Titolo: Luce e tenebra
Autore: Ombretta Clapiz
Editore: EdiGiò
Pagine: 278
Prezzo: 17,00 euro
Pubblicazione: 2011
Sinossi
Nel giorno del suo sedicesimo, Kris ha due sorprese inaspettate: la sua prima macchina, e una rivelazione. Le due persone che l'hanno cresciuta non sono i suoi genitori naturali, ma l'hanno adottata dopo la morte del figlio. La notizia è sconvolgente, la sua vita sembra sia andata in frantumi, quando riceve un pacchetto regalo contenente una chiave e un indirizzo. Ed è qui che ha inizio l'avventura! Kris e l'inseparabile amica del cuore Clarissa si ritrovano nel regno di Sharidard. Il re, l'ha mandata a chiamare perché sventi con la forza del suo amore il sovrano delle Terre Oscure, il cui regno è immerso nelle tenebre a causa di un sortilegio.
Recensione
Il libro, suddiviso da capitoli con tanto di titolo riassuntivo, è scritto dalla protagonista Kristen in prima persona e in un tempo passato. Da subito veniamo “accolti” nell'atmosfera familiare della villetta dei Gordon, dove la madre di Kris la sveglia e le fa gli auguri per il suo sedicesimo compleanno.
La ragazza apre gli occhi nella sua disordinatissima e coloratissima camera, dopo aver fatto uno strano sogno che si ripete di continuo, specie negli ultimi tempi. Ma la sua attenzione è presto sviata dal pensiero del regalo che vorrebbe più di ogni altra cosa: una macchina. Seppure sappia
che sia un regalo costoso e superfluo.
Sua madre ha infatti appena perso il lavoro, fatto assolutamente da non sottovalutare in un paese colpito dalla crisi e piccolo come Cut Bank, 3000 abitanti nella Contea di Glacier nel Montana. Nonostante questo, sia la donna che il marito adorano la figlia e, dopo aver fatto finta di nulla, sviandola, le regalano un portachiavi, una chiave e... la tanto ambita auto, una Chevrolet piuttosto vecchia ma gradita.
A completare la situazione, per il momento tranquilla, c'è sia la migliore amica Clarissa che le regala un braccialetto d'argento sia Mike Smith, il capitano della squadra di pallacanestro della scuola nonché il più desiderato, che le rivolge la parola. Anche se, dopo che lei non dice nulla e ride come un ebete, il ragazzo se ne va.
Ed è qui che la situazione cambia, come in ogni libro che si rispetti. Succede infatti che, in un clima di tensione a cui Kris non è abituata, i genitori le dicono di averle mentito per non rompere “l'incantesimo” della sua felicità, raccontandole di averla adottata. O molto più probabilmente non gliel'hanno detto per paura. Fatto sta che il mondo di Kris è sottosopra. I suoi hanno avuto un figlio che è morto, e non potendone più avere di propri, hanno scelto lei. Lei che era stata lasciata davanti ad una Chiesa.
Kris è in fondo una bravissima ragazza, e non ci mette molto a rendersi conto che i Gordon le hanno sempre voluto bene e che non cambia nulla, anche se si pone il problema di chi sia veramente e del perché la sua vera famiglia l'abbia abbandonata.
In ogni caso, non è finita qui... anzi. I genitori adottivi le danno una scatolina con dentro una chiave accompagnata dalla lettera scritta da un avvocato. Lettera che conduce la giovane in un paesino che dista un'ora. Troppo poco distante per resistere alla tentazione di farci un salto ed arrivare alla via scritta sul foglio in suo possesso. Una via buia, a dir la verità, che la conduce ad un'antica porta facente parte di un palazzo vecchio e abbandonato. Come buio è il corridoio che
attraversa una volta dentro, anche se un lamento la fa scappare via e tornare a casa.
Il sabato seguente, però, Kris vi torna con Clarissa, molto più sicura di lei, ed insieme arrivano ad un giardino, dopo aver attraversato per intero il solito corridoio buio. Ed è proprio al limitare della foresta che si para loro davanti che Clarissa le racconta un'altra verità, e cioè che entrambe sono attualmente nel regno di Sharidard, mentre quel prato è la Pianura delle fate.
Il racconto di Clarissa è lungo, e Kris la segue incredula. Apprende così, più di tutto, di essere la figlia del re Arandir delle Terre di Luce e di sua moglie, e di essere stata allontanata grazie alla chiave presa di nascosto dai suoi veri genitori che l'hanno portata in uno dei mondi collegati, unicamente per la minaccia a suo danno da parte del re delle Terre d'Ombra, Mornon. Grazie a questa scelta Kris, che in realtà si chiamerebbe Gwenael, ha potuto essere affidata ai Gordon e
avere Clarissa, Layla, discendente da una famiglia di guerrieri, per amica e come “osservatrice” che la potesse controllare per tutto quel tempo.
Senza dilungarci oltre, Kris scopre anche che il castello del re suo padre è al di là delle montagne e che una veggente ha previsto che l'Amore della principessa, ossia lei, riuscirà a fermare la guerra. Inoltre, se Mornon prenderà il potere, porterà l'oscurità su tutto il regno e sulle fate, che morirebbero.
Difronte a questa terribile realtà Kris accetta di tornare al castello e portare la chiave in suo possesso, seppure la verità sia grande, e la nuova “missione” dura da affrontare. Anche Clarissa le dice che per lei è lo stesso, essendo stata portata via da piccola da quel mondo, seppure sia stata addestrata e sia più forte dell'amica. Però Kris ha una paura in più, teme che la profezia della veggente non si avvererà e che non sarà utile alla loro causa. In quel mentre, mentre il viaggio effettivamente è in corso, rumori costanti si sentono intorno alla loro tenda, finché le ragazze vengono rapite e condotte nel regno di Mornon in persona. Dove è come ritrovarsi nel
passato.
Da questo momento è come se la vita passata delle due giovani sia lontana anni luce da lì. Si apre un racconto scandito dalla prigionia e dai giorni che passano lenti, non senza portare novità, incontri e situazioni pericolose. É come se l'azione, tenuta ferma, sia pronta finalmente ad agire e ad essere messa in primo piano.
Per prima cosa la principessa e la sua amica si scambiano di ruolo, e quindi è Clarissa ad essere presa per tale, e con i nomi che usano di solito. Mornon sembra credervi, e chiama Lady Mairin perché le conduca in un'unica stanza secondo il desiderio delle ragazze. Inutile dire che sono prigioniere e controllate giorno e notte da una guardia. Anche fuggire sembra impossibile, perché il castello è grande e fuori c'è il nulla, le terre d'Ombra. Difatti, nel regno c'è sempre il buio a causa di una maledizione, che può essere rotta solo dal re delle Terre di Luce.
In questa come dire seconda parte, ben più entusiasmante e trascinante, Kris e Clarissa hanno modo di mettersi alla prova e lottare per salvarsi; conoscono i due figli di re Mornon, Calwen e Cedric; vengono smascherate e apprendono sulla loro pelle cosa significa dover “convivere” con
il malvagio Mornon, desideroso di diventare un demone con l'aiuto di uno di loro, Abaddon. Già mezzo demone, il re si diletta in sacrifici, desiderando la stessa sorte per i figli. Ma uno dei due,
Calwen, già sulla buona strada per seguire le orme del padre, si rende conto di provare, ricambiato, un sentimento nei confronti della vera principessa Kris. Anche se gli improvvisi scatti d'ira del bellissimo giovane non passano inosservati.
Nuove amicizie fraterne si formano, quella tra Kris e Cedric; situazioni al limite della sopportazione, quella di dover scegliere se uccidere o meno la ragazza di cui si è innamorati per colpa della scelta demoniaca altrui, si attuano. E poi piani per fuggire, legami, scoperte agghiaccianti, morti... tutto però lasciato in sospeso nel finale, perché non tutte le cose si risolvono. Alcune sono state lasciate apposta in sospeso da indurre a credere in un seguito.
Personalmente ho gradito molto il libro, specialmente quando la trama si fa più intricata e più densa di misteri e situazioni che volevo in qualche modo risolvere procedendo nella lettura. L'unico punto un po' protratto per le lunghe secondo me è stato il discorso di Clarissa prima che la loro avventura abbia inizio.
martedì 31 gennaio 2012
lunedì 30 gennaio 2012
Recensione: "Moon Dance A.A.A. Vampiri Offresi" di J.R. Rain
Pubblicato da
Lucia
Titolo: Moon Dance A.A.A. Vampiri Offresi
Autore: J.R. Rain
Editore: Giunti
Collana: A
Pagine: 272
Prezzo: € 15,00
Pubblicazione: Gennaio 2012
Sinossi
E' facile pensare che i vampiri siano solo una moda, ma se un giorno vi ritrovaste con il morso di un vampiro sul collo, che cosa fareste?
E’ quello che è successo a Samantha Moon: moglie, madre, investigatrice privata e... vampiro!
Fino a sei anni fa, l’agente federale Moon era la perfetta mamma moderna con una monovolume parcheggiata davanti casa. Ma un giorno è successo qualcosa che ha cambiato la sua vita per sempre. Adesso non sopporta la luce del sole, è costretta a indossare occhiali scuri iperfascianti, dormirebbe tutto il giorno mentre di notte è vispa, affamata e fredda come un rettile. Per tutti soffre di una rara malattia della pelle, ma la verità è ben altra. E ora, nella sua nuova attività di investigatrice privata, è alle prese con un caso alquanto singolare: chi ha tentato di uccidere con cinque colpi in testa Kingsley Fulcrum, l’aitante cliente a cui di tanto in tanto, soprattutto con la luna piena, sfugge un latrato?
Tra un marito e un cyber amico a cui ha confidato tutti – ma proprio tutti – i suoi segreti, l’unica speranza per Samantha di tornare alla normalità è un misterioso medaglione dai poteri magici.
Recensione
Moon Dance. A.A.A. Vampiri Offresi, dell’americano J.R. Rain - ex investigatore privato, ora scrittore digitale autopubblicato molto apprezzato, è il primo capitolo della serie urban fantasy e detective story Vampire for Hire, edito da Giunti editore per la collana A e in libreria dall’11 gennaio.
Protagonista del romanzo è Samantha Moon: moglie, madre, investigatrice privata e... vampiro!
Fino a sei anni prima, Samantha, era un agente federale e una mamma perfetta – con tanto di monovolume parcheggiata davanti la sua adorabile casetta. Ma un giorno accadde l’impensabile: la donna subì un’aggressione che le cambiò la vita per sempre…
Ora non sopporta la luce del sole, è costretta ad indossare occhiali scuri superfascianti e ha bisogno di dormire durante il giorno. Di notte invece è viva - a seconda dei punti di vista -, affamata e fredda come un rettile. Difficile per Samantha accettare e convivere con la nuova sé stessa.
“Forse non ero altro che uno spirito, o un fantasma che non aveva abbastanza cervello per capire che doveva andarsene. Ma dove? Io non mi sentivo morta.”
Per nascondere la sua nuova condizione ha diffuso la notizia di aver sviluppato lo xeroderma pigmentoso, una malattia della pelle rarissima e solitamente mortale, che la costringe a restare chiusa in casa, lontana dalla luce del sole.
“Per chi soffre di xeroderma pigmentoso, anche una breve esposizione alla luce del sole può causare danni irreparabili, che potrebbero portare alla cecità e a forme fatali di cancro alla pelle. Alla fine la gente accettò questa versione. Persino i miei familiari ci cascarono. Sì, odiavo mentire, ma per come la vedevo non avevo molta scelta.”
Adesso, nella sua nuova attività di investigatrice privata, è alle prese con un caso alquanto singolare: scoprire chi ha tentato di uccidere il suo nuovo cliente Kingsley Fulcrum, prestante avvocato che sembra nascondere un segreto…
“Misi il video in pausa sull’immagine di Kingsley. Il sangue era bloccato sulle guance e sulla fronte e persino sui palmi delle mani aperti, tesi. Il viso era una maschera di orrore, confusione, shock. La sua vita era stata completamente stravolta nel giro di ventitré secondi. Certo, in quei ventitré secondi la maggior parte delle persone sarebbe morta. Ma non Kingsley e mi chiesi perché.”
Samantha riuscirà ad accettare la sua nuova condizione di vampira? Risolverà il caso di tentato omicidio? E, soprattutto, scoprirà la ragione per cui il suo cliente è sopravvissuto a cinque colpi di arma da fuoco che per chiunque sarebbero stati una sicura condanna a morte?
Acclamato in rete come miglior romanzo sui vampiri, miglior romanzo romantico con suspense, miglior romanzo fantasy, miglior romanzo ghost, miglior romanzo sull’occulto, Moon Dance è la dimostrazione di come l’editoria elettronica possa competere con quella cartacea. Il romanzo di J.R. Rain è stato infatti uno dei più sfogliati sul web e solo più tardi pubblicato tramite i tradizionali canali editoriali. La ragione di tale successo risiede probabilmente nel fatto che malgrado la storia di Moon Dance tratti dell’ormai inflazionato tema vampiresco, lo fa in un modo particolare che rammenta certi noir degli anni quaranta e cinquanta.
La lettura di questo romanzo è stata scorrevole e leggera, ma devo ammettere che non mi ha convinta del tutto. La penna maschile c’è e si “sente” parecchio. La componente romantica è infatti quasi assente e frettolosa. Il protagonista maschile sembra innamorarsi di Samantha solo dopo due incontri – è inverosimile che qualcosa del genere accada nella realtà. Insomma, il sentimentalismo è decisamente bandito in Moon Dance. La protagonista è ben caratterizzata, ma non può dirsi lo stesso per gli altri personaggi, poco più che comparse. La trama, benché non proprio originale, riesce ad attirare la curiosità del lettore, tuttavia non è ben sviluppata. Forse questa superficialità è da attribuire al fatto che si tratta del primo capitolo introduttivo di una saga che al momento prevede ben cinque volumi. Non c’è da preoccuparsi però, per il seguito non dovremo aspettare molto, perché il secondo romanzo della serie sarà pubblicato nel giugno 2012, sempre per Giunti editore.
Ho molto apprezzato lo stile di J.R. Rain, asciutto e diretto, con periodi brevi e capitoli corti.
In conclusione, Moon Dance non è un romanzo indimenticabile, ma una lettura godibile che verrà sicuramente ben accolta dagli amanti del genere vampiresco.
Autore: J.R. Rain
Editore: Giunti
Collana: A
Pagine: 272
Prezzo: € 15,00
Pubblicazione: Gennaio 2012
Sinossi
E' facile pensare che i vampiri siano solo una moda, ma se un giorno vi ritrovaste con il morso di un vampiro sul collo, che cosa fareste?
E’ quello che è successo a Samantha Moon: moglie, madre, investigatrice privata e... vampiro!
Fino a sei anni fa, l’agente federale Moon era la perfetta mamma moderna con una monovolume parcheggiata davanti casa. Ma un giorno è successo qualcosa che ha cambiato la sua vita per sempre. Adesso non sopporta la luce del sole, è costretta a indossare occhiali scuri iperfascianti, dormirebbe tutto il giorno mentre di notte è vispa, affamata e fredda come un rettile. Per tutti soffre di una rara malattia della pelle, ma la verità è ben altra. E ora, nella sua nuova attività di investigatrice privata, è alle prese con un caso alquanto singolare: chi ha tentato di uccidere con cinque colpi in testa Kingsley Fulcrum, l’aitante cliente a cui di tanto in tanto, soprattutto con la luna piena, sfugge un latrato?
Tra un marito e un cyber amico a cui ha confidato tutti – ma proprio tutti – i suoi segreti, l’unica speranza per Samantha di tornare alla normalità è un misterioso medaglione dai poteri magici.
Recensione
Moon Dance. A.A.A. Vampiri Offresi, dell’americano J.R. Rain - ex investigatore privato, ora scrittore digitale autopubblicato molto apprezzato, è il primo capitolo della serie urban fantasy e detective story Vampire for Hire, edito da Giunti editore per la collana A e in libreria dall’11 gennaio.
Protagonista del romanzo è Samantha Moon: moglie, madre, investigatrice privata e... vampiro!
Fino a sei anni prima, Samantha, era un agente federale e una mamma perfetta – con tanto di monovolume parcheggiata davanti la sua adorabile casetta. Ma un giorno accadde l’impensabile: la donna subì un’aggressione che le cambiò la vita per sempre…
Ora non sopporta la luce del sole, è costretta ad indossare occhiali scuri superfascianti e ha bisogno di dormire durante il giorno. Di notte invece è viva - a seconda dei punti di vista -, affamata e fredda come un rettile. Difficile per Samantha accettare e convivere con la nuova sé stessa.
“Forse non ero altro che uno spirito, o un fantasma che non aveva abbastanza cervello per capire che doveva andarsene. Ma dove? Io non mi sentivo morta.”
Per nascondere la sua nuova condizione ha diffuso la notizia di aver sviluppato lo xeroderma pigmentoso, una malattia della pelle rarissima e solitamente mortale, che la costringe a restare chiusa in casa, lontana dalla luce del sole.
“Per chi soffre di xeroderma pigmentoso, anche una breve esposizione alla luce del sole può causare danni irreparabili, che potrebbero portare alla cecità e a forme fatali di cancro alla pelle. Alla fine la gente accettò questa versione. Persino i miei familiari ci cascarono. Sì, odiavo mentire, ma per come la vedevo non avevo molta scelta.”
Adesso, nella sua nuova attività di investigatrice privata, è alle prese con un caso alquanto singolare: scoprire chi ha tentato di uccidere il suo nuovo cliente Kingsley Fulcrum, prestante avvocato che sembra nascondere un segreto…
“Misi il video in pausa sull’immagine di Kingsley. Il sangue era bloccato sulle guance e sulla fronte e persino sui palmi delle mani aperti, tesi. Il viso era una maschera di orrore, confusione, shock. La sua vita era stata completamente stravolta nel giro di ventitré secondi. Certo, in quei ventitré secondi la maggior parte delle persone sarebbe morta. Ma non Kingsley e mi chiesi perché.”
Samantha riuscirà ad accettare la sua nuova condizione di vampira? Risolverà il caso di tentato omicidio? E, soprattutto, scoprirà la ragione per cui il suo cliente è sopravvissuto a cinque colpi di arma da fuoco che per chiunque sarebbero stati una sicura condanna a morte?
Acclamato in rete come miglior romanzo sui vampiri, miglior romanzo romantico con suspense, miglior romanzo fantasy, miglior romanzo ghost, miglior romanzo sull’occulto, Moon Dance è la dimostrazione di come l’editoria elettronica possa competere con quella cartacea. Il romanzo di J.R. Rain è stato infatti uno dei più sfogliati sul web e solo più tardi pubblicato tramite i tradizionali canali editoriali. La ragione di tale successo risiede probabilmente nel fatto che malgrado la storia di Moon Dance tratti dell’ormai inflazionato tema vampiresco, lo fa in un modo particolare che rammenta certi noir degli anni quaranta e cinquanta.
La lettura di questo romanzo è stata scorrevole e leggera, ma devo ammettere che non mi ha convinta del tutto. La penna maschile c’è e si “sente” parecchio. La componente romantica è infatti quasi assente e frettolosa. Il protagonista maschile sembra innamorarsi di Samantha solo dopo due incontri – è inverosimile che qualcosa del genere accada nella realtà. Insomma, il sentimentalismo è decisamente bandito in Moon Dance. La protagonista è ben caratterizzata, ma non può dirsi lo stesso per gli altri personaggi, poco più che comparse. La trama, benché non proprio originale, riesce ad attirare la curiosità del lettore, tuttavia non è ben sviluppata. Forse questa superficialità è da attribuire al fatto che si tratta del primo capitolo introduttivo di una saga che al momento prevede ben cinque volumi. Non c’è da preoccuparsi però, per il seguito non dovremo aspettare molto, perché il secondo romanzo della serie sarà pubblicato nel giugno 2012, sempre per Giunti editore.
Ho molto apprezzato lo stile di J.R. Rain, asciutto e diretto, con periodi brevi e capitoli corti.
In conclusione, Moon Dance non è un romanzo indimenticabile, ma una lettura godibile che verrà sicuramente ben accolta dagli amanti del genere vampiresco.
sabato 28 gennaio 2012
Recensione: "Un giorno" di David Nicholls
Pubblicato da
Stefania Anja
Titolo: Un giorno
Autore: David Nicholls
Editore: Neri Pozza
Collana: Bloom
Prezzo: € 18,00
Sinossi
È l'ultimo giorno di università, e per due ragazzi sta finendo un'epoca. Emma e Dexter sono a letto insieme, nudi. Lui è alto, scuro di carnagione, bello, ricco. Lei ha i capelli rossi, fa di tutto per vestirsi male, adora le questioni di principio e i grandi ideali. Si sono appena laureati, l'indomani lasceranno l'università. È il 15 luglio 1988, e per la prima volta Emma e Dexter si amano e si dicono addio. Lui è destinato a una vita di viaggi, divertimenti, ricchezza, sempre consapevole dei suoi privilegi, delle sue possibilità economiche e sociali. Ad attendere Emma è invece un ristorante messicano nei quartieri nord di Londra, nachos e birra, una costante insicurezza fatta di pochi soldi e sogni irraggiungibili. Ma per loro il 15 luglio rimarrà sempre una data speciale. Ovunque si trovino, in qualunque cosa siano occupati, la scintilla di quella notte d'estate tornerà a brillare. Dove sarà Dexter, cosa starà combinando Emma? Per venti anni si terranno in contatto, e per un giorno saranno ancora assieme. Perché quando Emma e Dexter sono di nuovo vicini, quando chiacchierano e si corteggiano, raccontandosi i loro amori, i successi e i fallimenti, solo allora scoprono di sentirsi bene, di sentirsi migliori. Comico, intelligente, malinconico, Un giorno cattura l'energia sentimentale delle grandi passioni: i cuori spezzati, l'intricato corso dell'amore e dell'amicizia, il coraggio, le attese e le delusioni di chiunque abbia desiderato una persona che non può avere.
Recensione
Una romantica storia del XXI secolo.
Pubblicato nel giugno del 2009, resta per ben dieci settimane nella classifica dei bestsellers.
Questo romanzo si apre con la narrazione dell'ultima notte da studenti universitari. La fine di un'epoca e l'inizio di una nuova vita.
Emma Morley, la rossa con i vispi e scaltri occhi grigio verdi nascosti da occhiali neri dalla spessa montatura; la ragazza che viene dallo Yorkshire, introversa ed intelligente, con grandi ideali, sagace e con un pizzico di ironia.
Dexter Mayhew, il ventitrenne rubacuori, alto, scuro di carnagione, ricco, spiritoso, seducente e "fascinoso" (come piace definirlo ad Emma) e a volte anche un pò pieno di sè.
È venerdì 15 luglio del lontano 1988: San Swithin. I due protagonisti, che del resto, al tempo, non si conoscono nemmeno bene, si svegliano nello stesso letto singolo, nell'appartamento da studente di Emma, ad Edimburgo. È l'inizio e la fine...
A Emma lui piace fin da quando si erano conosciuti ad un party quattro anni prima, ed è inutile dire quali possano essere le sue speranze.
Ma se ad aspettare Dexter c'è una vita fatta di viaggi tra Londra, Francia, Cina, India..., divertimento e ricchezza, ad attendere Emma c'è un ristorante messicano nei quartieri nord di Londra.
Il 15 luglio sarà una data scolpita per sempre nei loro cuori. È così che per vent'anni questo giorno verrà ricordato, festeggiato, rimpianto...
Il 15 luglio: San Swithin. Questo santo era un vescovo anglosassone del IX secolo della cattedrale di Winchester. In punto di morte, chiese di essere sepolto nel cortile della chiesa, così che la pioggia potesse cadere su di lui ed i fedeli potessero camminargli vicino. Nove anni dopo, la sua salma venne però spostata in una tomba all'interno della cattedrale, e la leggenda vuole che il santo abbia mostrato la sua disapprovazione con un temporale durato 40 giorni.
I due protagonisti ben conoscono il detto inglese che recita:
"Se piove il giorno di san Swithin,
pioverà per quaranta giorni,
se è bello il giorno di san Swithin,
resterà bello per quaranta giorni."
Le loro due storie, a partire da quella notte, proseguiranno su due binari separati; e, se all'inizio, la strada per Dex sarà tutta in discesa, per Emma sarà faticosa. Mentre lui scala il successo diventando un presentatore in tv, Em trascorrerà un anno segnato solo da svolte negative: bassista di una band, due romanzi abbandonati, venditrice per turisti, corso di arte circense, fino allo sconsolato ritorno a casa dai genitori...
A colpire il lettore sarà l'esasperante familiarità dell'amicizia. Della loro particolare amicizia.
"Dex ed Em, Em e Dex". Vicini anche se lontani... con le lunghe lettere di Em infarcite di barzellette, bonarie prese in giro e nostalgia, e le cartoline provenienti dai più bei posti del mondo di Dex. Tra amanti e fidanzati palliativi per Em e rapporti quasi occasionali per Dex, gli anni passano... e, lettera dopo lettera, anno dopo anno, il mondo cambia ed il sentimento cresce; tra un'ironia e l'altra c'è sempre un fondo di verità.
"Dirai che sono un inguaribile romantico, ma sei l'unica persona al mondo che vorrei vedere in preda alla dissenteria".
E se Emma matura più in fretta, per Dex, che sceglie la sua professione in base a quanto possa "fargli rimorchiare", sarà un percorso fatto di insidie e tranelli.
Qualche espediente, qualche strategia, qualche bugia o lettera mai spedita e si ritrovano ad annusare il profumo dei limoni in una calda estate greca con entrambi la stessa consapevolezza di essere fatti per stare insieme.
Em e Dex, come il tatuaggio dello yin-yang. L'unione perfetta degli opposti. E anche se non l'ammettono, entrambi sanno bene, nel loro intimo, che sono infelici l'uno senza l'altra.
Droga, sesso, alcol, party... e poi Dex si ritroverà da solo a fissare la sua casa vuota...
Un ragazzo, una casa insieme, un futuro da costruire in due...Una maschera, una facciata, senza la vera felicità per Emma.
E quando ormai sembra che l'amicizia tra i due "sia come un mazzo di fiori appassiti al quale Em continuava ad aggiungere acqua..." ecco la svolta, perchè... «una promessa è sempre una promessa», non importa se pronunciata da sbronzi o da sobri.
Si scoprono, si trovano, si perdono, si riscoprono e poi... arriva Jasmine Alison Viola Mayhew.
Ogni pagina che leggiamo ci regala sensazioni nuove e ci fa conoscere meglio i due protagonisti; ci fa affezionare e commuovere con loro.
Il libro termina in un modo imprevisto, rispetto a quello che un lettore si aspetta fin dalle prime pagine. Ed è questo che lo rende speciale. Alla parola fine si sente la nostalgia di questi due amici; amici con i quali abbiamo condiviso le gioie, i successi, i problemi della vita quotidiana, gli amori, le delusioni e anche i lutti: il dolce e l'amaro della vita. Ed è così che mi sento ora mentre stendo i miei pensieri in merito a questo romanzo. Mi sento felice, ma con un lieve retrogusto amaro. Questo libro è stato più di un semplice romanzo. Me ne sono innamorata. Passione, cuori spezzati, amore, sentimenti forti che ti scuotono dentro... sono solo alcune delle sensazioni che vi saprà regalare.
Commuovente. Unico. Non potete perdervelo.
Autore: David Nicholls
Editore: Neri Pozza
Collana: Bloom
Prezzo: € 18,00
Sinossi
È l'ultimo giorno di università, e per due ragazzi sta finendo un'epoca. Emma e Dexter sono a letto insieme, nudi. Lui è alto, scuro di carnagione, bello, ricco. Lei ha i capelli rossi, fa di tutto per vestirsi male, adora le questioni di principio e i grandi ideali. Si sono appena laureati, l'indomani lasceranno l'università. È il 15 luglio 1988, e per la prima volta Emma e Dexter si amano e si dicono addio. Lui è destinato a una vita di viaggi, divertimenti, ricchezza, sempre consapevole dei suoi privilegi, delle sue possibilità economiche e sociali. Ad attendere Emma è invece un ristorante messicano nei quartieri nord di Londra, nachos e birra, una costante insicurezza fatta di pochi soldi e sogni irraggiungibili. Ma per loro il 15 luglio rimarrà sempre una data speciale. Ovunque si trovino, in qualunque cosa siano occupati, la scintilla di quella notte d'estate tornerà a brillare. Dove sarà Dexter, cosa starà combinando Emma? Per venti anni si terranno in contatto, e per un giorno saranno ancora assieme. Perché quando Emma e Dexter sono di nuovo vicini, quando chiacchierano e si corteggiano, raccontandosi i loro amori, i successi e i fallimenti, solo allora scoprono di sentirsi bene, di sentirsi migliori. Comico, intelligente, malinconico, Un giorno cattura l'energia sentimentale delle grandi passioni: i cuori spezzati, l'intricato corso dell'amore e dell'amicizia, il coraggio, le attese e le delusioni di chiunque abbia desiderato una persona che non può avere.
Recensione
Una romantica storia del XXI secolo.
Pubblicato nel giugno del 2009, resta per ben dieci settimane nella classifica dei bestsellers.
Questo romanzo si apre con la narrazione dell'ultima notte da studenti universitari. La fine di un'epoca e l'inizio di una nuova vita.
Emma Morley, la rossa con i vispi e scaltri occhi grigio verdi nascosti da occhiali neri dalla spessa montatura; la ragazza che viene dallo Yorkshire, introversa ed intelligente, con grandi ideali, sagace e con un pizzico di ironia.
Dexter Mayhew, il ventitrenne rubacuori, alto, scuro di carnagione, ricco, spiritoso, seducente e "fascinoso" (come piace definirlo ad Emma) e a volte anche un pò pieno di sè.
È venerdì 15 luglio del lontano 1988: San Swithin. I due protagonisti, che del resto, al tempo, non si conoscono nemmeno bene, si svegliano nello stesso letto singolo, nell'appartamento da studente di Emma, ad Edimburgo. È l'inizio e la fine...
A Emma lui piace fin da quando si erano conosciuti ad un party quattro anni prima, ed è inutile dire quali possano essere le sue speranze.
Ma se ad aspettare Dexter c'è una vita fatta di viaggi tra Londra, Francia, Cina, India..., divertimento e ricchezza, ad attendere Emma c'è un ristorante messicano nei quartieri nord di Londra.
Il 15 luglio sarà una data scolpita per sempre nei loro cuori. È così che per vent'anni questo giorno verrà ricordato, festeggiato, rimpianto...
Il 15 luglio: San Swithin. Questo santo era un vescovo anglosassone del IX secolo della cattedrale di Winchester. In punto di morte, chiese di essere sepolto nel cortile della chiesa, così che la pioggia potesse cadere su di lui ed i fedeli potessero camminargli vicino. Nove anni dopo, la sua salma venne però spostata in una tomba all'interno della cattedrale, e la leggenda vuole che il santo abbia mostrato la sua disapprovazione con un temporale durato 40 giorni.
I due protagonisti ben conoscono il detto inglese che recita:
"Se piove il giorno di san Swithin,
pioverà per quaranta giorni,
se è bello il giorno di san Swithin,
resterà bello per quaranta giorni."
Le loro due storie, a partire da quella notte, proseguiranno su due binari separati; e, se all'inizio, la strada per Dex sarà tutta in discesa, per Emma sarà faticosa. Mentre lui scala il successo diventando un presentatore in tv, Em trascorrerà un anno segnato solo da svolte negative: bassista di una band, due romanzi abbandonati, venditrice per turisti, corso di arte circense, fino allo sconsolato ritorno a casa dai genitori...
A colpire il lettore sarà l'esasperante familiarità dell'amicizia. Della loro particolare amicizia.
"Dex ed Em, Em e Dex". Vicini anche se lontani... con le lunghe lettere di Em infarcite di barzellette, bonarie prese in giro e nostalgia, e le cartoline provenienti dai più bei posti del mondo di Dex. Tra amanti e fidanzati palliativi per Em e rapporti quasi occasionali per Dex, gli anni passano... e, lettera dopo lettera, anno dopo anno, il mondo cambia ed il sentimento cresce; tra un'ironia e l'altra c'è sempre un fondo di verità.
"Dirai che sono un inguaribile romantico, ma sei l'unica persona al mondo che vorrei vedere in preda alla dissenteria".
E se Emma matura più in fretta, per Dex, che sceglie la sua professione in base a quanto possa "fargli rimorchiare", sarà un percorso fatto di insidie e tranelli.
Qualche espediente, qualche strategia, qualche bugia o lettera mai spedita e si ritrovano ad annusare il profumo dei limoni in una calda estate greca con entrambi la stessa consapevolezza di essere fatti per stare insieme.
Em e Dex, come il tatuaggio dello yin-yang. L'unione perfetta degli opposti. E anche se non l'ammettono, entrambi sanno bene, nel loro intimo, che sono infelici l'uno senza l'altra.
Droga, sesso, alcol, party... e poi Dex si ritroverà da solo a fissare la sua casa vuota...
Un ragazzo, una casa insieme, un futuro da costruire in due...Una maschera, una facciata, senza la vera felicità per Emma.
E quando ormai sembra che l'amicizia tra i due "sia come un mazzo di fiori appassiti al quale Em continuava ad aggiungere acqua..." ecco la svolta, perchè... «una promessa è sempre una promessa», non importa se pronunciata da sbronzi o da sobri.
Si scoprono, si trovano, si perdono, si riscoprono e poi... arriva Jasmine Alison Viola Mayhew.
Ogni pagina che leggiamo ci regala sensazioni nuove e ci fa conoscere meglio i due protagonisti; ci fa affezionare e commuovere con loro.
Il libro termina in un modo imprevisto, rispetto a quello che un lettore si aspetta fin dalle prime pagine. Ed è questo che lo rende speciale. Alla parola fine si sente la nostalgia di questi due amici; amici con i quali abbiamo condiviso le gioie, i successi, i problemi della vita quotidiana, gli amori, le delusioni e anche i lutti: il dolce e l'amaro della vita. Ed è così che mi sento ora mentre stendo i miei pensieri in merito a questo romanzo. Mi sento felice, ma con un lieve retrogusto amaro. Questo libro è stato più di un semplice romanzo. Me ne sono innamorata. Passione, cuori spezzati, amore, sentimenti forti che ti scuotono dentro... sono solo alcune delle sensazioni che vi saprà regalare.
Commuovente. Unico. Non potete perdervelo.
venerdì 27 gennaio 2012
A breve in libreria...
Pubblicato da
Lucia
Titolo: Fallen in Love
Autore: Lauren Kate
Editore: Rizzoli
Pagine: 240
Prezzo: € 15,00
Data di pubblicazione: 8 Febbraio
Sinossi
Viaggiando nel tempo e nello spazio, com'è abitudine degli angeli, Shelby e Miles si ritrovano in una cittadina medievale alla vigilia della Fiera di San Valentino: una rustica festa cortese che con danze e doni onore le ragioni del cuore. Ma come tutti sanno non sempre amore e felicità si danno la mano:l'umile cavaliere Roland si strugge d'amore per la nobile Rosaline; Arriane non sa darsi pace da quando la sua Tess è tornata per sempre tra le tenebre di Lucifero. E per Luce e Daniel, destinati a inseguirsi nei secoli, la sorpresa più bella sarebbe potersi liberare almeno per un giorno dalla maledizione che li perseguita.
Titolo: Riscatto
Autore: J.R. Ward
Editore: Rizzoli
Pagine: 420
Prezzo: € 15,00
Data di pubblicazione: 8 Febbraio
Sinossi
A Caldwell, nello Stato di New York, dove si combatte la battaglia tra i vampiri della Confraternita del Pugnale Nero e i loro mortali nemici, i lesser, Rehvenge è il padrone di un locale notturno, lo ZeroSum, e controlla un giro di prostituzione, il gioco d’azzardo e il traffico di droga. È per metà vampiro e per metà symphath, la razza aborrita di “divoratori di peccati” capaci di insinuarsi nella mente delle persone per manipolarne le emozioni a proprio vantaggio. Quando viene coinvolto in un complotto per uccidere Wrath, il “re cieco” dei vampiri, Rehv capisce di dover scegliere la propria strada. E sarà l’aristocratica vampira Ehlena a salvarlo con la sua purezza dall’abisso di distruzione in cui sta per precipitare, mentre attorno a loro si scatenano intrighi e battaglie cosmiche.
Titolo: La spada e la promessa
Autore: Jacqueline Carey
Editore: Nord
Pagine: 384
Prezzo: € 18,00
Data di Pubblicazione: 9 Febbraio
Sinossi
Dopo aver vendicato la morte della moglie, Imriel è libero di tornare a casa, dove lui e Sidonie rendono finalmente pubblica la loro relazione. La regina Ysandre, però, non può permettere che la delfina di Terre D'Ange si fidanzi col figlio della famigerata Mélisande Shahrizai, la donna che per ben due volte aveva cercato d'impadronirsi del regno e che poi era svanita nel nulla. Perciò, come segno della propria fedeltà, Imriel dovrà consegnare la traditrice alla giustizia, altrimenti Sidonie sarà diseredata. Grazie ai suoi legami con la Gilda Invisibile - una setta segreta ramificata in tutto il mondo - il giovane riesce a scoprire il nascondiglio della madre, ma proprio quando si prepara a partire, giunge a corte Astegal, l'ambizioso principe di Cartagine. Con un subdolo incantesimo, Astegal assoggetta al suo volere tutti gli abitanti di Terre D'Ange, compresa Sidonie, che accetta persino di sposarlo. Essendo l'unico rimasto immune, il principe Imriel si trova quindi costretto a chiedere aiuto al solo uomo che possa spezzare il potentissimo sortilegio: Ptolemy Solon, governatore della remota isola di Cytherea, nonché amante di Mélisande Shahrizai...
Titolo: Immortal
Autore: Alma Katsu
Editore: Longanesi
Pagine: 444
Prezzo: € 17,60
Data di pubblicazione: 16 Febbraio
Sinossi
E' una freddissima notte invernale nel pronto soccorso dell'ospedale di StAndrew, nel Maine. Luke, giovane medico di turno, si ritrova davanti una ragazza atterrita dall'apparente età di diciannove anni e dalla bellezza eterea. Si chiama Lanny e ha appena ucciso un uomo, abbandonandone il cadavere nel bosco. Ma Lanny sostiene di averlo fatto su richiesta della vittima stessa. E chiede a Luke di aiutarla a scappare. Quando Luke rifiuta, Lanny afferra un bisturi e si squarcia il petto nudo. Sotto lo sguardo atterrito di Luke, la ferita si rimargina da sé all'istante. Lanny è immortale, di anni non ne ha diciannove ma oltre duecento. Inizia così il racconto di Lanny, il racconto di un uomo ossessionato dalla bellezza assoluta di uomini e donne e dal bisogno di possederla e di una donna ossessionata da un amore torbido, appassionato e mai ricambiato abbastanza. Una vicenda che attraversa i secoli, un thriller storico di rara potenza...
Autore: Lauren Kate
Editore: Rizzoli
Pagine: 240
Prezzo: € 15,00
Data di pubblicazione: 8 Febbraio
Sinossi
Viaggiando nel tempo e nello spazio, com'è abitudine degli angeli, Shelby e Miles si ritrovano in una cittadina medievale alla vigilia della Fiera di San Valentino: una rustica festa cortese che con danze e doni onore le ragioni del cuore. Ma come tutti sanno non sempre amore e felicità si danno la mano:l'umile cavaliere Roland si strugge d'amore per la nobile Rosaline; Arriane non sa darsi pace da quando la sua Tess è tornata per sempre tra le tenebre di Lucifero. E per Luce e Daniel, destinati a inseguirsi nei secoli, la sorpresa più bella sarebbe potersi liberare almeno per un giorno dalla maledizione che li perseguita.
Titolo: Riscatto
Autore: J.R. Ward
Editore: Rizzoli
Pagine: 420
Prezzo: € 15,00
Data di pubblicazione: 8 Febbraio
Sinossi
A Caldwell, nello Stato di New York, dove si combatte la battaglia tra i vampiri della Confraternita del Pugnale Nero e i loro mortali nemici, i lesser, Rehvenge è il padrone di un locale notturno, lo ZeroSum, e controlla un giro di prostituzione, il gioco d’azzardo e il traffico di droga. È per metà vampiro e per metà symphath, la razza aborrita di “divoratori di peccati” capaci di insinuarsi nella mente delle persone per manipolarne le emozioni a proprio vantaggio. Quando viene coinvolto in un complotto per uccidere Wrath, il “re cieco” dei vampiri, Rehv capisce di dover scegliere la propria strada. E sarà l’aristocratica vampira Ehlena a salvarlo con la sua purezza dall’abisso di distruzione in cui sta per precipitare, mentre attorno a loro si scatenano intrighi e battaglie cosmiche.
Titolo: La spada e la promessa
Autore: Jacqueline Carey
Editore: Nord
Pagine: 384
Prezzo: € 18,00
Data di Pubblicazione: 9 Febbraio
Sinossi
Dopo aver vendicato la morte della moglie, Imriel è libero di tornare a casa, dove lui e Sidonie rendono finalmente pubblica la loro relazione. La regina Ysandre, però, non può permettere che la delfina di Terre D'Ange si fidanzi col figlio della famigerata Mélisande Shahrizai, la donna che per ben due volte aveva cercato d'impadronirsi del regno e che poi era svanita nel nulla. Perciò, come segno della propria fedeltà, Imriel dovrà consegnare la traditrice alla giustizia, altrimenti Sidonie sarà diseredata. Grazie ai suoi legami con la Gilda Invisibile - una setta segreta ramificata in tutto il mondo - il giovane riesce a scoprire il nascondiglio della madre, ma proprio quando si prepara a partire, giunge a corte Astegal, l'ambizioso principe di Cartagine. Con un subdolo incantesimo, Astegal assoggetta al suo volere tutti gli abitanti di Terre D'Ange, compresa Sidonie, che accetta persino di sposarlo. Essendo l'unico rimasto immune, il principe Imriel si trova quindi costretto a chiedere aiuto al solo uomo che possa spezzare il potentissimo sortilegio: Ptolemy Solon, governatore della remota isola di Cytherea, nonché amante di Mélisande Shahrizai...
Titolo: Immortal
Autore: Alma Katsu
Editore: Longanesi
Pagine: 444
Prezzo: € 17,60
Data di pubblicazione: 16 Febbraio
Sinossi
E' una freddissima notte invernale nel pronto soccorso dell'ospedale di StAndrew, nel Maine. Luke, giovane medico di turno, si ritrova davanti una ragazza atterrita dall'apparente età di diciannove anni e dalla bellezza eterea. Si chiama Lanny e ha appena ucciso un uomo, abbandonandone il cadavere nel bosco. Ma Lanny sostiene di averlo fatto su richiesta della vittima stessa. E chiede a Luke di aiutarla a scappare. Quando Luke rifiuta, Lanny afferra un bisturi e si squarcia il petto nudo. Sotto lo sguardo atterrito di Luke, la ferita si rimargina da sé all'istante. Lanny è immortale, di anni non ne ha diciannove ma oltre duecento. Inizia così il racconto di Lanny, il racconto di un uomo ossessionato dalla bellezza assoluta di uomini e donne e dal bisogno di possederla e di una donna ossessionata da un amore torbido, appassionato e mai ricambiato abbastanza. Una vicenda che attraversa i secoli, un thriller storico di rara potenza...
giovedì 26 gennaio 2012
Recensione: "Giulia e basta" di Luca Jaselli
Pubblicato da
Redazione
Titolo: Giulia e basta
Autrice: Luca Jaselli
Editore: WLM Edizioni
Collana: Fuori Tempo
Genere: Narrativa
Prezzo: € 16,00
Sinossi
"Il mio è solo un destino preso in prestito, che oggi non capisco e non voglio più. Non riconosco nulla intorno a me, non sono questa la vera io, devo riavere il mio tempo, lo farò. Da domani cancellerò tutte le versioni di me e sarò solo Giulia. Giulia e basta."
Il personaggio di Giulia e basta è una donna che possiamo incontrare tutti i giorni in autobus, al supermercato e forse, con lo sguardo distratto di chi pensa alle proprie cose, non la noteremmo nel suo passare. E' sposata, lavora e fa tutte quelle cose che molte persone fanno ogni giorno, ma dove apparentemente non c'è nulla da dire o da osservare Luca ci fornisce un'angolazione nuova, una visuale che non potevamo assolutamente immaginare a una prima occhiata.
La storia perciò segue la strada di una scoperta, pagina dopo pagina, di Giulia, del suo mondo, delle sue paure, ma anche delle sue amicizie che somigliano a tante amicizie comuni, uguali a quelle che ognuno di noi coltiva, frequenta, ma che diventano in Giulia e basta lo strumento privilegiato per svelare altri dettagli profondi dell'animo della protagonista. Il flusso dei suoi pensieri diverrà il vostro fino a coinvolgervi in una sorta di sovrapposizione di intenti e volontà che vi farà partecipi della sua vita e delle sue scelte fino all'ultima pagina.
Recensione a cura di Mimì
“Giulia e basta”, debutto letterario di Luca Jaselli, è un romanzo che si potrebbe definire come di genere “psicologico introspettivo”.
La protagonista assoluta è Giulia: madre, moglie e lavoratrice incallita. Una donna alla quale, sembra, non manca nulla nella propria vita, tranne forse una cosa fondamentale: la felicità.
L’insoddisfazione che regna nel cuore e nella mente di Giulia è palese dalle prime righe. Odia ciò che è diventata, ma soprattutto odia il marito, sua controparte familiare e caratteriale: un essere statico sotto ogni punto di vista, il classico uomo che vede la donna come un oggetto, ovvero una serva domestica. Prima grande corteggiatore, dopo grande padrone. Non penso di sbagliare affermando che alcune donne potranno sicuramente rivedersi in tale situazione vissuta dalla protagonista.
Ma sarà capace, Giulia, di trasformarsi in una eroina per sé stessa e rivoluzionare completamente la propria vita? Lasciare il marito, trasferirsi nella casa ereditata dalla nonna e infine cambiare lavoro nonché Nazione... E avrà proprio Lei l’onore di diventare la paladina delle donne alla mercé degli uomini/padroni, come accennato poco fa?
Ahimè non credo proprio.
Accetto la natura introspettiva del romanzo, ma è forse fin troppo accentuata. Non vi sono altri punti di vista se non quello di Giulia, che ovviamente è unilaterale. Comprendo il rapporto difficoltoso con il compagno di vita, ma avendo solamente una visione parziale della storia non si comprende il perché il marito sia divenuto così statico, così stagnante.
Certamente potremmo immaginarlo, tuttavia una racconto così “di parte”, la quale diviene in certi punti a sua volta parecchio statica, in stallo narrativo per così dire, non rende semplice l’elaborazione di impressioni esterne ad essa... Viene quasi difficile proseguire nella lettura, fin troppo influenzata, nella prima parte del romanzo, dalla descrizione cattivi pensieri di Giulia.
Ma questo non vuol dire che lo stile di scrittura sia così criticabile, anzi. È proprio quello che risolleva il romanzo. Troppa introspezione, troppo approfondimento psicologico, a mio avviso appesantiscono inevitabilmente l’esposizione, e solo l’utilizzo di un linguaggio corrente e fluido rende la letture un po’ più “scorrevole”, cosa che appunto Jaselli fa’..
Verso la fine finalmente la vicenda di Giulia, e l’umore dei suoi pensieri, si risollevano. Abbandona il lavoro stabile, correndo dietro ad un sogno che ha sempre avuto, anche grazie all’incontro con un vecchio amico: Andrea.
Ma per quanto possa esser la storia contemporanea, verosimile e comune, mi viene da chiedere: quale tribunale Italiano avrebbe accordato l’espatrio di due bimbe minorenni verso un accampamento nel deserto dell’Arizona? E me lo chiedo pensando, ad esempio, alla parte di storia nella quale la mamma è fuori a scavare le figlie si trovano accampate dentro una tenda... Poco credibile, in effetti. Inoltre, ad un tratto e di colpo, svanisce il marito: dove sarà finito questo povero uomo dopo il divorzio?
In definitiva “Giulia e basta”, potremmo definirlo uno “spaccato di vita”, sicuramente, ma una certe eccessiva forzature rischiano di rendere il realismo del romanzo un po’ troppo tirato per i capelli. Personalmente avrei tralasciato l’inserimento nel testo di alcuni brani non così fondamentali per la storia, e per ciò danno l’impressione di parti riempitive e nulla più. Ma ovviamente è questa una mia visione personale, oggettiva dal mio punto di vista ma di certo opinabile.
E dunque: “Giulia e basta” è un libro consigliato a chi piace il genere (molto particolare) del romanzo d’introspezione psicologica, come detto, per di più in voce unica. Credo, per pochi intenditori, insomma.
Autrice: Luca Jaselli
Editore: WLM Edizioni
Collana: Fuori Tempo
Genere: Narrativa
Prezzo: € 16,00
Sinossi
"Il mio è solo un destino preso in prestito, che oggi non capisco e non voglio più. Non riconosco nulla intorno a me, non sono questa la vera io, devo riavere il mio tempo, lo farò. Da domani cancellerò tutte le versioni di me e sarò solo Giulia. Giulia e basta."
Il personaggio di Giulia e basta è una donna che possiamo incontrare tutti i giorni in autobus, al supermercato e forse, con lo sguardo distratto di chi pensa alle proprie cose, non la noteremmo nel suo passare. E' sposata, lavora e fa tutte quelle cose che molte persone fanno ogni giorno, ma dove apparentemente non c'è nulla da dire o da osservare Luca ci fornisce un'angolazione nuova, una visuale che non potevamo assolutamente immaginare a una prima occhiata.
La storia perciò segue la strada di una scoperta, pagina dopo pagina, di Giulia, del suo mondo, delle sue paure, ma anche delle sue amicizie che somigliano a tante amicizie comuni, uguali a quelle che ognuno di noi coltiva, frequenta, ma che diventano in Giulia e basta lo strumento privilegiato per svelare altri dettagli profondi dell'animo della protagonista. Il flusso dei suoi pensieri diverrà il vostro fino a coinvolgervi in una sorta di sovrapposizione di intenti e volontà che vi farà partecipi della sua vita e delle sue scelte fino all'ultima pagina.
Recensione a cura di Mimì
“Giulia e basta”, debutto letterario di Luca Jaselli, è un romanzo che si potrebbe definire come di genere “psicologico introspettivo”.
La protagonista assoluta è Giulia: madre, moglie e lavoratrice incallita. Una donna alla quale, sembra, non manca nulla nella propria vita, tranne forse una cosa fondamentale: la felicità.
L’insoddisfazione che regna nel cuore e nella mente di Giulia è palese dalle prime righe. Odia ciò che è diventata, ma soprattutto odia il marito, sua controparte familiare e caratteriale: un essere statico sotto ogni punto di vista, il classico uomo che vede la donna come un oggetto, ovvero una serva domestica. Prima grande corteggiatore, dopo grande padrone. Non penso di sbagliare affermando che alcune donne potranno sicuramente rivedersi in tale situazione vissuta dalla protagonista.
Ma sarà capace, Giulia, di trasformarsi in una eroina per sé stessa e rivoluzionare completamente la propria vita? Lasciare il marito, trasferirsi nella casa ereditata dalla nonna e infine cambiare lavoro nonché Nazione... E avrà proprio Lei l’onore di diventare la paladina delle donne alla mercé degli uomini/padroni, come accennato poco fa?
Ahimè non credo proprio.
Accetto la natura introspettiva del romanzo, ma è forse fin troppo accentuata. Non vi sono altri punti di vista se non quello di Giulia, che ovviamente è unilaterale. Comprendo il rapporto difficoltoso con il compagno di vita, ma avendo solamente una visione parziale della storia non si comprende il perché il marito sia divenuto così statico, così stagnante.
Certamente potremmo immaginarlo, tuttavia una racconto così “di parte”, la quale diviene in certi punti a sua volta parecchio statica, in stallo narrativo per così dire, non rende semplice l’elaborazione di impressioni esterne ad essa... Viene quasi difficile proseguire nella lettura, fin troppo influenzata, nella prima parte del romanzo, dalla descrizione cattivi pensieri di Giulia.
Ma questo non vuol dire che lo stile di scrittura sia così criticabile, anzi. È proprio quello che risolleva il romanzo. Troppa introspezione, troppo approfondimento psicologico, a mio avviso appesantiscono inevitabilmente l’esposizione, e solo l’utilizzo di un linguaggio corrente e fluido rende la letture un po’ più “scorrevole”, cosa che appunto Jaselli fa’..
Verso la fine finalmente la vicenda di Giulia, e l’umore dei suoi pensieri, si risollevano. Abbandona il lavoro stabile, correndo dietro ad un sogno che ha sempre avuto, anche grazie all’incontro con un vecchio amico: Andrea.
Ma per quanto possa esser la storia contemporanea, verosimile e comune, mi viene da chiedere: quale tribunale Italiano avrebbe accordato l’espatrio di due bimbe minorenni verso un accampamento nel deserto dell’Arizona? E me lo chiedo pensando, ad esempio, alla parte di storia nella quale la mamma è fuori a scavare le figlie si trovano accampate dentro una tenda... Poco credibile, in effetti. Inoltre, ad un tratto e di colpo, svanisce il marito: dove sarà finito questo povero uomo dopo il divorzio?
In definitiva “Giulia e basta”, potremmo definirlo uno “spaccato di vita”, sicuramente, ma una certe eccessiva forzature rischiano di rendere il realismo del romanzo un po’ troppo tirato per i capelli. Personalmente avrei tralasciato l’inserimento nel testo di alcuni brani non così fondamentali per la storia, e per ciò danno l’impressione di parti riempitive e nulla più. Ma ovviamente è questa una mia visione personale, oggettiva dal mio punto di vista ma di certo opinabile.
E dunque: “Giulia e basta” è un libro consigliato a chi piace il genere (molto particolare) del romanzo d’introspezione psicologica, come detto, per di più in voce unica. Credo, per pochi intenditori, insomma.
Anteprima: "TANIT - La bambina nera" di Lara Manni
Pubblicato da
Lucia
Autore: Lara Manni
Editore: Fazi
Collana: Lain
Pagine: 370
Prezzo: 18,50 euro
Data di pubblicazione: 17 febbraio
Italia, 2008. In un paese dove inizia a colpire la grande crisi economica, fa la sua comparsa Axieros, l'oscura dea che ha tramato affinché mondi separati venissero in contatto. Cerca una donna umana piena di rabbia e odio, che possa partorire sua figlia Tanit, la bambina nera destinata a essere fatale per il genere umano. Sul cammino di morte che Axieros sta disegnando si incontreranno due demoni: Hyoutsuki, in cerca del suo destino, e Yobai, in cerca della vendetta. Ma sulla stessa strada cammina anche Ivy, che ha il potere di far diventare reale ciò che disegna e che rappresenta un pericolo per tutti: per la dea, per i demoni, per una coppia misteriosa che ha il compito di riequilibrare i due mondi. Solo Ivy può compiere la scelta definitiva: ma a un prezzo che forse non è disposta a pagare.
Lara Manni è nata e vive a Roma, dove traffica tra librerie e biblioteche. Dal 2006 scrive fan fiction su Efp con lo pseudonimo di Rosencrantz. Nel 2009 ha pubblicato il romanzo Esbat con Feltrinelli e nel febbraio 2011 Sopdet con Fazi Editore.
Gestisce uno dei blog più seguiti in Italia: laramanni.wordpress.com
Hanno detto di ESBAT:
«Un romanzo di formazione, un libro "fantastico" e attuale, fresco e giovane».
Valeria Parrella, Grazia
«Un romanzo intrigante».
Ruggero Bianchi, Tuttolibri - La Stampa
«Uno stile adulto, un romanzo ricco di riflessioni mai stancanti che costruiscono suspense con continui cambi di prospettiva».
Horrror Magazine
Hanno detto di SOPDET:
«Un cortocircuito tra saga fantasy e ambientazione storica, che può richiamare le ambizioni tecniche della “New italian epic” ».
Rosella Simone, Repubblica
“Quando la storia degli uomini tocca picchi di follia, allora è il tempo dei demoni”.
Chiara Palazzolo
"Lara Manni crea un regno popolato da demoni, manga e mondi paralleli, ma con un filo conduttore attuale: l’orrore per la crudeltà umana”
Silvia Pingitore, Il Venerdì di Repubblica
mercoledì 25 gennaio 2012
Recensione: "Switched - Il segreto del regno perduto" di Amanda Hocking
Pubblicato da
Hel
Titolo: Switched - Il segreto del regno perduto
Autore: Amanda Hocking
Editore: Fazi
Collana: Lain
Pagine: 334
Prezzo: 12,00 €
Pubblicazione: Gennaio 2012
Sinossi
Wendy Everly sa di essere diversa dalle altre ragazze, ha scoperto di possedere un potere oscuro che le permette di influenzare le decisioni altrui, un potere segreto che non può rivelare a nessuno. La scuola della piccola cittadina di provincia in cui si è trasferita con la famiglia, le sta stretta, il rapporto con la madre è conflittuale, tutto sembra insopportabile finché una notte si presenta alla finestra della sua stanza il misterioso e affascinante Finn, da poco in città. L'arrivo di Finn sconvolge il mondo di Wendy. Questo strano ragazzo possiede la chiave de suo passato e le risposte sui suoi poteri e rappresenta la porta d'accesso a un luogo che Wendy non avrebbe mai immaginato potesse esistere.
Recensione
“Prima o poi tutti avranno il loro quarto d’ora di celebrità”. Credo che chiunque conosca quest’affermazione profetica attribuita a Andy Warhol che, da bravo genio qual era, aveva perfettamente intuito come l’inarrestabile ascesa al potere dei media si sarebbe basato anche sul poter offrire potenzialmente a tutti la suddetta piccola porzione di notorietà. Ma forse nemmeno Warhol poteva immaginare quanto l’ulteriore passo avanti compiuto in quel senso, ovvero il web e internet, fosse in grado di ingigantire oltre ogni immaginazione gli effetti di quella profezia, sovvertendo inoltre qualsiasi meccanismo ordinario altrimenti in uso...
E’ questo proprio il caso di Switched, romanzo urban fantasy della giovane scrittrice americana Amanda Hocking: rifiutato in origine da numerose case editrici, per questo poi messo sul web e lì scaricato da milioni di utenti, diventando un osannatissimo fenomeno editoriale, con traduzioni ovunque sul pianeta e diritti cinematografici/televisivi già acquisiti... Potenza del web, appunto, che ha donato a mrs. Hocking il suo bel quarto d’ora di celebrità oltre che un conto in banca ben pasciuto, ma che ha anche reso evidente una bella contraddizione: se ci sarà stato un motivo per il quale così tante case editrici non accettarono di pubblicare il romanzo, ci deve essere pure un motivo per il quale abbia trovato così tanti consensi, una volta messo sul web...
Posto ciò, credo che per dare un adeguato quadro d’insieme di cosa sia Switched debba essere necessario disquisirne in due momenti: uno che consideri il romanzo della Hocking da un punto di vista più letterario, e uno da quello più prettamente “commerciale”, per così dire...
Bene. Punto di vista letterario. Trama, molto rapidamente: Wendy, piccola e dolce bimba di sei anni, nel giorno del suo compleanno rischia di essere ammazzata in maniera piuttosto truce dalla madre, convinta che la figlia sia in realtà un mostro che abbia preso il posto della vera Wendy, uccidendola. La madre finisce in manicomio, Wendy cresce tra varie difficoltà causate da tale situazione familiare e maturando un carattere non così facile, finché una decina di anni dopo si ritrova come compagno di scuola un certo Finn, ragazzo bello e misterioso che le svela la sua reale natura: Wendy non è umana ma fa’ parte dell’antico e misterioso popolo dei Troll, ed è una changeling ovvero una bambina trylle, scambiata alla nascita con una umana. Finn è invece un Cercatore, incaricato di trovare per il mondo gli esseri come Wendy e riportarli nel proprio regno d’origine, e in tal caso l’incarico di Finn sarà di particolare importanza, visto che la protagonista è destinata a diventare la futura regina del popolo dei Troll. Ma la sua iniziazione non sarà tutta rose e fiori, anzi: dovrà affrontare notevoli sofferenze, difficoltà, stati d’animo spesso opprimenti causati dalla sua doppia vita, nonché l’odio di chi non vorrebbe che il suo destino regale si compia...
La storia di “Switched”, inutile dirlo, non è certamente così originale, anzi: pesca a piene mani nella produzione UF più celebrata degli ultimi anni, variandone soltanto qualche elemento non preponderante, aggiungendovi delle forzature tranquillamente evitabili, e utilizzando alcuni espedienti che – parere personale – non possono non far storcere il naso: il più evidente è forse la riscrittura dell’iconografia leggendaria dei troll, spacciata per una reinterpretazione in chiave contemporanea e urban fantasy della stessa ma che in verità pare un tentativo piuttosto maldestro di “inventarsi” qualcosa di apparentemente nuovo e/o che non sia già sentito – e, ormai quasi esauriti vampiri, licantropi, demoni, angeli ed altre categorie affini, effettivamente di troll non s’era ancora sentito parlare... Tuttavia, mutare tali esseri mostruosi in creature affascinanti e sexy, equivale a rendere i vampiri delle entità fameliche di acqua minerale naturale: una “licenza” letteraria francamente esagerata.
Dal punto di vista dello stile, la Hocking scrive indubbiamente bene, e riesce certamente a coinvolgere il pubblico “di target” verso il quale il suo romanzo è principalmente diretto. La narrazione è in prima persona, e la protagonista racconta la propria vicenda con un linguaggio da adolescente posta di fronte alle prime grandi difficoltà della vita (senza contare della particolarità della sua, di vita). Di contro, da tale stile così “funzionale” – voluto o meno che sia - non bisogna di sicuro aspettarsi chissà che: in certi passaggi si genera una certa sensazione di incompiutezza e di indeterminatezza, molte pagine potevano essere condensate in molto meno spazio, e alcuni personaggi sembrano costruiti più su stilemi e luoghi comuni classici che per effetto di una effettiva elaborazione fantastica. Non mi sorprenderà, insomma, se qualcuno lo dovesse giudicare piacevole e qualcun altro banale: quando non vi è troppa personalità letteraria, è normale che vi possano essere tali distonie di gusto.
E con ciò avrei forse anche risposto al perché le case editrici inizialmente rifiutarono il manoscritto di “Switched”. Se non che, come anticipavo, vi è un non trascurabile punto di vista “commerciale”, basato sul grande successo di pubblico che il romanzo della Hocking ha avuto dall’auto-pubblicazione sul web in poi...
Con tutta evidenza, nel panorama letterario contemporaneo più mainstream, il valore letterario e il valore commerciale di un’opera si sono scollati, spesso pure prendendo direzioni differenti se non opposte. Il libro ha assunto sempre più una funzione prettamente intrattenitiva, di svago, più che di veicolazione culturale, e lo stesso atto della scrittura ha volente o nolente assunto in sé un tale scopo. Ergo – in soldoni, insomma – mrs.Hocking è stata sicuramente brava (o fortunata, fate voi), ad offrire ad un certo pubblico ciò che quel pubblico cercava, ovvero ciò che più poteva e può dilettarlo. Ha tolto di mezzo ogni sovrastruttura più tipicamente letteraria – niente sperimentazione, niente scrittura “creativa”, nessuna invenzione narrativa d’avanguardia, nessuna accezione analitica – per offrire il meglio (chi ha detto il peggio? Ehi!) della produzione urban fantasy degli ultimi tempi. Come se avesse offerto a dei gran tifosi di calcio una partita con alcuni tra i più bravi calciatori del momento, ecco! Vi sono tutti gli elementi necessari a ciò: personaggi, vicenda “giusta”, atmosfera, tensione, amore, possibilità di identificazione lettore/protagonista a gogò, finale aperto come si confà a qualsiasi saga. Dunque, per tali motivi, “Switched” è esattamente ciò che i lettori appassionati di urban fantasy si aspettano di leggere, ovvero ciò che non si stancherebbero – o non si sono ancora stancati - di leggere giorno e notte, se potessero. Sotto questo aspetto è più facilmente comprensibile il perché del successo del romanzo, quale ideale compendio del genere UF contemporaneo e dunque altrettanto ideale e golosa opportunità “commerciale” per le case editrici che lo stanno proponendo per il pianeta.
In definitiva, “Switched” è un ottimo “prodotto”. Sì, “prodotto”: assolve bene alla sua funzione, e molto facilmente potrà piacere – anzi, affascinerà i fan sfegatati dello urban fantasy e magari pure altri che ricerchino una lettura da fermata del bus, più che da sala di lettura di biblioteca. Un ottimo mezzo per conseguire il citato e warholiano quarto d’ora di celebrità, ovvero quella notorietà che si interessa ben poco di valore letterario, per mirare solo e semplicemente al più puro diletto. Cosa peraltro assolutamente lecita, per tutto quanto scritto fino a qui.
Autore: Amanda Hocking
Editore: Fazi
Collana: Lain
Pagine: 334
Prezzo: 12,00 €
Pubblicazione: Gennaio 2012
Sinossi
Wendy Everly sa di essere diversa dalle altre ragazze, ha scoperto di possedere un potere oscuro che le permette di influenzare le decisioni altrui, un potere segreto che non può rivelare a nessuno. La scuola della piccola cittadina di provincia in cui si è trasferita con la famiglia, le sta stretta, il rapporto con la madre è conflittuale, tutto sembra insopportabile finché una notte si presenta alla finestra della sua stanza il misterioso e affascinante Finn, da poco in città. L'arrivo di Finn sconvolge il mondo di Wendy. Questo strano ragazzo possiede la chiave de suo passato e le risposte sui suoi poteri e rappresenta la porta d'accesso a un luogo che Wendy non avrebbe mai immaginato potesse esistere.
Recensione
“Prima o poi tutti avranno il loro quarto d’ora di celebrità”. Credo che chiunque conosca quest’affermazione profetica attribuita a Andy Warhol che, da bravo genio qual era, aveva perfettamente intuito come l’inarrestabile ascesa al potere dei media si sarebbe basato anche sul poter offrire potenzialmente a tutti la suddetta piccola porzione di notorietà. Ma forse nemmeno Warhol poteva immaginare quanto l’ulteriore passo avanti compiuto in quel senso, ovvero il web e internet, fosse in grado di ingigantire oltre ogni immaginazione gli effetti di quella profezia, sovvertendo inoltre qualsiasi meccanismo ordinario altrimenti in uso...
E’ questo proprio il caso di Switched, romanzo urban fantasy della giovane scrittrice americana Amanda Hocking: rifiutato in origine da numerose case editrici, per questo poi messo sul web e lì scaricato da milioni di utenti, diventando un osannatissimo fenomeno editoriale, con traduzioni ovunque sul pianeta e diritti cinematografici/televisivi già acquisiti... Potenza del web, appunto, che ha donato a mrs. Hocking il suo bel quarto d’ora di celebrità oltre che un conto in banca ben pasciuto, ma che ha anche reso evidente una bella contraddizione: se ci sarà stato un motivo per il quale così tante case editrici non accettarono di pubblicare il romanzo, ci deve essere pure un motivo per il quale abbia trovato così tanti consensi, una volta messo sul web...
Posto ciò, credo che per dare un adeguato quadro d’insieme di cosa sia Switched debba essere necessario disquisirne in due momenti: uno che consideri il romanzo della Hocking da un punto di vista più letterario, e uno da quello più prettamente “commerciale”, per così dire...
Bene. Punto di vista letterario. Trama, molto rapidamente: Wendy, piccola e dolce bimba di sei anni, nel giorno del suo compleanno rischia di essere ammazzata in maniera piuttosto truce dalla madre, convinta che la figlia sia in realtà un mostro che abbia preso il posto della vera Wendy, uccidendola. La madre finisce in manicomio, Wendy cresce tra varie difficoltà causate da tale situazione familiare e maturando un carattere non così facile, finché una decina di anni dopo si ritrova come compagno di scuola un certo Finn, ragazzo bello e misterioso che le svela la sua reale natura: Wendy non è umana ma fa’ parte dell’antico e misterioso popolo dei Troll, ed è una changeling ovvero una bambina trylle, scambiata alla nascita con una umana. Finn è invece un Cercatore, incaricato di trovare per il mondo gli esseri come Wendy e riportarli nel proprio regno d’origine, e in tal caso l’incarico di Finn sarà di particolare importanza, visto che la protagonista è destinata a diventare la futura regina del popolo dei Troll. Ma la sua iniziazione non sarà tutta rose e fiori, anzi: dovrà affrontare notevoli sofferenze, difficoltà, stati d’animo spesso opprimenti causati dalla sua doppia vita, nonché l’odio di chi non vorrebbe che il suo destino regale si compia...
La storia di “Switched”, inutile dirlo, non è certamente così originale, anzi: pesca a piene mani nella produzione UF più celebrata degli ultimi anni, variandone soltanto qualche elemento non preponderante, aggiungendovi delle forzature tranquillamente evitabili, e utilizzando alcuni espedienti che – parere personale – non possono non far storcere il naso: il più evidente è forse la riscrittura dell’iconografia leggendaria dei troll, spacciata per una reinterpretazione in chiave contemporanea e urban fantasy della stessa ma che in verità pare un tentativo piuttosto maldestro di “inventarsi” qualcosa di apparentemente nuovo e/o che non sia già sentito – e, ormai quasi esauriti vampiri, licantropi, demoni, angeli ed altre categorie affini, effettivamente di troll non s’era ancora sentito parlare... Tuttavia, mutare tali esseri mostruosi in creature affascinanti e sexy, equivale a rendere i vampiri delle entità fameliche di acqua minerale naturale: una “licenza” letteraria francamente esagerata.
Dal punto di vista dello stile, la Hocking scrive indubbiamente bene, e riesce certamente a coinvolgere il pubblico “di target” verso il quale il suo romanzo è principalmente diretto. La narrazione è in prima persona, e la protagonista racconta la propria vicenda con un linguaggio da adolescente posta di fronte alle prime grandi difficoltà della vita (senza contare della particolarità della sua, di vita). Di contro, da tale stile così “funzionale” – voluto o meno che sia - non bisogna di sicuro aspettarsi chissà che: in certi passaggi si genera una certa sensazione di incompiutezza e di indeterminatezza, molte pagine potevano essere condensate in molto meno spazio, e alcuni personaggi sembrano costruiti più su stilemi e luoghi comuni classici che per effetto di una effettiva elaborazione fantastica. Non mi sorprenderà, insomma, se qualcuno lo dovesse giudicare piacevole e qualcun altro banale: quando non vi è troppa personalità letteraria, è normale che vi possano essere tali distonie di gusto.
E con ciò avrei forse anche risposto al perché le case editrici inizialmente rifiutarono il manoscritto di “Switched”. Se non che, come anticipavo, vi è un non trascurabile punto di vista “commerciale”, basato sul grande successo di pubblico che il romanzo della Hocking ha avuto dall’auto-pubblicazione sul web in poi...
Con tutta evidenza, nel panorama letterario contemporaneo più mainstream, il valore letterario e il valore commerciale di un’opera si sono scollati, spesso pure prendendo direzioni differenti se non opposte. Il libro ha assunto sempre più una funzione prettamente intrattenitiva, di svago, più che di veicolazione culturale, e lo stesso atto della scrittura ha volente o nolente assunto in sé un tale scopo. Ergo – in soldoni, insomma – mrs.Hocking è stata sicuramente brava (o fortunata, fate voi), ad offrire ad un certo pubblico ciò che quel pubblico cercava, ovvero ciò che più poteva e può dilettarlo. Ha tolto di mezzo ogni sovrastruttura più tipicamente letteraria – niente sperimentazione, niente scrittura “creativa”, nessuna invenzione narrativa d’avanguardia, nessuna accezione analitica – per offrire il meglio (chi ha detto il peggio? Ehi!) della produzione urban fantasy degli ultimi tempi. Come se avesse offerto a dei gran tifosi di calcio una partita con alcuni tra i più bravi calciatori del momento, ecco! Vi sono tutti gli elementi necessari a ciò: personaggi, vicenda “giusta”, atmosfera, tensione, amore, possibilità di identificazione lettore/protagonista a gogò, finale aperto come si confà a qualsiasi saga. Dunque, per tali motivi, “Switched” è esattamente ciò che i lettori appassionati di urban fantasy si aspettano di leggere, ovvero ciò che non si stancherebbero – o non si sono ancora stancati - di leggere giorno e notte, se potessero. Sotto questo aspetto è più facilmente comprensibile il perché del successo del romanzo, quale ideale compendio del genere UF contemporaneo e dunque altrettanto ideale e golosa opportunità “commerciale” per le case editrici che lo stanno proponendo per il pianeta.
In definitiva, “Switched” è un ottimo “prodotto”. Sì, “prodotto”: assolve bene alla sua funzione, e molto facilmente potrà piacere – anzi, affascinerà i fan sfegatati dello urban fantasy e magari pure altri che ricerchino una lettura da fermata del bus, più che da sala di lettura di biblioteca. Un ottimo mezzo per conseguire il citato e warholiano quarto d’ora di celebrità, ovvero quella notorietà che si interessa ben poco di valore letterario, per mirare solo e semplicemente al più puro diletto. Cosa peraltro assolutamente lecita, per tutto quanto scritto fino a qui.
martedì 24 gennaio 2012
Recensione: "Promessa di sangue" di Richelle Mead
Pubblicato da
Lucia
Titolo: Promessa di sangue
Autore: Richelle Mead
Editore: Rizzoli
Pagine: 625
Prezzo: 18,00 €
Pubblicazione: Novembre 2011
Sinossi
Il recente attacco degli Strigoi all'Accademia ha sconvolto il mondo dei vampiri, decimati dalla terribile battaglia e dall'ancor più atroce ratto dei sopravvissuti. La damphir Rose si trova ora a un difficile bivio: rimanere al fianco di Lissa e proteggerla, o lanciarsi all'inseguimento dell'amato Dimitri, per tentare di liberarlo dall'incantesimo che gli ha corrotto l'anima? Il cuore dice Dimitri, ma Rose sa che se l'impresa non avrà successo, dovrà trovare la forza necessaria a ucciderlo.
Recensione
Promessa di sangue è il quarto capitolo della popolare saga L’accademia dei vampiri della scrittrice americana Richelle Mead. Nel volume precedente avevamo lasciato Rose, una dhampir metà vampiro e metà umana, che abbandonava la St. Valdimir’s Academy per intraprendere una missione suicida: uccidere Dimitri, l’uomo che amava, trasformato in uno Strigoi durante un’epica battaglia. Dopo la sua trasformazione tutti lo avevano considerato morto, e per certi versi lo era. Chi diventava Strigoi perdeva ogni cognizione del bene e della vita che aveva vissuto fino ad allora. E anche se non l’aveva fatto per scelta – come Dimitri – non importava: sarebbe comunque diventato crudele e malvagio come tutti gli Strigoi. Ma Rose non era stata capace di dimenticare Dimitri, il suo cuore si rifiutava di lasciarlo andare. E non aveva dimenticato una loro conversazione di qualche tempo prima: entrambi avevano giurato che avrebbero preferito essere morti – morti davvero – che restare al mondo come Strigoi. Una volta elaborato il lutto per la scomparsa della persona che Dimitri era stata, Rose aveva deciso di onorare la sua volontà: doveva trovarlo e ucciderlo per liberare la sua anima da quello stato innaturale e perverso. Inizia così il lungo cammino di Rose che la porterà a lasciare non solo l’accademia e quindi il mondo in cui è vissuta per la maggior parte della sua vita, ma anche la sua migliore amica con cui condivide uno speciale legame, Lissa.
Eliminare Dimitri è per Rose la sua sfida più grande, sia dal punto di vista fisico che emotivo.
Una volta davanti a lui, riuscirà a trovare il coraggio di ucciderlo? Sarà abbastanza forte da conficcargli un paletto nel cuore?
“Ero ancora il alto mare, ma decisa a trovarlo, anche se al tempo stesso lo temevo.
Perché se fossi riuscita davvero a realizzare il mio piano, se davvero avessi ucciso l’uomo che amavo, Dimitri sarebbe per sempre scomparso da questo mondo. E sinceramente non ero sicura che avrei sopportato di vivere in un mondo del genere.”
Questa saga è decisamente quella che preferisco tra le young adult dedicate ai vampiri, ma purtroppo la lettura di questo quarto volume è stata per me lenta e svogliata rispetto ai capitoli precedenti. Le prime 300 pagine progrediscono in una carenza di svolte emblematiche, di dialoghi energici, di emozioni trascinanti. Ho sofferto con Rose, dilaniata dal dolore a causa della perdita del suo amato, e sperato che ritrovasse Dimitri al più presto. Ma quando è successo ho avuto una grande delusione: il Dimitri che ho imparato a conoscere, quello che mi ha sempre affascinata – insomma, chi non vorrebbe per sé un Dimitri Belikov? – era scomparso, non esisteva più.
“Lui era Dimitri e non lo era Dimitri”, pensa Rose.
Noiosi e ripetitivi i continui tuffi nel passato – ossia, i ricordi dei momenti più significativi di Rose e Dimitri insieme – perché rallentano la lettura e la appesantiscono. E questo vale anche per le “passeggiate” di Rose nella mente di Lissa, poiché spezzano il ritmo e sono spesso superflue.
Nonostante questi aspetti che non ho affatto gradito, la saga de L’accademia dei vampiri resta per me la più valida tra tutte quelle che ho avuto il piacere (o il dispiacere) di leggere – e sono tante.
La Read è brava nella caratterizzazione dei personaggi, sia primari che secondari: tutti i protagonisti della saga risultano incredibilmente interessanti e veritieri. Rose è la mia preferita: forte, graffiante, coraggiosa, combattiva e passionale. In questo quarto capitolo compie un profondo viaggio interiore che la porta a un cambiamento e a credere di avere ancora una possibilità di salvare Dimitri.
La storia è narrata in prima persona dalla protagonista. La scrittura della Read è semplice, lineare, diretta, con dialoghi che riescono a conferire una buona caratterizzazione ai personaggi. Arriva subito, senza intoppi o giri inutili. L’unica pecca nello stile dell’autrice è probabilmente la scelta di suddividere il romanzo in capitoli eccessivamente lunghi. Sono solita preferire capitoli brevi e concisi, ma è solo un mio gusto personale.
In conclusione, consiglio la lettura di Promessa di sangue e dell’intera saga che riuscirà sicuramente a sorprendervi e incantarvi.
Nota
Pagare 18 euro per un libro che presenta un testo con diversi refusi e parecchi errori nei tempi verbali non credo faccia una grande pubblicità alla casa editrice che lo ha pubblicato.
Autore: Richelle Mead
Editore: Rizzoli
Pagine: 625
Prezzo: 18,00 €
Pubblicazione: Novembre 2011
Sinossi
Il recente attacco degli Strigoi all'Accademia ha sconvolto il mondo dei vampiri, decimati dalla terribile battaglia e dall'ancor più atroce ratto dei sopravvissuti. La damphir Rose si trova ora a un difficile bivio: rimanere al fianco di Lissa e proteggerla, o lanciarsi all'inseguimento dell'amato Dimitri, per tentare di liberarlo dall'incantesimo che gli ha corrotto l'anima? Il cuore dice Dimitri, ma Rose sa che se l'impresa non avrà successo, dovrà trovare la forza necessaria a ucciderlo.
Recensione
Promessa di sangue è il quarto capitolo della popolare saga L’accademia dei vampiri della scrittrice americana Richelle Mead. Nel volume precedente avevamo lasciato Rose, una dhampir metà vampiro e metà umana, che abbandonava la St. Valdimir’s Academy per intraprendere una missione suicida: uccidere Dimitri, l’uomo che amava, trasformato in uno Strigoi durante un’epica battaglia. Dopo la sua trasformazione tutti lo avevano considerato morto, e per certi versi lo era. Chi diventava Strigoi perdeva ogni cognizione del bene e della vita che aveva vissuto fino ad allora. E anche se non l’aveva fatto per scelta – come Dimitri – non importava: sarebbe comunque diventato crudele e malvagio come tutti gli Strigoi. Ma Rose non era stata capace di dimenticare Dimitri, il suo cuore si rifiutava di lasciarlo andare. E non aveva dimenticato una loro conversazione di qualche tempo prima: entrambi avevano giurato che avrebbero preferito essere morti – morti davvero – che restare al mondo come Strigoi. Una volta elaborato il lutto per la scomparsa della persona che Dimitri era stata, Rose aveva deciso di onorare la sua volontà: doveva trovarlo e ucciderlo per liberare la sua anima da quello stato innaturale e perverso. Inizia così il lungo cammino di Rose che la porterà a lasciare non solo l’accademia e quindi il mondo in cui è vissuta per la maggior parte della sua vita, ma anche la sua migliore amica con cui condivide uno speciale legame, Lissa.
Eliminare Dimitri è per Rose la sua sfida più grande, sia dal punto di vista fisico che emotivo.
Una volta davanti a lui, riuscirà a trovare il coraggio di ucciderlo? Sarà abbastanza forte da conficcargli un paletto nel cuore?
“Ero ancora il alto mare, ma decisa a trovarlo, anche se al tempo stesso lo temevo.
Perché se fossi riuscita davvero a realizzare il mio piano, se davvero avessi ucciso l’uomo che amavo, Dimitri sarebbe per sempre scomparso da questo mondo. E sinceramente non ero sicura che avrei sopportato di vivere in un mondo del genere.”
Questa saga è decisamente quella che preferisco tra le young adult dedicate ai vampiri, ma purtroppo la lettura di questo quarto volume è stata per me lenta e svogliata rispetto ai capitoli precedenti. Le prime 300 pagine progrediscono in una carenza di svolte emblematiche, di dialoghi energici, di emozioni trascinanti. Ho sofferto con Rose, dilaniata dal dolore a causa della perdita del suo amato, e sperato che ritrovasse Dimitri al più presto. Ma quando è successo ho avuto una grande delusione: il Dimitri che ho imparato a conoscere, quello che mi ha sempre affascinata – insomma, chi non vorrebbe per sé un Dimitri Belikov? – era scomparso, non esisteva più.
“Lui era Dimitri e non lo era Dimitri”, pensa Rose.
Noiosi e ripetitivi i continui tuffi nel passato – ossia, i ricordi dei momenti più significativi di Rose e Dimitri insieme – perché rallentano la lettura e la appesantiscono. E questo vale anche per le “passeggiate” di Rose nella mente di Lissa, poiché spezzano il ritmo e sono spesso superflue.
Nonostante questi aspetti che non ho affatto gradito, la saga de L’accademia dei vampiri resta per me la più valida tra tutte quelle che ho avuto il piacere (o il dispiacere) di leggere – e sono tante.
La Read è brava nella caratterizzazione dei personaggi, sia primari che secondari: tutti i protagonisti della saga risultano incredibilmente interessanti e veritieri. Rose è la mia preferita: forte, graffiante, coraggiosa, combattiva e passionale. In questo quarto capitolo compie un profondo viaggio interiore che la porta a un cambiamento e a credere di avere ancora una possibilità di salvare Dimitri.
La storia è narrata in prima persona dalla protagonista. La scrittura della Read è semplice, lineare, diretta, con dialoghi che riescono a conferire una buona caratterizzazione ai personaggi. Arriva subito, senza intoppi o giri inutili. L’unica pecca nello stile dell’autrice è probabilmente la scelta di suddividere il romanzo in capitoli eccessivamente lunghi. Sono solita preferire capitoli brevi e concisi, ma è solo un mio gusto personale.
In conclusione, consiglio la lettura di Promessa di sangue e dell’intera saga che riuscirà sicuramente a sorprendervi e incantarvi.
Nota
Pagare 18 euro per un libro che presenta un testo con diversi refusi e parecchi errori nei tempi verbali non credo faccia una grande pubblicità alla casa editrice che lo ha pubblicato.
lunedì 23 gennaio 2012
Intervista: Barbara Baraldi
Pubblicato da
Stefania Anja
È autrice di romanzi noir, libri per ragazzi e sceneggiature di fumetti.Scrive per Mondadori la saga dark fantasy Scarlett, giunta al secondo capitolo, intitolato «Il bacio del demone».
Insieme a Camilleri, Lucarelli, Carlotto e De Cataldo, è protagonista di «Italian noir», il documentario prodotto dalla BBC sul thriller italiano.
È vincitrice di vari premi letterari, tra cui il Gran Giallo città di Cattolica e il premio Valtenesi.
I suoi libri sono accolti con favore dalla critica e dal pubblico, e sono pubblicati in nove Paesi, tra cui Germania, Inghilterra e Stati Uniti. Alcuni titoli: La bambola dagli occhi di cristallo, Lullaby – La ninna nanna della morte, La casa di Amelia.
Ciao Barbara! Innanzitutto grazie per il tempo che ci dedichi e la disponibilità. Ti andrebbe di rompere il ghiaccio parlandoci un pò di te? Chi è Barbara Baraldi? Ciao a tutte le lettrici e i lettori e grazie per l'ospitalità. Sono una ragazza innamorata della lettura a cui piace raccontare storie. Amo la buona cucina, la buona birra e frequentare i mercatini dell'antiquariato.
Come è nata la tua passione per la scrittura?
Ho cominciato inventando storie per i miei fratelli più piccoli per tenerli buoni, finché un giorno qualcuno mi ha detto: "Sei brava a raccontare storie, perché non le scrivi?". Non avevo nemmeno un computer portatile, ma ho preso quel consiglio molto sul serio. Me ne sono procurata uno di seconda mano, e ce l'ho ancora, anche se ogni tanto sbuffa come una vecchia locomotiva.
Come è nata l'idea di scrivere la serie di Scarlett?
La serie di Scarlett è nata dal mio desiderio di raccontare un amore impossibile, come quelli narrati dai poeti del periodo del Romanticismo. Ci ho messo la mia passione per la musica e i concerti, quella per il fantastico e per le città d'arte italiane. La prima a nascere è stata la scena del prologo, in cui la protagonista corre sotto la pioggia e si ritrova per caso di fronte alla biblioteca della scuola. Avevo un pugno di domande a cui la protagonista voleva dare una risposta, senza avere idea di quali fossero, queste risposte.
Qual è il tuo autore preferito e quello di cui hai letto più libri?
Non saprei dire di chi ho letto più libri, però una delle mie autrici preferite è Marguerite Duras.
domenica 22 gennaio 2012
Intervista: Eva Gabrielsson
Pubblicato da
Lucia
A sette anni dalla morte di Larsson, Eva Gabrielsson gli dedica un libro-monumento in cui racconta i segreti del compagno.
Compresa la trama del quarto e (finora) misteriosissimo volume.
Curiosa è curiosa, ma per vedere il film con Daniel Craig aspetterà: non ha la minima intenzione di pagare il biglietto. Significherebbe contribuire a ciò che chiama “l’industria Millennium”, quella fortuna prodotta dalla trilogia di Stieg Larsson, coi suoi 63 milioni di copie vendute. Una fortuna da cui è rimasta vergognosamente esclusa (ne hanno beneficiato il padre e il fratello) perché, pur avendo condiviso 32 anni di vita con lui, la legge svedese non le riconosce alcun diritto.
«Sto bene. Continuo il lavoro d’architetto. Ho viaggiato in Europa, America, Australia per presentare il mio libro, venduto in 20 Paesi». E ora arriva anche in Italia, Stieg e io - La storia d’amore da cui è nata la Millennium Trilogy. Un mémoire indispensabile per i fan di Uomini che odiano le donne: finalmente viene svelato il titolo del quarto manoscritto, La vendetta divina, e - soprattutto - la trama (l’hacker Salander si libererà dei suoi fantasmi e, a ogni vendetta compiuta, si cancellerà un tatuaggio). Una lettura intensa per chiunque: la vita di Eva&Stieg non è stata meno avvincente di quella di Mikael&Lisbeth.
Dal loro incontro nel 1972 (diciottenni, ed entrambi già con un carico di dolore, legato a traumi infantili) durante una manifestazione per il Vietnam, all’ultimo giorno insieme, il 9 novembre del 2004. Lui muore d’infarto e per lei iniziano mesi di black out: non mangia, non dorme, non sa più neppure leggere, né contare. C’è proprio tutto, inclusi gli aneddoti lievi (il vero nome era Stig, senza “e”) e le minacce dei filonazisti di cui Larsson si occupava come giornalista (il motivo per cui non si sono mai sposati: sarebbero diventati un bersaglio più facile).
Scrivere ha avuto una funzione “terapeutica”?
Non che mi abbia aiutato ad accettare e superare la morte di Stieg (quel processo era ormai concluso)... Mi è servito a leggere meglio dentro di me. E dentro al nostro rapporto: condividevamo le radici e i valori, è questo che ci ha tenuti assieme così a lungo. E avevamo sempre cause per cui batterci, progetti da portare avanti.
E per Stieg la trilogia era stata terapeutica?
Decisamente. Per la prima volta aveva potuto esprimersi in libertà su un mucchio di questioni che l’avevano fatto sentire impotente e per le quali aveva visto pochi miglioramenti. Nel format del romanzo ha trovato spazio per parlare di discriminazione, di violenza contro le donne, di corruzione, di abusi di potere, del pericolo neonazista e della corsa dei media verso l’infotainment, senza più separare l’informazione dall’intrattenimento. Far passare nella trama il suo messaggio gli dava sollievo: era molto più contento di quanto lo avessi mai visto! Il 2004, in particolare, è stato un anno felicissimo: dopo aver venduto i diritti della trilogia in aprile, abbiamo iniziato a progettare un futuro diverso
per noi. E poi...
Paladino dei diritti. Però lei scrive che per Stieg la vendetta era un dovere.
Vero. L’aveva ribadito anche in una lettera-testamento che mi aveva mandato nel 1977 dall’Etiopia, dove era andato per dare il suo contributo alla guerra civile: «Vivi, ama, odia. E continua a lottare». Non è una contraddizione se pensiamo alla cultura del Nord della Svezia, dove siamo cresciuti e dove il clima ha da sempre reso difficile vivere. Il concetto di vendetta viene sia dalla Bibbia sia dal codice vichingo, antichi e brutali allo stesso modo: vendetta deve essere intesa come il cercare giustizia, non come l’attaccare il prossimo. Oggi bastano le leggi a proteggerci: Lisbeth continua aconcepire la vendetta in senso biblico perché è un’emarginata, non protetta dalla società.
Di sicuro lei ha continuato a lottare come voleva Stieg. E anche a odiare?
No: odiare significa smettere di pensare. Preferisco usare il concetto di “opposizione”, che richiede lo sforzo di capire il problema e trovare soluzioni intelligenti.
Alla contrapposizione con i Larsson è riuscita a trovare una soluzione?
A quella no. Nel giugno del 2010 hanno interrotto le negoziazioni. Lo ribadisco, anche se è sempre stato chiaro: non voglio i soldi, voglio la tutela artistica dell’opera per far rispettare le volontà di Stieg.
Vedremo il quarto volume, di cui esistono già 200 pagine? Lei sarebbe in grado di completarlo.
No. I lettori devono accettare quel che anch’io ho accettato: Stieg è morto e non può scrivere più.
Si è chiesta, Eva, che cosa le avrebbe detto del successo di questo suo libro?
Penso che avrebbe commentato: «ero sicuro che ce l’avresti fatta!». E avrebbe riso, come sapeva ridere lui...
Compresa la trama del quarto e (finora) misteriosissimo volume.
Curiosa è curiosa, ma per vedere il film con Daniel Craig aspetterà: non ha la minima intenzione di pagare il biglietto. Significherebbe contribuire a ciò che chiama “l’industria Millennium”, quella fortuna prodotta dalla trilogia di Stieg Larsson, coi suoi 63 milioni di copie vendute. Una fortuna da cui è rimasta vergognosamente esclusa (ne hanno beneficiato il padre e il fratello) perché, pur avendo condiviso 32 anni di vita con lui, la legge svedese non le riconosce alcun diritto.
«Sto bene. Continuo il lavoro d’architetto. Ho viaggiato in Europa, America, Australia per presentare il mio libro, venduto in 20 Paesi». E ora arriva anche in Italia, Stieg e io - La storia d’amore da cui è nata la Millennium Trilogy. Un mémoire indispensabile per i fan di Uomini che odiano le donne: finalmente viene svelato il titolo del quarto manoscritto, La vendetta divina, e - soprattutto - la trama (l’hacker Salander si libererà dei suoi fantasmi e, a ogni vendetta compiuta, si cancellerà un tatuaggio). Una lettura intensa per chiunque: la vita di Eva&Stieg non è stata meno avvincente di quella di Mikael&Lisbeth.
Dal loro incontro nel 1972 (diciottenni, ed entrambi già con un carico di dolore, legato a traumi infantili) durante una manifestazione per il Vietnam, all’ultimo giorno insieme, il 9 novembre del 2004. Lui muore d’infarto e per lei iniziano mesi di black out: non mangia, non dorme, non sa più neppure leggere, né contare. C’è proprio tutto, inclusi gli aneddoti lievi (il vero nome era Stig, senza “e”) e le minacce dei filonazisti di cui Larsson si occupava come giornalista (il motivo per cui non si sono mai sposati: sarebbero diventati un bersaglio più facile).
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| Gabrielsson presenta Stieg e io (Marsilio) a Milano il 25 gennaio. |
Non che mi abbia aiutato ad accettare e superare la morte di Stieg (quel processo era ormai concluso)... Mi è servito a leggere meglio dentro di me. E dentro al nostro rapporto: condividevamo le radici e i valori, è questo che ci ha tenuti assieme così a lungo. E avevamo sempre cause per cui batterci, progetti da portare avanti.
E per Stieg la trilogia era stata terapeutica?
Decisamente. Per la prima volta aveva potuto esprimersi in libertà su un mucchio di questioni che l’avevano fatto sentire impotente e per le quali aveva visto pochi miglioramenti. Nel format del romanzo ha trovato spazio per parlare di discriminazione, di violenza contro le donne, di corruzione, di abusi di potere, del pericolo neonazista e della corsa dei media verso l’infotainment, senza più separare l’informazione dall’intrattenimento. Far passare nella trama il suo messaggio gli dava sollievo: era molto più contento di quanto lo avessi mai visto! Il 2004, in particolare, è stato un anno felicissimo: dopo aver venduto i diritti della trilogia in aprile, abbiamo iniziato a progettare un futuro diverso
per noi. E poi...
Paladino dei diritti. Però lei scrive che per Stieg la vendetta era un dovere.
Vero. L’aveva ribadito anche in una lettera-testamento che mi aveva mandato nel 1977 dall’Etiopia, dove era andato per dare il suo contributo alla guerra civile: «Vivi, ama, odia. E continua a lottare». Non è una contraddizione se pensiamo alla cultura del Nord della Svezia, dove siamo cresciuti e dove il clima ha da sempre reso difficile vivere. Il concetto di vendetta viene sia dalla Bibbia sia dal codice vichingo, antichi e brutali allo stesso modo: vendetta deve essere intesa come il cercare giustizia, non come l’attaccare il prossimo. Oggi bastano le leggi a proteggerci: Lisbeth continua aconcepire la vendetta in senso biblico perché è un’emarginata, non protetta dalla società.
Di sicuro lei ha continuato a lottare come voleva Stieg. E anche a odiare?
No: odiare significa smettere di pensare. Preferisco usare il concetto di “opposizione”, che richiede lo sforzo di capire il problema e trovare soluzioni intelligenti.
Alla contrapposizione con i Larsson è riuscita a trovare una soluzione?
A quella no. Nel giugno del 2010 hanno interrotto le negoziazioni. Lo ribadisco, anche se è sempre stato chiaro: non voglio i soldi, voglio la tutela artistica dell’opera per far rispettare le volontà di Stieg.
Vedremo il quarto volume, di cui esistono già 200 pagine? Lei sarebbe in grado di completarlo.
No. I lettori devono accettare quel che anch’io ho accettato: Stieg è morto e non può scrivere più.
Si è chiesta, Eva, che cosa le avrebbe detto del successo di questo suo libro?
Penso che avrebbe commentato: «ero sicuro che ce l’avresti fatta!». E avrebbe riso, come sapeva ridere lui...
Intervista: Eva Gabrielsson
Pubblicato da
Lucia
A sette anni dalla morte di Larsson, Eva Gabrielsson gli dedica un libro-monumento in cui racconta i segreti del compagno.
Compresa la trama del quarto e (finora) misteriosissimo volume.
Curiosa è curiosa, ma per vedere il film con Daniel Craig aspetterà: non ha la minima intenzione di pagare il biglietto. Significherebbe contribuire a ciò che chiama “l’industria Millennium”, quella fortuna prodotta dalla trilogia di Stieg Larsson, coi suoi 63 milioni di copie vendute. Una fortuna da cui è rimasta vergognosamente esclusa (ne hanno beneficiato il padre e il fratello) perché, pur avendo condiviso 32 anni di vita con lui, la legge svedese non le riconosce alcun diritto.
«Sto bene. Continuo il lavoro d’architetto. Ho viaggiato in Europa, America, Australia per presentare il mio libro, venduto in 20 Paesi». E ora arriva anche in Italia, Stieg e io - La storia d’amore da cui è nata la Millennium Trilogy. Un mémoire indispensabile per i fan di Uomini che odiano le donne: finalmente viene svelato il titolo del quarto manoscritto, La vendetta divina, e - soprattutto - la trama (l’hacker Salander si libererà dei suoi fantasmi e, a ogni vendetta compiuta, si cancellerà un tatuaggio). Una lettura intensa per chiunque: la vita di Eva&Stieg non è stata meno avvincente di quella di Mikael&Lisbeth.
Dal loro incontro nel 1972 (diciottenni, ed entrambi già con un carico di dolore, legato a traumi infantili) durante una manifestazione per il Vietnam, all’ultimo giorno insieme, il 9 novembre del 2004. Lui muore d’infarto e per lei iniziano mesi di black out: non mangia, non dorme, non sa più neppure leggere, né contare. C’è proprio tutto, inclusi gli aneddoti lievi (il vero nome era Stig, senza “e”) e le minacce dei filonazisti di cui Larsson si occupava come giornalista (il motivo per cui non si sono mai sposati: sarebbero diventati un bersaglio più facile).
Scrivere ha avuto una funzione “terapeutica”?
Non che mi abbia aiutato ad accettare e superare la morte di Stieg (quel processo era ormai concluso)... Mi è servito a leggere meglio dentro di me. E dentro al nostro rapporto: condividevamo le radici e i valori, è questo che ci ha tenuti assieme così a lungo. E avevamo sempre cause per cui batterci, progetti da portare avanti.
E per Stieg la trilogia era stata terapeutica?
Decisamente. Per la prima volta aveva potuto esprimersi in libertà su un mucchio di questioni che l’avevano fatto sentire impotente e per le quali aveva visto pochi miglioramenti. Nel format del romanzo ha trovato spazio per parlare di discriminazione, di violenza contro le donne, di corruzione, di abusi di potere, del pericolo neonazista e della corsa dei media verso l’infotainment, senza più separare l’informazione dall’intrattenimento. Far passare nella trama il suo messaggio gli dava sollievo: era molto più contento di quanto lo avessi mai visto! Il 2004, in particolare, è stato un anno felicissimo: dopo aver venduto i diritti della trilogia in aprile, abbiamo iniziato a progettare un futuro diverso
per noi. E poi...
Paladino dei diritti. Però lei scrive che per Stieg la vendetta era un dovere.
Vero. L’aveva ribadito anche in una lettera-testamento che mi aveva mandato nel 1977 dall’Etiopia, dove era andato per dare il suo contributo alla guerra civile: «Vivi, ama, odia. E continua a lottare». Non è una contraddizione se pensiamo alla cultura del Nord della Svezia, dove siamo cresciuti e dove il clima ha da sempre reso difficile vivere. Il concetto di vendetta viene sia dalla Bibbia sia dal codice vichingo, antichi e brutali allo stesso modo: vendetta deve essere intesa come il cercare giustizia, non come l’attaccare il prossimo. Oggi bastano le leggi a proteggerci: Lisbeth continua aconcepire la vendetta in senso biblico perché è un’emarginata, non protetta dalla società.
Di sicuro lei ha continuato a lottare come voleva Stieg. E anche a odiare?
No: odiare significa smettere di pensare. Preferisco usare il concetto di “opposizione”, che richiede lo sforzo di capire il problema e trovare soluzioni intelligenti.
Alla contrapposizione con i Larsson è riuscita a trovare una soluzione?
A quella no. Nel giugno del 2010 hanno interrotto le negoziazioni. Lo ribadisco, anche se è sempre stato chiaro: non voglio i soldi, voglio la tutela artistica dell’opera per far rispettare le volontà di Stieg.
Vedremo il quarto volume, di cui esistono già 200 pagine? Lei sarebbe in grado di completarlo.
No. I lettori devono accettare quel che anch’io ho accettato: Stieg è morto e non può scrivere più.
Si è chiesta, Eva, che cosa le avrebbe detto del successo di questo suo libro?
Penso che avrebbe commentato: «ero sicuro che ce l’avresti fatta!». E avrebbe riso, come sapeva ridere lui...
Compresa la trama del quarto e (finora) misteriosissimo volume.
Curiosa è curiosa, ma per vedere il film con Daniel Craig aspetterà: non ha la minima intenzione di pagare il biglietto. Significherebbe contribuire a ciò che chiama “l’industria Millennium”, quella fortuna prodotta dalla trilogia di Stieg Larsson, coi suoi 63 milioni di copie vendute. Una fortuna da cui è rimasta vergognosamente esclusa (ne hanno beneficiato il padre e il fratello) perché, pur avendo condiviso 32 anni di vita con lui, la legge svedese non le riconosce alcun diritto.
«Sto bene. Continuo il lavoro d’architetto. Ho viaggiato in Europa, America, Australia per presentare il mio libro, venduto in 20 Paesi». E ora arriva anche in Italia, Stieg e io - La storia d’amore da cui è nata la Millennium Trilogy. Un mémoire indispensabile per i fan di Uomini che odiano le donne: finalmente viene svelato il titolo del quarto manoscritto, La vendetta divina, e - soprattutto - la trama (l’hacker Salander si libererà dei suoi fantasmi e, a ogni vendetta compiuta, si cancellerà un tatuaggio). Una lettura intensa per chiunque: la vita di Eva&Stieg non è stata meno avvincente di quella di Mikael&Lisbeth.
Dal loro incontro nel 1972 (diciottenni, ed entrambi già con un carico di dolore, legato a traumi infantili) durante una manifestazione per il Vietnam, all’ultimo giorno insieme, il 9 novembre del 2004. Lui muore d’infarto e per lei iniziano mesi di black out: non mangia, non dorme, non sa più neppure leggere, né contare. C’è proprio tutto, inclusi gli aneddoti lievi (il vero nome era Stig, senza “e”) e le minacce dei filonazisti di cui Larsson si occupava come giornalista (il motivo per cui non si sono mai sposati: sarebbero diventati un bersaglio più facile).
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| Gabrielsson presenta Stieg e io (Marsilio) a Milano il 25 gennaio. |
Non che mi abbia aiutato ad accettare e superare la morte di Stieg (quel processo era ormai concluso)... Mi è servito a leggere meglio dentro di me. E dentro al nostro rapporto: condividevamo le radici e i valori, è questo che ci ha tenuti assieme così a lungo. E avevamo sempre cause per cui batterci, progetti da portare avanti.
E per Stieg la trilogia era stata terapeutica?
Decisamente. Per la prima volta aveva potuto esprimersi in libertà su un mucchio di questioni che l’avevano fatto sentire impotente e per le quali aveva visto pochi miglioramenti. Nel format del romanzo ha trovato spazio per parlare di discriminazione, di violenza contro le donne, di corruzione, di abusi di potere, del pericolo neonazista e della corsa dei media verso l’infotainment, senza più separare l’informazione dall’intrattenimento. Far passare nella trama il suo messaggio gli dava sollievo: era molto più contento di quanto lo avessi mai visto! Il 2004, in particolare, è stato un anno felicissimo: dopo aver venduto i diritti della trilogia in aprile, abbiamo iniziato a progettare un futuro diverso
per noi. E poi...
Paladino dei diritti. Però lei scrive che per Stieg la vendetta era un dovere.
Vero. L’aveva ribadito anche in una lettera-testamento che mi aveva mandato nel 1977 dall’Etiopia, dove era andato per dare il suo contributo alla guerra civile: «Vivi, ama, odia. E continua a lottare». Non è una contraddizione se pensiamo alla cultura del Nord della Svezia, dove siamo cresciuti e dove il clima ha da sempre reso difficile vivere. Il concetto di vendetta viene sia dalla Bibbia sia dal codice vichingo, antichi e brutali allo stesso modo: vendetta deve essere intesa come il cercare giustizia, non come l’attaccare il prossimo. Oggi bastano le leggi a proteggerci: Lisbeth continua aconcepire la vendetta in senso biblico perché è un’emarginata, non protetta dalla società.
Di sicuro lei ha continuato a lottare come voleva Stieg. E anche a odiare?
No: odiare significa smettere di pensare. Preferisco usare il concetto di “opposizione”, che richiede lo sforzo di capire il problema e trovare soluzioni intelligenti.
Alla contrapposizione con i Larsson è riuscita a trovare una soluzione?
A quella no. Nel giugno del 2010 hanno interrotto le negoziazioni. Lo ribadisco, anche se è sempre stato chiaro: non voglio i soldi, voglio la tutela artistica dell’opera per far rispettare le volontà di Stieg.
Vedremo il quarto volume, di cui esistono già 200 pagine? Lei sarebbe in grado di completarlo.
No. I lettori devono accettare quel che anch’io ho accettato: Stieg è morto e non può scrivere più.
Si è chiesta, Eva, che cosa le avrebbe detto del successo di questo suo libro?
Penso che avrebbe commentato: «ero sicuro che ce l’avresti fatta!». E avrebbe riso, come sapeva ridere lui...
sabato 21 gennaio 2012
Le ragazze dei blog letterari di Massimo Cortese
Pubblicato da
Lucia
A seguito dell’ingresso delle donne nel Corpo Forestale dello Stato, domandai ad un generale in pensione di quella Struttura Militare, quale fosse la sua opinione in merito. A dire il vero, ero certo che il generale mi avrebbe risposto allo stesso modo di mio padre, classe 1913, che, da vecchio poliziotto, non aveva gradito l’ingresso delle donne nel Corpo di Pubblica Sicurezza. Invece l’anziano generale mi disse, quasi gridando, con quell’arguzia napoletana che non tradiva certo le sue origini:
“No, dottore, sono d’accordo. Vede, le donne vedono molto più in lungo degli uomini!”
Questo è l’antefatto.
Arriviamo allora al fatto di cui intendo occuparmi.
Negli ultimi anni ho pubblicato tre libri, e sono contento di essere riuscito nell’impresa di scrivere una sorta di Trilogia della Speranza prima della fine di questo 2011. Nei miei propositi, avevo la ferma intenzione di far conoscere i tre libri in blocco a delle persone disposte a leggerli e ad offrirne un’autorevole recensione, in modo da favorirne la diffusione. In uno Stato normale una tale richiesta non avrebbe incontrato particolari problemi, ma il nostro è un Paese bizzarro, dove spesso Il futuro di un’impresa è legato al caso – o ad al suo anagramma diretto, che è appunto il caos - e comunque ho sempre cercato di non lagnarmi troppo, alla continua ricerca di strategie per raggiungere il mio scopo. Se qualcuno non comprendesse bene il senso di quello che vado dicendo, gli consiglio di andarsi a leggere il racconto “Cimabue e Giotto”, pubblicato a pagina 33 del libro “Non dobbiamo perderci d’animo”, mentre quella vicenda ha dato vita alla “Sindrome di Cimabue”, spiegata a pagina 26 di “Un’opera dalle molte pretese”.
“No, dottore, sono d’accordo. Vede, le donne vedono molto più in lungo degli uomini!”
Questo è l’antefatto.
Arriviamo allora al fatto di cui intendo occuparmi.
Negli ultimi anni ho pubblicato tre libri, e sono contento di essere riuscito nell’impresa di scrivere una sorta di Trilogia della Speranza prima della fine di questo 2011. Nei miei propositi, avevo la ferma intenzione di far conoscere i tre libri in blocco a delle persone disposte a leggerli e ad offrirne un’autorevole recensione, in modo da favorirne la diffusione. In uno Stato normale una tale richiesta non avrebbe incontrato particolari problemi, ma il nostro è un Paese bizzarro, dove spesso Il futuro di un’impresa è legato al caso – o ad al suo anagramma diretto, che è appunto il caos - e comunque ho sempre cercato di non lagnarmi troppo, alla continua ricerca di strategie per raggiungere il mio scopo. Se qualcuno non comprendesse bene il senso di quello che vado dicendo, gli consiglio di andarsi a leggere il racconto “Cimabue e Giotto”, pubblicato a pagina 33 del libro “Non dobbiamo perderci d’animo”, mentre quella vicenda ha dato vita alla “Sindrome di Cimabue”, spiegata a pagina 26 di “Un’opera dalle molte pretese”.
venerdì 20 gennaio 2012
Prossimamente in libreria...
Pubblicato da
Lucia
Titolo: Overbite - Sfida all'ultimo morso
Autore: Meg Cabot
Editore: BUR
Pagine: 384
Prezzo: € 10,90
Pubblicazione: 8 Febbraio
Sinossi
Uscita da una storia con il cuore a pezzi, Meena sogna di continuo Lucien, il suo ex. Fin qui niente di strano, se lei non fosse una sensitiva assunta dalla Guardia Palatina (l’esercito anti-paranormale del Papa) e lui non fosse il figlio di Dracula, principe di tutto ciò che c’è di oscuro sulla terra. Come se non bastasse, da quando si sono lasciati Lucien ha preso l’irritante abitudine di pedinarla e Alaric Wulf, il più letale (e biondo) ammazza-vampiri in circolazione, sembra convinto che a lei non dispiaccia affatto. Nel frattempo a New York i turisti spariscono senza lasciar traccia, mentre i palatini sono completamente assorbiti da un grandioso evento organizzato al MET dallo sconcertante padre Henrique, un prete giovane e affascinante appena arrivato dal Sud America. La mostra esporrà per la prima volta alcuni inestimabili tesori del Vaticano tra cui, guarda caso, anche un pezzo molto caro al principe delle tenebre. Mentre crescono i sospetti di un possibile collegamento fra l'esposizione e le misteriose sparizioni, Alaric si decide a entrare in azione per scongiurare il peggio… e tentare di strappare una volta per tutte Meena all’oscura malìa del suo ex fidanzato.
Titolo: Il libro segreto delle sirene
Autore: P.C. Cast
Editore: Newton Compton
Pagine: 352
Prezzo: € 9,90
Pubblicazione: 2 Febbraio
Sinossi
Christine Canady, detta CC, sergente dell’Aeronautica militare statunitense, vorrebbe tanto un pizzico di magia nella sua normalissima, monotona vita. Così, la sera del suo venticinquesimo compleanno, mentre festeggia da sola nel proprio appartamento, non si limita a esprimere il classico desiderio, ma, per gioco, si spinge fino a improvvisare un misterioso rituale, invocando niente meno che l’intervento di una dea. Di certo non si aspetta che la sua richiesta venga esaudita…
E invece, durante il trasferimento per una missione, l’aereo del sergente Canady precipita nell’oceano e la vita di Christine cambia per sempre. La ragazza, infatti, si risveglia incredula nel corpo di Ondina, la leggendaria sirena figlia del re del mare. L’oceano però si rivela ben presto un luogo molto pericoloso, e sua madre Gea, la dea della terra, decide di trasformarla in una fanciulla, permettendole di trovare rifugio sulla terraferma. Ma è al mare che Ondina desidera tornare, e all’affascinante Dylan, creatura degli abissi, che le ha rubato il cuore…
Titolo: La carezza del buio
Autore: Nalini Singh
Editore: Nord
Pagine: 416
Prezzo: € 18,60
Pubblicazione: 2 Febbraio
Sinossi
Dopo quasi un anno passato in coma, Elena Deveraux si risveglia con un bellissimo paio di ali blu: un miracolo reso possibile dall’amore di Raphael, l’arcangelo di New York, che per salvarle la vita l’ha trasformata in un’immortale. Tuttavia, a causa del lungo periodo d’incoscienza, Elena ha bisogno di tempo per riacquisire le abilità di cacciatrice di vampiri e, soprattutto, per imparare a volare. Ecco perché Raphael l’accompagna al Rifugio, la città segreta in cui vengono addestrati i nuovi angeli. Ben presto, però, quel luogo di pace e serenità è sconvolto da un’inquietante ondata di violenza: prima un giovane angelo viene gravemente ferito, quindi il vampiro al servizio di Raphael viene trovato privo di conoscenza, in una pozza di sangue. Ma è il rapimento di un angelo bambino a gettare nel panico l’intera comunità degli immortali. Ormai pronta a tornare al lavoro, Elena si offre di aiutare la squadra di ricerca, anche se ciò significa dover collaborare con Michaela, un arcangelo tanto potente quanto pericoloso, che non vede l’ora di eliminare Elena e fare di Raphael il suo nuovo amante…
Titolo: Il segreto del libro proibito
Autore: Karen Marie Moning
Editore: Leggereditore
Pagine: 336
Prezzo: € 9,90
Pubblicazione: 26 Gennaio
Sinossi
Quando sua sorella viene assassinata, Mackayla Lane deve rimettere in gioco tutto ciò che ha sempre dato per scontato, mettendo in dubbio la sua stessa identità. Con un solo indizio, lasciatole da Alina poco prima della sua scomparsa, la ragazza decide di lasciare la tranquillità della sua casa in Georgia e di partire per l’Irlanda. Da subito comprende che non si tratta di un semplice omicidio: qualcosa di molto pericoloso e terribilmente oscuro vi si nasconde dietro. La aspetta un mondo nel quale nulla è ciò che sembra, e lei è disposta a spingersi fino in fondo. Chi era realmente sua sorella? E perché ha provato a decifrare l’antichissimo Sinsar Dubh? Segui le tracce di un libro senza tempo, e riscrivi al fianco di Mac e del letale Jerico, la trama del loro destino e di quello dell’ intera umanità.
Autore: Meg Cabot
Editore: BUR
Pagine: 384
Prezzo: € 10,90
Pubblicazione: 8 Febbraio
Sinossi
Uscita da una storia con il cuore a pezzi, Meena sogna di continuo Lucien, il suo ex. Fin qui niente di strano, se lei non fosse una sensitiva assunta dalla Guardia Palatina (l’esercito anti-paranormale del Papa) e lui non fosse il figlio di Dracula, principe di tutto ciò che c’è di oscuro sulla terra. Come se non bastasse, da quando si sono lasciati Lucien ha preso l’irritante abitudine di pedinarla e Alaric Wulf, il più letale (e biondo) ammazza-vampiri in circolazione, sembra convinto che a lei non dispiaccia affatto. Nel frattempo a New York i turisti spariscono senza lasciar traccia, mentre i palatini sono completamente assorbiti da un grandioso evento organizzato al MET dallo sconcertante padre Henrique, un prete giovane e affascinante appena arrivato dal Sud America. La mostra esporrà per la prima volta alcuni inestimabili tesori del Vaticano tra cui, guarda caso, anche un pezzo molto caro al principe delle tenebre. Mentre crescono i sospetti di un possibile collegamento fra l'esposizione e le misteriose sparizioni, Alaric si decide a entrare in azione per scongiurare il peggio… e tentare di strappare una volta per tutte Meena all’oscura malìa del suo ex fidanzato.
Titolo: Il libro segreto delle sirene
Autore: P.C. Cast
Editore: Newton Compton
Pagine: 352
Prezzo: € 9,90
Pubblicazione: 2 Febbraio
Sinossi
Christine Canady, detta CC, sergente dell’Aeronautica militare statunitense, vorrebbe tanto un pizzico di magia nella sua normalissima, monotona vita. Così, la sera del suo venticinquesimo compleanno, mentre festeggia da sola nel proprio appartamento, non si limita a esprimere il classico desiderio, ma, per gioco, si spinge fino a improvvisare un misterioso rituale, invocando niente meno che l’intervento di una dea. Di certo non si aspetta che la sua richiesta venga esaudita…
E invece, durante il trasferimento per una missione, l’aereo del sergente Canady precipita nell’oceano e la vita di Christine cambia per sempre. La ragazza, infatti, si risveglia incredula nel corpo di Ondina, la leggendaria sirena figlia del re del mare. L’oceano però si rivela ben presto un luogo molto pericoloso, e sua madre Gea, la dea della terra, decide di trasformarla in una fanciulla, permettendole di trovare rifugio sulla terraferma. Ma è al mare che Ondina desidera tornare, e all’affascinante Dylan, creatura degli abissi, che le ha rubato il cuore…
Titolo: La carezza del buio
Autore: Nalini Singh
Editore: Nord
Pagine: 416
Prezzo: € 18,60
Pubblicazione: 2 Febbraio
Sinossi
Dopo quasi un anno passato in coma, Elena Deveraux si risveglia con un bellissimo paio di ali blu: un miracolo reso possibile dall’amore di Raphael, l’arcangelo di New York, che per salvarle la vita l’ha trasformata in un’immortale. Tuttavia, a causa del lungo periodo d’incoscienza, Elena ha bisogno di tempo per riacquisire le abilità di cacciatrice di vampiri e, soprattutto, per imparare a volare. Ecco perché Raphael l’accompagna al Rifugio, la città segreta in cui vengono addestrati i nuovi angeli. Ben presto, però, quel luogo di pace e serenità è sconvolto da un’inquietante ondata di violenza: prima un giovane angelo viene gravemente ferito, quindi il vampiro al servizio di Raphael viene trovato privo di conoscenza, in una pozza di sangue. Ma è il rapimento di un angelo bambino a gettare nel panico l’intera comunità degli immortali. Ormai pronta a tornare al lavoro, Elena si offre di aiutare la squadra di ricerca, anche se ciò significa dover collaborare con Michaela, un arcangelo tanto potente quanto pericoloso, che non vede l’ora di eliminare Elena e fare di Raphael il suo nuovo amante…
Titolo: Il segreto del libro proibito
Autore: Karen Marie Moning
Editore: Leggereditore
Pagine: 336
Prezzo: € 9,90
Pubblicazione: 26 Gennaio
Sinossi
Quando sua sorella viene assassinata, Mackayla Lane deve rimettere in gioco tutto ciò che ha sempre dato per scontato, mettendo in dubbio la sua stessa identità. Con un solo indizio, lasciatole da Alina poco prima della sua scomparsa, la ragazza decide di lasciare la tranquillità della sua casa in Georgia e di partire per l’Irlanda. Da subito comprende che non si tratta di un semplice omicidio: qualcosa di molto pericoloso e terribilmente oscuro vi si nasconde dietro. La aspetta un mondo nel quale nulla è ciò che sembra, e lei è disposta a spingersi fino in fondo. Chi era realmente sua sorella? E perché ha provato a decifrare l’antichissimo Sinsar Dubh? Segui le tracce di un libro senza tempo, e riscrivi al fianco di Mac e del letale Jerico, la trama del loro destino e di quello dell’ intera umanità.
In libreria: "La Dama e il Compasso" di Alessandra Oddi Baglioni
Pubblicato da
Lucia
Poteva essere un’Italia diversa da quella che per 85 anni ha portato sulla sua bandiera lo stemma dei Savoia? Se le idee federaliste di Carlo Cattaneo avessero conquistato davvero i movimenti patriottici. Se Pio IX non avesse fatto soffocare nel sangue la Repubblica romana di Mazzini e Garibaldi. Se il Regno dei Due mari non fosse rimasto un’utopia. Se il Granduca di Toscana non fosse stato un fantoccio nelle mani degli austriaci. Se, se, se… In fondo anche la struggente storia d’amore fra la marchesa Camilla e il mazziniano Francis altro non è che una metafora del nostro Risorgimento. L’amore per un Paese sempre difficile da amare, e dopo tutto diverso da come l’avremmo voluto.
Un grande amore tra una donna brutta ma sexy ed affascinante ed un ragazzo molto piu` giovane di lei, idealista e combattente. Camilla rappresenta la classe dirigente dell`epoca che intravede il cambiamento vive la storia ma non la capisce,Francis rappresenta tutti i giovani che per quegli ideali si sono immolati.Ma Camilla rappresenta pure tutte le ragazzine brutte che riescono a sconfiggere il loro aspetto coltivando talenti innati ed emanando un fascino sottile e molto piu` profondo di quello di una qualunque velina.
Un piccolo Cammeo è anche dedicato al Grand Tour con una deliziosa descrizione del gruppo del “curioso gineceo”, come le definì Henry James, di scultrici e scrittrici americane che vivevano a Roma nella seconda metà dell’ottocento.
Titolo: La Dama e il Compasso
Autore: Alessandra Oddi Baglioni
Editore: Gangemi
Pubblicazione: Novembre 2011
Pagine: 192
Prezzo: € 18,00
E' possibile acquistare anche la versione ebook
(QUI uno dei siti da cui si possono scaricare gratuitamente le prime pagine)
Sinossi
Camilla, nobildonna toscana, dal fascino carismatico, incontra l'amore negli occhi ardenti di Francis, rivoluzionario e massone, che ne travolgerà il destino, scardinandolo dal percorso già scritto. Sullo sfondo l'Italia, incendiata dalle passioni rivoluzionarie, conosce insieme al fuoco l'ombra più densa: poteri occulti lottano fra insospettabili alleanze. Le associazioni rivoluzionarie tramano per costruire uno stato centrale dal Tirreno all`Adriatico,cercando di utilizzare le monarchie per raggiungere i propri scopi liberali e repubblicani. Ma la visione illuminata, di una grande Italia federale che sappia comporre le differenze di una nazione frammentata, sarà spazzata via, dalla figura dominante nell'immaginario collettivo, del re-liberatore Savoia.
Booktrailer: http://alessandraoddibaglioni.blogspot.com/2011/04/book-trailers-per-la-dama-ed-il.html
Alessandra Oddi Baglioni
“Agricoltrice biologica e scrittrice. Coltivo cibo per il corpo e per la mente”. Così si descrive Alessandra Oddi Baglioni.
Discendente delle due famiglie storiche di Perugia, ha lavorato alla Comunità europea in Bruxelles, gestisce una fattoria organica in Umbria ed è membro della Commissione Nazionale Pari Opportunità, come rappresentante delle aree rurali.
La Dama e il Compasso è il suo secondo libro. Il primo, Astorre II Baglioni. Guerriero e letterato, è stato pubblicato nel 2009.
Blog personale: alessandraoddibaglioni.blogspot.com
Un grande amore tra una donna brutta ma sexy ed affascinante ed un ragazzo molto piu` giovane di lei, idealista e combattente. Camilla rappresenta la classe dirigente dell`epoca che intravede il cambiamento vive la storia ma non la capisce,Francis rappresenta tutti i giovani che per quegli ideali si sono immolati.Ma Camilla rappresenta pure tutte le ragazzine brutte che riescono a sconfiggere il loro aspetto coltivando talenti innati ed emanando un fascino sottile e molto piu` profondo di quello di una qualunque velina.
Un piccolo Cammeo è anche dedicato al Grand Tour con una deliziosa descrizione del gruppo del “curioso gineceo”, come le definì Henry James, di scultrici e scrittrici americane che vivevano a Roma nella seconda metà dell’ottocento.
Titolo: La Dama e il Compasso
Autore: Alessandra Oddi Baglioni
Editore: Gangemi
Pubblicazione: Novembre 2011
Pagine: 192
Prezzo: € 18,00
E' possibile acquistare anche la versione ebook
(QUI uno dei siti da cui si possono scaricare gratuitamente le prime pagine)
Sinossi
Camilla, nobildonna toscana, dal fascino carismatico, incontra l'amore negli occhi ardenti di Francis, rivoluzionario e massone, che ne travolgerà il destino, scardinandolo dal percorso già scritto. Sullo sfondo l'Italia, incendiata dalle passioni rivoluzionarie, conosce insieme al fuoco l'ombra più densa: poteri occulti lottano fra insospettabili alleanze. Le associazioni rivoluzionarie tramano per costruire uno stato centrale dal Tirreno all`Adriatico,cercando di utilizzare le monarchie per raggiungere i propri scopi liberali e repubblicani. Ma la visione illuminata, di una grande Italia federale che sappia comporre le differenze di una nazione frammentata, sarà spazzata via, dalla figura dominante nell'immaginario collettivo, del re-liberatore Savoia.
Booktrailer: http://alessandraoddibaglioni.blogspot.com/2011/04/book-trailers-per-la-dama-ed-il.html
Alessandra Oddi Baglioni
“Agricoltrice biologica e scrittrice. Coltivo cibo per il corpo e per la mente”. Così si descrive Alessandra Oddi Baglioni.
Discendente delle due famiglie storiche di Perugia, ha lavorato alla Comunità europea in Bruxelles, gestisce una fattoria organica in Umbria ed è membro della Commissione Nazionale Pari Opportunità, come rappresentante delle aree rurali.
La Dama e il Compasso è il suo secondo libro. Il primo, Astorre II Baglioni. Guerriero e letterato, è stato pubblicato nel 2009.
Blog personale: alessandraoddibaglioni.blogspot.com
giovedì 19 gennaio 2012
Recensione: "L'eredità di Iside" di Francesco Gioè
Pubblicato da
Hel
Titolo: L’eredità di Iside
Autore: Francesco Gioè
Editore: Neftasia Romanzi
Pagine: 375
Prezzo: € 18,00
Pubblicazione: 2011
Sinossi
Il crollo d’una parete nelle Catacombe cappuccine di Palermo svela una vecchia Bibbia, testa di ponte di un pellegrinaggio che porterà ad un segreto insospettabile.
Cos’è il GRIV? Servizi segreti ispirati dalle previsioni catastrofistiche di Al Gore e di buona parte della scienza contemporanea. Qual è il suo obbiettivo? Salvaguardare la Terra ad ogni costo.
Un protagonista fobico e musicopatico; un’equipe di professionisti a spasso per la storia e, sullo sfondo, lo spionaggio ai massimi livelli.
L’eredità di Iside mette insieme mistery, noïr e avventura. Una caleidoscopica narrazione attraverso mezzo mondo; attraverso guerre e civiltà pregresse.
Cosa muoveva il vecchio frate vissuto a cavallo di tre secoli? Qualcuno cercherà di scoprirlo, passando da un’investigazione sincopata e da una tecnica narrativa assolutamente graffiante.
Recensione
Avete presente quando da bambine/i (oddio, magari qualcuno pure ora... Nulla di male, ovvio!), nei luna park, si entrava in quelle attrazioni solitamente chiamate “La casa degli spettri” o “delle streghe”, “Il castello incantato” o altro del genere, e tra i labirintici corridoi ci si meravigliava o ci si spaventava con sorprese varie e assortite a ogni svolta? Alla fine si usciva da quei posti magari un poco frastornati, ma solitamente divertiti e compiaciuti...
Ecco: con le dovute e doverose distinzioni del caso, la lettura de “L’Eredità di Iside”, opera prima di Francesco Gioè pubblicata per Neftasia Editore, mi ha ricordato sotto certi aspetti quelle sensazioni – ma, ribadisco, non sto paragonando il romanzo ad una giostra, quanto più a – per così dire – lo spirito di essa, al suo continuo generarsi a fini di suggestione e sorpresa costanti...
Anche se di “giostra”, o meglio del giostrare di un sacco di elementi diversi si può sicuramente dire, a riguardo di quest’opera certamente particolare, indefinibile se non con espressioni mai del tutto esaustive, multiforme e sui generis ovvero “super generis”, per come s’avvicina di continuo a vari stilemi letterari, vi si accosta, pare unirvisi eppoi all’improvviso vi si allontana nuovamente per prendere una nuova e diversa direzione.
Beh, vediamo di mettere un punto fermo, un fulcro, ecco, per tutto questo girandolare narrativo. La trama: articolata, corposa, fors’anche un poco debordante ma non intricata, non arruffata. Vi si muove in essa Gregorio Gendusa, il protagonista del romanzo, un tipo alquanto strano, quarantenne pieno di fobie e di contraddizioni esteriori e interiori, ma anche il classico (all’apparenza) vicino della porta accanto che pensi sia un qualcosa e poi scopri che invece è tutt’altra cosa. Gendusa è un agente del GRIV, una sorta di servizio segreto svedese che opera su scala mondiale per prevenire i danni dovuti ai cambiamenti climatici, ma i cui reali ed effettivi fini, in verità sono ben più criptici... E proprio una cripta, in una chiesa di Palermo, nella quale vengono ritrovati degli antichi e misteriosi documenti, coinvolge il protagonista nel cuore della narrazione ovvero nel calderone di storia, religione, mitologia, scienza, mistero, magia, paranormalità e quant’altro, la cui continua ebollizione proferisce il dipanarsi della storia, dei bizzarri eventi che ne fanno parte nonché dei tanti personaggi che la movimentano, tutti piuttosto particolari e la cui presenza secondaria (rispetto a quella di Gendusa, intendo) non evita all’autore di costruirli con rimarcabile fantasia e gusto quasi teatrale.
Insomma, la storia corre veloce tra mille bivi, deviazioni, devianze e mutazioni veramente come in una labirintica giostra che sappia regalare qualcosa di impressionante ad ogni svolta d’angolo, finché il percorso tende a diventare via via più definito convergendo nella misteriosa Africa centrale, sorta di luogo-simbolo della più misteriosa e ancora sfuggente ancestralità, nel quale la storia troverà un suo degno epilogo, indubbiamente in tono con la narrazione dal quale si è generato.
La prima cosa che balza all’occhio, nell’avere tra le mani il romanzo di Gioè e sfogliarne le pagine, è la insolita struttura tipo-grafica del testo, ricco di illustrazioni d’ogni genere e sorta a corredo di quanto narrato. Pare quasi di avere davanti agli occhi un saggio scientifico, più che un romanzo, e in effetti in diversi passaggi il tono della narrazione assume una foggia saggistica, accademica, per poi subito dopo rituffarsi nella trama romanzesca vera e propria. Questo stile insolito potrebbe forse far storcere il naso a qualcuno, anche per una mera sensazione di discontinuum grafico, appunto; d’altro canto non si può non affermare che in tal modo il testo risulti più suggestivo, più “catturante” l’attenzione del lettore nonché in grado di aiutare lo stesso, proprio grazie agli ausili grafici, a non smarrirsi nel suddetto ribollente calderone narrativo. In ogni caso, dove lo stile è più classicamente fatto di parole, risulta piuttosto vivace, veloce, palesante una considerevole padronanza della lingua e pure di una bella e utile dose di ironia, che diviene spesso sarcasmo, assai confacente agli eventi narrati. Vi è certamente qualche “forzatura”, qualche scarto eccessivo e un poco disorientante, che tuttavia può anche essere considerata inevitabile, visto appunto lo stile in questione, e che nel complesso non inficia il correre rapido della lettura.
Frutto di una similare scelta stilistica, ho trovato interessanti anche le tantissime citazioni che aiutano a tratteggiare le varie scenografie – soprattutto emozionali, più che ambientali – sullo sfondo della storia: ce n’è per tutti i gusti, da menzioni di personaggi celebri a passaggi di testi musicali e poetici, che peraltro a loro volta dimostrano la corposa ricerca bibliografica sulla quale l’autore ha certamente basato la costruzione della propria opera.
In effetti, le migliori peculiarità de “L’Eredità di Iside”, ovvero quelle appena esposte, potrebbero paradossalmente rappresentare, nella considerazione di qualche lettore, i punti deboli: come avrete ormai inteso, non dovete aspettarvi dal romanzo di Gioè un qualcosa di classico, di lineare e di tranquillo, ma una forma-romanzo inquieta, multidirezionale, quasi mutante, alla quale vi dovete adattare, qui, e non viceversa, come accade con tanti libri che invece ammiccano platealmente alla moda e al gusto di lettura comune, a volte con non poca ipocrisia. Ho comunque apprezzato la mole di lavoro – bibliografico prima e letterario poi - che Gioè si è sobbarcato per portare a termine la stesura de “L’eredità di Iside”, così come la ricerca di una espressività fuori dal comune, o quanto meno fuori dal solito (spesso stonato) coro. Poi, ribadisco, un così ribollente effetto finale potrebbe lasciare qualcuno frastornato... – proprio come, al luna park, chi si avventura su attrazioni troppo “spinte” essendo invece abituato alle più tranquille, e francamente più insulse, giostrine rotatorie...
Nota finale per la bella copertina “d’artista”, opera di Tommaso Baldassarra, in arte Maso Illustratore.
Una lettura senza dubbio apprezzabile, insomma, anche solo per la particolarità che offre, e un suggestivo viaggio letterario che potranno apprezzare in tanti.
Autore: Francesco Gioè
Editore: Neftasia Romanzi
Pagine: 375
Prezzo: € 18,00
Pubblicazione: 2011
Sinossi
Il crollo d’una parete nelle Catacombe cappuccine di Palermo svela una vecchia Bibbia, testa di ponte di un pellegrinaggio che porterà ad un segreto insospettabile.
Cos’è il GRIV? Servizi segreti ispirati dalle previsioni catastrofistiche di Al Gore e di buona parte della scienza contemporanea. Qual è il suo obbiettivo? Salvaguardare la Terra ad ogni costo.
Un protagonista fobico e musicopatico; un’equipe di professionisti a spasso per la storia e, sullo sfondo, lo spionaggio ai massimi livelli.
L’eredità di Iside mette insieme mistery, noïr e avventura. Una caleidoscopica narrazione attraverso mezzo mondo; attraverso guerre e civiltà pregresse.
Cosa muoveva il vecchio frate vissuto a cavallo di tre secoli? Qualcuno cercherà di scoprirlo, passando da un’investigazione sincopata e da una tecnica narrativa assolutamente graffiante.
Recensione
Avete presente quando da bambine/i (oddio, magari qualcuno pure ora... Nulla di male, ovvio!), nei luna park, si entrava in quelle attrazioni solitamente chiamate “La casa degli spettri” o “delle streghe”, “Il castello incantato” o altro del genere, e tra i labirintici corridoi ci si meravigliava o ci si spaventava con sorprese varie e assortite a ogni svolta? Alla fine si usciva da quei posti magari un poco frastornati, ma solitamente divertiti e compiaciuti...
Ecco: con le dovute e doverose distinzioni del caso, la lettura de “L’Eredità di Iside”, opera prima di Francesco Gioè pubblicata per Neftasia Editore, mi ha ricordato sotto certi aspetti quelle sensazioni – ma, ribadisco, non sto paragonando il romanzo ad una giostra, quanto più a – per così dire – lo spirito di essa, al suo continuo generarsi a fini di suggestione e sorpresa costanti...
Anche se di “giostra”, o meglio del giostrare di un sacco di elementi diversi si può sicuramente dire, a riguardo di quest’opera certamente particolare, indefinibile se non con espressioni mai del tutto esaustive, multiforme e sui generis ovvero “super generis”, per come s’avvicina di continuo a vari stilemi letterari, vi si accosta, pare unirvisi eppoi all’improvviso vi si allontana nuovamente per prendere una nuova e diversa direzione.
Beh, vediamo di mettere un punto fermo, un fulcro, ecco, per tutto questo girandolare narrativo. La trama: articolata, corposa, fors’anche un poco debordante ma non intricata, non arruffata. Vi si muove in essa Gregorio Gendusa, il protagonista del romanzo, un tipo alquanto strano, quarantenne pieno di fobie e di contraddizioni esteriori e interiori, ma anche il classico (all’apparenza) vicino della porta accanto che pensi sia un qualcosa e poi scopri che invece è tutt’altra cosa. Gendusa è un agente del GRIV, una sorta di servizio segreto svedese che opera su scala mondiale per prevenire i danni dovuti ai cambiamenti climatici, ma i cui reali ed effettivi fini, in verità sono ben più criptici... E proprio una cripta, in una chiesa di Palermo, nella quale vengono ritrovati degli antichi e misteriosi documenti, coinvolge il protagonista nel cuore della narrazione ovvero nel calderone di storia, religione, mitologia, scienza, mistero, magia, paranormalità e quant’altro, la cui continua ebollizione proferisce il dipanarsi della storia, dei bizzarri eventi che ne fanno parte nonché dei tanti personaggi che la movimentano, tutti piuttosto particolari e la cui presenza secondaria (rispetto a quella di Gendusa, intendo) non evita all’autore di costruirli con rimarcabile fantasia e gusto quasi teatrale.
Insomma, la storia corre veloce tra mille bivi, deviazioni, devianze e mutazioni veramente come in una labirintica giostra che sappia regalare qualcosa di impressionante ad ogni svolta d’angolo, finché il percorso tende a diventare via via più definito convergendo nella misteriosa Africa centrale, sorta di luogo-simbolo della più misteriosa e ancora sfuggente ancestralità, nel quale la storia troverà un suo degno epilogo, indubbiamente in tono con la narrazione dal quale si è generato.
La prima cosa che balza all’occhio, nell’avere tra le mani il romanzo di Gioè e sfogliarne le pagine, è la insolita struttura tipo-grafica del testo, ricco di illustrazioni d’ogni genere e sorta a corredo di quanto narrato. Pare quasi di avere davanti agli occhi un saggio scientifico, più che un romanzo, e in effetti in diversi passaggi il tono della narrazione assume una foggia saggistica, accademica, per poi subito dopo rituffarsi nella trama romanzesca vera e propria. Questo stile insolito potrebbe forse far storcere il naso a qualcuno, anche per una mera sensazione di discontinuum grafico, appunto; d’altro canto non si può non affermare che in tal modo il testo risulti più suggestivo, più “catturante” l’attenzione del lettore nonché in grado di aiutare lo stesso, proprio grazie agli ausili grafici, a non smarrirsi nel suddetto ribollente calderone narrativo. In ogni caso, dove lo stile è più classicamente fatto di parole, risulta piuttosto vivace, veloce, palesante una considerevole padronanza della lingua e pure di una bella e utile dose di ironia, che diviene spesso sarcasmo, assai confacente agli eventi narrati. Vi è certamente qualche “forzatura”, qualche scarto eccessivo e un poco disorientante, che tuttavia può anche essere considerata inevitabile, visto appunto lo stile in questione, e che nel complesso non inficia il correre rapido della lettura.
Frutto di una similare scelta stilistica, ho trovato interessanti anche le tantissime citazioni che aiutano a tratteggiare le varie scenografie – soprattutto emozionali, più che ambientali – sullo sfondo della storia: ce n’è per tutti i gusti, da menzioni di personaggi celebri a passaggi di testi musicali e poetici, che peraltro a loro volta dimostrano la corposa ricerca bibliografica sulla quale l’autore ha certamente basato la costruzione della propria opera.
In effetti, le migliori peculiarità de “L’Eredità di Iside”, ovvero quelle appena esposte, potrebbero paradossalmente rappresentare, nella considerazione di qualche lettore, i punti deboli: come avrete ormai inteso, non dovete aspettarvi dal romanzo di Gioè un qualcosa di classico, di lineare e di tranquillo, ma una forma-romanzo inquieta, multidirezionale, quasi mutante, alla quale vi dovete adattare, qui, e non viceversa, come accade con tanti libri che invece ammiccano platealmente alla moda e al gusto di lettura comune, a volte con non poca ipocrisia. Ho comunque apprezzato la mole di lavoro – bibliografico prima e letterario poi - che Gioè si è sobbarcato per portare a termine la stesura de “L’eredità di Iside”, così come la ricerca di una espressività fuori dal comune, o quanto meno fuori dal solito (spesso stonato) coro. Poi, ribadisco, un così ribollente effetto finale potrebbe lasciare qualcuno frastornato... – proprio come, al luna park, chi si avventura su attrazioni troppo “spinte” essendo invece abituato alle più tranquille, e francamente più insulse, giostrine rotatorie...
Nota finale per la bella copertina “d’artista”, opera di Tommaso Baldassarra, in arte Maso Illustratore.
Una lettura senza dubbio apprezzabile, insomma, anche solo per la particolarità che offre, e un suggestivo viaggio letterario che potranno apprezzare in tanti.
mercoledì 18 gennaio 2012
Recensione: "L'imbroglio dell'anima" di Debora De Lorenzi
Pubblicato da
Lucia
Titolo: L’imbroglio dell’anima
Autrice: Debora De Lorenzi
Genere: Fantasy, Romance, Drammatico
Editore: Butterfly
Pagine: 293
Prezzo: € 15,00
Pubblicazione: 2011
Sinossi
Un'antica profezia introduce alla lettura di questo romanzo in stile fantasy. La narratrice, Charlotte Mcdonnell, un'affascinante giovane Irlandese, si trova proiettata in Italia, ai giorni nostri, senza riuscire a ricordare nulla del suo passato, se non immagini e sensazioni di luoghi tremendamente affascinanti. Strani ed inspiegabili eventi caratterizzano la sua attuale esistenza, così come innumerevoli misteri, convincendola a rifiutare la parvenza di "normalità" che le viene imposta, e decidere di ritrovare se stessa e la sua storia. L'Irlanda è la chiave, il punto di partenza da cui lanciarsi a capofitto verso un mirabolante ed inimmaginabile destino. Il ritmo è incalzante, la storia appassionante e avvincente, dove l'intrecciarsi di eventi e personaggi, unici e misteriosi, coinvolge ed emoziona.
Recensione a cura di Mimì
Colei che ancora deve venire, di sangue Mcdonnell, spalancherà il “Portale”, aprirà gli accessi del mondo conosciuto agli spirito sospesi: destinerà alla luce; sigillerà la tenebra.
Sconfiggerà il servo di Lucifero al fianco dell’immortale, ai suoi ordini lotteranno gli spiriti del bene, gli elementi saranno la sua forza. Sarà “La Signora della Luce e delle Tenebre.
Comincia così il nuovo fantasy targato Butterfly Edizioni, L’imbroglio dell’anima di Debora De Lorenzi: un ritorno alla classicità con magia, streghe, mistero, lotte, amore, ma soprattutto tanta tanta fantasia. E, dopo una torma infinita di vampiri d’ogni sorta, per caso pure a voi non cominciavano a mancare le tanto amate quanto vituperate streghe?
La donna definita “strega” esiste fin dall’alba dei tempi: che fosse un’esperta guaritrice oppure che avesse una sensibilità diversa dagli altri individui era sempre emarginata ed etichettata con quel termine, “strega”, infamante nei secoli più bui eppoi, in qualche modo, affascinante grazie appunto a certe leggende e a certa conseguente letteratura.
La vicenda narrata nel romanzo della De Lorenzi si svolge per la maggior parte in Irlanda: terra ricca di mistero, folklore e magia, luogo “eletto” per le tante leggende indigene che hanno da sempre fornito ottimo materiale al genere fantasy.
Protagonista di essa è Charlotte Mcdonnell, una ragazza sveglia, esuberante, allegra, carina e ammaliante, anche se per questo romanzo è pressoché impossibile parlare di unica protagonista in quanto nel corso della narrazione si ha modo di tornare nel passato della di lei famiglia, attraverso un flashback che aiuta a scoprire la vita e le vicissitudini prima della nonna Blaine, e dopo della madre Eilise, la quale non solo nel passato ma anche nel presente della storia avrà un ruolo importate. Inoltre, anche attraverso questo salto indietro nel tempo alla scoperta del passato di Charlotte, si potrà scoprire e comprendere il suo futuro...
Ma, inutile dirlo, non c’è donna senza uomo, e anche i personaggi maschili hanno una parte fondamentale nella storia delle donne della famiglia Mcdonnell. Uomini dal forte temperamento, che sanno tenere testa alla propria controparte, tuttavia non sempre di animo così buono – come si scoprirà leggendo, ad esempio, di nonna Blaine che scoprirà tale evidenza sulla propria pelle.
Uomini cattivi, a volte, ma anche più buoni e positivi: come Damien, bello e soprattutto immortale, un degno partner - e altrettanto degna controparte - della protagonista. Damien attenderà Charlotte per molto tempo, e per lei sarà disposto a sacrificare tutto se stesso, nel bene o nel male.
A ciò si aggiunga che la nostra – anzi, le nostre protagoniste, avranno il loro bel da fare, dacché tutte le donne Mcdonnell hanno una preoccupante propensione a finire di vivere da sole con le proprie figlie: quale sarà il mistero che le circonda?
Ovviamente non posso svelarvelo, starà a voi acquistare il romanzo e scoprire tutti i segreti celati al suo interno!
Concludendo, possiamo affermare che la storia è ben sviluppata, i flashbacks non distruggono l’armonia della lettura, semmai sono suggestive integrazioni che porteranno il lettore a immedesimarsi ancor di più nella vicenda, e nello spirito dei suoi personaggi. Il linguaggio è semplice, molto scorrevole, adatto per tutte le età. La componente romantica è una delle parti importanti del romanzo, ma non è così centrale e troppo “invadente”.
Insomma, una lettura bella e interessante, sotto molti punti di vista.
Autrice: Debora De Lorenzi
Genere: Fantasy, Romance, Drammatico
Editore: Butterfly
Pagine: 293
Prezzo: € 15,00
Pubblicazione: 2011
Sinossi
Un'antica profezia introduce alla lettura di questo romanzo in stile fantasy. La narratrice, Charlotte Mcdonnell, un'affascinante giovane Irlandese, si trova proiettata in Italia, ai giorni nostri, senza riuscire a ricordare nulla del suo passato, se non immagini e sensazioni di luoghi tremendamente affascinanti. Strani ed inspiegabili eventi caratterizzano la sua attuale esistenza, così come innumerevoli misteri, convincendola a rifiutare la parvenza di "normalità" che le viene imposta, e decidere di ritrovare se stessa e la sua storia. L'Irlanda è la chiave, il punto di partenza da cui lanciarsi a capofitto verso un mirabolante ed inimmaginabile destino. Il ritmo è incalzante, la storia appassionante e avvincente, dove l'intrecciarsi di eventi e personaggi, unici e misteriosi, coinvolge ed emoziona.
Recensione a cura di Mimì
Colei che ancora deve venire, di sangue Mcdonnell, spalancherà il “Portale”, aprirà gli accessi del mondo conosciuto agli spirito sospesi: destinerà alla luce; sigillerà la tenebra.
Sconfiggerà il servo di Lucifero al fianco dell’immortale, ai suoi ordini lotteranno gli spiriti del bene, gli elementi saranno la sua forza. Sarà “La Signora della Luce e delle Tenebre.
Comincia così il nuovo fantasy targato Butterfly Edizioni, L’imbroglio dell’anima di Debora De Lorenzi: un ritorno alla classicità con magia, streghe, mistero, lotte, amore, ma soprattutto tanta tanta fantasia. E, dopo una torma infinita di vampiri d’ogni sorta, per caso pure a voi non cominciavano a mancare le tanto amate quanto vituperate streghe?
La donna definita “strega” esiste fin dall’alba dei tempi: che fosse un’esperta guaritrice oppure che avesse una sensibilità diversa dagli altri individui era sempre emarginata ed etichettata con quel termine, “strega”, infamante nei secoli più bui eppoi, in qualche modo, affascinante grazie appunto a certe leggende e a certa conseguente letteratura.
La vicenda narrata nel romanzo della De Lorenzi si svolge per la maggior parte in Irlanda: terra ricca di mistero, folklore e magia, luogo “eletto” per le tante leggende indigene che hanno da sempre fornito ottimo materiale al genere fantasy.
Protagonista di essa è Charlotte Mcdonnell, una ragazza sveglia, esuberante, allegra, carina e ammaliante, anche se per questo romanzo è pressoché impossibile parlare di unica protagonista in quanto nel corso della narrazione si ha modo di tornare nel passato della di lei famiglia, attraverso un flashback che aiuta a scoprire la vita e le vicissitudini prima della nonna Blaine, e dopo della madre Eilise, la quale non solo nel passato ma anche nel presente della storia avrà un ruolo importate. Inoltre, anche attraverso questo salto indietro nel tempo alla scoperta del passato di Charlotte, si potrà scoprire e comprendere il suo futuro...
Ma, inutile dirlo, non c’è donna senza uomo, e anche i personaggi maschili hanno una parte fondamentale nella storia delle donne della famiglia Mcdonnell. Uomini dal forte temperamento, che sanno tenere testa alla propria controparte, tuttavia non sempre di animo così buono – come si scoprirà leggendo, ad esempio, di nonna Blaine che scoprirà tale evidenza sulla propria pelle.
Uomini cattivi, a volte, ma anche più buoni e positivi: come Damien, bello e soprattutto immortale, un degno partner - e altrettanto degna controparte - della protagonista. Damien attenderà Charlotte per molto tempo, e per lei sarà disposto a sacrificare tutto se stesso, nel bene o nel male.
A ciò si aggiunga che la nostra – anzi, le nostre protagoniste, avranno il loro bel da fare, dacché tutte le donne Mcdonnell hanno una preoccupante propensione a finire di vivere da sole con le proprie figlie: quale sarà il mistero che le circonda?
Ovviamente non posso svelarvelo, starà a voi acquistare il romanzo e scoprire tutti i segreti celati al suo interno!
Concludendo, possiamo affermare che la storia è ben sviluppata, i flashbacks non distruggono l’armonia della lettura, semmai sono suggestive integrazioni che porteranno il lettore a immedesimarsi ancor di più nella vicenda, e nello spirito dei suoi personaggi. Il linguaggio è semplice, molto scorrevole, adatto per tutte le età. La componente romantica è una delle parti importanti del romanzo, ma non è così centrale e troppo “invadente”.
Insomma, una lettura bella e interessante, sotto molti punti di vista.
Recensione: "In un giorno come questo" di Marianna Loredana Sorrentino
Pubblicato da
Yami
Titolo: In un giorno come questo
Autore: Marianna Loredana Sorrentino
Editore: Aletti
Collana: Gli emersi - Narrativa
Prezzo: 12,00 €
Pagine: 72
Sinossi
Una passeggiata in una realtà fatta di emozioni. Passo dopo passo si incontrano persone e luoghi narrati con ricercata minuzia. Le appassionate descrizioni e i particolareggiati dettagli conducono facilmente il lettore nel mondo raccontato, facendoglielo rivivere in maniera tangibile. Con delicatezza si entra nell’intimo comune, con sfumature che toccano l’erotico e spunti artistici. Un profondo che ognuno di noi solitamente ama nascondere.
Recensione
Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole. Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme. E di me non gli avvenimenti esteriori dell'esistenza, ma ciò che accade dentro, nel fondo. E del mondo non qualche fatto particolare, ma il modo di essere generale di tutto. Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne, se non per accenni.
Italo Calvino da «Se una notte d'inverno un viaggiatore».
Con questa citazione, Loredana Sorrentino ci introduce nel mondo visto attraverso gli occhi di Eva, il cui sguardo attento e affamato di dettagli penetra ogni cosa, l'analizza, la imprime dentro di sé con forza e la custodisce nell'intimo della sua anima, come un tesoro prezioso da cui trarre emozioni, riflessioni, insegnamenti.
Il linguaggio spigliato, il vocabolario ricco e la prosa scorrevole invitano il lettore a seguire la protagonista lungo il tragitto che ella percorre ogni giorno per recarsi al lavoro, senza troppe difficoltà.
Eva ci racconta immagini, colori, pensieri, odori e vite di chi incrocia il suo sguardo e inconsapevolmente si lascia rubare da lei confessioni e segreti.
Camminando al suo fianco, transitiamo con passo lento e sicuro per le strade di Roma, soffermandoci ad ammirare le statue e gli affreschi che adornano gli edifici storici, opera dei più grandi artisti italiani del Rinascimento. In questi passaggi, la bellezza dell'arte italiana e della capitale emerge con prorompenza e con la sua magnificenza getta un'ombra sui passanti e su tutto il resto, come se fossero consapevoli che nessun'altra opera nata dalle mani e dall'ingegno degli uomini potrà mai eguagliare tanta bellezza.
Quello di Eva è un viaggio breve - appena 72 pagine - ma intriso delle emozioni di tante anime che, a volte, si incrociano solo per pochi istanti, depositando un pezzetto di sé le une nelle altre.
Una lode particolare va fatta alla fotografa uruguaiana Manuela Aldabe, autrice della bellissima immagine che fa da copertina al libro.
Autore: Marianna Loredana Sorrentino
Editore: Aletti
Collana: Gli emersi - Narrativa
Prezzo: 12,00 €
Pagine: 72
Sinossi
Una passeggiata in una realtà fatta di emozioni. Passo dopo passo si incontrano persone e luoghi narrati con ricercata minuzia. Le appassionate descrizioni e i particolareggiati dettagli conducono facilmente il lettore nel mondo raccontato, facendoglielo rivivere in maniera tangibile. Con delicatezza si entra nell’intimo comune, con sfumature che toccano l’erotico e spunti artistici. Un profondo che ognuno di noi solitamente ama nascondere.
Recensione
Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole. Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme. E di me non gli avvenimenti esteriori dell'esistenza, ma ciò che accade dentro, nel fondo. E del mondo non qualche fatto particolare, ma il modo di essere generale di tutto. Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne, se non per accenni.
Italo Calvino da «Se una notte d'inverno un viaggiatore».
Con questa citazione, Loredana Sorrentino ci introduce nel mondo visto attraverso gli occhi di Eva, il cui sguardo attento e affamato di dettagli penetra ogni cosa, l'analizza, la imprime dentro di sé con forza e la custodisce nell'intimo della sua anima, come un tesoro prezioso da cui trarre emozioni, riflessioni, insegnamenti.
Il linguaggio spigliato, il vocabolario ricco e la prosa scorrevole invitano il lettore a seguire la protagonista lungo il tragitto che ella percorre ogni giorno per recarsi al lavoro, senza troppe difficoltà.
Eva ci racconta immagini, colori, pensieri, odori e vite di chi incrocia il suo sguardo e inconsapevolmente si lascia rubare da lei confessioni e segreti.
Camminando al suo fianco, transitiamo con passo lento e sicuro per le strade di Roma, soffermandoci ad ammirare le statue e gli affreschi che adornano gli edifici storici, opera dei più grandi artisti italiani del Rinascimento. In questi passaggi, la bellezza dell'arte italiana e della capitale emerge con prorompenza e con la sua magnificenza getta un'ombra sui passanti e su tutto il resto, come se fossero consapevoli che nessun'altra opera nata dalle mani e dall'ingegno degli uomini potrà mai eguagliare tanta bellezza.
Quello di Eva è un viaggio breve - appena 72 pagine - ma intriso delle emozioni di tante anime che, a volte, si incrociano solo per pochi istanti, depositando un pezzetto di sé le une nelle altre.
Una lode particolare va fatta alla fotografa uruguaiana Manuela Aldabe, autrice della bellissima immagine che fa da copertina al libro.
martedì 17 gennaio 2012
Recensione: "Firelight - La ribelle" di Sophie Jordan
Pubblicato da
Lucia
Titolo: Firelight - La ribelle
Autore: Sophie Jordan
Editore: Piemme
Collana: Freeway
Prezzo: 9,90 €
Pagine: 280
Sinossi
Discendono dai draghi. Sono dei mutaforma che hanno sviluppato la capacità di apparire umani per sfuggire ai cacciatori. Vivono nascosti nelle foreste remote, volando solo di notte, dispiegando le ali quando nessuno può vederli. Sono i draki. Jacinda è il tesoro del suo branco, l’unica capace di soffi are ancora fuoco. Ma dopo aver infranto per l’ennesima volta le regole che proteggono la vita della sua comunità, Jacinda viene esiliata con la madre e la sorella. Sepolta in una anonima cittadina, costretta a mantenere l’aspetto umano con il rischio di dimenticare la sua vera natura, la bellissima draki si ritroverà proprio nella stessa scuola del suo giovane e affascinante cacciatore. È possibile una simile coincidenza? Oppure il cacciatore non è quello che la sua famiglia vorrebbe far credere?
Recensione
Firelight – La ribelle, edito dalla casa editrice Piemme, è il primo volume di una trilogia paranormal romance, rivolta a lettori di giovane età, della scrittrice americana Sophie Jordan. L’autrice, specializzata in romance per adulti, è alla sua prima prova nel campo della narrativa fantastica adolescenziale.
Negli Usa i primi due volumi hanno avuto un enorme successo, al punto che i relativi diritti sono stati venduti in diciassette paesi e si ritiene che sarà presto realizzato un adattamento cinematografico.
Discendono dai draghi. Sono dei mutaforma che hanno sviluppato la capacità di apparire umani per sfuggire ai cacciatori. Vivono nascosti nelle foreste remote, volando solo di notte, dispiegando le ali quando nessuno può vederli. Sono i draki.
Jacinda, sedicenne, è il tesoro del suo branco, l’unica sputafuoco del clan da più di quattrocento anni. Ma Jacinda vorrebbe essere soltanto una draki normale, non la grande sputafuoco da cui tutti si aspettano tanto. La vita sarebbe così semplice. Sarebbe sua, soltanto sua.
“Sono l’unica sputafuoco del clan da più di quattrocento anni. Ciò mi rende più famosa di quanto vorrei essere. Sin dalla mia prima manifestazione, a undici anni, ho smesso di essere Jacinda. Sono la sputafuoco, punto. E tanto basta perché il clan voglia la mia vita come fosse sua. E’ peggio di mia madre, il clan.”
Il clan cui la ragazza appartiene, governato dall’intransigente Severin, pretende che Jacinda, in quanto unica sputafuoco, si unisca a Cassian, figlio di Severin e futuro maschio alfa addestrato sin dalla nascita ad essere il migliore, allo scopo di procreare una discendenza di nuovi e potenti draki in grado di soffiare fuoco.
Ma dopo aver infranto per l’ennesima volta le regole che proteggono la vita della sua comunità, Jacinda viene destinata ad una atroce punizione. Ciò spinge la madre della ragazza a prendere una difficile decisione: fare le valigie e partire segretamente, al fine di sfuggire al futuro che si prospetta per la figlia.
"Il mio posto è nel clan. Non posso vivere senza volare. Senza il cielo e la terra umida, che respira. Non potrei mai rinunciare volontariamente alla capacità di manifestarmi. Non sono mia madre, io. Diventerò una draki fantasma, tormentata dal ricordo di ciò che ero.”
Sepolta in una anonima cittadina, costretta a mantenere l’aspetto umano, aspettando che il suo draki avvizzisca e sparisca per sempre, Jacinda si ritrova nella stessa scuola di un giovane e affascinante cacciatore, Will. Lo stesso cacciatore che l’ha risparmiata il giorno in cui ha infranto le regole. I Cacciatori sono esseri malvagi e feroci: catturano i draki per venderli agli Enkros, i quali li sfruttano per le loro doti magiche, la carne corazzata e la capacità di scovare gemme sotterranee.
Jacinda sa di non doversi fidare di Will, ma l'attrazione nei suoi confronti è troppo forte per poter essere ignorata.
“Lui, un cacciatore. Io, una draki.”
Jacinda riuscirà a resistere a questa potente attrazione? Will è il cacciatore che la sua famiglia vorrebbe far credere? Quale sarà il destino della giovane ragazza drago?
Le prime cento pagine del romanzo procedono lente e svogliate, sono dedicate al dolore della protagonista derivante dalla lontananza dal clan, dalla mancanza della nebbia, delle montagne, dell’aria fresca e umida. Jacinda non riesce a "manifestarsi" in quel piccolo e disordinato inferno urbano in mezzo al deserto, in cui la madre l’ha trascinata, e teme per il suo draki. Ha paura che possa sfiorire. Superato questo pigro inizio, la lettura si snoda in una trama, non particolarmente originale, ma intrigante e avvincente e la curiosità cresce pagina dopo pagina.
La protagonista, Jacinda, è uno spirito libero: non vuole sentirsi legata e farsi intrappolare dalle austere regole della sua comunità. Ciò che desidera veramente è la libertà, la libertà di essere sé stessa. Sebbene inizialmente l’abbia trovata fastidiosa, e a volte infantile, mi sono dovuta ricredere, in particolare verso la fine, quando decide di sacrificare tutto per amore.
Will incarna il tipico protagonista maschile presente nei romanzi appartenenti al genere: attraente, forte, misterioso, a volte estremamente dolce, altre assolutamente incomprensibile.
Jacinda e Will sono dei buoni protagonisti, ma penso che la Jordan avrebbe dovuto dedicare più attenzione alla caratterizzazione dei personaggi secondari - avrei voluto sapere qualcosa in più su Cassian, per esempio. Lo stesso dicasi per ciò che riguarda la storia dei draki e del clan. La scrittrice ha scelto di concentrarsi maggiormente sulla storia d’amore e poco su tali dettagli che, invece, avrebbero reso più interessante l'intera vicenda. Spero vivamente che nei prossimi volumi la mia curiosità venga soddisfatta.
Il romanzo si chiude con un finale a sorpresa, un cliffhanger, che fa disperare (almeno a me), a causa dell'attesa che si prospetta per la pubblicazione del secondo volume.
La storia è narrata in prima persona dalla protagonista. I capitoli sono brevi. La narrazione è scorrevole, fluida e accattivante. Il linguaggio, semplice e diretto, è un ulteriore incentivo alla lettura. La Jordan è particolarmente brava nel rendere le scene che descrive chiaramente visibili agli occhi del lettore.
Nel complesso, si tratta di una lettura abbastanza piacevole e coinvolgente. La trama non presenta elementi particolarmente originali, ma avendo letto numerosi romanzi paranormal romance young adult, mi sento di poter affermare che Firelight – La ribelle si colloca tra i migliori. Gli ingredienti essenziali affinchè questo romanzo possa piacere agli appassionati del genere ci sono tutti: elementi soprannaturali, una verità nascosta, nemici mortali, un amore impossibile. Non mi resta che augurarvi una buona lettura, e sperare che il secondo volume non venga pubblicato ad una eccessiva distanza rispetto al primo - sapete, non ho una grande memoria...
Ci tengo a segnalare una similarità (forse sarebbe più corretto parlare di “scopiazzatura”, non ne sono sicura...) con una frase presente nei romanzi della Twilight saga di Stephanie Meyer.
Edward dice a Bella: E il lupo si innamorò dell’agnello.
Will dice a Jacinda: E il cacciatore si innamorò della sua preda.
Mi domando se questa somiglianza sia balzata all'occhio soltanto a me, ma potrei anche sbagliarmi. Aspetto le vostre opinioni.
Autore: Sophie Jordan
Editore: Piemme
Collana: Freeway
Prezzo: 9,90 €
Pagine: 280
Sinossi
Discendono dai draghi. Sono dei mutaforma che hanno sviluppato la capacità di apparire umani per sfuggire ai cacciatori. Vivono nascosti nelle foreste remote, volando solo di notte, dispiegando le ali quando nessuno può vederli. Sono i draki. Jacinda è il tesoro del suo branco, l’unica capace di soffi are ancora fuoco. Ma dopo aver infranto per l’ennesima volta le regole che proteggono la vita della sua comunità, Jacinda viene esiliata con la madre e la sorella. Sepolta in una anonima cittadina, costretta a mantenere l’aspetto umano con il rischio di dimenticare la sua vera natura, la bellissima draki si ritroverà proprio nella stessa scuola del suo giovane e affascinante cacciatore. È possibile una simile coincidenza? Oppure il cacciatore non è quello che la sua famiglia vorrebbe far credere?
Recensione
Firelight – La ribelle, edito dalla casa editrice Piemme, è il primo volume di una trilogia paranormal romance, rivolta a lettori di giovane età, della scrittrice americana Sophie Jordan. L’autrice, specializzata in romance per adulti, è alla sua prima prova nel campo della narrativa fantastica adolescenziale.
Negli Usa i primi due volumi hanno avuto un enorme successo, al punto che i relativi diritti sono stati venduti in diciassette paesi e si ritiene che sarà presto realizzato un adattamento cinematografico.
Discendono dai draghi. Sono dei mutaforma che hanno sviluppato la capacità di apparire umani per sfuggire ai cacciatori. Vivono nascosti nelle foreste remote, volando solo di notte, dispiegando le ali quando nessuno può vederli. Sono i draki.
Jacinda, sedicenne, è il tesoro del suo branco, l’unica sputafuoco del clan da più di quattrocento anni. Ma Jacinda vorrebbe essere soltanto una draki normale, non la grande sputafuoco da cui tutti si aspettano tanto. La vita sarebbe così semplice. Sarebbe sua, soltanto sua.
“Sono l’unica sputafuoco del clan da più di quattrocento anni. Ciò mi rende più famosa di quanto vorrei essere. Sin dalla mia prima manifestazione, a undici anni, ho smesso di essere Jacinda. Sono la sputafuoco, punto. E tanto basta perché il clan voglia la mia vita come fosse sua. E’ peggio di mia madre, il clan.”
Il clan cui la ragazza appartiene, governato dall’intransigente Severin, pretende che Jacinda, in quanto unica sputafuoco, si unisca a Cassian, figlio di Severin e futuro maschio alfa addestrato sin dalla nascita ad essere il migliore, allo scopo di procreare una discendenza di nuovi e potenti draki in grado di soffiare fuoco.
Ma dopo aver infranto per l’ennesima volta le regole che proteggono la vita della sua comunità, Jacinda viene destinata ad una atroce punizione. Ciò spinge la madre della ragazza a prendere una difficile decisione: fare le valigie e partire segretamente, al fine di sfuggire al futuro che si prospetta per la figlia.
"Il mio posto è nel clan. Non posso vivere senza volare. Senza il cielo e la terra umida, che respira. Non potrei mai rinunciare volontariamente alla capacità di manifestarmi. Non sono mia madre, io. Diventerò una draki fantasma, tormentata dal ricordo di ciò che ero.”
Sepolta in una anonima cittadina, costretta a mantenere l’aspetto umano, aspettando che il suo draki avvizzisca e sparisca per sempre, Jacinda si ritrova nella stessa scuola di un giovane e affascinante cacciatore, Will. Lo stesso cacciatore che l’ha risparmiata il giorno in cui ha infranto le regole. I Cacciatori sono esseri malvagi e feroci: catturano i draki per venderli agli Enkros, i quali li sfruttano per le loro doti magiche, la carne corazzata e la capacità di scovare gemme sotterranee.
Jacinda sa di non doversi fidare di Will, ma l'attrazione nei suoi confronti è troppo forte per poter essere ignorata.
“Lui, un cacciatore. Io, una draki.”
Jacinda riuscirà a resistere a questa potente attrazione? Will è il cacciatore che la sua famiglia vorrebbe far credere? Quale sarà il destino della giovane ragazza drago?
Le prime cento pagine del romanzo procedono lente e svogliate, sono dedicate al dolore della protagonista derivante dalla lontananza dal clan, dalla mancanza della nebbia, delle montagne, dell’aria fresca e umida. Jacinda non riesce a "manifestarsi" in quel piccolo e disordinato inferno urbano in mezzo al deserto, in cui la madre l’ha trascinata, e teme per il suo draki. Ha paura che possa sfiorire. Superato questo pigro inizio, la lettura si snoda in una trama, non particolarmente originale, ma intrigante e avvincente e la curiosità cresce pagina dopo pagina.
La protagonista, Jacinda, è uno spirito libero: non vuole sentirsi legata e farsi intrappolare dalle austere regole della sua comunità. Ciò che desidera veramente è la libertà, la libertà di essere sé stessa. Sebbene inizialmente l’abbia trovata fastidiosa, e a volte infantile, mi sono dovuta ricredere, in particolare verso la fine, quando decide di sacrificare tutto per amore.
Will incarna il tipico protagonista maschile presente nei romanzi appartenenti al genere: attraente, forte, misterioso, a volte estremamente dolce, altre assolutamente incomprensibile.
Jacinda e Will sono dei buoni protagonisti, ma penso che la Jordan avrebbe dovuto dedicare più attenzione alla caratterizzazione dei personaggi secondari - avrei voluto sapere qualcosa in più su Cassian, per esempio. Lo stesso dicasi per ciò che riguarda la storia dei draki e del clan. La scrittrice ha scelto di concentrarsi maggiormente sulla storia d’amore e poco su tali dettagli che, invece, avrebbero reso più interessante l'intera vicenda. Spero vivamente che nei prossimi volumi la mia curiosità venga soddisfatta.
Il romanzo si chiude con un finale a sorpresa, un cliffhanger, che fa disperare (almeno a me), a causa dell'attesa che si prospetta per la pubblicazione del secondo volume.
La storia è narrata in prima persona dalla protagonista. I capitoli sono brevi. La narrazione è scorrevole, fluida e accattivante. Il linguaggio, semplice e diretto, è un ulteriore incentivo alla lettura. La Jordan è particolarmente brava nel rendere le scene che descrive chiaramente visibili agli occhi del lettore.
Nel complesso, si tratta di una lettura abbastanza piacevole e coinvolgente. La trama non presenta elementi particolarmente originali, ma avendo letto numerosi romanzi paranormal romance young adult, mi sento di poter affermare che Firelight – La ribelle si colloca tra i migliori. Gli ingredienti essenziali affinchè questo romanzo possa piacere agli appassionati del genere ci sono tutti: elementi soprannaturali, una verità nascosta, nemici mortali, un amore impossibile. Non mi resta che augurarvi una buona lettura, e sperare che il secondo volume non venga pubblicato ad una eccessiva distanza rispetto al primo - sapete, non ho una grande memoria...
Ci tengo a segnalare una similarità (forse sarebbe più corretto parlare di “scopiazzatura”, non ne sono sicura...) con una frase presente nei romanzi della Twilight saga di Stephanie Meyer.
Edward dice a Bella: E il lupo si innamorò dell’agnello.
Will dice a Jacinda: E il cacciatore si innamorò della sua preda.
Mi domando se questa somiglianza sia balzata all'occhio soltanto a me, ma potrei anche sbagliarmi. Aspetto le vostre opinioni.
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