Titolo:
Immagina
Autrice:
Yami
Editore:
Sangel
Pagine:
400
Prezzo:
18,00 €
Trama
I desideri di Feo si sono infranti. I suoi ideali ed i suoi interessi
sono incompatibili con quelli dei suoi coetanei e non riesce a trovare
un’occupazione. Quando viene anche separato dalla ragazza che ama, si
chiude definitivamente in sé stesso e, una notte, desidera addormentarsi
e non svegliarsi mai più. Inaspettatamente dall’oscurità emerge uno
strano vecchio che si presenta a lui come Custode di Chiavi di un
passaggio che collega il mondo della veglia ad Immagina, terra dei
sogni. L’uomo lo invita a cercare il senso della sua esistenza nel mondo
dei sogni, perché lì ha dimenticato qualcosa di molto importante. Il
viaggio non sarà facile: le terre di Immagina non sono popolate soltanto
da creature fantastiche, ma anche dagli Incubi, entità spaventose che
perseguitano abitanti e sognatori, seminando dolore e distruzione. Dopo
qualche esitazione, Feo accetta…
Recensione a cura di Hel
Tutti noi abbiamo un personale regno fantasy a nostra
disposizione: la dimensione onirica, quel misterioso ambito regalatoci dal
sonno il quale sfugge a tutt’oggi alla comprensione scientifica e filosofica,
sia che si manifesti in visioni piacevoli oppure meno, ovvero quando prende la
forma dell’incubo.
E per tale sua natura il sogno, inevitabilmente, si trova
parecchio bene quando se ne può andare a braccetto con la fantasia per le vie
dell’immaginazione: vie che ha voluto percorrere anche Yami Yume, giovane
scrittrice-cosplayer “proveniente da un luogo imprecisato della costa est
dell'isola più grande d'Italia” (sic), con il suo “Immagina”,
edito da Sangel Edizioni.
Sulla dualità sogno/incubo, infatti, Yami ha costruito una narrazione
dal forte sapore fiabesco, ovvero un romanzo fantasy che predilige la
dimensione della fiaba piuttosto che del mito, miscelandola con quel vago
sapore metafisico che la cornice onirica dona allo stesso.
La storia di Immagina si origina da un sogno, appunto,
vissuto da Feo, il protagonista, un ragazzo che per vari motivi si sente sempre
più avulso dal mondo che lo circonda, al punto di desiderare di dormire quanto
più a lungo possibile, per ricercare nel sonno il conforto che la veglia non
gli dona più. In quel sonno invece Feo trova un sogno, e nel sogno un bizzarro
personaggio - uno strano vecchio che si presenta a lui come “Custode di Chiavi”
- gli propone di restare effettivamente nell’agognato ambito onirico, entro il
quale egli potrebbe trovare sé stesso ben più e in miglior modo che nel mondo
“reale”, a costo però di affrontare incognite assolutamente imprevedibili, come
appunto solo il sogno può formulare. Le “chiavi” che il “Custode” offre a Feo
servono proprio a entrare in quell’ambito: il ragazzo accetta, e comincerà così
un’avventura nell’incredibile reame di Immagina, fatto della materializzazione
dei sogni e degli incubi di tutti gli esseri umani, del quale - la storia
rivelerà - Feo ne fa’ parte ben più che soltanto per via di un semplice sogno...
L’idea di fondo del romanzo, la citata dualità antitetica
tra il sogno e l’incubo, è effettivamente interessante, semplice e tuttavia
suggestiva, e viene sfruttata da Yami in maniera classicamente (per il fantasy,
e lo dico in senso positivo) “manichea”. La vicenda di Feo, e degli altri
personaggi, vi si svolge sopra con un incedere nemmeno troppo rapido, come
forse ci si potrebbe aspettare dagli stilemi tipici del genere, grazie a una
narrazione generalmente ben scritta, molto semplice, tranquilla e piuttosto
lineare, che può ricordare assai facilmente – anche in questo caso - il
linguaggio della fiaba più che della prosa di genere. A questo, invece, e ai
suddetti suoi stilemi, “Immagina” si accosta molto di più, grazie alla presenza
dei tipici elementi di esso – esseri fantastici, castelli, incantesimi, magie e
via dicendo, come di certe situazioni narrate – e forse pure troppo, dacché
verrebbe facile aspettarsi, da un regno fatto di sogni e di incubi, ben
maggiore “stravaganza scenografica” e relativa verve letteraria. Ma ovviamente c’è
da supporre che l’autrice abbia preferito mantenere una coesione tematica più funzionale
alla vicenda narrata, a scapito di una più interessante originalità, da un
lato, e a costo di rischiare la scivolata su scontate banalità e prevedibilità dall’altro,
che tuttavia, in un mondo fatti di sogni, possono anche non essere così
opinabili.
“Immagina”, insomma, è un fantasy tutto sommato gradevole che nella sua natura fiabesca – di tema e di stile - ha il suo maggior pregio e parimenti un potenziale “difetto” – se tale si può definire – soprattutto per il gradimento che potrebbe riscontrare negli appassionati del genere forse più che nel lettore onnivoro, per i motivi di cui ho detto prima. Ed è vero quanto scrive Yami nel finale del romanzo, ovvero che i “terrestri”, per la vita che conducono nell’era contemporanea, stanno perdendo la facoltà di sognare... Ma i più giovani, probabilmente, per la leggera spensieratezza che l’età dona loro, lo sanno fare. A questi “Immagina” potrà certamente piacere.