eterea, vestita nello spumeggiante stile degli anni '20, che le chiede con insistenza: "Dov'è la mia collana? Voglio la mia collana!".
Chi è questa ragazza? Di quale collana parla? Perché riesce a vederla solo lei?
Va bene lo stress, ma addirittura le allucinazioni!
Quello che Lara ancora non sa è che la misteriosa ragazza comparsa dal nulla, viziata, capricciosa, vestita di abiti vintage e amante del Charleston, diventerà la sua guida, la sua confidente, la sua amica più cara, e che la ricerca della sospirata collana si trasformerà per entrambe in una sbalorditiva avventura.

La scrittrice britannica Sophie Kinsella, autrice del best seller I love shopping, che solo in Italia ha venduto tre milioni di copie, ha congegnato con il solito stile brillante, effervescente e a volte commovente, un romanzo pieno di humour tipicamente british. Un eccezionale plot cinematografico, in particolare la scena del funerale che sembra uscita da un film dei Monty Phyton, che fa ridere con sagacia ed intelligenza dietro un apparente non-sense.

La Kinsella sa parlare alle donne e mettere in luce con ironia i loro difetti e le loro manie, riuscendo a farli apparire quasi come pregi, minuscoli nei che aggiungono pepe, colore e charme alle loro personalità.
Lara è una protagonista irresistibile. Impacciata, piena di contraddizioni, ironica, irriverente, anticonformista, riesce sempre a cacciarsi in situazioni grottesche e paradossali.
Sadie, catapultata come per magia ai giorni nostri, è una forza della natura. Intelligente, spiritosa, piena di coraggio e sfrontatezza. Tratta la vita come la più incredibile delle avventure.
Impossibile non rimanere affascinati dai racconti degli "anni ruggenti", e non provare ammirazione per quelle enigmatiche donne, che con le loro frange, piume e collane di perle, le movenze a suon di Charleston e Tip Tap, conquistavano quel periodo storico caratterizzato dal proibizionismo.

Avevo 23 anni nel 1927. Per il mio compleanno abbiamo fatto un pigiama party, bevuto gin fizz tutta la sera e ballato finchè gli uccelli hanno cominciato a cantare. Oh quanto mi mancano i pigiama party. Tu fai molti pigiama party?”.
Una notte di sesso occasionale vale come pigiama party? Non credo che i nostri tempi siano proprio la stessa cosa...

Cara, quando nella vita le cose non vanno per il verso giusto, devi fare così: vai a testa alta, sfodera un sorriso smagliante, preparati un cocktail ed esci di casa!

La ragazza fantasma, forse il romanzo più maturo della Kinsella, è una favola romantica dei giorni nostri, venata di sottile malinconia, e dal sapore retrò, che unisce presente e passato ed emoziona fino all’ultima pagina. Ancora una volta l’autrice si dimostra maestra nella chick-lit di qualità, divertendoci e rilassandoci senza melensaggini e senza svenevolezze, con una storia originale e ben costruita.
Una lettura che scorre veloce e leggera come una piuma che si libra nell’aria.
Una storia tenera e delicata. Da leggere.
Unico inconveniente: una volta finita la lettura, andrete a comprare una collana di perle.

Vi propongo un'interessante intervista di Leonetta Bentivoglio, estratta da Repubblica.it, alla scrittrice inglese. 

Il libro s’apre con un esilarante funerale, con andirivieni del cadavere alla Funeral Party. L’ argomento funerali la seduce?
«I grandi eventi della vita, quelli decisivi, in cui l intera famiglia si riunisce, sono importanti per chi inventa storie. Un funerale può essere un eccellente punto di partenza per sviluppare un plot. Inoltre ho sempre adorato le commedie sociali che mostrano i momenti nei quali sei costretto da convenzioni e norme, e magari ti muovi in senso opposto e sbagli… Il formalismo può far scricchiolare le crepe al di sotto della vernice delle apparenze, e a noi inglesi piace trovare il lato comico di ogni cosa. Sdrammatizzare è la nostra forza».

Recensione: "La ruggine nel sangue" di Olivia Agostini

Titolo: La ruggine nel sangue
Autore: Olivia Agostini
Editore: Piemme
Collana: Freeway
Pagine: 189
Prezzo: 15,00 €
Pubblicazione: 2010

Sinossi
Il regista Ferruccio Tiezzi ha deciso di girare un film tratto dal "Romeo e Giulietta" di Shakespeare. La selezione del cast non è difficile: Romeo viene scelto immediatamente, dopo un solo provino; Francis Frampton, bellissimo e taciturno, incarna alla perfezione il più celebre degli innamorati. Lo stesso succede per Giulietta: appena Ferruccio vede Lavinia, sedici anni, lunghissimi capelli corvini che incorniciano un ovale perfetto, sa di aver trovato la protagonista del suo film. Come se fossero destinati l'uno all'altra, l'incontro tra i due ragazzi è magico. E, quando le riprese cominciano, dopo le prime insicurezze i due giovanissimi attori entrano sempre più profondamente nei loro ruoli. Giorno dopo giorno, il legame tra Francis e Lavinia si fa più forte, più intenso, e il confine tra realtà e finzione sempre più labile, finché diventa impossibile distinguere la storia d'amore dentro e fuori dal set...

Recensione
Romanzo d'esordio di Olivia Agostini pubblicato nel 2010, nella collana Freeway, per la Casa Editrici Piemme.
Se anche voi come me avete amato la tragedia shakespeariana di Romeo e Giulietta, non potrete non amare questo libro: leggerlo sarà come riportare in vita, in un'epoca più moderna, la storia d'amore più popolare di ogni tempo.
L'archetipo dell'amore perfetto ma avversato dalla società.

Tragedia composta tra il 1594 e il 1596 e più volte rappresentata e reinventata nel corso degli anni, fino ad una recente rappresentazione cinematografica, nel 1968, ad opera di Franco Zeffirelli, che pare abbia ispirato l'autrice nella composizione di questo romanzo.

La vicenda narrata viene appunto raccontata da un regista cinematografico (irreale, come del resto tutti i personaggi menzionati) di nome Ferruccio Tiezzi. Un uomo che vive ormai con sulle spalle il ricordo ed il peso del passato.

Gli eventi narrati ci riportano al 1967, a Londra, dove il nostro Ferruccio ha in mente di produrre il suo secondo film, "Romeo e Giulietta", basato sulla tragedia del grande drammaturgo e poeta William Shakespeare.
La ricerca di giovani ragazzi inglesi con le caratteristiche adatte per impersonare i due amanti viene interrotta ben presto perchè Romeo e Giulietta, per un dispetto del caso, sono proprio sotto i suoi occhi. Francis Frampton, diciassettenne con i capelli castani tagliati da paggio, le sopracciglia eccezionalmente dritte, gli occhi plumbei d'una tristezza ostinata e Lavinia Oliphant, la timida sedicenne, dai lunghissimi capelli corvini ed un viso di un perfetto pallore, faranno al caso suo.
Questi due ragazzi saranno il «perfetto incastrarsi di due corpi estranei a formare un intero senza incrinature».
Presi gli accordi con la produzione, fatti i sopralluoghi necessari per scegliere le location del film, reclutati tutti i membri della troupe, veniamo catapultati in Italia, tra Firenze e Roma.

Il passato si mescola al presente, l'amore cresce in una veloce rincorsa fino al traguardo, e come nell'originaria tragedia Giulietta è seguita dalla sua balia, qui Lavinia viene accompagnata e osservata durante le riprese del film dall'amica della madre, Lucy Burns, "my chaperon" (balia, dama di compagnia), come la presenta lei. Una donna sola, un'incorreggibile zitella, una presenza che riesce ad annichilire e infastidire Lavinia perchè impedisce lo sbocciare dell'amore, non solo sul set, ma anche nella realtà. Il terzo eterno incomodo.
Tra duelli, scaramucce, la famigerata scena del balcone, lezioni di ballo e scherma... i giorni passano e la data della fine si avvicina.
I ruoli si mescolano e si confondono fino a far indossare a Ferruccio i panni del confessore, di frate Lorenzo, pronto a mentire, a sviare i sospetti ed elargire consigli:
«Amate, dunque, con misura: così l'amore a lungo dura».
E proprio come nessuno dei protagonisti della tragedia shakespeariana riesce a salvarsi ed a guardare al futuro, così i protagonisti di questo film andranno incontro ad un triste epilogo.
«Ma cos'è la morte dopotutto, se non un regno dove si parlano altre favelle, dove non esiste possibilità di comunicare con chi è rimasto sulla sponda opposta?»

Negli anni delle occupazioni delle università, delle manifestazioni pacifiste contro la guerra in Vietnam, Che Guevara, la mentalità di parecchie persone fa ancora fatica a liberarsi delle vecchie convenzioni.

Un amore che taglia presto tutte le tappe. Un amore che spinge i due innamorati troppo presto alla fiamma, rischiando di bruciarsi.

«Gli effetti non sono mai misurabili in base alle cause, ogni gesto ha una conseguenza che può rivelarsi inaspettata.»

È stato veramente piacevole vedere Shakespeare riadattato alla vita presente in un romanzo fresco e di facile lettura. Uno stile che non annoia. Una tragedia sempre attuale. L'amore resiste anche di fronte al gesto più estremo: cedere la propria vita, che senza l'amata perde di ogni significato.

La ruggine nel sangue, perchè forse, nel sangue di questi attori, scorre ancora qualcosa di vecchio ma intramontabile come il vero amore...

Un romanzo che consiglio a chiunque cerchi una lettura fresca, non impegnativa ma allo stesso tempo appassionante e che abbia voglia di sentire il proprio cuore emozionarsi di fronte all'amore intramontabile.

lunedì 13 febbraio 2012

Intervista: Jessica Ravera

D'amorire, Jessica Ravera
Edizioni Happy Hour, 2011
Ciao Jessica, benvenuta sul Blog Polvere alla Polvere. Sono felice di poter scambiare quattro chiacchiere con te e di conoscere meglio l'autrice di D'amorire che mi ha letteralmente conquistata. Ti va di presentarti raccontandoci qualcosa di te?
Ciao Stefania, grazie a voi per avermi accolto qui! Cosa posso dirti… ho trent’anni (come Italo), nella vita inseguo le mie due più grandi passioni: l’insegnamento (dove resterò precaria e mal pagata fino alla fine dei miei giorni) e la scrittura. Sono perennemente ansiosa e paranoica (come Italo) disordinata e umorale. Sono nata a Bressanone, vicino a Bolzano, dove ho vissuto fino ai diciotto anni, poi mi sono trasferita a Milano per frequentare l’università. Dopo la laurea in lingue sono rimasta qui, ma non escludo di spostarmi ancora…

Ho visto sul tuo sito internet ufficiale che oltre a questo capolavoro hai scritto altri romanzi, libri per ragazzi e per bambini. Qual è l'opera che consiglieresti ad una persona che è rimasta piacevolmente colpita da D'amorire e vorrebbe ancora essere deliziata dalla tua scrittura fluente?
Qual è l'opera che più ti è cara tra queste? Quella che ha richiesto più tempo per la stesura?
Sentire chiamare il mio libro “capolavoro” mi emoziona da matti, mi stai viziando! Comunque i romanzi che più rientrano in quel genere (narrativa contemporanea) sono, anche se molto più acerbi e con qualche imperfezione, ma sempre scorrevoli e diretti: Latte di Ragno e I Papaveri crescono anche sull’asfalto (il mio primo romanzo). Pensato per i ragazzi ma che piace molto anche agli adulti è “Il Bacio del Fuoco” una storia dolceamara ambientata nell’India del passato. Chiedermi quale preferisco fra i miei libri è un po’ come chiedere a una mamma a quale dei suoi figli voglia più bene… però l’opera che mi è più cara (ed è tra l’altro quella che ha richiesto più tempo per la stesura: cinque anni per meno di cento pagine) è il mio primo romanzo.

Ami molto gli animali, soprattutto il tuo cagnolino. Come è nata la vostra amicizia?
Li amo da sempre! Ho un passione viscerale per i cani perché trascorrevo le estati nella campagna della Toscana nella fattoria dei miei parenti e i pomeriggi li passavo al fiume a giocare con i tutti cani sgangherati e pulciosissimi che c’erano lì. Logan (il mio cane) l’ho adottato quest’estate, quando il picco degli abbandoni, purtroppo, è altissimo!

Come realizzare copertine di successo per libri di successo

E' un elemento importantissimo per attirare l'attenzione e far decidere al potenziale lettore di effettuare l'acquisto.

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C’è chi crede che sia solo il contenuto di un libro a decretarne il successo editoriale. C’è chi invece sostiene ormai da tempo – dati alla mano – che la maggior parte degli acquisti nei negozi avviene d’impulso, sotto la guida delle proprie emozioni più che del cervello.

E le nostre emozioni, come ben sappiamo, sono sensibili alle suggestioni evocate da colori, profumi, forme e suoni. Per questo molti bestseller, si sono rivelati tali proprio perché non hanno sottovalutato un’accoppiata molto cara ai lettori: titolo suggestivo e copertina avvincente.

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Di cosa bisogna tener conto per realizzare una copertina di successo?

- Prima di mettersi all’opera è bene ricordarsi che una copertina che incentiva il successo di un libro deve essere strutturata un po’ come un avviso pubblicitario. Per attirare l’attenzione del pubblico non deve contenere più di 3 elementi, tutti ben chiari: titolo, sottotitolo e immagine.

- Deve invogliare il lettore, anche a distanza, a stendere il braccio per raccogliere il libro dallo scaffale. L’impaginato deve essere concepito un po’ come un manifesto che in strada attira l’attenzione di un passante distratto.

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- Il titolo dovrebbe avere lo stesso impatto di uno slogan che, con poche parole ben assemblate, suscita quel livello di curiosità che spinge alla lettura.

- È bene tenere conto dei colori già riconosciuti nel campo dell’editoria prima di fare delle scelte in tal senso. Per esempio un titolo di colore giallo su una copertina nera è tipico dei romanzi gialli; un titolo rosso su sfondo nero richiama le atmosfere noir; un testo nero su fondo bianco suggerisce attualità… e così via.

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- L’immagine può essere una fotografia o un’illustrazione. Deve essere riconoscibile e adatta al titolo. Fondamentale è che abbia un appeal che si leghi al nocciolo della storia, cioè che susciti interesse per la storia senza svelarla completamente. Non deve essere sofisticata come un’opera d’arte, piuttosto fruibile e leggibile anche a distanza.

- Da evitare: immagini storiche non attinenti al testo; immagini a doppio senso se il doppio senso non c’è nel testo; immagini tanto colorate da infastidire; colori cupi se non staccati da riquadri.

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sabato 11 febbraio 2012

Recensione: "D'amorire" di Jessica Ravera

Titolo: D'amorire
Autore: Jessica Ravera
Editore: Happy Hour Edizioni
Pagine: 176
Prezzo: 15,00 €
Pubblicazione: maggio 2011

Sinossi
Gemma, un'appassionata professoressa di inglese e Italo, un informatico disilluso, si incontrano a Dublino dove nasce un'intensa storia d'amore. Tornati a Milano, dopo pochi anni felici una notte il loro mondo perfetto s'infrange: lei muore in un incidente e lui si ritrova, solo e con una figlia, a dover reinventare la propria vita. Ma il destino gli rimescola continuamente le carte. Il seme del dubbio su una doppia vita della moglie lo porterà a indagare nel mondo irrequieto ed effimero degli adolescenti… Incontrando così Nathalie, dolcissima tentazione.

Recensione
D'amorire, ultimo romanzo di Jessica Ravera, autrice apprezzata anche per i suoi libri per ragazzi e per bambini.

Romanzo dal titolo sgrammaticato, pubblicato lo scorso 2011, che stupisce.
D'amorire: proprio come quelle parole che vengono inviate involontariamente mediante i messaggi del cellulare usando il linguaggio t9.
Già la scelta del titolo è geniale.

«Finché morte non vi separi», si recita...

Il libro si apre in un modo un pò crudo e forte. Leggiamo subito nelle prime pagine, del protagonista, Italo, uomo sulla trentina, negli attimi successivi al funerale della moglie Gemma. Un triste periodo nel quale, almeno una volta nella vita, a tutti sarà capitato di incappare per la perdita di una persona cara. Non è difficile capire pertanto le emozioni ed i sentimenti che scuotono e attraversano Italo: dolore, rabbia, amarezza, sconforto, tristezza... che l'autrice rende in modo particolarmente intenso, tanto che ammetto, sulle prime, mi ero un poco scoraggiata e bloccata nella lettura proprio per via della tristezza che emergeva e delle sensazioni crude che mi faceva provare.
Un pò per curiosità, un pò perchè non mi piace lasciare i libri a metà, ho proseguito.
È stata una rivelazione ed ora sono davvero felice di aver arricchito le mie letture con questo romanzo, tanto che non sto perdendo occasione per consigliarlo a chiunque conosca.
Un incidente stradale e Gemma, madre della piccola Sara di due anni, perde la vita sulla strada di rientro a casa, dopo un pomeriggio trascorso a dare ripetizioni scolastiche ad un suo alunno.

È Italo, il marito, a narrarci i fatti in un sensazionale intreccio tra presente e passato, facendoci conoscere i dettagli del loro amore: un amore forte, felice ed appagante, almeno così crede, fino al ritrovamento del taccuino personale della moglie. Giaceva lì, nella borsetta che Gemma portava con sè il giorno dell'incidente. Un'agenda incompleta a cui erano state strappate le pagine. Tutte tranne due. Due pagine che mettono in subbuglio la sua vita.

Italo, consulente di un'azienda che produce software per la gestione di database, recatosi per lavoro a Dublino, conosce la giovane Gemma nei pressi della statua di Joyce. Semplice, candida e innocente, con i suoi occhi azzurri ed i capelli neri a caschetto, insegnante di letteratura inglese in gita scolastica con i suoi alunni. Ed è amore. Ed è l'inizio di una storia.

La narrazione è ironica e pungente allo stesso tempo per stemperare il ricordo della morte sempre in agguato. Caratteristica che ho molto apprezzato, perche così facendo, Jessica rende i suoi personaggi veri e reali.
«Io trovo eticamente giusto tutto ciò che mi permettesse di non contraddirla facendola arrabbiare, garantendomi così la trombata serale». Frivolo? Superficiale? Forse, ma reale!
«Amo essere incazzato e paranoico e adoro andare con il maglione bagnato in mezzo agli spifferi» risponde sarcasticamente Italo...

Riviviamo con la mente sconvolta del protagonista, che non ha ancora metabolizzato l'accaduto, le scene del funerale ed il suo dolore, che lo porta a compiere ciò di cui si pentirà solo in seguito. Il dolore che quando è troppo forte ti corrode dentro... quello che non ti fa versare nemmeno una lacrima. Quello la cui consapevolezza arriva dopo.
Quando tutto finisce il dolore straziante dei primi giorni cessa e resta solo il silenzio...
Quando nasciamo sappiamo già a priori che la morte farà parte del nostro percorso, eppure l'essere umano vive lo stesso.

«La morte di qualcuno crea una mancanza e un senso di colpa in chi sopravvive».

Ma tutto prende vita nei ricordi: i dettagli di quella triste giornata, la dichiarazione d'amore a Howth, in un villaggio di pescatori alla periferia di Dublino, l'eccentrico modo di vestirsi della moglie...
E vari sono i personaggi che fanno da cornice a Italo: Cristina, l'amica della moglie, che Sara tanto adora ma che a Italo proprio non va giù... Paola, la "capa", la sua datrice di lavoro, con il suo fisico da urlo, decisa, egoista e ferrea... i colleghi di lavoro, gli alunni di Gemma, e lei, Nathalie... perchè «a volte non puoi farcela da solo».

Dal ritrovamento di quel taccuino cambia anche l'andamento del racconto: se nella prima metà del romanzo si condivide la tristezza per la morte di Gemma, nella seconda parte si tifa per Italo. Perchè faccia la scelta giusta, perchè si rialzi, perchè continui a vivere.

Una scrittura fresca giovanile e carica. Una lettura piacevole che, una volta rotto il ghiaccio, scorre tutta d'un fiato.
Questa autrice mi ha stupita veramente: è riuscita a scrivere un romanzo dal punto di vista maschile, entrando nella mente di un uomo, nei suoi ragionamenti prettamente maschili, nel suo gergo da maschio...
Ottimo. Che dire di più se non che va letto. Consigliato a tutti. A chi non cerca una lettura troppo impegnativa ma che faccia riflettere. Complimenti Jessica!

venerdì 10 febbraio 2012

Intervista: Anita Borriello

Ciao Anita, benvenuta sul Blog Polvere alla Polvere. Ti va di raccontarci qualcosa di te? Ho letto che tieni molto all’ambiente ed agli animali.
Ambiente e animali sono strettamente collegati e se tieni all’uno hai l’obbligo di avere un occhio di riguardo anche per l’altro. Purtroppo più passa il tempo e più l’uomo regredisce, sta eliminando dalle proprie città ogni angolo di verde per costruire orrori di cemento infischiandosene di vincoli e buon senso.
Stesso discorso per gli animali, trattati come beni materiali vengono gettati in strada quando l’euforia del momento passa e ci si rende conto che hanno un costo e ahimè, sporcano!
Nel maggio dello scorso anno ho organizzato nella città in cui vivo un evento per promuovere la comunicazione fra uomo e cane, ha avuto un gran successo grazie ai consigli di due educatrici cinofile della zona che utilizzano il metodo cognitivo-zooantropologico.

Come è nata la tua passione per la magia?
La magia mi ha affascinata sin da ragazzina ma al contrario delle mie coetanee non credevo che fosse possibile realizzarla grazie ad una bacchetta magica e a delle parole dette in rima.
Avevo l’assurda convinzione, o percezione se vogliamo, che chiunque potesse praticare la magia perché questa risiede dentro ognuno di noi e che fosse utile non per ottenere beni materiali come spesso si crede ma per il più nobile degli scopi: quello dell’evoluzione spirituale, per migliorarci.

Come è nata l’idea di scrivere Brûlant?
Brûlant è nato perché da lettrice e appassionata di magia ed esoterismo ero stufa di leggere sempre i soliti romanzi scopiazzati qua e là. Volevo offrire un punto di vista nuovo sull’argomento che oltrepassasse i limiti imposti da retaggio culturale, religione e mentalità. Per questo motivo il lettore troverà numerosi riferimenti alle filosofie orientali durante lo svolgimento dei rituali. Siamo abituati a dividere tutto in settori ben delimitati quando invece dovremmo vedere la visione d’insieme e capire che fa tutto parte di un quadro generale molto più grande. Magia, religione e scienza non sono tre nemiche secolari ma strettamente correlate.