mercoledì 30 novembre 2011

Recensione: "Changeless" di Gail Carriger

Titolo: Changeless
Autrice: Gail Carriger
Editore: Dalai
Pagine: 336
Prezzo: 18,50 €
Pubblicazione: novembre 2011

Sinossi
È metà pomeriggio, per ogni lupo mannaro che si rispetti dovrebbe essere il momento della giornata dedicato al sonno più profondo, eppure a casa di Alexia Tarabotti oggi qualcosa non va: svegliata di soprassalto da un grido, la nostra eroina si accorge che suo marito, Lord Maccon, non è tranquillamente a letto addormentato, ma sta ululando alla finestra. Neanche il tempo di capire che cosa succede che questi fugge. Scompare. Lasciandola sola ad affrontare un esercito di soldati dai poteri soprannaturali, una pletora di fantasmi e, soprattutto, la Regina Vittoria. Infuriata come non mai. Ma Alexia è in possesso di due armi di difesa micidiali che la proteggono da ogni insidia: il suo parasole all’ultima moda e una ammaliante cortesia. Le indagini la condurranno fin nella remota e selvaggia Scozia in mezzo a clan di licantropi di cui riuscirà – con incredibile abilità, e grazie ai suoi poteri di «senz’anima» – a rovesciare le dinamiche interne volgendole a proprio favore.

Recensione
Changless è il secondo capitolo della saga intitolata The Parasol Protectorate, opera della scrittrice Gail Carriger, pubblicato da Baldini Castoldi Dalai.
In Soulless avevamo lasciato Alexia Tarabotti e Lord Conall Maccon, lupo mannaro alfa del branco di Woolsey Castle e uomo dal corpo prepotentemente vigoroso - che nulla deve temere (forse...) - alle prese con una luna di miele che si prospettava alquanto… impetuosa.
In Changeless ritroviamo l'eccentrica e petulante Miss Tarabotti nel doppio ruolo di femmina Alpha, e di Muhjah, ovvero consigliere preternaturale della regina Vittoria. Proiettata nella plumbea atmosfera britannica, tra Londra e Scozia, la protagonista dovrà far luce sulla misteriosa epidemia che si è abbattuta su Londra: vampiri e lupi mannari sono stati ricondotti ad uno stato di mortalità e tutti i fantasmi sono stati esorcizzati.
La stabilità del regno, fondata sulla coalizione tra corona ed esseri soprannaturali, è ora in grave pericolo. Riuscirà la nostra intrepida eroina nella sua difficile impresa?
E’ Alexia Tarabotti con la sua personalità unica e sopra le righe che ha decretato il successo della saga The Parasol Protectorate: ventisei anni, di origini italo-inglesi, carnagione olivastra, naso prominente - non è propriamente quella che si potrebbe definire una bellezza - eccentrica, moralista, testarda, dotata di una tagliente ironia, non va da nessuna parte senza il suo fidato parasole munito di pallettoni d'ottone.
Segni particolari: senz'anima. Ogni essere soprannaturale che si rispetti dovrebbe sapere che sarebbe meglio tenersi alla larga da una donna del genere. In quanto sprovvista di anima, infatti, Miss Tarabotti con il semplice tocco è in grado di neutralizzare le caratteristiche tipiche delle creature soprannaturali, e quindi di umanizzarle e renderle vulnerabili.
Ma la Carriger non sacrifica la personalità di nessun personaggio presente nella storia: ad accompagnare Alexia nella sua vorticosa e spassosissima avventura, infatti, ci sarà un bizzarro seguito: la sorellastra Felicity, la misteriosa e affascinante Madame Lefoux, scienziata francese in abiti maschili dentro e fuor di metafora, l'amica Miss Hisselpenny con i suoi improponibili cappellini e il suo umorismo surreale e stralunato, il clavigero Tunstell e Angelique, silenziosa dama di corte di Lady Maccon nonchè incomparabile acconciatrice di capelli e consigliera di stile.
Il romanzo presenta elementi urban fantasy, historical, romance, mistery, commedy e steampunk, combinati con grande destrezza dalla Carriger. Brava questa scrittrice che riesce a mescolare le sfumature peculiari del romanzo di costume con quelle del mistery senza rinunciare all’elemento romance. Sovrano incontrastato è l'umorismo: l'ironia di Alexia è trascinante e l’autrice non perde occasione per porre in evidenza il lato farsesco di ogni situazione.
La trama procede sviluppandosi in un tempo ben scandito che consente al lettore di non perdersi o annoiarsi: i tempi, infatti, sono brevi e soppesati, le descrizioni sono equamente commisurate alle parti di narrazione e di dialogo, e ciò consente di mantenere sempre alta la tensione e la curiosità di chi legge. 
Si avverte nel romanzo l'influenza della letteratura inglese, sono forti infatti i riferimenti a Jane Austen e P. G. Wodehouse.
Gail Carriger è indubbiamente una scrittrice di talento, capace di creare un mondo singolare e affascinante e di dar vita a dialoghi intelligenti e personaggi credibili. E poi... chi non resterebbe ammaliato dal cipiglio ostinato di Miss Tarabotti?

lunedì 28 novembre 2011

Quando la libreria è più bella dei libri che contiene...

Il sito svizzero www.miragebookmark.ch – il quale è dedicato principalmente ai segnalibri come oggetti d’arte: se vi interessa la cosa dateci un occhio, è uno dei migliori del web! - riserva una propria sezione ad una carrellata di immagini sulle più interessanti e suggestive librerie del mondo: luoghi veramente incredibili, a volte maestosi, altre volte bizzarri, in ognuno dei quali il libro certamente la fa’ da padrone nel senso più pieno del termine, ma anche nei quali l’andarci diventa sotto molti aspetti un’esperienza ancora più completa e profonda, per come anche il luogo contribuisce a trascinare i clienti/lettori/visitatori dentro una dimensione diversa, avulsa dall’altra solita e quotidiana che si ferma fuori, al di là dell’ingresso. Una dimensione quasi mistica, mi viene da dire, nella quale il connubio “contenitore/contenuto” è assolutamente, reciprocamente, magnificamente complementare (ciò che sovente accade con i musei d’arte, per intenderci): come se il fascino che i libri si portano appresso potesse emanarsi dalle loro pagine e spandersi intorno, facendo sembrare il luogo stesso in cui stanno una ideale scenografia estratta da un romanzo, e pure particolarmente fantasioso.
Sono, librerie come queste, dei veri e propri “luoghi sacri della letteratura”, nei quali l’acquisto di un libro non è una mera e ordinaria azione “commerciale”, almeno in principio, ma quasi la pratica di un rito, appunto: un rito assolutamente positivo sia per il lettore che per il libro stesso, il quale sicuramente sembrerà bello ancor prima di leggerlo già per il solo fatto di essere stato acquistato in luoghi di siffatta bellezza e fascino!
Eccovi di seguito qualche interessante esempio di quanto appena detto:

Il Selexyz Bookstore di Maastricht, in Olanda, che occupa una vecchia chiesa dei Dominicani. 
La Libreria Lello di Porto, in Portogallo, aperta dal 1906 e tale e quale rimasta, da allora.
La Libreria El Ateneo a Buenos Aires, in Argentina, ricavata all’interno di un vecchio teatro.
Se invece cliccate QUI potete vedere l’intera carrellata delle immagini e delle librerie - tra le quali, (Uhm... C’era da aspettarselo?), non ce n’è alcuna italiana. Per carità, poco male: è comunque il libro IL soggetto fondamentale, anche se una tale cura riposta nel “contenitore” di esso forse lascia intuire una certa maggiore considerazione riposta nei libri stessi e nella letteratura in generale – ovvero nella cultura, se vogliamo ampliare del tutto il concetto. E chissà: probabilmente anche dalle nostre parti una (esteticamente e/o architettonicamente) bella libreria susciterebbe a parecchia gente una maggior voglia di acquistarvi libri...

Hel

sabato 26 novembre 2011

Recensione: "Afterlife" di Claudia Gray

Titolo: Afterlife
Autore: Claudia Gray
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Pagine: 319
Prezzo: 17,00 €
Pubblicazione: ottobre 2011
 
Sinossi
Bianca e Lucas hanno superato qualsiasi ostacolo per difendere il loro amore, anche la morte. Non solo la morte. Bianca è diventata uno spettro e Lucas è stato trasformato in ciò che ha combattuto per tutta la vita: un vampiro. Ma sono ancora insieme. Mentre aspetta che Lucas riapra gli occhi per la prima volta da non-morto, Bianca pensa che nulla potrà ormai separarli, ma sa già che al risveglio dovranno fare i conti con la sua feroce sete di sangue. Non rimane che rifugiarsi a Evernight, la prestigiosa accademia dove i vampiri imparano a confondersi tra gli umani e dove è nato il loro amore. Ma, ancora una volta, tra i corridoi di Evernight niente è come sembra, e la spietata rivalità tra spettri e vampiri minaccia di esplodere. C'è di nuovo una posta in gioco, forse più alta di prima: qualcosa per cui combattere, qualcosa che vale più della vita.

Recensione - Attenzione: contiene spoilers
Ultimo capitolo di una saga che ha come protagonisti vampiri centenari che, per mettersi al passo con i tempi moderni, frequentano una scuola – l’Accademia di Evernight – a cui sono iscritti anche esseri umani, ignari di questa strana convivenza.

E come per chiudere un ciclo, i nostri personaggi, dopo lungo peregrinare, torneranno dove tutto ha avuto inizio, ovvero all’Accademia in questione.

Per creare il mondo di Evernight l’autrice, il cui vero nome è Amy Vincent, ha tratto ispirazione dai suoi interessi e dalle cose che la appassionano, come le vecchie case abbandonate, i classici del cinema (pensate ai film di Cary Grant che Bianca adora), lo stile vintage e la storia.

Nel precedente capitolo della saga di Evernight di Claudia Gray (Hourglass) abbiamo lasciato Bianca e Lucas, insieme ai loro amici Vic, Ranulf e Balthazar, in una cabina di proiezione di un cinema abbandonato, reduci da uno scontro all’ultimo sangue con Charity, la sorella vampira del bel Balthazar, e altri crudeli vampiri della sua banda.

Molte cose sono successe nelle ultime pagine di Horglass.
Bianca è ora un fantasma, Lucas si sta trasformando in vampiro a causa di Charity, e l’umano Vic, venuto a conoscenza della realtà di Evernight, ha deciso di aiutare i suoi compagni di scuola e amici, insieme ai fedeli Ranulf e Balthazar.
Per Lucas la trasformazione è sicuramente un duro colpo, considerato che più volte è stato ripetuto che avrebbe preferito morire piuttosto che diventare un non-morto: per lui è l’avverarsi di un incubo.
Il dilemma che si pone all’inizio di questo nuovo volume è: aspettare il giorno e lasciare che Lucas porti a termine la trasformazione in vampiro o accettare la sua morte ultima e definitiva?
Bianca lo amerà a tal punto da compiere il gesto estremo di lasciarlo morire come lui stesso avrebbe desiderato, mettendo così i desideri dell’amato al primo posto o compirà l’atto più egoista di lasciarlo vivere con una natura che lui stesso odia, pur di averlo ancora con sé?
«Siamo morti, ma possiamo ancora stare insieme. Non c’è niente di più importante. Siamo più forti della morte. Niente potrà ostacolarci ormai. Nessuno ci separerà mai più.»
Penserà Bianca…

Ah, la forza dell’amore! Un po’ sdolcinato e melenso lo è. Ammettiamolo. Con ciò, queste loro effusioni romantiche, sono servite all’autrice a dimostrare come la forza delle dolci e amorevoli parole della protagonista riesca a placare anche l’istinto animale di un neonato vampiro, il cui primo pensiero dovrebbe essere esclusivamente quello di nutrirsi.
Ovvio che la Gray ha voluto trasformare Lucas in qualcosa di eccezionale e soprattutto molto razionale… Pensate che si cruccerà chiedendosi se un vampiro come lui andrà all’inferno.

Un punto in meno a Bianca in questo capitolo. Ha sempre voluto far di testa sua, e fino alla fine la Gray, manterrà per lei la stessa linea d’azione. Cocciuta e testarda fino all’ultimo. Per lei il ciclo si ripete: è entrata prima alla Croce Nera da vampira ed ora entra all’Accademia di Evernight da fantasma.

Vic è il personaggio più originale e allo stesso tempo simpatico di tutta la saga. È in grado di far sorridere il lettore anche nelle situazioni più tese.

I quesiti che ci trasciniamo dai precedenti capitoli sono sempre: «Perché la Bethany (la preside) sfrutta l’Accademia per trovare o forse catturare i fantasmi?» e «Riusciranno finalmente Bianca e Lucas a stare di nuovo insieme?»
Per rispondere al primo interrogativo, finalmente l’autrice ci darà qualche dettaglio in più sul passato della Preside; una storia interessante, anche se pur breve.
Per il secondo dovrete sospirare fino alla parola The end.

Per me è il primo libro che leggo su queste creature eteree, e qui, come per i vampiri, troviamo descrizioni abbastanza dettagliate sui loro poteri e capacità (possono spostarsi creando collegamenti spaziali con oggetti fatti di materiale che in passato era vivo – come il corallo o l’ambra nera – o possono comunicare con i vivi tramite i sogni).

Una curiosità: ma lo sapevate che gli specchi hanno una proprietà fisica della riflessione tale per cui, se per i vampiri è difficile riflettere la propria immagine, per i fantasmi sono una sorta di trappola?

Al termine di questo ultimo capitolo verranno gettate le basi per un prossimo spin-off su Balthazar un personaggio molto affascinante e carismatico, che avrebbe meritato più attenzione all’interno della serie. Ma chissà, l’autrice ci accontenterà prossimamente. La data per la pubblicazione di questo volume è prevista negli Stati Uniti per il prossimo 6 marzo 2012.

Ammetto che arrivata all’ultima pagina sono rimasta un po’ delusa dal finale. Riflettendoci durante la notte, penso comunque che la Gray abbia fatto bene ad optare per un finale di questo tipo. Strano, è vero, ma anche originale. Che alternativa avrebbe potuto offrirci?!? Personalmente sono stufa dei classici finali in stile “e vissero tutti felici e contenti”, dove ogni cosa torna al posto giusto e ogni problema si risolve come per magia completamente. Un po’ più “reale” così, se posso usare questo termine.

Bel romanzo. Una saga che non mi ha fatto pentire della lettura e che consiglio.
Un po’ di amarezza solo perché mi ha lasciata con la sensazione che mancasse ancora qualche pagina. Avrei voluto sapere, anche solo con qualche riga in più, quale strada intraprenderanno gli altri protagonisti. Ma forse, anche questa, è stata una scelta ponderata dell’autrice: che abbia lasciato a noi l’immaginazione?

venerdì 25 novembre 2011

Intervista: Nina Pennacchi

Ciao Nina! Benvenuta nel blog Polvere alla Polvere!
Grazie per la tua disponiblità. Pronta per cominciare?

Pronta... per modo di dire :-) Sono terrorizzata: che mi chiederai mai? Posso chiedere l'aiuto da casa? ;-)

Tranquilla... Ti ho già detto che non sono concessi aiuti? ;p
Parlaci di te: chi è Nina Pennacchi?

Beh, mi piace sognare, e questo l'avrai già capito. Nella vita sono piuttosto timida, e cammino rasente ai muri cercando di confondermi con le pareti... ma quando rompo il ghiaccio divento una terribile chiacchierina e fermarmi diventa impossibile! :-)
Altre cose non saprei... sono una ragazza normale che ogni tanto si rifugia con il pensiero in un mondo un po' meno... normale :-)

Stai parlando con chi è perennemente in un mondo costituito da orsacchiotti gommosi!
Parlaci del tuo mondo? Qual è l'elemento predominante? L'amore? L'amicizia? La passione? La fantasia? Gli orsacchiotti?!?

Ahahahah, gli orsacchiotti... no, ammetto che non ne ho, perché c’è un Furby che mi sta guardando da una scansia e una bambola alla mia sinistra che corruccia un po' lo sguardo...
L'elemento predominante nella mia vita? Se non vogliamo contare il cioccolato, direi che è sicuramente l'amore. Amore vissuto, amore immaginato, amore lontano e vicino... insomma, sono una romanticona a tutto tondo. A volte mi accontento di quel che ho, a volte vorrei che qualcuno - uno in particolare, a dirla tutta - facesse per me una di quelle pazzie che succedono solo nei film...

E tutto questo lo imprimi nelle tue opere? Traspare nei tuoi scritti?
Possiamo quindi affermare che Cristopher è ciò che desideri?

Oh, questa sì che è una domanda difficile! Di sicuro in “Lemonade” c’è molto di me e dei miei sogni. E c’è anche il desiderio di un ritorno alla passione intesa nel senso più irrazionale del termine, unito a una certa sfiducia nella ragione in quanto tale – perché spesso, quello che crediamo di volere “razionalmente” non è poi quello che vogliamo “veramente”. Detto questo, non indicherei in Christopher la trasposizione del mio uomo ideale. Primo, perché non è proprio così ideale J e secondo, perché si è fatto strada nel romanzo in modo indipendente, sfuggendo a ogni mio tentativo di “ammorbidimento”. I personaggi sono anarchici: si ha il potere di crearli, ma non di dirigerli. Per esempio, quando scrivevo “Lemonade” e Christopher apriva bocca – in genere per dire la cosa più sbagliata nel momento più sbagliato – io ero la prima a stupirmi e trascrivevo le sue parole scuotendo la testa (mio pensiero tipo: “Ma tu guarda che str***o questo…!”).So che suona strano, ma è così, e chiunque abbia scritto anche un semplice raccontino lo sa. Insomma, i personaggi hanno una loro autonomia. Sono, in ultima istanza, “vivi”. Tu, autore, sai cosa pensano, sai cosa hanno passato, e proprio in virtù di questo sai come si comporterebbero in una data situazione e puoi scriverne; ma sempre in virtù di questo, non puoi plasmarli come pongo né fargli dire quel che “tu” desideri. (Nel caso di Christopher, poi, meglio non farlo arrabbiare, converrete con me!)

giovedì 24 novembre 2011

In libreria: Un diamante da Tiffany di Karen Swan. Divertente come Il diavolo veste Prada, romantico come Notting Hill. Molto più che un gioiello.


New York, Parigi, Londra: quale sarà la città per iniziare una nuova vita?

Titolo: Un diamante da Tiffany
Autore: Karen Swan
Editore: Newton Compton
Pagine: 512
Prezzo: 9,90
Pubblicazione: 24 novembre

Sinossi
Cassie ha appena lasciato il marito, dopo aver scoperto la terribile verità su un matrimonio che pensava perfetto. Sa che è il momento di voltare pagina e ricominciare. E allora, quale migliore aiuto di quello che possono offrirle le sue preziose amiche d’infanzia? Kelly, Anouk e Suzy, brillanti, alla moda e vitali, sono pronte a ospitarla e a farle vivere l’atmosfera glamour della Grande Mela, la passione e la seduzione della Ville Lumière e la frenesia londinese. In un viaggio alla scoperta di una se stessa che non conosceva, Cassie vivrà le esperienze più diverse: lavorerà con acclamati stilisti newyorkesi e parigini, poserà per un quotato fotografo, prenderà lezioni di cucina da un famoso chef e organizzerà matrimoni. Ad attenderla, al suo arrivo in ogni città, c’è una strana lista di cose da fare… Qualcuno che conosce da tanto tempo la compila per lei. Qualcuno che le fa trovare una sorpresa speciale sotto il grande albero di Natale nello scintillante negozio di Tiffany. Qualcuno che le regala dei semi di fiori, ogni volta diversi, da piantare e far crescere, come in un romantico messaggio cifrato. Il destino ha in serbo per lei la tanto attesa scatolina blu? E se un giorno il passato lasciato alle spalle dovesse all’improvviso tornare?
Leggi un estratto

«Audace, intelligente e trascinante allo stesso tempo.»
Heat Magazine

«Una scrittura che crea dipendenza.»
Woman

«Favoloso.»
Closer

Karen Swan, ha iniziato la carriera di giornalista di moda (collaborando, tra gli altri, anche con «Vogue»), prima di rinunciare a tutto per prendersi cura dei suoi tre figli e realizzare il sogno di diventare una scrittrice. La casa dove vive si affaccia sulle splendide scogliere del Sussex. Il suo romanzo d’esordio, Players, è stato al primo posto nelle classifiche inglesi.
Per saperne di più visitate il sito www.karenswan.com

martedì 22 novembre 2011

Intervista: Isabel Allende

E' la data in cui ogni anno Isabel Allende inizia a scrivere un nuovo romanzo. Nell’ultimo, Il quaderno di Maya, la protagonista è una donna che non ha paura di ricominciare.
Proprio come lei.
di Raffaele Oriani, foto di Lori Barra

Puntuale, come fa da trent’anni, il prossimo 8 gennaio Isabel Allende comincerà il suo nuovo romanzo. Non sa ancora di che cosa parlerà, ma se lo sente già crescere dentro. L’ultima volta che ha acceso il computer e si è immersa tra i suoi fantasmi per dieci ore al giorno è stato nel 2010 per Il quaderno di Maya, che esce ora da Feltrinelli in traduzione italiana (pagg. 384, 20 euro): «Sì, anche Maya è nata l’8 gennaio, come La casa degli spiriti, come Paula, come tutti i miei libri. Non è superstizione ma disciplina: arriva il momento in cui smetti di viaggiare, parlare, accumulare, e inizi a scrivere». Il distillato della disciplina 2010 è la storia di una giovane californiana che per ragioni misteriose trova rifugio nell’angolo più sperduto del Cile: per quasi quattrocento pagine si viene sballottati tra Stati Uniti e Sud America, vecchi saggi e giovani impazienti, lampi di cattiveria e illuminazioni d’amore. Pura Isabel Allende. Con qualche tratto più crudo del solito, un saldo filo di suspense, e la consueta capacità di affidare le avventure dei vivi alla benedizione dei morti. Allende è cilena, ha il culto dei ricordi, ma vive da vent’anni in California e qui si confronta con una ragazza in fuga da San Francisco.

Quanto sono distanti questi due mondi?
Negli Usa domina la famiglia nucleare, e quando ti sposti ricominci da capo e da solo. Nel mio Cile la famiglia allargata era il centro di ogni cosa: ho vissuto per anni da rifugiata politica, ma ovunque andassi avevo bisogno di ricreare quei legami.

Nel Quaderno di Maya la famiglia sono soprattutto i nonni. Sembra che riparino i guasti di una generazione.
Anche se i genitori sono assenti, l’importante è avere in memoria l’amore di qualcuno. Per Maya il ricordo dei nonni è la via d’uscita da alcol e droga.

Oggi i giovani più che alla famiglia guardano ai social network. Perdono qualcosa?
La generazione Facebook ha forse meno profondità, ma guadagna tantissimo in capacità di connessione. Il dialogo planetario rende i ragazzi molto forti e molto creativi: l’ho visto tra i giovani indignati del Cile, di Wall Street, di San Francisco.

Intervista: Marcello Marinisi

Wardaron. Il destino di Eufeld, Marcello Marinisi
Runde Taarn, 2011
Marcello, perché scrivi? Per quale motivo hai deciso di mettere su carta quanto ti passava per la mente, piuttosto che fare altro? Qual è il "primo impulso" che ti spinge a scrivere?
Credo che per me scrivere sia un’urgenza. Io amo molto raccontare, è una cosa che mi viene naturale. Non parlo soltanto di narrativa, mi riferisco anche alle cose più banali, come raccontare un viaggio a un amico e così via. Quando guardo dentro a una storia da raccontare, sento come un istinto alla narrazione, come se i personaggi mi avessero affidato il compito di cronista delle loro vicende. È una bella responsabilità. Soprattutto perché, quando è davvero dentro di te, una storia non ti abbandona mai, fino alla fine. Sono sempre stato appassionato di giochi di ruolo e sin da bambino adoravo il ruolo del Master, mi piaceva inventare situazioni nuove, avventure mozzafiato che potessero permettere a me e ai miei amici di trascorrere qualche ora in piacevole compagnia. Se si guarda un attimo indietro alla mia infanzia e alla mia adolescenza, credo che la scrittura, e la scrittura fantasy in particolare, sia la naturale conseguenza del mio passato.
Credo che quello che hai chiamato “primo impulso” stia proprio in questa necessità innata di raccontare.

Come hai concepito la struttura della saga di Wardaron? Hai già un progetto più o meno complessivo e determinato per tutti i capitoli della stessa, oppure lavori e lavorerai “in progress”, stabilendone nel corso della scrittura l’evoluzione?
Sin dalle prime battute ho avvertito la necessità di creare una struttura entro la quale muovermi. Scrivere è un lavoro creativo, è vero, ma lavorare in pubblicità mi ha insegnato che la creatività ha bisogno di solidi confini entro cui muoversi, altrimenti si va alla deriva. Poi, ho trovato conforto nelle parole di Terry Brooks, nel suo A volte la magia funziona: credo molto nel valore della progettazione di un opera narrativa. Soprattutto quando si tratta di una saga complessa come Wardaron.
Ho appuntato per sommi capi la trama dell’intera storia e suddiviso la stessa all’interno dei cinque volumi che la compongono. Ho le schede dei personaggi, il loro background, conosco le loro storie. Poi, ogni singolo romanzo ha un suo progetto, determinato capitolo per capitolo, che stilo prima di iniziare a mettermi all’opera. So sempre da dove parto, dove voglio arrivare e come voglio arrivarci. Certo, non vi nascondo che molto spesso i personaggi prendono il sopravvento e allora devo assecondarli, non posso certo tarpare loro le ali!

Il fantasy, lo si evince appunto fin dal nome, è un genere che più di altri si basa sull’invenzione fantastica. Tuttavia, e inevitabilmente, anche la fantasia, per generarsi, trova riferimenti nella realtà ordinaria e quotidiana di chi la utilizza. Quali sono, dunque, i principali spunti che tu trovi nella tua realtà di tutti i giorni, che più spesso usi per creare gli elementi delle tue scritture fantasy? E perché propri quegli spunti?
Gli spunti possono arrivare da ogni parte. La fantasia si annida ovunque. Basta spingere al massimo la propria sospensione dell’incredulità, guardare al mondo con gli occhi trasognati di un bambino che lo esplora e immagina ogni altro mondo possibile. Ciascuna persona che incrocio per la strada o lungo la corsia di un grande centro commerciale o in un parco o in su una spiaggia, può rappresentare uno spunto per una storia, per un personaggio; più arricchisci il personaggio di particolari all’apparenza insignificanti (vizi, tic, un modo particolare di portare la camicia e così via) più questo prenderà forma e smetterà di essere una persona di cartone, per diventare qualcosa di più: un compagno d’avventura.
Poi ci sono i grandi spazi naturali che offre la mia terra, le sue tradizioni, le vicende del suo passato. La Sicilia è un luogo fortemente fantasy, basta pensare alla sua storia: gli imperi, i regni, le corti, i cavalieri, i paladini, le rivolte, culture diverse che si mescolano e si contaminano.
È tutta una questione di sguardi sul mondo.

lunedì 21 novembre 2011

Recensione: "Colonia di vampiri" di Giovanni Monaco

Titolo: Colonia di vampiri
Autore: Giovanni Monaco
Editore: Self-publishing
Collana: ilmiolibro.it
Pagine: 212
Prezzo: 15,00 €
Pubblicazione: giugno 2011

Sinossi
Quanto può vivere un uomo a cui viene negata ogni possibile ambizione, o peggio qualsiasi futuro? Marco, un "non più giovane ragazzo", vive tra le fila del precariato di una grande città. Uno snervante stato di insonnia e una sete di carne rossa lo spingeranno a fare la conoscenza di alcuni loschi figuri e diventarne amico. Un gioco ad armi pari contro il sistema che non vuole cambiare e non cambierà mai, in cui l'unica soluzione di rivalsa sembra essere vivere per l'eternità.

Recensione a cura di Hel
I vampiri sono tra noi. Vivono tra noi, si muovono per le vie delle nostre città, si mescolano perfettamente con gli umani, vi si celano in mezzo… Il loro miglior nascondiglio è fare in tutto e per tutto parte della società, della vita quotidiana degli uomini, no? Bene, dunque di logica anche un vampiro dovrà compilare il modello 730 per le tasse, oppure il modello Red per la determinazione del reddito, magari avendo bisogno di un CAAF sindacale per il supporto alla compilazione…
Certo, lo so, state pensando che stia vaneggiando, che per un essere spietato come un vampiro una dichiarazione dei redditi sia l’ultima cosa a cui pensare e idem altre simili cose della più ordinaria quotidianità. Ma proprio su questa idea di base – particolare, inutile dirlo – Giovanni Monaco costruisce la storia di Colonia di Vampiri, il suo romanzo: prendere buona parte dell’iconografia classica del vampiro e mischiarla con le umane vicende quotidiane, a partire appunto dalle più ovvie e materiali. Una sorta di sociologicizzazione della tematica vampiresca, ovvero un’ambientazione forse bizzarra, di primo acchito, ma che probabilmente più di tante altre può donare l’idea di una concreta presenza dei succhiasangue tra gli umani: essi sono tra di noi, vivono tra di noi? Bene, che pure loro paghino le tasse, che diamine! Un super-urban fantasy, in pratica, o meglio un social-urban fantasy!
Colonia di vampiri racconta in sostanza la storia della vampirizzazione di Marco, trentenne abbastanza squattrinato e squinternato che trova un lavoro a tempo determinato presso un CAAF sindacale durante il periodo della compilazione delle dichiarazioni dei redditi. Abita solitario in un normale appartamento di città, il padre gli è morto da poco, ha un vicino misterioso e sfuggente, uno strano dolore ai denti e una gran voglia di mangiare soltanto bistecche al sangue. Al CAAF gli capitano individui sempre parecchio bizzarri, quasi che li attirasse lui in quell’ufficio oppure che lo stesso ufficio sia al servizio di una zona della città abitata da siffatti anomali individui. Ma piuttosto rapidamente Marco si renderà conto che non sarà finito a lavorare proprio in quell’ufficio per caso, che gli strani individui aiutati nella compilazione dei 730 lo sono, strani, per un ben preciso motivo, e che pure quel suo misterioso vicino è tale per un determinato motivo, tanto sorprendente quanto spaventoso…
Indubbiamente l’idea di Giovanni Monaco è particolare, e senza dubbio piacevole la trovata che vi sta alla fonte. Potrebbe certamente far storcere parecchio il naso alle/ai puriste/i del genere – e forse non solo a loro - il pensare ad un vampiro, uno spietato essere che osserva gli umani spesso solo come carne di cui cibarsi, che vive la notte per sfuggire alla luce solare, che gode di poteri straordinari come il prevedere la morte degli individui o il muoversi sulle facciate degli edifici sfidando la gravità e tutto il resto – pensare ad un essere del genere, dicevo, che se ne deve andare in un ufficio sindacale per farsi aiutare a compilare una dichiarazione dei redditi può essere certamente bizzarro e pure ridicolo, ma d’altro canto, come ho scritto poco fa, in questo modo Monaco cala come non mai l’iconografia vampiresca nella più ordinaria vita umana quotidiana, rivelandone peraltro aspetti che difficilmente altri romanzi del genere contemplano – come non sia così semplice, ad esempio, la vita di un vampiro oggi, quanto il dover fare i conti con la società contemporanea sia ben distante dall’immagine di creatura potente e dominante che, appunto, buona parte dei romanzi di genere offrono. Inoltre, tale ambientazione così quotidiana permette a Monaco di infarcire la storia di più o meno efficaci visioni e considerazioni della vita quotidiana in generale, accentuandone ancora di più il taglio critico di sapore quasi “politico” – nel senso originale del termine, non di quello purtroppo diventano di uso comune. La stessa mutazione del protagonista, la sua trasformazione da umano a vampiro, sembra quasi una contro-metafora di un modus vivendi odierno degli umani che, sotto certi aspetti, è ben più “vampiresco”, più parassita e sterile di quello d’un succhiasangue per natura ma non, automaticamente, per atteggiamento sociale e civile.
Una lettura particolare, dunque, agevolata da uno stile di scrittura semplice, a sua volta piuttosto quotidiano quindi adeguato alla narrazione, e da una struttura narrativa suppergiù cronologica ma variata da alcuni intermezzi fuori tempo, forse un poco confusi ma tutto sommato non così avulsi dal filo rosso narrativo principale; nel complesso comunque la lettura si mantiene gradevole e interessante.
Non male, dunque, questo Colonia di vampiri: se volete leggere qualcosa di diverso dal solito, senza pretese di sconvolgimenti letterari ma con una peculiare, eccentrica visione del genere urban fantasy, questo libro può facilmente piacervi. Solo una domanda resta in sospeso: ma tra lo stato che impone le sue tasse da pagare e un essere che si nutre di sangue umano, chi è il “vampiro” della situazione?

domenica 20 novembre 2011

Reviews in brief


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Titolo: Il figlio del vampiro
Autore: Heather Brewer
Editore: Nord
Pagine: 180
Prezzo: 13,90 €
Pubblicazione: giugno 2011

Primo libro della serie urban fantasy dedicata ad un pubblico prettamente adolescenziale Le Cronache di Vladimir Tod, della scrittrice americana Heather Brewer, e pubblicato in Italia dalla casa editrice Nord. Negli Stati Uniti la saga ha ottenuto un enorme successo, diventando in poco tempo un cult, al punto che tutti i romanzi di cui è composta hanno scalato le classifiche del New York Times, del Wall Street Journal e di USA Today.
Al centro della vicenda Vladimir Tod, Vlad per gli amici. Figlio di un'umana e di un vampiro, dopo la morte dei genitori avvenuta tre anni prima in un drammatico incidente, Vlad, vive con l'amorevole zia Nelly. Solo Henry, compagno di classe e migliore amico, conosce il suo segreto. Nessuno direbbe che Vlad è un vampiro:  fragile, impacciato, timido, dileggiato da tutti per la sua esangue carnagione e per i suoi bizzarri comportamenti. Vlad è sempre stato molto accorto nel nascondere la sua reale natura, eppure qualcuno lo ha scoperto, e adesso è determinato ad ucciderlo...
Attualmente non è semplice scrivere di vampiri senza cadere in seccanti imitazioni. Heather Brewer riesce in questo intento, e ci regala una storia in grado di conquistare i giovani lettori grazie alla sua frizzante ironia.
Romanzo breve, lettura veloce e piacevole, che affronta il tema vampiresco con umorismo e originalità. Lo stile della Brewer è diretto e scorrevole, la scrittura è semplice e concreta.
L’autrice lascia molte incognite al fine di spianare la strada ai capitoli successivi, chiudendo però questo episodio con un finale che infonde la giusta dose di attesa per il prossimo volume di questa deliziosa saga rivolta ai giovani, ma godibile anche per i lettori adulti.

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Titolo: Cacciatrici
Autore: Jackson Pearce
Editore: Piemme
Collana: Freeway
Pagine: 300
Prezzo: 16,00 €
Pubblicazione: ottobre 2011

Primo capitolo di una trilogia - la Fairytale Retelling - formata da volumi autoconclusivi a carattere urban fantasy destinata a giovani lettori e ideata dalla scrittrice statunitense Jackson Pearce. Si tratta di un rifacimento in chiave gotica della classica favola di Cappuccetto rosso.
Protagoniste del romanzo sono Scarlett e Rosie, due sorelle che trascorrono le loro giornate in un placido paesino di campagna insieme alla nonna, e la cui tranquilla esistenza viene sconvolta il giorno in cui assistono inermi alla morte di quest'ultima per mano di un Feris, un brutale lupo mannaro. Da quel momento la vita delle sorelle non sarà più la stessa...
Cacciatrici è un romanzo breve ma intenso. Azione e mistero accompagnano la scorrevole e avvincente lettura. Il ritmo è serrato, i personaggi sono ben sviluppati, la scrittura è urgente, schietta e spesso cruda.
La scrittrice intervalla i punti di vista delle due sorelle evidenziando due personalità contrapposte ma complici. Nella trama molti sono i riferimenti alla nota favola - dalla memorabile mantellina rossa ai lupi cattivi, dal taglialegna alla nonnina – tuttavia nel suo progressivo sviluppo la storia si allontana dalla fiaba, dando vita ad un romanzo innovativo, convincente e ben scritto. Una lettura piacevole.

venerdì 18 novembre 2011

Anteprima: "Promessa di sangue" di Richelle Mead, continuano le avventure Rose Hathaway

Titolo: Promessa di sangue
Autore: Richelle Mead
Editore: Rizzoli
Pagine: 414
Prezzo: 18,00 €
Data di pubblicazione: 23 novembre
 
Trama
Il recente attacco degli Strigoi all'Accademia ha sconvolto il mondo dei vampiri, decimati dalla terribile battaglia e dall'ancor più atroce ratto dei sopravvissuti. La damphir Rose si trova ora a un difficile bivio: rimanere al fianco di Lissa e proteggerla, o lanciarsi all'inseguimento dell'amato Dimitri, per tentare di liberarlo dall'incantesimo che gli ha corrotto l'anima? Il cuore dice Dimitri, ma Rose sa che se l'impresa non avrà successo, dovrà trovare la forza necessaria a ucciderlo.

L'accademia dei Vampiri
1. Vampire Academy / L’accademia dei Vampiri
2. Frostbite / Morsi di ghiaccio
3. Shadow Kiss / Il bacio dell'ombra
4. Blood Promise / Promessa di sangue
5. Spirit Bound
6. Last Sacrifice


Richelle Mead vive a Seattle. È laureata in discipline umanistiche e religioni comparate. Le cose che preferisce fare sono due: leggere e scrivere. Quando non scrive guarda brutti reality show, viaggia, inventa ricette e compra vestiti che non metterà mai. Promessa di sangue è il quarto episodio della fortunata serie avviata con L’accademia dei Vampiri.
Sito ufficiale dell'autrice

martedì 15 novembre 2011

Anteprima: "Micah" di Laurell K. Hamilton

UN VIAGGIO A PHILADELPHIA COSTRINGE LA STERMINATRICE A FARE I CONTI COL SUO PEGGIOR NEMICO: IL SUO CUORE.

Titolo: Micah
Autore: Laurell K. Hamilton
Editore: Nord
Collana: Narrativa
Pagine: 192
Prezzo: 10,00 €
Data di pubblicazione: 24 novembre

Trama
Doveva essere un incarico semplice: risvegliare il testimone oculare di un omicidio, stroncato da un attacco di cuore appena prima di deporre. Tuttavia gestire i poteri di negromante può risultare estremamente complicato, soprattutto se si è anche la serva umana di un vampiro Master. Anita Blake lo scopre a sue spese nel momento in cui arriva nel cimitero di Philadelphia, dove per poco non resuscita tutti i defunti. Per fortuna con lei c’è Micah, capo dei leopardi mannari nonché suo nuovo amante, che può insegnarle a controllare gli straordinari doni che derivano dal suo legame con Jean-Claude. Però la Sterminatrice non ha molto tempo: la polizia deve chiudere il caso al più presto, altrimenti l’assassino verrà assolto per insufficienza di prove. Pur di portare a termine l’incarico, quindi, Anita decide di correre il rischio, anche perché tener testa a un intero camposanto di non-morti la spaventa meno dell’idea di stare sola con Micah e affrontare i sentimenti sempre più profondi che prova per lui…

«Appassionante e romantico,
Micah è una vera chicca per i fan della serie,
e un ottimo punto di partenza per chi ancora non la conosce.»
Publishers Weekly

Laurell K. Hamilton è nata a Heber Springs (Arkansas), ma è cresciuta a Sims, un piccolo villaggio dell’Indiana. I romanzi dedicati alla cacciatrice di vampiri Anita Blake sono stati pubblicati con enorme successo in tutto il mondo, e uguale fortuna hanno riscosso Un bacio nell’ombra, Il tocco della notte, Sedotta dalla luna, Nel cuore della notte, Il bacio della tempesta e Un soffio di gelo, che appartengono alla serie incentrata sulle vicende magiche e sensuali di Meredith Gentry.

Quando la distopia è così realistica da diventare riflessione etica: Picabo Swayne - Le storie della camera oscura di Alessandro Gatti & Manuela Salvi

Una storia bellissima ambientata in un mondo futuro che vuole cancellare tutti i ricordi. Una ragazzina che grazie a una macchina fotograficamagica può salvare il mondo dalla rovina.
Picabo Swayne – Le storie della camera oscura è un romanzo che appassionerà i lettori più giovani e commuoverà quelli adulti.

Titolo: Picabo Swayne - Le storie della camera oscura
Autori: Alessandro Gatti & Manuela Salvi
Editore: Fanucci
Collana: Teens International
Pagine: 256
Prezzo: 14,00 €
Data di pubblicazione: 24 novembre

Trama
Coldbay, città del futuro in cui il governo controlla l’esistenza dei cittadini, la quindicenne Picabo Swayne ha un segreto: una misteriosa macchina fotografica che le permette di vedere il passato. Bricks, detto anche ‘Quartiere Vecchio’, non è solo il cuore di Coldbay e l’unico angolo rimasto umano nella grigia città, ma anche la casa di Picabo: da quando sua madre è scomparsa misteriosamente, come molti altri adulti di Coldbay, Picabo e il suo gatto vivono soli, in mezzo agli artisti e ai ribelli contrari allo stile di vita imposto dal governo. I Quattro Reggenti al potere hanno infatti dichiarato lo stato di emergenza e isolato tutte le città per via di pericolose polveri disperse nell’aria; in nome della sicurezza nazionale, hanno anche confiscato tutti i beni ritenuti sospetti, inclusi libri, computer e tutto quello che può lasciare spazio ai ricordi.
La macchina fotografica di Picabo però ha la straordinaria capacità di immortalare il soggetto inquadrato così com’era nel passato. Esiste anche una leva per attivare la modalità ‘futuro’, ma non ha mai funzionato… Qualcuno però vorrebbe tanto mettere le mani sulla macchina di Picabo… Sarà l’inizio di una serie di scoperte sconvolgenti, che la porteranno a esplorare il sottosuolo di Coldbay, sulle tracce della madre scomparsa, con l’aiuto dei suoi amici e degli indizi ricavati dalle fotografie.

ALESSANDRO GATTI è nato ad Alessandria nel 1976. Laureato in filosofia, è autore di racconti e romanzi per ragazzi. Dal 1996 al 2005 è stato redattore della rivista di narrativa Maltese Narrazioni. Per le edizioni Mondadori ha pubblicato con Pierdomenico Baccalario la serie Candy Circle, i cui diritti cinematografici sono stati acquistati dal regista Enzo D’Alò. Sempre con Baccalario ha scritto la serie I Gialli di Vicoli Voltaire, edita da Piemme.

MANUELA SALVI è nata a Formia nel 1976. Laureata in grafica e comunicazione, ha lavorato per ben quindici anni a stretto contatto con bambini e ragazzi, come animatrice e insegnante di scuola superiore. Si occupa di letteratura per ragazzi in qualità di copyeditor, redattrice e scrittrice. È autrice di libri illustrati e di romanzi pubblicati da case editrici italiane, come Mondadori, Orecchio Acerbo, Sinnos, Fatatrac, e dall’editore francese Sarbacane.

Prologo
16 febbraio 2095

Era possibile, lo sapevamo tutti. Ma per molto tempo ci è
sembrata lontana, così lontana che era facile non pensarci.
E poi è arrivata.
La fine del mondo. Del nostro mondo.
Gli eventi che nessuno di noi aveva voglia, o forza, o coraggio
di immaginare ci hanno travolti in pochi giorni.
Ed è stato peggio, molto peggio dell’immaginabile.

lunedì 14 novembre 2011

Recensione: "Il peccatore" di Germano Dalcielo

Titolo: Il peccatore
Autore: Germano Dalcielo
Editore: Self-publishing
Pagine: 120
Pubblicazione: agosto 2011

Trama
“La storia insegna quanto ci abbia fruttato quella storiella su Cristo”. Un papa del Rinascimento pronunciava questa frase ammettendo che c'era qualcosa che non tornava dietro la figura mitica di un uomo morto sulla croce 1500 anni prima.
Mai Fra’ Remondino, un semplice monaco benedettino del Monastero di Beato Marzio sulle colline di Gualdo Tadino, si sarebbe aspettato che sotto la versione ufficiale si nascondesse una verità così sconvolgente: ha appena scoperto un manoscritto sconosciuto che contiene la prova di quel segreto innominabile, ma qualcuno tenta di ucciderlo, lo rapisce, lo sottopone a torture indicibili per impedirgli di diffondere un messaggio che farebbe vacillare le fondamenta dell’impero cattolico. Chi c’è dietro a tutto questo? Perché Suor Lucia, la veggente di Fatima, in punto di morte invia una missiva in Vaticano?
Riuscirà la Verità a venire a galla?

Recensione a cura di Hel
“Questo libro è un’opera di fantasia, frutto della mente malata dell’autore. (...) Si declina ogni responsabilità se il contenuto di certe illazioni completamente arte factae dovesse ledere o intaccare la religiosità e/o la fede di alcuni lettori.”. Caspita! Più che una nota introduttiva, una specie di avviso programmatico anche piuttosto audace, che può ingenerare una certa curiosità e non poche aspettative ne Il Peccatore, romanzo di Germano Dalcielo uscito in self-publishing come e-book...
In effetti tali aspettative non restano del tutto deluse: Il Peccatore è una sorta di giallo con vaghe sfumature “nerastre” in forma di racconto lungo, più che di romanzo – siamo poco oltre le 100 pagine – e di tema storico-religioso (e tangenzialmente teologico) che di sicuro subisce l’influenza della cospicua produzione romanzesca uscita negli ultimi anni sul tema (nonché delle tante chiacchiere vaganti intorno) pur senza mai fortunatamente prendere foggia di pseudo-saggio o di pamphlet, anzi restando nell’ambito della più classica (nella forma) narrativa d’intrattenimento.
Certo, di velleità critiche su alcune delle realtà che fanno da sfondo alla vicenda ve ne sono – peraltro, dal mio personale punto di vista, sono pure del tutto giustificate – e si possono distinguere bene anche solo dando una rapida occhiata alla trama: un semplicissimo frate d’un convento sperso nella tranquilla campagna umbra ritrova, nei sotterranei dello stesso, un misterioso scritto evangelico di genere “apocrifo”, nel quale è descritta una realtà storica sulla figura, la vita e la fine di Gesù Cristo in grado di sovvertire l’intera dottrina cristologica cattolica, con conseguenze facilmente immaginabili per la credulità religiosa popolare e, soprattutto, per chi essa controlla. Infatti in Vaticano si conoscono bene l’esistenza di quello scritto scomparso e la sua potenziale pericolosità fin dai tempi passati: già l’ambiguo papa Leone X, nel XVI secolo, ne subì i deleteri “effetti”, mentre oggi è frà Remondino, il suddetto ritrovatore del misterioso scritto, a dover fare i conti non solo con la minaccia scaturente dallo stesso, ma anche con chi, molto in alto nelle gerarchie ecclesiastiche, non vuole che si conosca la scomoda realtà storica – nemmeno quando a volerla rivelare è una delle veggenti di Fatima in punto di morte...
Come già preannunciavo poco sopra, la trama vi farà probabilmente pensare a una certa recente produzione letteraria che dallo stesso tema, o dalle immediate vicinanze, ha attinto parecchio. L’argomento è però assai ampio, e non ci vuole molto per fantasticare su chissà quali misteri potrebbero essere celati negli inaccessibili edifici religiosi sparsi in luoghi spesso assai isolati... Dalcielo, su tale ampia base “scenografica”, costruisce una vicenda che intreccia due piani temporali, quello ambientato nel sedicesimo secolo di papa Leone X, e quello contemporaneo di Frà Remondino, il cui fulcro narrativo è per entrambi rappresentato dallo scritto apocrifo di Ischirione, il fantomatico autore dello stesso. In realtà il secondo piano temporale è preponderante rispetto al primo, il quale pare quasi più funzionale non tanto alla vicenda narrata quanto più al senso tematico della stessa, ovvero al mettere meglio a fuoco la “devianza” prettamente religiosa, nonché morale ed etica, di una gerarchia ecclesiastica che da secoli prolifera su segrete verità come quella che lo stesso Leone X avrebbe sostenuto: “Historia docuit cuantum nos iuvasse illa de Christo fabula”, cioè “la storia insegna quanto ci abbia giovato quella favola su Gesù”, che lo stesso Dalcielo indica come spunto primario dal quale la sua storia è poi nata.
Spiccano, su questa struttura narrativa, il suddetto taglio critico sull’essenza storica del potere religioso e, ancor più, la particolare ipotesi che l’autore offre sulla figura di Gesù Cristo, per la cui comprensione – prima che per l’accettazione, certamente non scontata – risulta interessante la Nota dell’Autore posta alla fine del romanzo. Inoltre è rimarcabile lo stile di scrittura, senza dubbio buono: la lettura fila via bene, con ritmo sempre sostenuto che solo a metà romanzo tende a indugiare forse troppo, in ogni caso restando costantemente gradevole, piuttosto ben rifinito e consono alla vicenda narrata  Di contro, l’eccessiva “compressione” di fatti e vicende intrecciate, pure per comprensibile licenza romanzesca, potrà forse ingenerare in alcuni lettori un’impressione di guazzabuglio storico (vuoi anche per qualche imprecisione cronologica), come se Dalcielo avesse “stirato” la vicenda per includervi un poco forzatamente eventi altrimenti del tutto avulsi l’uno all’altro. Sostengo sempre come ottima cosa il minor numero di pagine possibili – contro certi romanzi da centinaia di pagine che, non sapendo offrire una tensione narrativa costante, spesso diventano pesanti veramente come mattoni, come opere in sé e come oggetti veri e propri! – ma per Il Peccatore, appunto per rendere meno stirata la narrazione e più definita la logica di fondo, una qualche pagina in più non avrebbe guastato.
Comunque, nel complesso, Il Peccatore è un libro interessante, particolare nella tematica o, meglio, nella suggestiva speculazione che offre, che si legge gradevolmente e il quale, per essere un’opera in self-publishing, è certamente meglio di altri libri “griffati” e spesso più blasonati ma (vedi sopra) in valore assoluto quasi più utili a edificare muri.

sabato 12 novembre 2011

Reviews in brief


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Titolo: IRIS - I sogni dei morti
Autore: Maurizio Temporin
Editore: Giunti
Pagine: 352
Prezzo: 14,90 €
Pubblicazione: ottobre 2011

E' uscito da poche settimane, edito da Giunti, il secondo volume della trilogia urban fantasy e dal retrogusto romance, IRIS, del giovane scrittore italiano Maurizio Temporin.
IRIS - I sogni dei morti non delude: è adrenalinico, dallo svolgimento imprevedibile, arricchito da colpi di scena e rivelazioni sconcertanti. Si registra anche un cambio di rotta: atmosfere cupe e dark denotano questo secondo capitolo. La trama è indubbiamente innovativa, e buona è la caratterizzazione dei personaggi. Lo stile di Temporin è fresco, semplice ed essenziale, e combina letteratura, fumetto, graphic novel, cinema e arti visive. Bravo questo giovanissimo autore, che riesce a dare nuova linfa a un mondo - quello dei vampiri - che sembrava aver dato tutto ed essersi esaurito. Lettura consigliata.

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Titolo: Luce
Autore: Elena P. Melodia
Editore: Fazi
Collana: Lain
Pagine: 400
Prezzo: 18,50 €
Pubblicazione: ottobre 2011

Con Luce si conclude la trilogia che mescola thriller e risvolti fantastici, My Land, della scrittrice veronese Elena P. Melodia, e che racconta le vicende di Alma: diciassettenne, dotata di una bellezza fredda come il ghiaccio che riflette la sua incapacità di provare emozioni. Un epilogo davvero straordinario, un volume risolutivo che pagina dopo pagina stupisce e, grazie ad uno stile raffinato e minimale, si lascia leggere incredibilmente bene, per arrivare a un finale dove tutti i misteri vengono svelati. Se cercate una storia urban fantasy originale e innovativa questa è sicuramente la saga che fa per voi.

giovedì 10 novembre 2011

Cari libri, cara Italia, un click forse vi salverà!

Biblioteca Palatina di Parma
"Mentre annaspiamo sui mercati finanziari e il mondo sembra toglierci quella fiducia che ci siamo guadagnati in millenni di storia, è partita la battaglia per salvare la nostra memoria: 231 milioni di volumi conservati in 12 mila biblioteche. Senza i quali il nostro Paese vale meno. Ce la faremo mandando tutto in rete. Da consultare via tablet."
di Raffaele Oriani, foto di Massimo Siragusa

E' alta, solida, fin troppo essenziale. E talmente diffusa che l’agenzia di stampa Bloomberg nel 2009 ha creato il Billy Index per monitorare il potere d’acquisto su scala planetaria. Ma la mitica libreria dell’Ikea, presente in oltre 40 milioni di case di 38 nazioni diverse, misura anche altre cose: secondo l’Economist il nuovo modello che passa da 28 a 38 centimetri di profondità dimostrerebbe che gli svedesi danno ormai per perso il libro di carta. Fuori tascabili e hard cover, dentro ninnoli, schermi al plasma, foto di amici e parenti: per la semplice ragione che la lettura digitale non ha bisogno di librerie. Ma se è così, avrà bisogno di biblioteche? Il futuro è d’obbligo, perché gli ebook muovono ora i primi passi, guadagnando terreno in fretta al di là dell’Atlantico, ma procedendo cauti in Europa dove si sono appena conquistati l’1 per cento del mercato tedesco e meno dello 0,5 di quello italiano. Ma seppur a rilento il futuro arriverà anche da noi: nel 55 per cento delle case italiane con meno di 50 libri, in quell’8 per cento che ne possiede più di 400, e nelle sale foderate di volumi delle 12.375 biblioteche pubbliche della Penisola.

LEGGERE IN PACE E DI TUTTO. Le biblioteche sono “granai pubblici” dove ammassare riserve per lo spirito, scrive Marguerite Yourcenar nelle Memorie di Adriano. Ci sono biblioteche che custodiscono l’eredità della nazione e biblioteche dove si prendono a prestito i volumi che non si vogliono comprare in libreria. Le prime sono tenute a non buttare via nulla, le seconde ogni anno si liberano di un buon 2 per cento dei depositi eliminando il dimenticato bestseller di vent’anni fa o il flop clamoroso della scorsa stagione. Tra scaffali e caveau i lettori hanno comunque a disposizione un patrimonio immenso: le ultime stime dell’Istituto centrale per il catalogo unico (Iccu) parlano di 231.578.339 volumi e opuscoli complessivi (periodici
esclusi). Solo le 46 biblioteche statali custodiscono 23 milioni di volumi a stampa e 198mila manoscritti: una linfa culturale che circola nel Paese grazie a oltre due milioni di consultazioni in loco e quasi 300mila prestiti all’anno. Su questo paesaggio secolare soffia ora il vento della lettura digitale. È facile prevedere che sconvolgerà tutto, anche se per il momento ha inciso quasi solo sulle abitudini delle biblioteche universitarie: «I pochi che leggono, leggono ancora il cartaceo» sintetizza un funzionario della direzione Biblioteche del ministero dei Beni culturali.

Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia
 EPPURE QUALCOSA SI MUOVE. Dal 2005 è attivo il progetto di Internet Culturale che, in partnership con una settantina di biblioteche storiche, ha già digitalizzato e riversato in rete 650mila tra volumi a stampa, spartiti e manoscritti. Nel 2010 Google e il ministero dei Beni culturali hanno annunciato la digitalizzazione e la messa on line - nel giro di una decina d’anni - di un milione di volumi delle Biblioteche nazionali di Roma e Firenze. Finora si è trattato di tradurre in pixel testi al riparo da ogni diritto d’autore, tanto che il progetto targato Google si ferma fin troppo prudenzialmente a pubblicazioni pre-1850. Ma cosa succede se in biblioteca irrompe l’ebook fresco di stagione? Il romanzo che campeggia in tutte le librerie con la fascetta dello Strega o del Campiello? A Bologna Giulio Blasi ha fondato MediaLibrary Online, un sistema di prestiti in Rete che in un paio d’anni ha aggregato duemila biblioteche decise a raccogliere la sfida del libro digitale. «Al momento abbiamo in catalogo diecimila libri italiani e 1750 quotidiani in 40 lingue diverse» spiega questo manager già allievo di Umberto Eco. «Il tutto è a disposizione degli utenti delle biblioteche convenzionate, che possono accedere online, scaricare il titolo e leggerselo per 14 giorni su un massimo di sei diversi lettori digitali ». La biblioteca passa così dal possesso all’accesso, dalla custodia fisica allo smistamento digitale del libro. Secondo Blasi, con un duplice vantaggio: «A una buona rete di biblioteche un prestito cartaceo può costare fino a 4 euro; con il nostro sistema non si spendono più di 50 centesimi. E poi la velocità di reazione: se segnalo che vorrei leggere Acciaio di Silvia Avallone, tra la mia richiesta e la disponibilità effettiva del cartaceo possono passare settimane o mesi. Con MediaLibrary, il volume è a disposizione in tempo reale». Viva i libri, quindi, viva il digitale. Ma se tutto avviene in Rete, che fine faranno le biblioteche? Il 29 per cento delle biblioteche italiane è ospitato in un “palazzo monumentale”. Qualcosa come 3.573 strutture di sangue blu. Ma non è solo questione di prestigio storico.

Stefano parise è presidente dell’Associazione italiana biblioteche e dirige la fondazione “Per leggere” che unisce 54 Comuni della cintura milanese. È uno dei più affezionati “clienti” di MediaLibrary, ma non crede che un clic potrà mai valere una sala di lettura: «Soprattutto nei centri minori la biblioteca è un presidio che lo scambio in Rete non è in grado di sostituire. Spesso siamo l’unico luogo di incontro per i ragazzi e l’unico palcoscenico di offerta culturale». Sono cambiate, stanno cambiando, ma non spariranno: «Nel mondo della lettura digitale - continua Parise - noi bibliotecari saremo “personal trainer” della lettura, cartografi della conoscenza in rete».

Biblioteca Nazionale Centrale, Magazzino delle Monografie
Il bibliotecario lavorerà sempre meno tra gli scaffali e sempre più tra Twitter e Facebook, secondo Giulio Blasi. Invece secondo Parise la scommessa sarà vinta solo se il libro digitale non si ritorcerà contro la lettura in biblioteca: «Il rischio è che i rapporti di forza si spostino ancorpiù a vantaggio degli editori. Un libro cartaceo è della biblioteca finché non si sfascia, un volume elettronico spesso è vincolato a un numero limitato di download». Ma siamo appena agli inizi. Gli e-reader italiani sono poco più di 200mila, in fondo anche Ikea ha smentito l’addio libro di carta. Ci sarà tempo per sbrogliare la matassa di diritti e interessi della lettura digitale: «Lei parla di e-book» sospira il solito funzionario del ministero dei Beni culturali. «Ma a me preoccupa l’intonaco: ha idea di quante biblioteche cadono a pezzi?».

Tratto da "Io Donna", novembre 2011.

Recensione: "Lemonade" di Nina Pennacchi

Titolo: Lemonade
Autore: Nina Pennacchi
Editore: Neftasia
Pagine: 402
Prezzo: 19,00 €
Pubblicazione: giugno 2011

Trama
Kent, 1826. Christopher Davenport prepara da anni la sua vendetta. E quando si trasferisce a Coxton, paesino della campagna inglese, sa esattamente cosa lo aspetta. Conosce i suoi nemici, e non li teme. Non teme il padre naturale, Leopold DeMercy. Non teme il fratellastro, Daniel. Non teme i fantasmi del suo passato. E di sicuro non teme la limonata. Dovrebbe, però. Oh, milioni di persone vi diranno che è una bevanda innocua e salutare. Non credeteci. Perché basta poco, un attimo di distrazione, per rovesciarne un bicchiere. E averne la vita sconvolta, come scopre anche la giovane Anna Champion. Caratteri diversi come il giorno e la notte, Anna e Christopher. Tra loro volano schiaffi, baci rubati, dialoghi al vetriolo e mortificanti scuse. Eppure prima di addormentarsi Anna non può fare a meno di ripensare a quell'uomo arrogante, e Christopher non riesce a dimenticare quell'odiosa strega. E quando a Coxton si comincia a vociferare di un fidanzamento tra Anna e Daniel, Christopher decide di strapparla al fratellastro con ogni mezzo... anche il più infame.

Recensione a cura di Mimì
Ci sono incontri che segnano la vita di chiunque, dirlo è banale ma anche realistico... Invece uno scontro, cosa potrà mai causare?
Un urto involontario, una bibita che cade e d’improvviso due persone rimangono incatenate l’una all’altra... Solo colpa di una limonata? Può forse essere una così normale bevanda la chiave del nostro destino?
Indubbiamente lo è per Anna Champion, la protagonista di Lemonade, l’ultimo romanzo di Nina Pennacchi edito da Neftasia, che a causa di un apparentemente banale incontro/scontro si ritroverà stravolta la propria tranquilla vita – appunto per una limonata rovesciata in conseguenza dello stesso ma anche, e soprattutto, del bellissimo e assai antipatico Christopher Davenport, il co-protagonista della storia.
Anna Champion è una ragazza mite e tranquilla: di indole assai buona, si occupa con solerte devozione della propria famiglia, navigante in pessime condizioni finanziarie e ancora unita per la presenza del padre da tempo malato, oltre che dei fratelli troppo piccoli per saper già badare a sé stessi. A chi la conosce bene lei certo non nasconde un animo passionale, una lingua arguta e un piedino non proprio aggraziato, che l’aiuta quasi sempre a superare le situazioni quotidiane più difficili.
Cristopher Davenport è invece di Anna un gran bell’alter ego, e non solo letterariamente: tormentato fin dall’infanzia per aver visto morire la madre suicida, nato in infidi bassifondi ma cresciuto in una famiglia benestante, ha un unico scopo nella vita: la vendetta contro il proprio padre naturale perché responsabile della morte materna. Austero, scontroso, burbero, insensibile, violento, maledetto in tutto il proprio essere, non si ferma davanti a nulla, nemmeno se è il caso di fare del male ad una donna: tutto è lecito, se funzionale ai propri scopi.
Quando si incontrano due persone del genere, cosa potrà mai accadere?
Di sicuro qualcosa che per la tranquilla Contea del Kent, luogo nel quale la vicenda è ambientata, sarà fuori dall’ordinario: nuove amicizie, strane alleanze, partenze impreviste… E matrimoni improvvisi.
Di primo acchito la trama, i protagonisti, nonché il contesto storico del romanzo possono esser considerati l’ennesima riproduzione o riadattamento della celeberrima vicenda di “Orgoglio e Pregiudizio”, il capolavoro di Jane Austen, ma senza dubbio proseguendo con la lettura si può facilmente notare come, a parte qualche somiglianza forse anche inevitabile, le due storie differiscono, e pure di molto.
Se il grande romanzo ottocentesco nasconde passioni ed emozioni dal cui dipanarsi il lettore può trarre argute illuminazioni volando sopra la storia narrata sulle ali della così ben sollecitata fantasia, Lemonade non lascia invece spazio ad alcun fraintendimento, fantasioso o meno: la passione, e si intenda quella più materiale e concupiscente, è parte integrante ed essenziale del racconto, al punto che senza la lussuria nulla della trama si sarebbe svolto – e ovviamente narrato!
La scrittura regala battute sagaci, che generano e accompagnano eventi altrettanto intensi; tutto è un susseguirsi concatenato e crescente di parole ed azioni, il quale raggiunge l’apice in una scena assolutamente forte che tutt’oggi poche opere hanno il coraggio di raccontare: una autentica violenza carnale. Tale increscioso fatto non accade all’inizio e nemmeno alla fine bensì nel mezzo del romanzo, rappresentandone in buona sostanza il fulcro narrativo. Con la lettura si viene a sapere il perché, il come e quando, si conoscono tutti gli indizi che portano all’atto, e potremo vedere anche l’evolversi dello stesso, ciò che comporterà: una nuova tremenda vendetta, o la violenta manifestazione di una passione celata?
C’è inoltre da riscontrare, ancora per quanto riguarda la scrittura, uno stile senza dubbio moderno, capace di cogliere la lezione “emozionale” dei grandi classici ma andandovi poi oltre con un linguaggio, appunto, che non risulta mai appesantito essendo anzi leggero, fluido e scorrevole, il che permette non solo di leggerlo in modo sempre comprensibile senza dover affrontare troppi tediosi giri di parole, ma anche una semplicità di lettura che aiuta a non perdersi tra le pagine e a non porsi quella domanda piuttosto fastidiosa sul senso di quanto letto – “Cosa mai avrà voluto dire l’autore?” – che non poche opere anche blasonate ingenerano.
In conclusione: amore, vendetta, passione, gelosia, amicizia, antipatia e affinità, Lemonade è tutto un susseguirsi di emozioni forti, contrastanti, ma che lasciano al lettore la voglia costante di proseguire nella lettura fino in fondo.
E’ consigliato a tutti coloro che adorano un romance con un qualcosa in più, ovvero non solo la solita e classica storia d’amore ma una vicenda parecchio vivace, intessuta da tematiche veramente forti e con personaggi certamente degni di nota.
Questo romanzo merita 5 stelline su 5, molto bello.

mercoledì 9 novembre 2011

A.A.A. Cercasi Patch & Nora: in occasione dell'uscita in Italia di "Sulle ali di un angelo" di Becca Fitzpatrick grande evento a Milano il 19 novembre

Dopo Il Bacio dell’Angelo Caduto e Angeli nell’ombra ritornano Patch e Nora nella storia d’amore che ha conquistato le ragazze di tutto il mondo, superando il milione di copie vendute.

Titolo: Sulle ali di un angelo
Autrice: Becca Fitzpatrick
Editore: Piemme
Collana: Freeway
Pagine: 350
Prezzo: 17,00
Data di pubblicazione: 15 novembre

Sinossi
La guerra fra Nephilim e angeli caduti, nutrita dall'odio e dal disprezzo, rischia di uscire dai confini entro cui era stata confinata per travolgere gli esseri umani. Le incomprensioni fra Nora e Patch sono finite, anche se per i due giovani amanti le prove si fanno sempre più difficili. È arrivato il momento che a lungo hanno cercato di rimandare, quello in cui è necessario affrontare i segreti nascosti nell'oscuro passato di Patch, ricongiungere due mondi inconciliabili, decidere se cedere al tradimento oppure alla fiducia. E il tutto in nome di un amore che trascende i confini fra cielo e terra. Armati solo della propria fede l'uno nell'altra, la ragazza e il suo angelo custode sono chiamati a una sfida disperata: la battaglia contro ciò che ha il potere di distruggere tutto quello per cui hanno lottato.

Becca Fiztpatrick, ha una laurea in medicina che però ha subito abbandonato per dedicarsi alla narrativa. Quando non è impegnata a scrivere, fa jogging oppure guarda telefilm polizieschi in Tv. Vive in Colorado.
Per la collana Freeway ha già pubblicato i best seller “Il bacio dell’angelo caduto” e “Angeli nell’ombra.” 

Sulla pagina Facebook IL BACIO DELL’ANGELO CADUTO in prossimità dell’uscita del libro Sulle ali dell’angelo verrà lanciato un gioco-casting tra i lettori di Becca Fitzpatrick per trovare Nora e Patch.

lunedì 7 novembre 2011

Anteprima: "22/11/63" di Stephen King

Il 22 novembre 1963 tre spari risuonarono a Dallas, il presidente Kennedy morì e il mondo non fu più lo stesso. Se fosse possibile cambiare la storia, tu lo faresti?

Titolo: 22/11/63
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 780
Prezzo: 23,90 €
Pubblicazione: 8 novembre

Sinossi
Jake Epping è un tranquillo professore di Lisbon Falls, Maine, e il suo posto preferito per fare quattro chiacchiere è la tavola calda di Al. Che ha un segreto: la dispensa in realtà è un passaggio temporale, e conduce al 1958.
Per Jake è una rivelazione sconvolgente, eppure l'incredulità non gli impedisce di farsi coinvolgere nella missione che ossessiona il suo amico da tempo.
Se mai hai voluto cambiare veramente le cose, Jake, questa è la tua occasione: ferma Oswald quel 22 novembre 1963. Salverai Kennedy. Salverai suo fratello Bob, e Martin Luther King; bloccherai le rivolte razziali. E forse eviterai anche la guerra in Vietnam. Basta che passi per la "buca del coniglio", sul retro della tavola calda. Non importa quante volte l'attraversi: uscirai sempre sul piazzale di una fabbrica tessile di Lisbon Falls, ore 11.58 del 9 settembre 1958. E non importa quanto a lungo resti in quel passato: al ritorno, nel tuo presente saranno trascorsi due minuti.
Comincia così la nuova esistenza di Jake nei panni di George Amberson e nel mondo di Elvis Presley, James Dean e JFK, delle automobili interminabili, del twist e del fumo di sigaretta che avvolge tutto. Un mondo nel quale Jake è destinato a conoscere l'amore e a sovvertire tutte le regole del tempo. Fino a cambiare il corso della storia.

L’annuncio dell’uscita del nuovo romanzo di Stephen King ha creato, come sempre grande fermento tra i suoi fans e nel mondo letterario in generale.
Sono mesi che si parla di 22/11/63, l’ultima creatura del re del terrore che uscirà domani in simultanea mondiale. In Italia edito da Sperling & Kupfer e tradotto da Wu Ming 1.


«Più di mezzo secolo è trascorso da quando John Kennedy fu assassinato a Dallas, ma restano due interrogativi: fu davvero Lee Harvey Oswald a premere il grilletto, e se sì, agì da solo? Nulla di quanto ho scritto in 22/11/63 risponderà a tali domande, perchè il viaggio nel tempo è solo un'interessante simulazione».
Come traspare da queste righe con cui Stephen King commenta in postfazione il suo ultimo romanzo, al maestro del brivido americano non è mai piaciuto barare con «i suoi fedeli lettori». Ha sempre voluto mettere le carte in tavola davanti al pubblico per evitare disillusioni e fregature ed è convinto al «99%» che non ci sia stata alcuna cospirazione dietro a quel terribile evento. E proprio perchè secondo lui la Commissione Warren non ha sbagliato nelle sue indagini, King ha scelto di scrivere un classico «romanzo americano» piuttosto che un «romanzo ucronico».

Stephen King, visionario e acclamato genio della letteratura internazionale, vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha, a sua volta scrittrice. Le sue storie da incubo sono clamorosi bestseller che hanno venduto 350 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner e Frank Darabont. Nel 2003 gli è stata assegnata la National Book Foundation Medal per il contributo alla letteratura americana e nel 2007 l'associazione Mystery Writers of America gli ha conferito il Grand Master Award. Le sue opere sono tutte pubblicate in Italia da Sperling & Kupfer.
Visita il sito ufficiale dell'autore: www.stephenking.com

sabato 5 novembre 2011

Recensione: "Warm Bodies" di Isaac Marion

Titolo: Warm Bodies
Autore: Isaac Marion
Editore: Fazi
Collana: Lain
Pagine: 270
Prezzo: 14,50 €
Pubblicazione: ottobre 2011

Trama
R è un ragazzo in piena crisi esistenziale: è uno zombie. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, ma nutre molti sogni. La sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, ma dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di stupore, di nostalgia. Un giorno, mentre ne divora il cervello, R assaggia i ricordi di un ragazzo. Di lì a poco, per lui cambierà ogni cosa; intreccia una relazione con la ragazza della sua vittima, Julie, e sarà per lui un’esplosione di colori nel paesaggio grigio e monotono che lo circonda. Perché l’amore per lei lo trasformerà in un uomo (e in un morto) diverso, più combattivo e consapevole. Di qui avrà inizio una guerra feroce contro i suoi compagni d’un tempo, e una rinascita, le cui conseguenze saranno del tutto inimmaginabili… Divertente, dark, forte di una scrittura acuminata e intelligente, Warm Bodies esplora cosa accade quando il freddo cuore di uno zombie viene tentato dal calore dell'amore umano.

Recensione
Come parlare ancora dei simpatici non morti, morti viventi, mostri vari e assortiti, senza far venire la voglia di tirarsi preventivamente un colpo in testa? Sarà forse colpa della massificazione di tale fenomeno: più una cosa diventa di moda, più s'involgarisce, meno m'interessa. Un atteggiamento snob, è vero, ma torniamo a noi...
Dopo un'imponente tradizione cartacea su vampiri, licantropi, fantasmi, demoni, angeli, streghe, anche gli zombie - mostri-icona degli anni ‘70/’80 - trovano in Italia una loro collocazione letteraria.
Warm Bodies, edito da Fazi Editore, è il libro d'esordio dello scrittore americano Isaac Marion, giunto al successo grazie al passaparola su Internet. Di lui si sa soltanto che ha svolto i lavori più improbabili per sopravvivere fino a quando il suo racconto I Am a Zombie Filled with Love è diventato il più cliccato della Rete. Dopo circa una anno, da questa breve storia è nato Warm Bodies.
Il romanzo è ambientato in un mondo apocalittico, sconvolto da un'infezione che ha tramutato i morti in zombie. A raccontare le sue vicende R, uno zombie in crisi. Intrappolato in un corpo in decomposizione e  insensibile agli stimoli esterni è, invece, ancora capace di provare sentimenti e desiderio. Come il desiderio che prova per Julie, la fidanzata di un ragazzo a cui divora il cervello. Con lei intraprenderà una relazione amorosa apparentemente senza futuro che sovvertirà tutte le regole e metterà i due a dura prova.
Il libro è già in diffusione in 18 Paesi del mondo e i diritti cinematografici sono stati acquisiti da Summit Entertainment (produttrice della Twilight Saga) che, nel 2012, ne trarrà un film, il quale vede alla regia Jonathan Levine con un cast formato da Nicholas Hoult, John Malkovich, Teresa Palmer e Dave Franco - evidentemente la Summit Entertainment si rende conto che la saga di Twilight sta per giungere al termine e per tale motivo sta focalizzando il suo futuro su di un altro romanzo che vede ancora una volta l'amore tra un non morto ed una umana.
Una storia d’amore tra zombie e umani non costituisce una novità - l’idea è già stata sviluppata in alcuni comics con modalità demistificanti e demenziali che si concludevano in modo tragi-comico - ma Warm Bodies non è la solita, ennesima, storia romantica tra un mostro e un’umana, le tematiche che affronta sono diverse, molto forti ed odierne. Gli zombie sono la metafora utilizzata dall’autore al fine di rappresentare il decadimento dell’uomo e la degradazione della società.
L’autore dimostra di saper amalgamare con abilità diversi ingredienti: humour, sentimenti e ritmo, e ci regala un romanzo diverso dagli altri del suo genere.
R è uno zombie, con molti pensieri, tanti sogni e pur non ricordandosi nulla del passato rimpiange quello che un tempo c'era. Dal momento in cui incontra Julie qualcosa in lui cambia: si rende conto di non voler morire, di voler amare nuovamente, di desiderare una seconda possibilità. E' così che R cercherà, poco alla volta, di riappropriarsi della sua coscienza, di umanizzarsi, anche se la sua natura, a volte, avrà il sopravvento.
Ben scritto, magistralmente strutturato, ingegnoso, carico di  pathos, commozione, ironia e momenti di riflessione, arricchito da un interessante sviluppo dei personaggi. Nonostante la mia iniziale ritrosia, mi sento di consigliare la lettura di questo horror esistenziale-romantico.

Anteprima: "Abbraccio Immortale" di Cate Tiernan

Titolo: Abbraccio Immortale 
Autrice: Cate Tiernan 
Editore: Mondadori 
Collana: I Grandi 
Pagine: 243 
Prezzo: 17,00 € 
Data di pubblicazione: 8 novembre
Trama
Nastasya è una ragazza un po’ troppo dark. Labbra un po’ troppo viola e capelli un po’ troppo neri come i suoi neri pensieri. Nastasya è un po’ troppo vecchia e un po’ troppo giovane. È nata nel 1551. Pochi conoscono il suo segreto, pochi sanno che è immortale tranne quelli come lei. Reyn, per esempio. Più bello dell’oscurità che la ragazza avverte dentro di sé, più attraente del male che le loro famiglie si sono inflitte in un antico tempo senza tempo, nella fredda e inospitale Islanda, quando il Carnefice d’Inverno seminava morte e distruzione. Ma oggi Nastasya conosce River, la saggia immortale, ed entra nella sua speciale comunità, dove s’insegna che a volte l’ombra è la nostra unica luce. E a volte l’amore aspetta. A volte no.

Un brano
Girai di scatto la testa ed eccolo lì: Reyn. Una dorata calamità vichinga di un metro e ottanta. La prima volta che ero venuta a River’s Edge, avevo parcheggiato esattamente in questo modo, con la testa appoggiata nella stessa posizione, e Reyn aveva bussato al finestrino. Mi aveva lasciato senza fiato, in modo brusco, scortese, splendido, misterioso. E ora lo stava facendo di nuovo.

Immortal Beloved
1. Immortal Beloved / Amore Immortale
2. Darkness Falls / Abbraccio Immortale


Cate Tiernan è nata a New Orleans ed attualmente vive in Carolina del Nord con le sue due figlie, il marito e i due figli di lui. Tiernan decise di diventare scrittrice poiché credeva di avere qualcosa di importante da dire ai giovani e che avrebbe potuto insegnargli qualcosa. Scrive romanzi, indirizzati a lettori adolescenti, che sono principalmente basati sul genere magico. Il suo lavoro più popolare è la serie di Sweep, (in Italia è edita da Mondadori, nella collana Dark Magic). Lei stessa non è una strega (non è, cioè, una praticante della religione pagana Wicca, al contrario dei protagonisti della serie), ma afferma di apprezzare molti aspetti di tale religione, compresa la relativa corrente che abbraccia il “potere femminile” (la tradizione Dianica).
Per saperne di più: catetiernan.org

venerdì 4 novembre 2011

Recensione: "Vampire Empire - Il principe di sangue nero" di Clay Griffith & Susan Griffith

Titolo: Vampire Empire - Il principe di sangue nero
Autori: Clay Griffith & Susan Griffith
Editore: Sonzogno
Collana: Romanzi
Pagine: 368
Prezzo: 18,00 €
Data di pubblicazione: 26 ottobre
 
Trama
Anno 1870. I Vampiri hanno conquistato la parte settentrionale del pianeta, seminando morte e devastazione. Le grandi e sfarzose capitali dell’era industriale sono diventate cimiteri. I pochi sopravvissuti hanno dovuto cercare rifugio ai Tropici, il cui clima torrido è nocivo alle grigie creature della notte. Così, dall’Egitto al Centro America, fino ai templi immersi nelle foreste della Malesia, sono sorte nuove civiltà del vapore e del ferro, fondate sull’arte e la tecnologia. Anno 2020. Quello che resta del glorioso impero britannico è ora il regno di Equatoria, la cui erede al trono è la principessa Adele, un’intrepida guerriera, ma anche una ragazza colta e raffinata, che trascorre intere giornate immersa nella lettura nei silenziosi saloni della mitica Biblioteca di Alessandria. La sua intraprendenza e il suo spirito indomito risveglieranno però la crudeltà di un efferato clan di vampiri decisi a scatenare una nuova guerra. In questa lotta all’ultimo sangue, Adele troverà al proprio fianco il principe Greyfriar, affascinante signore delle tenebre dal volto mascherato. E il misterioso protettore le rivelerà la vera natura del conflitto tra gli uomini e i non-morti, combattendo con lei una battaglia epocale per la vita e per l’amore.

Recensione
E’ uscito il 26 Ottobre per la Sonzogno Vampire Empire. Il principe di sangue nero, primo volume di una trilogia che unisce steampunk, distopia, urban fantasy, ucronia e romance, scritto a quattro mani dai coniugi Clay e Susan Griffith.
Lo steampunk, da poco sbarcato in Italia, genere letterario fantastico-fantascientifico che introduce una tecnologia anacronistica all’interno di un’ambientazione storica, sembra sulla buona strada per conquistarsi una grande fetta di noi “lettori compulsivi” sempre alla ricerca di novità interessanti.
Protagonisti del romanzo dei Griffith sono i vampiri, ma non temete, non si tratta delle solite creature della notte di cui siamo abituati a leggere, i non morti di Vampire Empire. Il principe di sangue nero sono spaventosi, crudeli, assetati di potere, privi di emozioni, terrificanti, dominatori, spietati assassini senza scrupoli... una boccata d'aria fresca, senza dubbio.
La storia è ambientata nel 2020, si tratta di un futuro distopico. Il mondo è cambiato quando nel 1870 i vampiri hanno soggiogato la parte settentrionale del pianeta, causando morte e distruzione, e i pochi esseri umani sopravvissuti sono fuggiti più a sud, il cui clima afoso è deleterio per i vampiri, dove grazie alla tecnologia - a base di vapore e ferro - hanno fondato nuove civiltà.
Ciò che rimane del leggendario impero britannico è ora il regno di Equatoria, la cui erede al trono è la principessa Adele, un’impavida guerriera, ma anche una ragazza istruita ed elegante.
Adele è destinata a sposare il senatore Clay della repubblica americana al fine di appagare le mire espansionistiche delle due potenze, ma gli eventi prendono una piega improvvisa e la principessa si ritrova a combattere al fianco di Greyfiar, misterioso guerriero, in uno scontro epocale, lottando per la propria vita. E sullo sfondo di una spaventosa guerra tra umani e creature della notte, nasce, tra loro, un pericoloso amore.
Vampire Empire. Il principe di sangue nero è un romanzo sorprendente, mi ha catturata sin da subito grazie all'originalità della trama e dell'ambientazione.
I diversi elementi steampunk, historical, romance, sono brillantemente combinati dagli autori. Le pagine scorrono velocemente e lo stile che accompagna la narrazione è fluido e chiaro, mai appesantito. Il romanzo è scritto in terza persona e alterna diversi punti di vista. I personaggi sono ben delineati: ognuno ha un ruolo da svolgere, e lo gioca splendidamente. Adele ha presenza di spirito, è addestrata a combattere, ha coraggio e determinazione. Greyfriar è un eroe classico. Dona speranza agli esseri umani rimasti in Europa e combatte nei territori dominati dai vampiri. E’ un personaggio straordinario, elegante, dotato di grande dignità e spirito di sacrificio. La storia d'amore tra i due personaggi principali cresce progressivamente, in maniera realistica e commovente.
Aspetto insolito riguarda la totale assenza di sessualità. Strano considerando che il romanzo vede come suoi protagonisti i vampiri.
In definitiva, Vampire Empire. Il principe di sangue nero possiede tutti gli ingredienti per risultare una lettura soddisfacente: azione, personaggi profondi  e attraenti, caratterizzazioni intriganti, azione, politica, tradimenti, amore e passione.
Una lettura coinvolgente e piacevole.

Twilight: la graphic novel e Breaking Dawn – Il backstage del film

Il 16 novembre arriva in anteprima mondiale nelle sale italiane Breaking Dawn – Parte 1 attesissimo nuovo capitolo della saga blockbuster di Twilight.
La saga di Stephenie Meyer, fenomeno editoriale di immensa portata, pari soltanto a Harry Potter, ha venduto oltre 4 milioni e mezzo di copie in Italia e 118 milioni nel mondo.

Per l’occasione saranno disponibili in libreria:

Twilight: la graphic novel. 
Volume 2
pp. 176 ca. – 14,50 euro
In libreria: 18 novembre 2011

«E’ stato divertente lavorare a questa nuova interpretazione di Twilight. Young Kim ha fatto un lavoro fantastico riuscendo a trasformare le parole che ho scritto in bellissime immagini. I personaggi e le ambientazioni sono molto simili a ciò che avevo immaginato mentre scrivevi l serie»
Stephenie Meyer

Breaking Dawn – Parte 1. 
Il backstage del film
a cura di Mark Cotta Vaz - traduzione di Marco Astolfi
Fuori collana - pp. 140 - euro 19,90
In libreria: 16 dicembre 2011

Attraverso il montaggio di immagini e appunti dal set, il backstage rivela tutti i retroscena del primo episodio (il secondo episodio sarà nelle sale nel novembre 2012) del film diretto da Bill Condon, il regista di Demoni e dei, per cui ha vinto l'Oscar alla migliore sceneggiatura non originale. Comprende le foto a colori del cast, delle scenografie e dei set, lo storyboard, le interviste agli attori e al regista e tutti i dettagli sulla realizzazione degli effetti speciali.

«Sono entusiasta all'idea di portare sullo schermo il climax di questa saga. Come i fan sanno, si tratta di un libro unico nel suo genere, e speriamo di creare una esperienza cinematografica ugualmente unica».
Il regista Bill Condon