giovedì 30 dicembre 2010

Anteprima: "I diari dell'angelo custode" di Carolyn Jess-Cooke

In uscita il 10 Gennaio, per Longanesi Editore, collana La Gaja scienza, al prezzo di € 18.60.

Trama
Margot ha quarant’anni e la sua vita è stata tutta un errore. Cresciuta senza genitori, oggi è una donna incapace di ricambiare un grande amore, una madre incapace di salvare il proprio figlio da un destino di infelicità. Il giorno in cui muore in circostanze misteriose, Margot è sola. Ma la sua vita non si conclude. Ciò che sembrava la fine è in realtà una trasformazione: Margot diventa un angelo custode e dovrà proteggere una vita mortale.
Scopre però che per volere divino, o forse del fato, l’essere umano che le è stato affidato altri non è che se stessa. Costretta a tornare sulla terra per rivivere la propria vita, dovrà così assistere nuovamente alla vertiginosa altalena dei suoi giorni, fatti di molti dolori e rari momenti di felicità. Da angelo custode di se stessa, Margot dovrà capire quanto e come potrà intervenire per cambiare il corso degli avvenimenti e sostenere quella fragile bambina, poi ragazza e infine donna nelle mille scelte, a volte felici, più spesso tragiche, della sua esistenza. Fra i tanti dubbi e rimpianti ha solo una certezza: è disposta a tutto pur di cambiare almeno un evento, uno solo...

"Regalatelo al vostro angelo custode."
Massimo Gramellini

Un brano
"Ci sono quelli che tornano sotto forma di angeli custodi, con il compito di proteggere i propri famigliari, i propri figli, le persone che avevano più care.
Io invece sono destinata a proteggere me stessa. Sono il mio angelo custode.
Ed é così che mi trovo a incespicare nei miei stessi ricordi, nel turbinio di una storia che non so se sarò in grado di cambiare."

Carolyn Jess-Cooke è nata nel 1978 a Belfast, nell’Irlanda del Nord, e vive in Inghilterra col marito e i tre figli. È autrice di una raccolta di poesie e di diversi saggi sul cinema e su Shakespeare.
Sito ufficiale dell'autrice: carolynjesscooke.co.uk

mercoledì 29 dicembre 2010

Anteprima: "Il Dilemma dell'Onnivoro" di Michael Pollan

Prevista per fine Gennaio, l'uscita del nuovo titolo Giunti Y, "Il Dilemma dell'Onnivoro" del giornalista americano Michael Pollan, al prezzo di € 13,50.

Da dove vengono i cibi che ingeriamo? Che cosa stiamo mangiando davvero? Michael Pollan decide di improvvisarsi «detective del cibo» per conoscere l'evoluzione e i segreti nascosti dietro quello che si mangia, dal seme al frutto, dalla storia del «cibo con una faccia» alla carne lavorata e anatomicamente irriconoscibile. Inizia così una ricerca che lo porta a conoscere varie realtà, dalla produzione industriale a quella dei produttori diretti. Fast food, supermercati, fabbriche, macelli e piccole fattorie diventeranno il terreno della sua instancabile marcia verso la consapevolezza. In questo viaggio pieno di scoperte ma anche di incertezze, Pollan dovrà affrontare molte esperienze che lo metteranno a dura prova, dovrà combattere e accettare compromessi, dovrà forzare la sua indole e imparare a cacciare e a uccidere per nutrirsi. Alla fine però ritroverà la strada di un rapporto diverso con madre natura e sarà in grado di scegliere come comprare, cucinare e mangiare. La sua ricerca si conclude con un menù a quattro portate dove finalmente quello che c'è nel piatto non è più un dilemma ma la storia appena raccontata.

Michael Pollan è un affermato giornalista e professore dell’Università di Berkley. Collabora dal 1987 con il The New York Times Magazine ed è autore di quattro New York Times bestsellers: Food Rules: An Eater’s Manual (2010) - In Defense of Food: An Eater’s Manifesto (2008) - The Omnivore’s Dilemma: A Natural History of Four Meals (2006) e The Botany of Desire: A Plant’s-Eye View of the World (2001). In difesa del cibo (Adelphi 2009) è stato definito uno dei migliori dieci libri del 2006 dal New York Times and the Washington Post. Vincitore di numerosi Premi, Pollan è stato finalista per il National Book Critics Circle Award ed è apparso nella TIME 100: la classifica delle 100 personalità più influenti del 2010 del Time.
Sito dell'autore: michaelpollan.com

Anteprima: "La mappa del destino" di Glenn Cooper

E'nascosto in una grotta.
E' custodito in un manoscritto.
E' un segreto millenario.
Può un miracolo diventare una maledizione?

In uscita il 20 Gennaio, per Nord Editore, al prezzo di € 19,60.

Périgord, Francia, 1899. Durante una passeggiata, due giovani turisti s’imbattono in un’enorme caverna e fanno una scoperta straordinaria. Entusiasti ed emozionati, si recano subito alla locanda del piccolo villaggio di Ruac per informare il proprietario e i clienti. Neanche il tempo di finire il racconto, e i due ragazzi vengono aggrediti e uccisi. Périgord, oggi. Una scintilla, e le fiamme avvolgono l’antica biblioteca dell’abbazia di Ruac. Una volta domato l’incendio, però, il crollo di un muro riporta alla luce un manoscritto datato 1307. È la mappa per trovare un luogo straordinario e la confessione di un monaco. Sebbene il testo sia in gran parte cifrato, una cosa è certa: l’autore sostiene di avere duecentoventi anni… Uno sguardo, e il brillante archeologo Luc Simard comprende all’istante di aver fatto una scoperta sensazionale: un grandioso complesso di caverne interamente decorate con splendidi dipinti rupestri. E ancor più sorprendente è l’ultima grotta, la più inaccessibile, dove sono raffigurate alcune piante: le stesse riprodotte nel misterioso manoscritto medievale che lo ha guidato fino a lì… È un miracolo, ma per qualcuno è una maledizione che minaccia il destino dell’umanità. È un dono che risale a 30.000 anni fa, ma per qualcuno è un segreto da difendere a ogni costo. È una speranza, ma per qualcuno sta per diventare un incubo.

Glenn Cooper è uno straordinario caso di self-made man. Dopo essersi laureato con il massimo dei voti in Archeologia ad Harvard, ha scelto di conseguire un dottorato in Medicina. È stato presidente e amministratore delegato della più importante industria di biotecnologie del Massachussetts ma, a dimostrazione della sua versatilità, è anche sceneggiatore e produttore cinematografico. Grazie al clamoroso successo della Biblioteca dei Morti e del Libro delle Anime, si è subito imposto come autore di bestseller.

lunedì 27 dicembre 2010

Anteprima: "Demon's passion" di Gena Showalter

Disponibile in edicola dal 28 Gennaio, per Harlequin Mondadori, collana BlueNocturne, al prezzo di 5,40 il sesto volume della serie Lords of the Underwords di Gena Showalter.

In una remota fortezza di Budapest, sei seducenti guerrieri immortali sono legati da un'antica maledizione che nessuno è mai riuscito a infrangere... 

Trama
Un guerriero costretto a mentire...
Una donna disposta a tutto per averlo... La verità è un lusso che Gideon non si può permettere. E che gli crea non pochi problemi con Scarlet, la bellissima custode del demone degli Incubi, che afferma addirittura di essere sua moglie. Lui non ricorda né lei né di essere stato sposato, anche se l'idea non gli dispiace affatto. Quella donna sensuale gli fa ribollire il sangue, ma lasciarla entrare nella sua vita potrebbe trasformarsi in un disastro di proporzioni epiche. Soprattutto ora che il nemico si avvicina, e la verità minaccia di distruggere tutto ciò che ha imparato ad amare.

Serie Lords of the Underwords
1. Demon's night
2. Demon's kiss
3. Demons pleasure
4. Demon's love
5. Demon's angel
6. Demon's passion

Gena Showalter è nata nel 1975 in Oklahoma,ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2004 e oggi ha al suo attivo 13 romanzi di diversi generi erotici, paranormal e per ragazzi che sono subito balzati in vetta alle classifiche del New York Times e di USA Today . Passioni pericolose, forze soprannaturali e uomini terribilmente sexy sono gli ingredienti del suo successo.

Anteprima: "Dream. Cronache dell'incubo" di Lisa McMann

Tornano le avventure della giovane acchiappasogni Janie Hannagan, dopo Wake, l'incubo continua... In uscita il 13 Gennaio, per Newton Compton Editori, al prezzo di € 12,90 il secondo capitolo di una trilogia da incubo.

Janie ha ancora i suoi misteriosi poteri, che le permettono di entrare nei sogni degli altri. E un giorno, quando una sua compagna di classe le si addormenta accanto, scopre che a scuola sta accadendo qualcosa di tremendo, anche se nessuno osa parlarne: tra i professori della Fieldridge High School c’è uno stupratore. Janie, con l’aiuto di Cabel, dovrà cercare di smascherarlo. I due ragazzi si amano, ma per portare a termine la missione saranno costretti a vedersi in segreto e Janie dovrà fare da esca... E c’è di più: la verità sui poteri di Janie sta affiorando. Una verità terribile, più di quanto lei avrebbe mai potuto immaginare.
«Mistero, amore, poteri soprannaturali si mescolano in una storia avvincente, con una protagonista coraggiosa ma vulnerabile e un tocco finale di suspense.»
Booklist

«Lisa McMann vi trascinerà in un’avvincente corsa tra i misteri dell’ignoto, per lasciarvi in trepidante attesa dell’episodio successivo.»
Kirkus Reviews

«Una scrittura vivace, effervescente, incalzante. Difficile resistere.»
Publishers Weekly

Lisa McMann è nata e cresciuta in Michigan. Nel 2004 si è trasferita a Phoenix, in Arizona. Ha scritto numerosi racconti, per i quali è stata anche premiata con il premio Templeton. Dream è il secondo libro di una trilogia di straordinario successo iniziata con Wake ed entrata nella classifica dei bestseller del «New York Times». La saga Cronache dell’incubo presto diventerà un film, con Miley Cyrus nel ruolo della protagonista.
Sito ufficiale dell'autrice: www.lisamcmann.com

Anteprima: "Il diario del vampiro. La genesi" di Lisa Jane Smith

Chi ama The Vampire Diaries, non potrà assolutamente perdere, in uscita il 18 Gennaio, per Newton Compton Editori, al prezzo di € 12,90, il primo volume di una trilogia-prequel, che racconta la vita dei fratelli Salvatore quando ancora erano umani, del loro tormentato amore per la malvagia Katherine, della loro trasformazione in vampiri.

Un giorno, tanto tempo fa, molti anni prima di conoscere Elena, la vita dei fratelli vampiri Stefan e Damon cambiò per sempre…

Trama
Un quaderno dalle pagine ingiallite giace in un cassetto. Elena lo trova e comincia a leggerlo. È il diario di Stefan, il suo amore… Tutto ebbe inizio alla fine del diciannovesimo secolo a Mystic Falls, Virginia. La vita dei fratelli Stefan e Damon Salvatore scorreva tranquilla tra splendide proprietà terriere e incredibili ricchezze. Un grande affetto li univa e i due fratelli erano inseparabili. Fino al giorno in cui nella loro vita comparve Katherine, una donna incredibilmente bella e dal fascino magnetico. Da quel momento tutto cambiò tra loro. Stefan e Damon iniziarono a lottare per conquistarla e inevitabilmente divennero rivali. Ma presto scoprirono l’atroce verità: gli splendidi vestiti e i luccicanti diamanti di questa misteriosa donna nascondevano un terribile segreto…

«Ipnotizza il lettore fino all’ultimo capoverso.»
Francesco Fantasia, Il Messaggero

«Lisa Jane Smith brilla nel firmamento del “new gothic”.»
Enzo Di Mauro, Corriere della Sera

«La Signora delle saghe fantasy.»
Laura Pezzino, Vanity Fair

«Una storia intensa, passionale, crudele, che inchioda il lettore.»
Ragazza Moderna

LA TRILOGIA

1. Origins / La Genesi

2. Bloodlust
Ora Stefan e Damon Salvatore sono vampiri, e devono occuparsi delle conseguenze della loro sorte. Scappano dalla loro piccola città natale di Mystic Falls, che è invasa da cacciatori di vampiri, e vanno a New Orleans. Mentre Stefan si diverte con i suoi poteri, Damon continua a rimpiangere la perdita di Katherine, la bella vampira che li ha trasformati entrambi. Ma New Orleans offre tentazioni e pericoli. Stefan si innamora di un’altra umana, e la sua forza di volontà è messa alla prova fino al limite. Damon finisce per essere catturato da un malvagio e sadico cacciatore di vampiri. Stefan sa di dover salvare suo fratello, ma questo gli costerà il suo nuovo amore?

3. The Craving
Stefan Salvatore è venuto a patti con il fatto che è un vampiro. Gli eventi dei mesi precedenti lo hanno calmato, e la nebbia della sua sete di sangue ha cominciato a diradarsi. Va a New York per cominciare una nuova vita, una che non gli richieda di uccidere umani per sopravvivere. Al contrario si nutre di animali a Central Park. Ma la vita tranquilla che ha immaginato è scossa quando si imbatte in suo fratello Damon, che ha convinto l’alta società newyorchese che lui fa parte della nobiltà italiana. Mentre Stefan sta riconquistando la sua umanità, Damon ha completamente perso la sua. Stefan farà qualsiasi cosa per proteggere Damon da se stesso, ma è presente un altro cattivo. Un vampiro che cerca vendetta per una morte per cui i Salvatore sono responsabili. Stefan e Damon dovranno lavorare insieme per combattere il più grande male mai conosciuto.


Lisa Jane Smith è una delle scrittrici di urban fantasy più amate al mondo, e con i suoi libri ha conquistato due generazioni di fan.
Dalla saga Il diario del vampiro, un besteller internazionale, è stata tratta la serie TV The vampire diaries, creata da Kevin Williamson e Julie Plec.
Scoprite tutto su Lisa Jane Smith visitando i siti www.ljanesmith.net e www.lasettadeivampiri.com.

domenica 26 dicembre 2010

Anteprima: "Morto in famiglia" di Charlaine Harris

In uscita il 26 Gennaio, per DelosBooks, collana Odissea Vampiri, al prezzo di € 15,90 il decimo volume del ciclo di Sookie Stackhouse, bestseller numero 1 del New York Times e base per il telefilm True Blood!

Trama
Dopo aver subito torture e sopportato la perdita di persone care nel corso della breve ma letale Guerra degli Esseri Fatati, Sookie Stackhouse è ferita nel corpo e nell'anima ed è infuriata. I sentimenti che ritiene di provare per il vampiro Eric Northman sono praticamente l'unico aspetto piacevole della sua esistenza, ma proprio a causa della loro relazione, lui è tenuto sotto stretta osservazione da parte del nuovo re dei vampiri. Inoltre, a mano a mano che le conseguenze dell'uscita allo scoperto dei mutaforme cominciano a farsi sentire, i suoi contatti con il branco di Shreveport coinvolgono sempre più Sookie. La cosa peggiore, però, è che anche se la porta di comunicazione con il mondo fatato è stata chiusa definitivamente, ci sono alcuni esseri fatati che sono rimasti dal lato umano, e uno di essi è infuriato con Sookie. Decisamente molto infuriato...

"Originalissimo, incredibilmente interessante, erotico ed esotico... Charlaine Harris intesse magistralmente la sua magia di narratrice in una storia di vampiri.
New York Times

"Un mistero ben costruito... dettagli divertenti riguardo alle difficoltà incontrate dai vampiri per condurre un'esistenza legale, pur avendo alle spalle centinaia di anni di vita nel Sud radicato nelle tradizioni.
Locus

"Un mystery di prima categoria... tanto convincente quanto sorprendente"
The Washington Post Book World

"Ben scritto e affascinante... cattura il lettore.
The Boston Globe

Charlaine Harris è nata in Missisippi. Da oltre vent'anni scrive romanzi mystery e fantasy; è membro autorevole della Mystery Writers of America e della American Crime Writers League. Il ciclo di Sookie Stackhouse è da 120 settimane nella Bookseller List del New York Times. Tradotti in oltre 30 lingue, i suoi titoli sono ormai un caso editoriale internazionale; HBO ne ha tratto la serie televisiva di grande successo True Blood. Charlaine Harris vive in Arkansas con il marito e tre figli.
Sito ufficiale dell'autrice: www.charlaineharris.com

Romeo e Giulietta, William Shakespeare

«Le gioie violente hanno violenta fine, e muoiono nel loro trionfo, come il fuoco e la polvere da sparo, che si distruggono al primo bacio. Il più squisito miele diviene stucchevole per la sua stessa dolcezza, e basta assaggiarlo per levarsene la voglia. Perciò ama moderatamente: l'amore che dura fa così.»

Quella di Romeo e Giulietta è forse la storia d’amore più conosciuta in assoluto, famosa in ogni luogo e tempo. William Shakespeare l’ha resa immortale, rappresentandola per la prima volta tra il 1596 e il 1597. Da allora numerose opere si sono ispirate a questa romantica storia. Il musical West Side Story, le riduzioni cinematografiche di Zeffirelli e Luhrmann, le musiche di Čajkovskij, Prokof'ev, Dire Straits e i dipinti di numerosi artisti come Hayez e Dicksee sono solo alcuni esempi di come questa storia sia ormai parte integrante del nostro patrimonio culturale. Shakespeare è oggi riconosciuto come uno dei più grandi autori teatrali di sempre. La genialità dell’autore inglese sta proprio nel riuscire a parlare ad ogni tempo, con opere immortali come Amleto, Otello e lo stesso Romeo e Giulietta.

Nel prologo, il coro racconta agli spettatori come due nobili famiglie di Verona, i Montecchi e i Capuleti, si siano osteggiate per generazioni e che "dai fatali lombi di due nemici discende una coppia di amanti, nati sotto cattiva stella, il cui tragico suicidio porrà fine al conflitto".
Il primo atto comincia con una rissa di strada tra le servitù delle due famiglie, interrotta da Escalus, principe di Verona, il quale annuncia che, in caso di ulteriori scontri, i capi delle due famiglie saranno considerati responsabili e pagheranno con la vita. Quindi fa disperdere la folla. Paride, un giovane nobile, ha chiesto al Capuleti di dargli in moglie la figlia poco meno che quattordicenne, Giulietta. Capuleti lo invita ad attirarne l'attenzione durante il ballo in maschera del giorno seguente, mentre la madre di Giulietta cerca di convincerla ad accettare le offerte di Paride. Questa scena introduce la nutrice di Giulietta, l'elemento comico del dramma. Il rampollo sedicenne dei Montecchi, Romeo, è innamorato di Rosalina, una Capuleti (personaggio che non compare mai). Mercuzio (amico di Romeo e congiunto del Principe) e Benvolio (cugino di Romeo) cercano invano di distogliere Romeo dalla sua malinconia, quindi decidono di andare mascherati alla casa dei Capuleti, per divertirsi e cercare di dimenticare. Romeo, che spera di vedere Rosalina al ballo, incontra invece Giulietta. I due ragazzi si scambiano poche parole, ma sufficienti a farli innamorare l'uno dell'altra e a spingerli a baciarsi. Prima che il ballo finisca, la Balia rivela a Giulietta il nome di Romeo. Rischiando la vita, Romeo si trattiene nel giardino dei Capuleti dopo la fine della festa. Durante la famosa scena del balcone, i due ragazzi si dichiarano il loro amore e decidono di sposarsi in segreto.

«Che significa Montecchi? Nulla: non una mano, non un piede, non un braccio, non la faccia, né un'altra parte qualunque del corpo di un uomo. Che cosa c'è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.»

Il giorno seguente, con l'aiuto della Balia, il francescano Frate Lorenzo unisce in matrimonio Romeo e Giulietta, sperando che la loro unione possa portare pace tra le rispettive famiglie. Le cose precipitano quando Tebaldo, cugino di Giulietta e di temperamento iracondo, incontra Romeo e cerca di provocarlo a un duello. Romeo rifiuta di combattere contro colui che è ormai anche suo cugino, ma Mercuzio (ignaro di ciò) raccoglie la sfida. Tentando di separarli, Romeo inavvertitamente permette a Tebaldo di ferire Mercuzio, che muore augurando la peste a tutt'e due le vostre famiglie. Romeo, nell'ira, uccide Tebaldo. Il Principe condanna Romeo solo all'esilio (perché Mercuzio era suo congiunto e Romeo l'ha solo vendicato): dovrà lasciare la città prima dell'alba del giorno seguente. I due sposi riescono a passare insieme un'unica notte d'amore. All'alba, svegliati dal canto dell'allodola, messaggera del mattino (che vorrebbero fosse il canto notturno dell'usignolo), si separano e Romeo fugge a Mantova. Giulietta dovrebbe però sposarsi tre giorni dopo con Paride. Frate Lorenzo, esperto in erbe medicamentose, dà a Giulietta una pozione che la porterà a una morte apparente per quaranta ore. Nel frattempo il frate manda un messaggero a informare Romeo affinché egli la possa raggiungere al suo risveglio e fuggire da Mantova. Sfortunatamente il messaggero del frate non riesce a raggiungere Romeo poiché Mantova è sotto quarantena per la peste, e Romeo viene a sapere da un servitore della famiglia del funerale di Giulietta (una interessante incongruenza nella storia: come avrebbe fatto il servitore a tornare a Mantova dopo aver assistito al funerale di Giulietta?). Romeo si procura un veleno, torna a Verona in segreto e si inoltra nella cripta dei Capuleti, determinato ad unirsi a Giulietta nella morte. Romeo, dopo aver ucciso in duello Paride, che era giunto anche lui nella cripta, e aver guardato teneramente Giulietta un'ultima volta, si avvelena... «E così con un bacio io muoio
Quando Giulietta si sveglia, trovando l'amante e Paride morti accanto a lei, si trafigge con il pugnale di Romeo. Nella scena finale, le due famiglie e il Principe accorrono alla tomba, dove Frate Lorenzo gli rivela l'amore e il matrimonio segreto di Romeo e Giulietta. Le due famiglie, come anticipato nel prologo, sono riconciliate dal sangue dei loro figli, e pongono fine alla loro guerra.

Romeo e Giulietta nella letteratura italiana
I nomi delle due famiglie in lotta erano già noti nel Trecento, inserite da Dante nella sua Commedia (Purgatorio,VI, 105). Solo i Montecchi sono originari di Verona, i Capuleti provengono invece da Brescia, anche se si trovano pure a Verona fino agli anni della permanenza di Dante, nella attuale casa di Giulietta, dove, tra l'altro, la loro presenza è testimoniata dallo stemma del cappello sulla chiave di volta dell'arco di entrata al cortile dell'edificio duecentesco. Non ci sono notizie di lotte tra Capuleti e Montecchi, mentre questi ultimi hanno portato avanti per molto tempo una lotta sanguinosa contro i guelfi. Le notizie sui Montecchi vengono dopo che furono banditi dalla città da Cangrande della Scala, dopo aver tentato un complotto contro di lui. Il contesto storico in Dante non fa riferimento alle vicende dell'amore contrariato tra gli amanti di queste famiglie, che non vi appaiono, ma parla delle due famiglie, commiserandole, dato che erano famiglie «già tristi». Una prima struttura della trama si delinea invece nella novella di Mariotto e Giannozza di Masuccio Salernitano, composta nel 1476 ma ambientata a Siena. Sia il tono che la trama dell'opera mostrano delle notevoli differenze dall'opera di Shakespeare: Masuccio insiste più volentieri, almeno all'inizio, sull'aspetto erotico e spensierato della loro relazione, ben lontana dall'aspetto di sacralità che acquisterà in seguito. Giannozza trangugia allegramente la pozione (la Giulietta di Shakespeare berrà il narcotico con terrore, e da quei suoi versi usciranno dei presagi sinistri della catastrofe che seguirà di lì a poco). L'ambientazione di Masuccio è molto più solare, mediterranea, priva dell'atmosfera gotica anglosassone, e la morte di Tebaldo, qui scaduto ad un ignoto "onorevole cittadino" è effetto (non immediato) di una bastonata assestatagli da Mariotto in seguito ad un'animata discussione. Non vi è ancora nessun duello, né un Mercuzio. Luigi da Porto nella sua Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti, pubblicata nel 1530 circa, diede alla storia molto della sua forma moderna, rinominando i giovani Romeus e Giulietta e trasportando l'azione da Siena a Verona (città che ai tempi di Da Porto era strategicamente importante per Venezia), all'epoca di Bartolomeo della Scala, nel 1301-1304. Nella trama sono già presenti elementi chiave come la rissa, la morte di un cugino dell’amata perpetrata da Romeo, il bando dalla città di quest’ultimo e la tragica fine di entrambi. Da Porto trovò forse ispirazione dalla visione delle due rocche scaligere presenti a Montecchio Maggiore, che appaiono in contrapposizione tra loro.
Rielaborata nelle riduzioni drammatiche Giulia e Romeo di Clizia (1553) e Hadriana di Luigi Groto (1578), fu ripresa da Matteo Bandello e inclusa nelle sue Novelle del 1554. L'ambientazione, ormai, è quella definitiva:

«Nel tempo che Bartolommeo dalla Scala, signore cortese ed umanissimo, il freno alla mia bella patria a sua posta e strigneva e rallentava, furono in lei, secondo che mio padre dicea aver udito, due nobilissime famiglie per contraria fazione, ovvero particolar odio; nemiche, l'una è Capelletti, l'altra è Montecchi nominata...»

Due giovani innamorati, due famiglie rivali e un amore infinito. La storia di Romeo e Giulietta è la storia d’amore per eccellenza. Un amore che è più grande di ogni altra cosa e che riuscirà a prevalere anche sull’odio delle due famiglie. L’opera di Shakespeare è una delle storie d’amore più belle e commoventi di ogni tempo e, raccontando l’amore impossibile e travolgente di Romeo e Giulietta, è entrata ormai nell’immaginario romantico di ogni innamorato.

Nato nel 1564 a Stratford-upon-Avon nello Warwickshire. Suo padre John era un guantaio e piccolo proprietario terriero. Sua madre, Mary Arden proveniva da una famiglia socialmente più elevata del marito. William fu terzo di otto fratelli. Studiò nella scuola di Stratford, che lasciò forse per sopraggiunte ristrettezze economiche. A diciotto anni sposò la venticinquenne Anne Hathaway da cui ebbe subito la figlia Susan, causa delle nozze affrettate, e nel 1585 i due gemelli Judith e Hamnet (morto poi nel 1596). Fino al 1592 non abbiamo notizie attendibili. E' certo che nel 1592 aveva lasciato la famiglia e si era trasferito a Londra, in contatto con l'ambiente degli university wits. Sappiamo che nel 1592 William Shakespeare è attore e comincia a scrivere per il teatro. Sue opere, forse scritte in collaborazione, furono rappresentate dalle compagnie dei conti di Derby, di Pembroke e del Sussex; si ha notizia anche della rappresentazione della prima parte di "Henry VI" (3 marzo 1592). Nel periodo della peste londinese del 1593-94, quando i teatri vengono chiusi, scrisse due opere poetiche dedicate al conte di Southampton (Henry Wriothesley), "Venus e Adonis" e "Il ratto di Lucrece". In questi anni iniziò anche la stesura dei sonetti, che durò, tranne qualche componimento più tardo, fino al 1597. Con la riapertura dei teatri, le compagnie si riorganizzano. E' fondata la compagnia dei "servi del lord ciambellano" (1594), i Chamberlain's men, cooperativa tra attori con partecipazione a spese e utili: primo attore è Richard Burbage, figlio del noto impresario londinese; la compagnia recita al Theatre e al Cur tain, e Shakespeare ne fa parte. Grazie all'appoggio del duca di Southampton divenne comproprietario prima del Globe Theatre (costruito sulle ceneri del Theatre per conto della compagnia "del lord ciambellano"), poi del Blackfriars (sala coperta, già di proprietà di James Burbage). Accumula una piccola fortuna che gli permette di acquistare delle proprietà a Stratford e di far concedere al padre uno stemma gentilizio. Delle disgrazie che colpì il duca di Southampton coinvolto nella congiura del conte di Essex (1601) sembra che non ne risentì. La sera prima della ribellione, i partigiani di Essex avevano convinto la compagnia "del lord ciambellano" a rappresentare il "Richard II", in preparazione della sollevazione: nella successiva inchiesta gli attori vennero ritenuti estranei ai fatti. Le notizie che abbiamo su Shakespeare sono in pratica legate a rappresentazioni o edizioni delle sue opere, e a documenti familiari o legali: le nozze della figlia, la testimonianza di un processo (1612), l'acquisto di proprietà (1613). Nel 1603, il nuovo re James I prende alle sue dirette dipendenze la compagnia "del lord ciambellano", che assume la denominazione di "king's men" (uomini del re). Shakespeare figura tra i principali gestori della compagnia, ma il suo nome non appare più nelle liste di interpreti di nuovi drammi rappresentati. Dal 1608 la compagnia userà il Globe Theatre solo nei mesi estivi, preferendo la sala coperta (e dunque con un pubblico più sofisticato e meglio pagante) di Blackfriars. Il Globe sarà distrutto nel 1613 da un incendio, per le salve di artiglieria sparate durante la prima rappresentazione dell'"Henry VIII". Nel 1609-10, pur continuando a collaborare con la compagnia dei King's men, si ritirò a Stratford. La sua esistenza fu quella di un gentiluomo di campagna, un "gentle", benestante e sereno. Nel marzo 1616 fece testamento. Il 23 aprile 1616 morì. Fu sepolto nel coro della chiesa della Old Town, privilegio cui gli dava diritto l'acquisto di parte delle decime di Stratford.

Anteprima: "Radiance" di Alyson Noël

In uscita il 20 Gennaio, per Fanucci Editore, collana Tweens, al prezzo di € 14,00 il primo volume di una nuova saga di Alyson Noël. Si tratta di una sorta di spin off della serie Gli Immortali della stessa autrice, avente come protagonista Riley, la sorella minore di Ever.

Trama
Riley Bloom ha lasciato sua sorella Ever nel mondo dei vivi e ha attraversato il ponte verso la vita ultraterrena, un posto in cui lo spazio è sempre immutato e il tempo non si sposta dal presente. Riley, accompagnata dal suo cane Buttercup, ha finalmente ritrovato i genitori e si gode la piacevole e rilassante condizione di non-viva quando viene improvvisamente convocata dal Consiglio, che la mette a conoscenza di un importante e delicato segreto. A questo punto Riley deve mettersi al lavoro e rinunciare a un’eternità che credeva fatta di soli piaceri e tempo libero. Le viene assegnato un compito, quello di cacciatrice di anime, e un insegnante, Bodhi, un curioso ragazzo che non riesce a comprendere fino in fondo. Riley, Bodhi e Buttercup devono tornare sulla Terra per il loro primo incarico: sono sulle tracce dell’anima di un ragazzo che ossessiona da secoli un castello in Inghilterra. Molti cacciatori di anime hanno cercato di fargli attraversare il ponte senza successo, ma il giovane non ha mai incontrato Riley e non sa di cosa lei sia capace...
Dall’autrice che con la serie de Gli immortali ha scalato le classifiche del New York Times, un nuovo ciclo di romanzi che hanno come protagonista Riley, la giovane sorella di Ever.

Booktrailer


Alyson Noël è nata e cresciuta in California. Dopo il liceo ha vissuto per diversi anni a Mykonos, prima di trasferirsi a Manhattan, dove ha lavorato come hostess. Ha vinto i premi National Reader’s Choice Award, NYLA Book of Winter Award, NYPL Books for the Teen Age, TeensReadToo, 5 Star Gold Award, TeenReads, Best Books of 2007, Reviewer’s Choice 2007 Top Ten. I suoi romanzi sono pubblicati in: Croazia, Russia, Polonia, Taiwan, Germania, Brasile, Ungheria, Francia, Corea, Regno Unito, Grecia, Spagna e Bulgaria. Fanucci Editore ha già pubblicato i primi tre volumi della serie Gli Immortali – Evermore, Blue Moon e Shadowland – e Segreti e sorelle. Di prossima uscita il quarto volume della serie Gli Immortali, Dark Flame.
Sito ufficiale dell'autrice: http://www.alysonnoel.com

giovedì 23 dicembre 2010

Anteprima: "The Summoning - Il richiamo delle ombre" di Kelley Armstrong

In uscita il 14 Gennaio per Fazi Editore, collana Lain, al prezzo di 10,00  il primo volume di una nuova serie young adult, chiamata Darkest Powers, avente come protagonisti i fantasmi, della scrittrice Kelley Armstrong.

Trama
Chloe Saunders, una teenager come tante. Pochi sogni nel cassetto e nessuna particolare aspirazione, se non quella di diplomarsi con un voto decente, avere molti amici, trovare magari un ragazzo da amare. E tuttavia, sebbene le sue aspettative non siano poi così alte, mai si sarebbe aspettata che nel bagno della scuola, invece di ragazze che si rifanno il trucco o parlano del giocatore di football che le ha invitate al ballo, avrebbe trovato il bidello. Un bidello che ormai è morto. Ma Chloe può vedere i fantasmi e i fantasmi possono vedere lei. La sua vita non sarà mai più la stessa. Molto presto gli spettri sono ovunque, le richiedono attenzione, invocano il suo aiuto. È troppo per lei: la ragazza ha un crollo nervoso, tanto da essere internata in una casa per ragazzi disturbati. Lyle House, «un posto per ritrovare la serenità» reciterebbe la brochure, se ne esistesse una. Purtroppo la realtà si rivela presto meno patinata e tranquilla: quando Chloe conoscerà meglio gli altri pazienti - l'affascinante Simon e l'odioso fratello Derek, la detestabile Tori e Rae, che ha un "problemino" col fuoco - inizierà a realizzare che c'è qualcosa di strano e sinistro che lega tutti loro, che non si tratta dei soliti "ragazzi interrotti", che c'è una vena molto più oscura che si cela nelle fondamenta di Lyle House.

"I giovani lettori potrebbero urlare per questo libro tanto da richiamare in vita i morti".
Kirkus starred review

"Pregherete per un sequel".
Melissa Marr


Serie Darkest Powers
1. The Summoning
2. The Awakening
3. The Reckoning


Kelley Armstrong, sposata e madre di tre figli, vive in una zona rurale dell'Ontario dov'è nata, nel 1968. Ha pubblicato la saga paranormal-romance Woman of the Otherworld, 11 volumi dei quali è stato pubblicato in Italia il primo, Bitten (Fazi 2010); la trilogia young-adult The Darkest Powers, e una serie poliziesca che ruota intorno alla figura della detective Nadia Stafford, giunta ora al secondo episodio.
Sito ufficiale dell'autrice: www.kelleyarmstrong.com

Alcune novità Leggereditore per Gennaio/ Febbraio 2010

DARK PASSION

Trama
Bowen MacRieve ha perso l’unica donna che ha amato, e qualcosa dentro di lui si è rotto per sempre. Guerriero senza scrupoli, ora è più gelido che mai. Fino a che l’incontro con l’affascinante Mariketa, sua acerrima nemica, risveglierà in lui i desideri più oscuri. Quando delle forze sinistre si uniscono per darle la caccia, il temibile Highlander si ritrova a mettere a repentaglio la sua vita per salvare quella di lei. Temporaneamente privata dei suoi poteri, Mari è costretta ad accettare l’intervento del suo avversario. Si dice che nessuno possa tentare il cuore indurito di Bowen, ma la passione fra i due non tarda a esplodere. Nonostante un futuro insieme sia impossibile, Mari teme che non la lascerà andare tanto facilmente. E quando lui pretenderà il suo corpo e la sua anima, riuscirà a rifiutarlo o rischierà tutte le sicurezze di una vita per il suo affascinante protettore?

Kresley Cole ha esordito nel 2003 con The Captain of All Pleasures, e da allora ha pubblicato quindici romanzi che fanno capo alle due fortunatissime serie dei Fratelli MacCarrick, una trilogia di romantic novel a sfondo storico incentrata sulla vita di Highlander, e la serie Gli immortali, quest’ultima insignita del premio RITA. Le sue opere sono state tradotte in più di dieci Paesi; oggi l’autrice vive in Florida, con il marito e i loro cani. Per Leggereditore è già uscito il primo romanzo della serie Gli Immortali, Dark Love, che ha avuto uno strepitoso successo, seguito a ottobre dello stesso anno da Dark Passion.

MéNAGE PROIBITO

Trama
Per amore si è disposti a tutto, ma fino a dove riuscirà a spingersi Keiley? Il suo è un matrimonio perfetto, basato sulla complicità, il rispetto, la passione. Ma c'è qualcosa che suo marito non ha mai osato dirle... Due uomini, una donna: il regno incontrastato del piacere femminile. Una fantasia allettante, ma pericolosa, proibita come quelle parole che ci teniamo per noi, che non osiamo confessare. E, soprattutto, quando si è felicemente sposati, quando si ha tutto ciò per cui abbiamo sempre lottato. E se fosse nostro marito a chiederci di spingerci oltre? Di aprire porte che potrebbero trasportarci verso un orizzonte sempre più ampio? Esiste qualcosa che superi la stessa perfezione? Kiley decide di cominciare un viaggio che la porterà ad assaporare la vertigine del sesso, quello che fa perdere i sensi, ma che al contempo scuote l'anima. Ad accoglierla ci saranno i sentieri più sensuali del desiderio, ma anche le contraddizioni dell'amore, della possessione, e lo spettro ostile della gelosia.


Lora Leigh è una grande sognatrice, sempre assorta nei suoi pensieri, intenta ad immaginare le prossime avventure dei personaggi che affollano gli oltre 30 libri ormai al suo attivo. Con i suoi romanzi erotici ha conquistato migliaia di lettrici, collocandosi al top delle classifiche USA. La sua voce vi condurrà in un universo di erotismo ad altissime temperature, dove il sesso è anche conoscenza di sé e dell'altro.

FINO A SFIORARLE IL VISO

Trama
Sono trascorsi sette lunghi anni e Beth non ha mai dimenticato. E ora una telefonata nel cuore della notte, le fa capire che il peggio deve ancora arrivare. Quel respiro lo riconoscerebbe fra mille, è il più terribile dei suoi demoni, e lei farà di tutto per tenerlo lontano dalla piccola Abby. Sarà Neil Sheridan, ex agente FBI, a occuparsi del caso e ad avvicinarsi a Beth prima che sia troppo tardi. Sarà lui, che non ha niente da perdere e tutto da recuperare, a decifrare un segreto che se reso pubblico farebbe affiorare verità atroci, in grado di rovinarla per sempre. Per riuscirci dovrà immergersi nelle ombre di una notte di sette anni prima e a sua volta ripercorrere il proprio passato, aprendosi a qualcosa di ancora più pericoloso di un serial killer: il cuore di una donna terrorizzata che per la prima volta si abbandona all’amore.

Kate Brady si divide fra l’insegnamento della musica e la scrittura di thriller. Come lei stessa afferma, la sua carriera letteraria è cominciata come un’attività clandestina, un hobby che l’ha portata passo dopo passo fino al grande pubblico. Il suo esordio Fino a sfiorarle il viso le è valso il prestigioso RITA Award, ed è in corso di pubblicazione in diversi Paesi, fra i quali Gran Bretagna, Germania, Olanda e Grecia.

LA RAGAZZA DEL LIBRO DEI FUOCHI

Trama
Londra 1752. Fra i vicoli umidi di pioggia si aggira la giovane Agnes Trussell, in tasca una manciata di monete rubate, nel grembo un bambino che non vuole. Ma una porta si apre nel buio e Agnes si ritrova ad accettare un impiego come apprendista in un laboratorio di fuochi d’artificio. Mentre impara a muoversi in un mondo fatto di polveri esplosive, tentativi e gesti prudenti, la ragazza conquista lentamente la fiducia dell’enigmatico e scorbutico John Blacklock e si unisce alla sua missione: quella di creare i fuochi più spettacolari che occhio umano abbia mai visto. I mesi scorrono e per Agnes diverrà sempre più difficile custodire il suo segreto. Possibile che nessuno abbia intuito qualcosa? E cosa si nasconde dietro gli sguardi ambigui di Mrs Blight, la governante che segue ogni sua mossa? Il tempo scorre, e i segreti di Agnes non rimarranno tali per sempre... la rovina sembra inevitabile... Jane Borodale ha la capacità di far emergere la complessità dei rapporti umani come solo le sorelle Brontë sono riuscite a fare. Il suo ritratto della Londra dell’epoca è indimenticabile, dalle strade sudicie dei bassifondi, agli interni polverosi di una casa dove nulla è ciò che sembra. Un romanzo dalle atmosfere suggestive che affascinerà coloro che hanno amato i romanzi di Tracy Chevalier, Geraldine Brooks e Michel Faber.

Jane Borodale vive in Inghilterra con il marito e i due figli. Divide le sue giornate fra la creazione di sculture di grande successo e la scrittura. La ragazza del libro dei fuochi è il suo romanzo d’esordio, con il quale si è collocata nella terzina finalista del prestigioso Orange Prize.

domenica 19 dicembre 2010

Recensione: "Notte buia, niente stelle" di Stephen King

Titolo: Notte buia, niente stelle
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo: 20,90

Sinossi
Nebraska, 1922. Un allevatore, con la complicità del figlio, uccide la moglie che vuole vendere la proprietà di famiglia.
Connecticut, al giorno d’oggi: una scrittrice subisce un violento agguato e decide di farsi giustizia da sola.
Intanto, nel Maine, un uomo malato di cancro fa un patto scellerato: la sua vita in cambio di quella del suo migliore amico.
E una donna, una tranquilla casalinga, dopo più di vent’anni di matrimonio scopre improvvisamente che il marito è un serial killer.
Quattro romanzi brevi, quattro situazioni e ambientazioni diverse, che però affrontano tutti i temi cari a King: la banalità del male, la paura e l’immoralità del genere umano. Una lettura che non lascia scampo.

Recensione
Uno Stephen King nel suo massimo splendore narrativo!
Quattro racconti meravigliosi, raffinati, neri come l'oscurità che si nasconde nell'anima di ogni essere umano. Quattro storie di spietata crudeltà, scritte con maestria e cinica ironia, da un Re in gran forma. «In ogni uomo ne vive un altro, un mestatore», ecco la frase che potrebbe riassumere il libro nel suo complesso, che potrebbe rappresentare il leit motiv di ogni racconto. Questi i temi principali: uxoricidio, stupro, patto col diavolo e omicidio seriale.
 In queste storie King esplora l'aspetto corrotto di uno dei più profondi legami, quello familiare. Siamo, infatti, di fronte alla decadenza di famiglie, i cui componenti sono schiavi di pulsioni devianti come l'odio, la vendetta, l'egoismo.

Nel primo racconto, 1922, un uomo uccide la propria moglie con la complicità del figlio. In questa storia l'oscurità dell'animo di un padre prende il sopravvento ed esplode nel figlio.
«Esiste davvero l'inferno, oppure ce lo costruiamo noi sulla terra?»

Nel secondo, Maxicamionista, una placida scrittrice, brutalmente stuprata, ha sete di vendetta. Decide così di farsi giustizia da sola, trasformandosi in una serial killer.
«Andando a caccia del suo stupratore come un giustiziere da film, Tess si era condannata all'inferno.»

Il terzo, La giusta estensione, parla di un patto tra un uomo in fin di vita per il cancro e uno strano venditore ambulante di nome Elvid, tramite il quale riuscirà a salvarsi, riversando la malattia nel suo migliore amico. Si tratta del classico patto faustiano.
«Ma anche quello che non c'è ha un peso. Un peso negativo, che è il genere peggiore. Il peso che tolgo a lei deve gravare altrove. Sono le leggi della fisica. Una fisica medianica, potremmo definirla.»

L'ultimo, Un bel matrimonio, racconta del dramma psicologico di una donna, la quale scopre, dopo 27 anni di matrimonio, che il marito è un serial killer. E' così che fingerà di stare al gioco del marito per vendicarsi, ma finirà per trasformarsi anche lei in un'assassina.
«Ora, dopo tanti anni, aveva finalmente trovato il passaggio attraverso lo specchio. Solo che non c'era una Bambina Più Oscura che aspettava in una Casa Più Oscura. C'era un Marito Più Oscuro.»

Un grande plauso va fatto a King per la sua straordinaria capacità di immedesimarsi nel mondo femminile. Protagoniste assolute di queste storie sono, infatti, le donne. Donne violentate, uccise, ricattate e ridotte al silenzio. Ma per il Re le donne, non sono solo vittime, non si limitano a subire il dominio e lo schiavismo degli uomini, ma sono audaci, temerarie, pronte alla vendetta.

Con Notte buia, niente stelle il Re torna in grande stile... cattivo, quasi spietato! Per King il vero inferno è qui, sulla terra. Viene da chiedersi se ci sia un effettivo bisogno dell'elemento soprannaturale, perchè gli incubi veri, vivono già tra di noi... dentro di noi...
Consigliatissimo!

«Il pensiero seguirà all'emozione dopo la lettura e a libro già riposto.»
Stephen King

Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen

“E’ un fatto universalmente noto che uno scapolo provvisto di un cospicuo patrimonio non possa fare a meno di prendere moglie. Per poco che si conoscano i sentimenti o le intenzioni di un uomo ricco e senza moglie al momento del suo primo apparire in un certo luogo, questo fatto è così radicato nella mente delle famiglie del vicinato, che egli viene considerato legittima proprietà dell’una o dell’altra delle loro delle loro figliuole.”
Si tratta della prima frase del romanzo che rese celebre Jane Austen, della quale quest'anno si celebra il 235° anniversario della nascita. Sto parlando di Orgoglio e Pregiudizio.

Il romanzo ha come temi principali l'orgoglio di classe del signor Darcy e il pregiudizio di Elizabeth Bennet nei confronti di quest'ultimo. La trama si concentra sulle vicende della famiglia Bennet, composta dai signori Bennet e dalle loro cinque figlie: Jane, Elizabeth (per gli amici Lizzy), Mary, Catherine (detta anche Kitty) e Lydia. L'obiettivo rimasto alla signora Bennet, vista la mancanza di un figlio maschio che possa ereditare la loro tenuta di Longbourn nell'Hertfordshire, è quello di vedere sposata almeno una delle sue figlie prima possibile. La signora Bennet è una donna frivola mentre il signor Bennet è un uomo intelligente, sarcastico e imprevedibile. È tuttavia affezionato a Jane e soprattutto ad Elizabeth, ragazza di carattere assennato e ragionevole. Quando un ricco scapolo, il signor Bingley, si trasferisce a Netherfield, una tenuta in affitto nelle vicinanze, la signora Bennet freme affinché le figlie gli vengano presentate quanto prima. Il primo incontro ha luogo durante il ballo dato da Sir Lucas, vicino di casa dei Bennet, dove la famiglia viene presentata al signor Bingley, alle sue sorelle e al misterioso signor Darcy. Bingley è cortese e socievole, mentre Darcy e le sorelle di Bingley rimangono in disparte gran parte della sera passando il tempo fra loro. Durante il ballo Elizabeth viene definita da Darcy "Appena passabile ma non abbastanza bella da tentarmi". Elizabeth lo sente e, pur mostrando ironia per l'accaduto, lo prende in antipatia. Il signor Bingley e Jane, invece, ballano tutta la sera con gran diletto. Jane va in visita a Netherfield per un tè con la signorina Bingley. Spinta dalla madre, Jane va a cavallo a Netherfield e viene sorpresa da un temporale, che le vale un serio raffreddore, costringendola a trattenersi presso i Bingley per qualche giorno, proprio come sua madre aveva architettato, negandole la carrozza. Elizabeth va a trovarla e rimane ospite a Netherfierld per prendersi cura della sorella, e Darcy ha occasione di approfondire la conoscenza con lei e di scoprirsene, suo malgrado, affascinato. Questa situazione esacerba i rapporti fra Elizabeth e la signorina Bingley, che progetta di conquistare Darcy.
Nel frattempo Longbourn viene sconvolta da un nuovo arrivo: il signor Collins, cugino delle ragazze nonché pastore. William Collins è il legittimo erede di Longbourn e spera di poter sposare una delle figlie dei Bennet. La sua inevitabile scelta ricade immediatamente su Jane, la più bella. Il signor Collins viene ben presto informato dalla signora Bennet che Jane sarà presto fidanzata e che pertanto la sua scelta dovrebbe ricadere su Elizabeth.
Le sorelle Bennet si recano spesso, per trovare la zia, alla vicina Meryton e qui un giorno hanno modo di conoscere l'affascinante signor Wickham, che dichiara di conoscere da tempo Darcy e di aver vissuto con lui a lungo durante l'infanzia, ma che è stato trattato così malamente che ora i loro rapporti sono pessimi. Wickham racconta a Elizabeth del comportamento oltraggioso avuto da Darcy nei suoi confronti, e lei prende subito le parti di Wickham, sentendosene un pochino attratta.
Frontespizio della prima edizione del 1813
Il signor Bingley organizza un ballo a Netherfield, come promesso alle sorelle Bennet. Il suo trasporto nei riguardi di Jane è visibile, tanto che la società locale dà il loro matrimonio per certo. Il signor Darcy si convince tuttavia che Jane non è realmente innamorata dell'amico. Inoltre nota la proverbiale frivolezza di Catherine e Lydia e l'incapacità di mantenere il dovuto contegno dei signori Bennet. Pertanto, si convince che la cosa migliore per Bingley sia lasciare Netherfield al più presto. Nel frattempo il signor Collins si getta in una corte sfrenata, che culmina con la richiesta della mano della secondogenita Bennet, la quale, basita, rifiuta categoricamente, nonostante le rimostranze della madre. Il signor Collins, deciso a tornare a casa con una moglie, decide di sposare Charlotte Lucas, la migliore amica di Elizabeth. Dopo la partenza di Bingley e la chiusura di Netherfield, Jane riceve l'invito degli amati zii a Londra e lo accetta, mentre Elizabeth parte per Rosings, nel Kent, in visita ai signori Collins. Lady Catherine De Bourgh, protettrice e vicina del signor Collins, è la zia di Darcy, il quale si trova ospite nella sua tenuta. Durante la sua permanenza Elizabeth si imbatte spesso in Darcy, il quale alla fine capitola e le dichiara il suo amore, non privo del suo famoso orgoglio e con la convinzione che verrà accettato. Elizabeth, che lo rifiuta categoricamente, dichiara che mai potrebbe sposare colui che è stato la causa della rovina sia di Wickham che della sua cara sorella Jane. Il giorno successivo Darcy le scrive una lettera di chiarimento in cui la informa di aver agito senza sospettare i sentimenti di Jane per Bingley, e si dilunga a spiegare la sua situazione con il signor Wickham. Pare infatti che quest'ultimo, non soltanto sia per fama un truffatore, ma abbia anche cercato di circuire la sorella del signor Darcy, Georgiana, per approfittare delle 30000 sterline di dote della ragazza. Elizabeth è sorpresa talmente dalla lettera, che comincia a mutare i suoi sentimenti per Darcy. Elizabeth e Darcy, ognuno turbato dopo questi fatti, ripartono ben presto per le rispettive dimore. Dopo alcune settimane trascorse a Longbourn, Lizzy, con l'intento di distrarsi dai sui pensieri per Darcy, riparte con gli zii londinesi per un viaggio di piacere nel Derbyshire, durante il quale si trovano vicino a Pemberley, l'abitazione di Darcy. Convinta che il legittimo padrone non sia in casa, Elizabeth acconsente con grande interesse a visitare la tenuta. Durante la visita incontra però proprio il signor Darcy, rientrato prima del tempo. Darcy è sorpreso, Elizabeth imbarazzata. Tuttavia nota che i modi di lui sono molto mutati, sembra essere socievole e gentile. Le fa conoscere sua sorella e la invita a cena con i signori Gardiner, gli zii di Elizabeth, nonostante durante la sua dichiarazione avesse espresso grandi riserve sulle origini umili della sua famiglia. Però, prima che Elizabeth e i Gardiner possano recarsi a cena, Elizabeth viene raggiunta da una pessima notizia: Lydia, che era in vacanza, ospite del colonnello Forster e sua moglie a Brighton, è scappata con Wickham, che pare non abbia intenzione di sposarla. Elizabeth rientra a Longbourn di fretta, scusandosi con Darcy. La situazione scandalosa provocata da Wickham e Lydia viene messa a tacere con un matrimonio di convenienza, dopo un periodo durante il quale né Lydia né Wickham possono essere rintracciati. Qualche tempo più tardi, Elizabeth viene a sapere da Lydia, e poi da sua zia Gardiner, che il signor Darcy è l'artefice del matrimonio. La zia la informa infatti che Wickham è stato profumatamente pagato per sposare Lydia. Bingley, insieme a Darcy, va in visita a Longbourn e, pochi giorni dopo, chiede la mano di Jane, che l'accetta. Elizabeth, oltre al senso di gratitudine, si è ormai resa conto di provare dell'amore nei confronti di Darcy, che tuttavia non si ripropone. Elizabeth viene sorpresa da una visita improvvisa di Lady Catherine De Bourgh. La protettrice dei Collins vuole sapere se si è promessa al nipote e le chiede di promettere solennemente che mai si congiungerà in matrimonio con il signor Darcy in quanto aspira ad un matrimonio del nipote con sua figlia. Elizabeth rifiuta di promettere alcunché. Darcy, che viene a sapere dell'accaduto, comprende che Elizabeth nutre qualcosa di nuovo per lui. Il giorno successivo Darcy, in visita con l'amico Bingley presso i Bennet, si ripropone a Elizabeth che accetta con piacere, mostrandosi più innamorata che mai. L'epilogo è il matrimonio tra Elizabeth e Darcy e quello tra Jane e Bingley.

I PERSONAGGI

Mr. Charles Bingley
È un giovane uomo le cui ricchezze, che consistono in quattro o cinquemila sterline di rendita, lo rendono un buon partito per qualsiasi ragazza. Charles Bingley è giovane, straordinariamente bello, molto simpatico, alto e distinto, e con modi semplici e disinvolti. Ha una famiglia numerosa e le sue cinque sorelle in realtà sono più interessate ai suoi soldi che non alla sua persona e comunque cercano di manipolarlo a loro piacimento. Mr. Bingley, infatti, è un uomo di tale modestia che non considera la propria opinione più importante di quella altrui e coloro in cui egli ripone molta fiducia possono facilmente strumentalizzarlo. Nel corso del romanzo si è fatto convincere dell’amico Darcy, che non voleva che contraesse un matrimonio con una donna di bassa estrazione sociale, a non sposare Jane; solo dallo stesso verrà convinto anche del contrario, quando le vicende sono ormai giunte alla conclusione. Ama stare in compagnia e la sera del ballo aveva voluto far la conoscenza di tutti gli ospiti, con i quali si era anche intrattenuto a parlare. Allegro e schietto, ai balli cerca di non perdere neanche un giro di danza. Mr. Bingley non si dimostra mai sazio di questi divertimento mondano, proprio perché è uno dei pochi borghesi che mette al primo posto nella sua vita i rapporti di amicizia con le altre persone. In sé racchiude tante di quelle qualità tale da essere un ottimo partito per qualsiasi ragazza, perché è giovane, intelligente, di buon carattere, allegro, di modi avvincenti, semplici e pieni di educazione, simpatico, bello, la cui indole è aperta, semplice e duttile. Sembra assurdo che un uomo così possa esser diventato amico con Mr. Darcy, che invece appare agli occhi i tutti come un tipo asociale, altezzoso e orgoglioso, anche se il suo carattere è ben diverso. La sua rendita di quattro o cinquemila sterline, senza poi contare le cento mila sterline ereditate dal padre, gli permette una vita agiata e di essere anche ben accetto nell’alta società,. Ha posseduto una grande tenuta nell’Hertfordshire, a Netherfield, per poi trasferirsi in un’altra nel Derbyshire, vicino a quella dell’amico Darcy.

Mr. Fitz-William Darcy
È un giovane uomo, dalla figura alta e snella, il volto dai lineamenti bellissimi, il nobile aspetto. Gli uomini lo considerano come un tipo virile, mentre alcune donne lo ritengono più bello di Mr. Bingley durante il ballo che Charles aveva organizzato nella tenuta di Netherfield. Ma i suoi modi, almeno in apparenza, disgustano coloro con cui ha a che fare e gli attirano le antipatie di tutti, infatti, risulta orgoglioso, scontroso, antipatico, odioso e snob. Quelle belle dame, durante il ballo organizzato da Mr. Bingley, sono solamente delle ragazze di discreta bellezza che non possono essere degne della sua compagnia. Il confronto con il suo migliore amico, Mr. Bingley, si mostra sempre più evidente, anche perché stupisce il loro legame, infatti, all’inizio del romanzo appaiono come due tipi molto diversi fra loro. Mr. Darcy non ama assolutamente danzare ed è anche asociale, o forse riservato, perciò non vuole far conoscenza con altre persone che non siano di alta estrazione sociale. È infinitamente superiore all’amico Mr. Bingley per educazione ricevuta e ricchezza, ma ciononostante è altero, sostenuto e sprezzante. Però Mr. Darcy è un uomo e come tale ha un cuore, perciò il suo amore per Elizabeth lo spinge a rivelare la sua vera essenza alla sua amata, risultando alla fine del romanzo un uomo comprensivo, benevolo e sensibile e non altezzoso, orgoglioso e indifferente come appariva all’inizio delle vicende, al primo ballo. In principio, infatti, si era appena degnato di trovare Elizabeth graziosa; al ballo non l’aveva ammirata affatto e negli incontri seguenti l’aveva guardata unicamente per criticarla. In un primo tempo si era limitato ad affermare che il volto di lei non era niente di straordinario, poi ha ammesso che dietro a quegli due magnifici occhi neri profondi ci fosse una rara intelligenza. Insomma, Mr. Darcy è un personaggio che presenta agli altri due facce completamente diverse: quella del ricco altezzoso e pieno di sé e l’altra dell’uomo che sa farsi guidare dalla ragione e dai sentimenti, benevolo e umile. Questa dura contrapposizione è stata forse causata dalla delusione che ha avuto con Mr. Wickam, con cui era cresciuto e con cui aveva condiviso molti momenti felici dell’infanzia, che gli ha sottratto un po’ dell’affetto del padre e alla fine ha tradito la sua stima per lui. Queste delusioni causano un indurimento del cuore della persona, che, sentendosi debole e vulnerabile, cela la sua vera personalità dietro una maschera, proprio per non avere più problemi del genere. Perciò Mr. Darcy ha trovato in Lizzy la sua anima gemella, capace di comprenderlo e di sostenerlo, perché è una persona che oltre ad avere degli occhi splendidi ha anche un’intelligenza vivissima. Perciò, pur di condurla all’altare, accetta un matrimonio sconveniente perché si sarebbe imparentato con dei medi borghesi, lui un ricco con parenti dei nobili. Per Mr. Darcy questo è un sacrificio di orgoglio che opera pur si coronare il suo sogno di amore con Lizzy e va anche incontro all’ira di Lady Catherine de Bourgh, che lo vorrebbe sposato con sua figlia. Mr. Darcy riesce quindi ad operare una scelta contro corrente per l’epoca e rappresenta quel tipo di persona, che influenzata dalle idee innovative dell’Illuminismo, riesce a farsi guidare dal sentimento e dalla ragione, rinunciando a seguire quelle opprimenti convenzioni sociali, che lo avrebbero costretto ad un matrimonio infelice. Mr. Darcy ha una sorella, e, a conferma della sua indole benevola, si prende cura di lei come se fosse suo padre, visto che quello naturale era morto. Fitz-William possiede una tenuta a Pemberley, con immensa villa e un parco dal perimetro di circa dieci miglia; inoltre il suo reddito annuo è di cieca diecimila sterline, uno sproposito per l’epoca, se i pensa che con qualche centinaio di sterline all’anno si poteva vivere senza problemi, la sua ricchezza è quindi immensa.

Miss Elizabeth Bennet
È una ragazza, ventitreenne, i cui lineamenti sono aggraziati ma non bellissimi, in confronto alla sorella Jane. La sua “Arma segreta” sono gli occhi, neri e brillanti, comunicativi, fuori del comune, tanto che Mr. Darcy dichiara che un pittore non riuscirebbe mai a dipingerli e a coglierne l’espressione. Elizabeth, o Lizzy per i conoscenti, conquista il miglior partito possibile, Mr. Darcy, senza comunque averne l’intenzione, in virtù della sua intelligenza e del suo carattere fermo ma non duro. Man mano che la storia procede il personaggio di Elizabeth diventa sempre più complesso dal punto di vista psicologico e più importante per il romanzo, che riesce a mantenere alta la tensione fino all’ultimo capitolo grazie alla storia d’amore tra Elizabeth e Mr. Darcy. Alla fine sarà proprio Elizabeth, una ragazza della borghesia di provincia, a divenire l’eroina della “Ragione”, che era stata un valore fondamentale nel secolo in cui Austen si era formata, sotto l’influenza dell’Illuminismo. Elizabeth, a differenza delle sorelle, è l’unica in famiglia capace di capire le situazioni e a prendere in relazione ad esse decisioni appropriate, è sempre cosciente di ciò che fa e cerca di agire con la massima razionalità. Perciò è la preferita, fra le sue cinque figlie, di Mr. Bennet, da cui ha sicuramente ripreso la vivacità mentale, e per questo la definisce la più sveglia fra queste, anche se la madre è stupida e volgare. La sua simpatia, la franchezza e la decisione di Lizzy conquistano Mr. Darcy, uomo altezzoso che era sicuro, una volta dichiarato il suo amore a Lizzy, di non essere rifiutato. Elizabeth non è una ragazza ipocrita, e inizialmente non prova simpatia per Darcy né è interessata al suo denaro, perciò ci impiegherà del tempo per innamorarsi di Mr. Darcy. Inizialmente lo detestava, ma poi con l’avanzare delle vicende ne comprende il positivo carattere e lo apprezza, per poi desiderarlo al punto di opporsi al volere di Lady Catherine de Bourgh, la quale osteggia questo matrimonio perché vorrebbe vederlo sposato con sua figlia. Da questo ritratto Elizabeth appare come una ragazza perfetta, anche se ha i suoi difetti, primo fra tutti quello del farsi condizionare dagli altri in alcune decisione e di giudicare la simpatia e l’antipatia delle persone in base a pregiudizi, come è accaduto per Mr. Darcy. Elizabeth rappresenta una donna la cui vivacità intellettuale non vuole sottomettersi alle convenzioni sociali e vuol portare avanti le proprie idee e convinzioni; forse il suo carattere si avvicina molto a quello dell’autrice, anche perché il contesto storico sociale in cui vivono è il medesimo, in linea di massima. Da sposata il suo patrimonio coniugale le permetterà di vivere una vita nel lusso e anche di essere benaccetta nell’alta società, anche se non rinuncia ad incontrasi spesso con sua sorella Jane, alla quale vuole un mondo di bene.

Miss Jane Bennet
È la più bella fra le sue cinque sorelle, oltre che per l’aspetto esteriore si fa ammirare anche per il carattere tanto che Lizzy, sua sorella, che sa indagare attentamente la realtà, ammira la sua personalità, anche se la definisce troppo incline ad apprezzare la gente definendo tutti buoni e simpatici. Comunque cerca di non essere facile alla critica, ma dice sempre quel che pensa, o almeno cerca di farlo. Jane è piena di buon senso e di allegria, sentimento e per questo Lizzy vorrebbe avere un carattere tale e quale a quello della sorella. La sera del ballo era stata ammirata da tutti, persino da Mr. Bingley che le aveva chiesto per due volte consecutive di ballare con lui. Mr. Darcy, amico di Mr. Bingley, riesce appena a riconoscere che è bella, ma le trova anche un difetto, cioè che sorrideva troppo. Nonostante questo giudizio di Mr. Darcy, Jane resta una persona che non è soggetta a grosse critiche grazie alla sua profondità di sentimento, alla sua sensibilità e al calore umano che sprigiona. Quindi rappresenta il punto di incontro tra bellezza e qualità morali, rappresentandole entrambe. Il suo carattere discreto e pacifico si adatta a quello di Mr. Bingley e rende la loro storia d’amore quasi naturale, come naturale è l’opposizione della mediocre Miss. Bingley, che avrebbe voluto che il fratello si sposasse con Miss. Darcy , per poi rendere più facile con la sua unione con Mr. Darcy. Jane da sposata gode di una rendita altissima e per questo sua madre aveva premuto tanto affinché si realizzasse il suo matrimonio con Mr. Bingley.

Mrs. Bennet
È una donna la cui bellezza è ormai sfiorita, vista l’età, ma che da giovane doveva essere molto bella, visto che Mr. Bennet si era innamorato di lei solo per l’aspetto fisico. Al contrario del marito, ha un’intelligenza modesta, una scarsa cultura e un carattere debole e incerto; la sua natura è assai meno complessa di quella del suo consorte. Quando è scontenta si convince di essere nervosa. Scopo della sua vita è trovare marito alle figlie; i suoi svaghi le visite e le chiacchiere. Nel romanzo la sua figura appare ridicola e a volte meschina, infatti, quando la figlia Lydia scappa con Wickam con l’intenzione di sposarsi, le sue uniche preoccupazioni sono l’abito e il ricevimento nuziali per la ragazza, al contrario non la scalfiscono minimamente altre preoccupazioni che in tali situazioni sarebbero naturali per una madre in ansia per la sorte della propria figlia. Mrs. Bennet è molto petulante e con il suo scarso tatto e la sua mediocre classe mette in ridicolo la famiglia, precludendo alle figlie ogni speranza di un matrimonio conveniente, visto che solo i veri innamorati avrebbero sposato una Bennet per poi ritrovarsi imparentati con una donna così, vedi Mr. Darcy e Mr. Bingley. Entra sempre in discussione con il marito e prende continuamente la difesa delle figlie, soprattutto di quelle più stupide come Lydia. Mrs. Bennet è addirittura contenta quando Jane prende la febbre e deve rimanere a Netherfield, a casa di Bingley perché così si sarebbero potuti conoscere meglio, senza pensare che la febbre potesse essere mortale. Il suo più grande sogno è quello che una delle sue figlie, o possibilmente tutte, si sposi con un uomo benestante. Non è però cosciente che il suo comportamento mettesse in ridicolo tutta la famiglia, ostacolando così la realizzazione del suo sogno. È facilmente irritabile e cambia facilmente opinione sulle persone, ad esempio inizialmente odia Darcy poi lo considera uno dei migliori uomini sulla terra solo perché sarebbe stato il marito di sua figlia. La sua mania di combinare matrimoni la spinge a costringere Elizabeth a sposare Mr. Collins, che le aveva chiesto la mano senza ottenere una risposta positiva; se non fosse stato per l’intervento di Mr. Bennet, Lizzy si sarebbe maritata senza volerlo. Mrs. Bennet era figlia di un avvocato e la sua eredità consisteva in 5000 sterline che sarebbero poi andate alle figlie alla sua morte, la sua città d’orgine era Meryton, dove vive sua sorella.

Lydia
È la più giovane delle sorelle Bennet, ha appena sedici anni ma già partecipa alla vita in società perché i Bennet non vogliono applicare la consuetudine di farvi partecipare le figlie minori solo dopo che le maggiori si siano sposate. Lydia è forte e ben sviluppata, con una bella carnagione e un carattere spigliato; è la preferita si sua madre. Appare molto egoista ed è convinta che al ballo Mr. Bingley ballerà con lei perché è molto alta, forse perché convinta della veridicità del proverbio “Altezza metà bellezza”. Ogni giorno va a casa dello zio, a Meryton, con la sorella Kitty, per vedere gli ufficiali e sperando di che uno di loro si innamori di lei , dimostrandosi “Degna” figlia di sua madre, entrambe stupide e frivole. È molto vivace e disinvolta; tale disinvoltura è aumentata fino a diventare sfacciataggine da quando è diventata oggetto delle attenzioni degli ufficiali, attirati dagli ottimi pranzi di suo zio e dal suo fare tutt’altro che riservato. La sua sciagurata fuga con Wickam, oltre che a far prendere un patema d’animo alla sua famiglia, le porta anche una fama disonorevole, che rischia di compromettere i matrimoni di Jane ed Elizabeth, perché i loro mariti si sarebbero imparentati con lei. Per questo Mr. Darcy cerca di seppellire e risolvere lo scandalo per poter sposare Elizabeth senza ulteriori problemi legati alla conseguente parentela. Lydia con Wickam vive un’esistenza sregolata, piena di debiti e nonostante i soldi garantitele dal padre ogni mese non riesce a usarli con parsimonia; non ha una residenza fissa da sposata, ma cambia città sempre perché ha accumulato debiti con il marito.

Mary
È una delle figlie di Mr. Bennet, senz’altro la ragazza più acculturata della famiglia. Legge molti libri e quando parla esprime spesso concetti molto profondi. Ma Mary è anche l’unica ragazza bruttina della famiglia e per essere osservata ha la mania di dare sfoggio della sua bravura nel ballare e nel cantare, anche se non ottiene grandi risultati. Non ha né gusto né talento e tutta la sua applicazione era servita a darle un tono pedante e presuntuoso. Alla fine sarà l’unica figlia a rimanere con la famiglia dopo i vari matrimoni.

Kitty
È una delle figlie minori di Mr. Bennet, la sua salute è cagionevole e ha sempre il raffreddore. Il suo starnutire insistente fa arrabbiare la madre, che non ha il tatto e il buon senso per capire certe situazioni. Anche lei va spesso a casa dello zio per conoscere i giovani ufficiali che vi andavano a mangiare, anche lei come Lydia è frivola e ricerca l’amore con gli ufficiali, e per questo dopo il matrimonio di Lydia il padre non vuole più farla uscire, le intima la minaccia di una “Reclusione” in casa per dieci anni, perché non vuole più ripetere l’errore che aveva commesso con Lydia.

Miss Bingley e Mrs. Hurst
Sono due delle sorelle di Mr. Bingley, sono belle ed eleganti, ma il loro aspetto esteriore tradisce la loro ipocrisia e la mediocrità del carattere e dei sentimenti. Mrs. Bennet le considera signorine squisite. Jane è della stessa opinione, anche se in realtà esse odiano la famiglia Bennet, e anche se si dimostrano loro amiche in realtà non vogliono né che Lizzy sposi Mr. Darcy né che Jane contragga matrimonio con Mr. Bingley. Jane si accorge di questa situazione solo verso la fine del romanzo e comunque è disposta a perdonarle, anche se la loro amicizia non sarebbe stata più come prima. Al contrario Lizzy si accorge di questa situazione fin da quando le aveva conosciute. Sono delle vere signore, non mancano di allegria e sanno rendersi amabili, ma sono anche orgogliose e piene di sé.Hanno ricevuto una educazione perfetta in uno dei primi collegi di Londra, ma non avevano tatto. Frequentano gente di alta estrazione sociale migliore società e si credono in diritto di pensare molto bene di loro stesse e molto meno bene degli altri. Appartengono ad una rispettabile famiglia dell’Inghilterra del Nord hanno una sostanza di ventimila sterline e hanno l’abitudine di spendere più del dovuto.

Mr. Hurst
È il cognato di Mr. Bingley, si distingue per il suo fare da gentiluomo. Mr. Hurst è un uomo indolente che pensa solo ai vizi della carne, ovvero mangiare, bere e giocare a carte; preferiva un cibo semplice a qualsiasi intingolo. Ha il vizio di criticare gli altri dall’alto della sua “Posizione”, come del resto la sua consorte Mrs. Hurst.

Miss Georgiana Darcy
È la sorella di Mr. Darcy, che dopo la morte dei genitori trova nel fratello un secondo padre. Non è attraente e non assomiglia troppo a suo fratello. Da bambina era dolce e affettuosa., ora pur mantenendo tali caratteristiche è una bella ragazza di quindici o sedici anni, molto istruita. Dopo la morte di suo padre si è stabilita a Londra, dove vive con una signora che sorveglia la sua educazione, che la sta facendo diventare una signora di gran classe, che sa suonare uno strumento musicale ed è anche educata. Suo fratello, Mr. Darcy, è per lei come un secondo padre. Riesce subito a fare amicizia con Elizabeth, sua cognata. Come il fratello, gode di un alto reddito annuo ed è proprietaria in parte della tenute di famiglia.

Sir William Lucas
È un uomo che si è fatto una discreta fortuna nel commercio a Meryton e per un discorso rivolto al Sovrano, nel periodo in cui era sindaco, era stato elevato all’onore della nobiltà. Arrivato a questo punto, si era sentito in dover di provare disgusto per gli affari, nonché per la vita in una piccola città commerciale. Così, abbandonato gli uni e l’altra, si è trasferito con la famiglia in una casa a quasi un miglio da Meryton, che da allora aveva il nomignolo di Lucas Lodge, dove poteva compiacersi amabilmente della sua nuova e importante posizione, e non più costretto dagli affari, a dedicarsi soltanto al piacere si stare con al sua famiglia. E’ di carattere inoffensivo per natura, cordiale e compiacente, la presentazione a Corte lo aveva fatto diventare un modello di gentilezza. Ma l’aver abbandonato gli affari lo riduce ad uno stato di moderata ricchezza, per questo il matrimonio di sua figlia Charlotte con un ricco uomo viene accolto come una grazia.

Lady Lucas
È una brava donna di intelligenza piuttosto limitata, ma non per questo meno preziosa vicina per Mrs. Bennet. Ha molti figli.

Charlotte Lucas
È la maggiore, di ventisette anni, dei figli dei Lucas. È una ragazza giudiziosa e intelligente. È intima amica di Elizabeth. Si sposa con Mr. Collins solo perché interessata alla sua posizione sociale e al suo denaro.

Lady Catherine de Bourgh
È una donna nobile, arrogante e piena di sé; i suoi modi sono altezzosi e prepotenti, ma nessuno che non abbia a che fare con lei ha il coraggio di rinfacciarglielo. Solo Elizabeth, che non le deve niente, ha il coraggio di rispondere e di tener testa a Sua Signoria, che si dimostra in questa situazione molto debole, colpita perché nessuno le aveva mai tenuto testa in quel modo. Ha la fama di essere donna energica e intelligente. La notorietà fra la gente del Derbyshire e dell’Hertfordshire è dovuta in parte al suo rango e alla sua ricchezza, in parte al suo fare autoritario. È sorella di Lady Anne Darcy, che è madre di Mr. e Miss Darcy. La sue ricchezze sono ingenti e il suo titolo nobiliare la pone ai vertici dell’aristocrazia del Derbyshire; possiede una maestosa residenza a Rosings-Park.

Miss de Bourgh
È l’unica figlia di Lady de Bourgh, perciò erede di Rosings-Park e di altre grandi proprietà. È assai graziosa e per Lady Catherine supera in bellezza tutte le altre ragazze poiché vi è nei suoi tratti qualcosa che denota la nobiltà dei suoi natali. Agli occhi di Lizzy, invece, appare come una giovane magra, pallida, non bella, debole. Miss de Bourgh è, infatti, di salute cagionevole, per cui non ha potuto proseguire gli studi e non ha potuto raggiungere quella perfezione a cui non avrebbe mancato di arrivare, secondo l’opinione “Obbiettiva” della signora che si occupa della sua educazione. La signorina è di un’estrema cortesia, così come i suoi tutori le avevano insegnato a comportarsi. La sua precaria salute non le consente di vivere in città e quindi non le permette di partecipare pienamente alla vita sociale.

Mr. Wickam
È un giovane ufficiale dal portamento elegante, dalla figura alta e snella e con un modo di fare simpatico e cordiale. Quando è in compagnia discorre con garbo e piacevolezza, parla con fare brillante, anche solo per trattare argomenti di poco interesse; tutto ciò di cui parla, anche se banale, diviene interessante. Ritiene di avere un carattere focoso ed impulsivo. Mr. Wickam non è molto obiettivo nel descrivere a Elizabeth la sua vicenda personale con Mr. Darcy, mettendolo in cattiva luce, quando in realtà era stato lui ad aver torto. Mr. Wickam ha avuto, infatti, una questione con Mr. Darcy circa un posto vacante della migliore fra le parrocchie che dipendevano dal defunto padre di Darcy. Elizabeth si invaghisce di lui, ma capisce solo in seguito, quando scoppia l’amore per Darcy, che tipo di persona è, arrogante, meschino, arrivista e arruffone. Egli ha cercato di convincere Miss Darcy a sposarlo solo per il suo patrimonio, vuole sposare Miss King solo per la sua dote, scappa con Lydia solo per ricavare vantaggio dal matrimonio. Conduce una vita sregolata e si indebita per il vizio del gioco d’azzardo. Sono sempre i soldi che lo spingono al contrasto con Darcy, con il quale aveva vissuto nell’infanzia e a cui era molto legato. Lavora come ufficiale nell’esercito inglese e riceve soldi ogni mese da Mr. Bennet, ciononostante riesce sempre a indebitarsi. Quanto al suo matrimonio con Lydia, si appiattisce e diventa anonimo dopo pochi mesi.

Mr. Collins
Uomo privo di intelligenza, nonostante sia stato educato e viva in società, sotto la protezione di Lady Catherine de Bourgh. Ha trascorso gran parte della sua gioventù sotto la guida di un padre avaro ed ignorante; ha frequentato l’università, ma ne aveva seguito i corsi senza trarne alcun profitto. Deve la sua eccessiva umiltà alla tirannia con la quale era stato educato da suo padre, ma ormai questa umiltà era controbilanciata da una grande presunzione, propria delle persone di debole carattere che si trovano d’un tratto favorite da un’improvvisa prosperità, infatti per un caso fortunato era stato raccomandato a Lady Catherine de Bourgh, mentre la curia di Hunsford era vacante; e la reverenza che egli provava per il rango della sua patronessa, unita ad una notevole fiducia in se stesso, nella propria autorità di ministro e nei suoi diritti di rettore, avevano fatto di lui uno strano impasto di orgoglio e di servilismo di boria e di umiltà. Alla morte di Mr. Bennet lui avrebbe ereditato la tenuta di Longbourn, in mancanza di un erede maschio figlio di Mr. Bennet, per questo vuole sposare una delle sue figlie, anche perché la loro bellezza è risaputa. Lizzy, la prescelta, lo rifiuta e per riconsolarsi decide di sposare Charlotte Lucas, più interessata al suo denaro che alla sua persona. Insomma Mr. Collins è un personaggio meschino, ipocrita, superbo e borioso; la sua figura ci fa provare un sentimento di pietà per questo pover’uomo, e ci viene quasi da ridere quando esalta le doti di Lady Catherine de Bourgh come se fosse una divinità.
Essendo un ecclesiastico si trova sotto la protezione di un nobile, che gli offre vitto e alloggio; inoltre quando Mr. Bennet morirà, egli prenderà possesso della tenuta di Longbourn e godrà di una rendita di circa duemila sterline annue.

I temi principali del romanzo sono proprio l’orgoglio di classe di Mr Darcy che dall’alto della sua posizione economica e sociale crede di non poter ricevere alcun rifiuto e il pregiudizio di Miss Elizabeth Bennet che crede invece di sapere e di conoscere una persona da ciò che si dice di lei. E’ una storia d’amore, anzi è una delle più belle storie d’amore mai scritte. Una storia poetica, ironica e intelligente i cui personaggi sono caratterizzati nei comportamenti e nella psicologia in maniera dettagliata e precisa. Romantica senza essere melensa e dolce senza sciocchi sentimentalismi. Differenze di classe, satira delle vanità e debolezze della vita domestica osservate da uno spirito arguto e implacabile. E’ un racconto davvero splendido che non può mancare nella biblioteca di un appassionato lettore.
Un libro delizioso.

Jane Austen (Steventon, 16 dicembre 1775 – Winchester, 18 luglio 1817) è stata una scrittrice britannica, figura di spicco della narrativa preromantica e una delle autrici più famose e conosciute d'Inghilterra.
Figlia del reverendo George Austen (un pastore anglicano) e di Cassandra Leigh, Jane Austen nacque il 16 dicembre del 1775 a Steventon, nello Hampshire, un piccolo villaggio nel sud-est dell'Inghilterra. Penultima di otto figli, sei maschi e due femmine (James, George, Edward, Henry Thomas, Francis William (Frank), Charles John, Jane e Cassandra Elizabeth), fu legata particolarmente alla sorella Cassandra (che, come l'autrice, non si sposerà mai), con la quale intrattenne una fitta corrispondenza andata per la maggior parte distrutta.
Jane trascorse il primo anno circa della sua vita presso una balia, come era uso per l'epoca. Crebbe in un ambiente vivace e culturalmente stimolante; il padre si occupò personalmente della sua educazione insegnandole il francese e le basi della lingua italiana e contribuì alla sua crescita letteraria grazie ad una collezione di libri che contava circa 500 volumi. Nel 1783, secondo le consuetudini familiari, Jane e Cassandra andarono a Oxford e in seguito a Southampton per approfondire la loro educazione insieme a Mrs. Ann Cawley. Dal 1785 al 1786 le sorelle Austen frequentarono la Abbey School di Reading e tornarono a casa nel dicembre di quell'anno. Tra il 1787 e il 1793 la Austen scrisse i suoi "Juvenilia" cioè tre raccolte, in genere dai toni umoristici o gotici, di racconti, poesie, bozze di romanzi e parodie che emulavano la letteratura dell'epoca e che erano scritti per divertire la ristretta cerchia di conoscenti a cui erano rivolti. Tutti i brani sono infatti dedicati ad amici e parenti, ad eccezione di "Edgar ed Emma".
"Amore e amicizia", il più famoso tra i "Juvenilia", è una parodia in forma epistolare dei racconti romantici. Le protagoniste (Laura, Isabel e Marianne) descrivono per corrispondenza le proprie emozioni amorose con toni forti e violenti dimenticando il decoro e il buon senso. La Austen tratterà questo tema approfonditamente pochi anni dopo: col personaggio di Marianne Dashwood in "Ragione e sentimento".
Tra il 1795 e il 1799 la Austen iniziò la stesura di quelli che diventeranno i suoi lavori più celebri: "Prime impressioni", prima bozza di "Orgoglio e pregiudizio" ed "Elinor e Marianne" che divenne "Ragione e sentimento". Nel 1795 lavorò anche a un racconto epistolare, "Lady Susan", e scrisse, appunto, il suo primo romanzo "Elinor e Marianne". Nel 1796 iniziò a lavorare al suo secondo romanzo "Prime impressioni", terminato nell'agosto del 1797 all'età di soli 21 anni. Colpito dalle doti letterarie della figlia, George Austen, nello stesso anno, contattò un editore proponendo la pubblicazione di "Prime impressioni" ma senza ottenere alcun esito positivo. Tra il 1797 e il 1798 la Austen rielaborò "Elinor e Marianne" eliminandone lo stile epistolare e avvicinandolo molto alla stesura finale di "Ragione e sentimento". Terminata la revisione iniziò la stesura di un nuovo romanzo che la impegnerà per circa un anno, inizialmente intitolato "Susan", poi diventato "L'abbazia di Northanger", satira del romanzo gotico molto in voga ai tempi della Austen. Venduto nel 1803 per 10 sterline da Henry Austen a un editore, Benjamin Crosby, non fu pubblicato finchè gli Austen non ne riacquistarono i diritti nel 1816.
Nel dicembre del 1800 il Reverendo Austen decise di lasciare Steventon per trasferirsi a Bath seguito dalla famiglia; durante il soggiorno nella città Jane scrisse "I Watson", rimasto incompleto, e lavorò ad alcune modifiche di "Susan". A Bath il padre morì improvvisamente nel 1805, lasciando la moglie e le due figlie in precarie condizioni finanziarie seppur aiutate da Edward, James, Henry, e Francis Austen. Nel 1806 le tre donne si trasferirono a Southampton, dal fratello Frank, e successivamente, nel 1809, a Chawton, un piccolo villaggio dell'Hampshire a pochi chilometri dal loro luogo di origine, dove il fratello Edward mise a disposizione della madre e delle sorelle un cottage di sua proprietà.
Dopo l'arrivo a Chawton, Jane Austen riuscì a far pubblicare quattro romanzi ottenendo un discreto successo. Tramite il fratello Henry, l'editore Thomas Egerton acconsentì nel 1811 a pubblicare "Ragione e sentimento" di cui si vendettero tutte le copie già a metà del 1813. Lo stesso Egerton pubblicò, nel gennaio del 1813, "Orgoglio e pregiudizio", ultima revisione di "Prime impressioni". Il romanzo fu accolto immediatamente molto bene e già nell'ottobre dello stesso anno ne fu stampata una seconda edizione. Nel 1812 iniziò la stesura di "Mansfield Park", terminato e pubblicato nel 1814, ne furono vendute tutte le copie in sei mesi.
Sempre nel 1814 iniziò la stesura di "Emma", concluso nel 1815 e pubblicato nel dicembre dello stesso anno da John Murray, noto editore di Londra. "Emma" fu l'ultimo romanzo della Austen pubblicato in vita. Infatti il suo ultimo e più maturo romanzo, "Persuasione" (che scrisse nel 1815), fu pubblicato postumo nel dicembre del 1817 insieme a "L'abbazia di Northanger" ancora inedito.
Nel 1816 la Austen si ammalò gravemente. Tra le varie ipotesi la più accreditata è quella che la Austen fosse stata colpita dal morbo di Addison, a quel tempo incurabile; nel 1817 la sorella Cassandra la condusse a Winchester, in cerca di una cura adeguata, ma in quella città la Austen morì e fu sepolta nella cattedrale.
Negli ultimi mesi di vita aveva continuato a scrivere iniziando la stesura di "Sanditon", un'ideale seguito di Persuasione, dove la Austen scrive una satira sul progresso e sulle sue conseguenze.
I suoi romanzi furono pubblicati anonimamente, semplicemente con indicazioni quali "by a Lady" o "by the autor of Sense and Sensibility". Nonostante in alcuni circoli aristocratici il nome dell'autrice fosse noto, solo con la pubblicazione postuma de "L'Abbazia di Northanger" e "Persuasione" il fratello Henry rivelò il nome dell'autrice al pubblico.
In vita Jane non lasciò mai la sua famiglia e morì nubile come la sorella; dopo la sua morte, la sorella Cassandra, e in seguito i fratelli e i loro discendenti, distrussero gran parte delle lettere e delle carte private che le erano appartenute. Il nipote J. E. Austen-Leigh ne scrisse una biografia, "A memoir of Jane Austen", pubblicata nel 1869; in essa la Austen viene presentata come una signorina esemplare, presa dalla vita domestica e dedita solo incidentalmente alla letteratura.