martedì 4 gennaio 2011

Anteprima: "Vango. Tra cielo e terra" di Timothèe de Fombelle

In uscita il 20 Febbraio, per San Paolo Edizioni, "Vango. Tra cielo e terra", il nuovo romanzo di Timothèe de Fombelle, autore di Tobia.
Un libro per ragazzi che piacerà anche agli adulti.
Avventura, mistero, amore e intrighi: una storia dal ritmo serrato e dalla scrittura impeccabile e coinvolgente.
Il romanzo ha già ottenuto un grande successo in Francia, dove ha riscosso premi e consensi di pubblico e critica.

Trama
Parigi 1935. Ai piedi della cattedrale di Notre-Dame, quaranta uomini sono in attesa di essere ordinati sacerdoti. Tra questi c’è Vango, diciannove anni, un passato avvolto nel mistero e un futuro altrettanto incerto, perché – un attimo prima che la cerimonia abbia inizio – la polizia fa il suo ingresso nel sagrato della chiesa per arrestarlo.
Ma quale crimine ha commesso? Vango non lo sa e scappa arrampicandosi su per la facciata e le torri della cattedrale.
La polizia però non è la sola a interessarsi al ragazzo, anche una giovane donna segue con trepidazione la fuga, così come un uomo dall’aspetto losco che apre il fuoco contro di lui.
Scampato all’arresto, il ragazzo prova a mettersi in contatto con il suo mentore, padre Jean, e scopre di essere accusato proprio dell’assassinio del sacerdote.

Chi è che trama alle spalle di Vango, e chi è Vango in realtà?

Cresciuto nelle isole Eolie, dove era misteriosamente arrivato a tre anni insieme alla sua nutrice, “Madamoiselle”, che lo ha amato come un figlio, del suo passato non è dato sapere molto nemmeno a lui.
Attorno a Vango ruotano personaggi storici come Hugo Eckener, capitano del Graf Zeppelin, e altri di fantasia come Zefiro, il monaco a capo del convento segreto dell’isola di Alicudi.
Poi c’è Ethel, scozzese, ricca, giovane e profondamente innamorata di lui.
Per finire ci sono i nemici, terribili, spietati, uno per tutti: Stalin!
Proprio lui: il dittatore sovietico in persona.

Estratto
" Parigi, aprile 1934
Quaranta uomini vestiti di bianco erano sdraiati sul pavé.
Sembrava di vedere un campo coperto di neve. Le rondini
garrivano, sfiorando i corpi. C’erano migliaia di persone, a
guardare quello spettacolo. Notre-Dame de Paris stendeva la
sua ombra sulla folla.
All’improvviso la città, tutt’intorno, parve raccogliersi.
Vango aveva la fronte contro la pietra. Ascoltava il proprio
respiro. Pensava alla vita che l’aveva condotto fin lì. Una
volta tanto non aveva paura.
Pensava al mare, al vento salmastro, alle voci, ai visi, alle
lacrime calde della donna che l’aveva cresciuto.
La pioggia aveva iniziato a cadere sul sagrato, ma Vango non
se n’era accorto. Steso per terra in mezzo ai compagni, non vedeva
il fiorire degli ombrelli, che si aprivano uno dopo l’altro.
Vango non vedeva la folla dei parigini riuniti, le famiglie
con i vestiti della festa, la devozione delle vecchie signore, i
bambini che si infilavano fra le gambe dei grandi, i piccioni
indolenti, la danza delle rondini, i curiosi inerpicati sulle
vetture di piazza, e non vedeva neppure quegli occhi verdi,
là, di lato, che non guardavano che lui.
Due occhi verdi orlati di lacrime, celati dietro una veletta.
Vango, lui, aveva gli occhi chiusi. Non aveva neppure
vent’anni. E quello era il giorno più importante della sua
vita. Una felicità grave gli risaliva dalla pancia.
Di lì a un attimo sarebbe diventato prete.
– Dolce follia!
Il campanaro di Notre-Dame, lassù in alto, pronunciò
quelle parole tra i denti, dando un’occhiata verso il basso,
alla piazza. Aspettava. Aveva invitato una piccola Clara a
mangiare un uovo à la coque in cima alla sua torre.
Sapeva che lei non ci sarebbe andata, come tutte le altre.
E mentre sotto l’enorme campana l’acqua nella pentola fremeva
già, il campanaro guardava i ragazzi che stavano per
essere ordinati preti. Sarebbero rimasti stesi a terra ancora
per qualche minuto prima di impegnarsi per sempre.
In quell’istante, da lassù, cinquanta metri sopra la folla,
non era il vuoto a dare le vertigini a Simon il campanaro,
bensì quelle vite stese a terra, offerte, che stavano per fare un
salto nel vuoto, nell’ignoto.
– Follia – ripeté. – Follia!
Si fece un segno di croce, perché non si sa mai, e tornò alle
sue uova. "

Autore
Timothée de Fombelle è nato nel 1973. Dopo essere stato insegnante di lettere, presto si è dedicato al teatro. Nel 1990 ha creato una compagnia, per la quale scrive testi di cui poi cura personalmente la regia. Da allora, non ha mai smesso di scrivere per il teatro. Un suo lavoro teatrale, Le Phare, scritto a soli diciotto anni, è stato messo in scena in Francia e poi tradotto e recitato in Russia, Lituania, Polonia e Canada. Il suo testo Je danse toujours (Actes Sud) è stato letto all’inaugurazione del festival di Avignone, nel 2002.
Vango. Tra cielo e terra è il suo nuovo romanzo dopo il successo di Tobia. Un millimetro e mezzo di coraggio, con il sequel Gli occhi di Elisha e la favola ecologista Tu sei il mio mondo, tutti pubblicati dalle Edizioni San Paolo.

5 commenti:

  1. Liya sembra carino questo romanzo!
    Grazie della dritta ^^

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  2. Ho appena acceso il pc e cosa trovo?
    Un'altra interessante anteprima!
    Ma è possibile sapere con precisione la data d'uscita?

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  3. Estratto intrigante!

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  4. Avete letto Tobia?

    Camille P.

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  5. Io l'ho letto e mi è piaciuto. Penso che prenderò anche questo.

    Viviana

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