lunedì 9 gennaio 2012

Recensione: Grido d'amore di Evelyn Storm

Titolo: Grido d'amore
Autore: Evelyn Storm
Editore: & MyBook
Collana: Narrativa
Pagine: 346
Prezzo: 16,00 €
Pubblicazione: Giugno 2011

Sinossi
Tornata in Italia dopo essere vissuta per anni in Germania con il padre, Kyra Castelli inizia una nuova fase della sua vita quando rimane da sola insieme ai due fratelli e al fratellastro più giovane, Tomas. Da quel momento, tra il lavoro al bar e l’hobby di danzare, le sue giornate diventano più che monotone, finché si ritrova ad essere l’oggetto del desiderio del suo fratellastro. Dal canto suo, Tomas è ancora uno studente che lavora come cameriere nel week-end, nonostante il suo unico interesse sia la musica. Solista di una band e molto somigliante al cantante dei Tokio Hotel, potrebbe avere qualunque ragazza, ma i turbamenti per l’amore travolgente nei confronti di Kyra manderanno in crisi la sua vita parecchie volte. Sia Kyra che Tomas raccontano in prima persona le loro frustrazioni, sofferenze, conquiste, gioie e dolori. Resta solo da scoprire se alla fine diventeranno una coppia o continueranno a sopportarsi per il quieto vivere, restando però segretamente “avversari”.

Recensione
L’amore è gioia, dolcezza, felicità, piacere. Ma è tutto ciò perché è inevitabilmente anche passione, struggimento, turbamento, angoscia. Fa’ rima con “dolore”, “amore”: una strana coincidenza linguistica, questa, o una ineluttabile evidenza?
Sembra sia partita da questo quesito di fondo – o anche da questo oltre da altri più o meno correlati - Evelyn Storm per scrivere la storia di “Grido d’amore”, il proprio romanzo d’esordio pubblicato da & MyBook Edizioni. Ed è evidente fin da un così programmatico titolo quanto il quesito suddetto sia sviscerato nel romanzo, e come la vicenda narrata sia intensa al punto da poter essere condensata, nel bene e nel male, in un grido, appunto: un gesto di sicuro metaforico ma indubitabilmente forte, come forte è la situazione che i due protagonisti principali del romanzo si trovano a vivere.
Kyra Castelli e Tomas Morgan: giovani, belli, intraprendenti, con tanti sogni in mente e tante piccole difficoltà quotidiane. Ma ancor prima Kyra e Tomas, fratellastri che si ritrovano gioco forza uniti dopo il divorzio dei genitori naturali in un rapporto che è inizialmente di mera comunanza familiare, ma che ben presto travalica tale pur concreto limite e va’ oltre, verso territori emotivi, affettivi e passionali imprevedibili e per certi versi “proibiti”. Una situazione dalla quale inesorabilmente si genereranno turbamenti, sofferenze, frustrazioni, crisi profonde, ma anche una inesauribile forza di volontà per superare qualsiasi ostacolo, qualsiasi difficoltà che si parerà davanti, nonché l’importanza insuperabile dei sentimenti nella vita delle persone, e della necessità di salvaguardarli e di seguirne le indicazioni, anche contro i dettami della razionalità.
Evelyn ha dato forma a questa vicenda tratteggiando una sorta di diario incrociato, nel quale sono gli stessi protagonisti a narrare sé stessi e tutto quanto il loro coinvolgimento nella storia, il qual diario diverrà poi col trascorrere del tempo e degli eventi un unico cammino condiviso, che va’ a concludersi indicativamente al giorno 31 Dicembre, quasi a legare dimensionalmente lo “spazio” delle vite dei due protagonisti con il tempo nel quale esse vengono vissute. E’ evidente la ricerca da parte dell’autrice del coinvolgimento dei lettori nella storia narrata, di pari passo con quello di Kyra e Tomas, e non solo attraverso la suddetta narrazione in prima persona ma anche con alcuni piccoli espedienti linguistici contemporanei direttamente derivati dallo web slang giovanile, come anche con i numerosi riferimenti, più o meno diretti, a certi miti delle nuove generazioni, prima fra tutti la band dei Tokio Hotel.
Nel complesso lo stile di Evelyn risulta certamente giovane, rapido e scorrevole come una conversazione tra amici: per ciò, e per quanto prima affermato, viene naturale immaginare un riferimento diretto al pubblico young adult, ovvero a quelle fasce di età che più direttamente si sentano vicine alle vicende narrate, a chi ne è personaggio protagonista o meno, e alle influenze che hanno ispirato Evelyn e la sua costruzione scenografica. Indubbiamente sarebbe però riduttivo limitare la considerazione di “Grido d’amore” a soltanto tale riferimento YA, in quanto dietro lo slang, dietro certa scurrilità contemporanea, dietro le “semplici” aspirazioni dei due protagonisti nonché dietro l’apparenza romantica quasi ovvia della loro tormentata passione, si può trovare anche la riflessione sui temi alla base di tali sentimenti, sui valori che li formano – l’amicizia, la solidarietà, la condivisione delle difficoltà – e sulla necessità di non separare mai la ragione dal sentimento, la mente dal cuore, conservando sempre la consapevolezza che ogni eventualità della vita, anche quella apparentemente più felice e appagante, fatalmente potrà presentare un certo conto da pagare, prima o poi.
Un interessante romanzo d’esordio, intenso e ben scritto, sicuramente di genere – come detto – e piuttosto determinato nel tema, che tuttavia si lascia leggere gradevolmente e, per tale peculiarità, potrà senza dubbio piacere anche a chi nemmeno sappia chi siano i Tokio Hotel, ma che invece conosca le tipiche note che risuonano dalle corde del cuore.

«Soffrire è come amarti. È tormento e delizia, è dolore ed esaltazione. E cercarti, volerti, desiderarti sono un tutt’uno, anche se mi lasci senza difese e il mio cammino verso te mi piega, mi annienta, mi commuove e mi fortifica. Semplicemente… ti amo.»

2 Commenti:

  1. una buona recensione per un libro interessante

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  2. Grazie Luigi87. Anche io penso che la recensione di Lucia sia buona, difatti l'ho ringraziata per il suo lungo commento. Grazie anche per avere definito interessante il mio libro. ^^

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